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Leggere Fagan è cosa buona e giusta …  

DIALOGANDO CON IL TONTO  (9)

di Giulio Toffoli

 

Capita raramente di vedere il Tonto girare per il centro con un libro sotto il braccio.

Lo fermo e gli chiedo: “Che fai di bello? Cosa leggi il solito classico …”

“No. – mi risponde sorridendo – Si tratta di una novità, se oggi si può dire novità un volume stampato tre mesi fa. In ogni caso un libro che tutti dovrebbero leggere per calibrare un poco meglio le proprie opinioni e uscire dal mondo delle impressioni occasionali e della manipolazione giornalistica”. Continua la lettura di Leggere Fagan è cosa buona e giusta …  

Ex malo bonum

di Rita Simonitto

Vigilia di Natale 2016. Dopo una cena a base di Knődel (gnocco di pane vecchio, uova e speck) in brodo (di dado) e un fondo di carciofo (decisamente gustoso), ci è sembrato utile rispolverare un vecchio (e famoso) film di F. Zinnemann, “Mezzogiorno di fuoco” (1952) che, più che un western, è un minuscolo breviario sulle dinamiche e i rapporti di potere, e quindi chiama in causa la Legge, la difesa del proprio territorio e i ruoli che si istituiscono all’interno di una (sia pur piccola) comunità.
A seguire (in fondo il film durava poco, 84’, sufficienti a dire l’essenziale), siamo incappati nel finale del 40° Festival del Circo a Montecarlo, con le mirabolanti esibizioni degli Sokolov, gli strepitosi acrobati russi, e la ‘ballerina dell’aria’, sempre russa, Anastassiya Makeeva con il suo tango aereo.
Poi siamo finiti in un Documentario molto avvincente e molto ben fatto – e che consiglio a tutti, quasi più ai grandi che ai piccini. Si tratta di “Bears”, di Keith Scholey, Alastair Fothergill, Canada, 2014, girato in Alaska all’interno del Katmai National Park and Preserve, dove si narra di un’orsa chiamata Sky ma soprattutto dei suoi due cuccioli, Amber e Scout, che devono da subito imparare delle lezioni molto importanti per la loro sopravvivenza. Continua la lettura di Ex malo bonum

Gabriel Celaya: la poesia è un’arma carica di futuro

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di Alessandro Scuro

Interessato in gioventù alle sperimentazioni formali e alle elucubrazioni oniriche dell’arte per l’arte, come la maggior parte dei suoi coetanei, Gabriel Celaya fu tra i molti che in seguito agli eventi del 18 luglio del 1936 trovarono inadeguati quei versi raffinati, colpevoli quegli artifici indifferenti ad una realtà che non poteva più essere ignorata senza complicità. I poeti in erba degli anni precedenti alla guerra, inevitabilmente influenzati dalla Generación del 27, si ritrovarono a vivere il dilemma maireniano, travolti da una barbarie che la ragione non poteva sopportare. La morte, l’esilio e il silenzio rassegnato al quale la censura e la repressione fascista avevano costretto i superstiti, lasciava quei giovani orfani della maggior parte dei propri riferimenti. Impossibile per loro mostrarsi docili verso l’ordine immutabile delle cose, dopo aver visto stravolgere con i propri occhi speranze e possibilità, soffocate dalla tradizione più nefasta. Continua la lettura di Gabriel Celaya: la poesia è un’arma carica di futuro

Sulla superstizione, il fondamentalismo e altre facezie del genere

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 di Giulio Toffoli

“Ma guarda te, se si può. – stava borbottando fra sé e sé Li Yu, mentre guardava una delle lettere che si erano raccolte negli ultimi giorni sulla sua scrivania – Da quanto tempo non sento più Wang Wei? Forse l’ultima volta ci siamo visti al tempo della Grande Rivoluzione Culturale e anche allora si trattò di un breve saluto del tutto occasionale.

Chissà cosa vorrà?” Continua la lettura di Sulla superstizione, il fondamentalismo e altre facezie del genere

Volto ambiguo di Calibano

calibano e la strega

di Giulio Toffoli

Viene in questo periodo riproposto il volume di Silvia Federici: Calibano e la strega. Le donne, il corpo e l’accumulazione originaria, edizione riveduta e aggiornata di Il grande Calibano – classico del femminismo marxista che la Federici scrisse con Leopoldina Fortunati negli anni Ottanta (Autonomedia 2014, ora Mimesis, pp. 234, euro 30,00). Le presentazioni critiche sono entusiaste. Ci si permetta di esprimere qualche dubbio prima di tutto metodologico e poi di merito. Continua la lettura di Volto ambiguo di Calibano

Dio Etica Libertà

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di Angelo Ricotta

Esistenza di Dio

L’esistenza di Dio non è provata secondo i canoni attuali della scienza, né lo è il contrario. Benché l’esistenza di Dio non sia logicamente incompatibile con le conoscenze scientifiche contemporanee purtuttavia se Dio esistesse davvero la scienza non avrebbe significato. Infatti Dio sarebbe proprio la teoria finale che si va cercando, non occorrerebbe indagare ulteriormente su altre ipotesi ma solo dedicarsi alla sua conoscenza o contemplazione. Al più solo la teologia rimarrebbe l’unica scienza e la pratica mistica l’unica attività sensata. Continua la lettura di Dio Etica Libertà

Scienza e poesia tra poco spose?

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Dialoghetto tra Samizdat e il Poeta  di Ennio Abate

Non è lontano il momento nel quale si comprenderà che ogni letteratura che si rifiuti di camminare fraternamente a fianco della scienza e della filosofia è una letteratura omicida e suicida.
(Charles Baudelaire, 1852)

Poeta – Hai letto? Vedi, lo diceva pure Baudelaire! Sto matrimonio s’ha da fare!

Samizdat – Non dico di no, ma per ora non c’è. Ed è complicatissimo realizzarlo. Tu la fai troppo facile. Innanzitutto la tua poesia continua a intendersela più con la religione che con la scienza. E poi l’altro sposalizio che sembra entusiasmarti – quello tra religione e scienza – è, sì, già avvenuto ma non è ben riuscito. Continua la lettura di Scienza e poesia tra poco spose?