Archivi tag: sogni

In memoria di Carmencita

 

di Arnaldo Éderle

 

Il suo rosso cuore

Pettinatela bene
la barese del mare,
che lei ci teneva
ai suoi capelli ricci
di permanente,
ricci e rossi, il suo ultimo
perpetuo colore: rosso
come il suo dolce forte
cuore.

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Il gatto e il vescovo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Giorgio Mannacio

1.
C’era una discussione continua tra mio padre e mio cugino Tommaso ( non conoscevamo all’epoca lo snobismo di Tomaso con una m sola). In verità si trattava di un parente lontano come sarebbe più corretto definire il rapporto, usando una precisa indeterminatezza. Ma la nostra terminologia genealogica non seguiva i criteri notarili del Codice civile. Bastava un matrimonio remoto o eventi simili, a volte anche soltanto la comunanza del cognome unita ad una simpatia o stima reciproche, e si entrava nella famiglia. Continua la lettura di Il gatto e il vescovo

Il Tonto e la società dello spettacolo

 

di Giulio Toffoli

Sono a fare il checkup semestrale alla Poliambulanza.
Entro e dopo aver atteso il mio turno agli sportelli mi avvio verso la zona dei prelievi. Sono lì seduto in attesa che esca sul monitor il mio numero e vedo uno, tutto scarmigliato, che cammina a larghe falcate per il corridoio con uno strano soprabito che sembra quasi un camice, bianco e lungo, con due code che si perdono nell’aria. Lo guardo bene e dico fra me e me:
“Ma sì, è lui – allora lo apostrofo ad alta voce con il classico – Ehi Tonto come va?”
Si voltano verso di me in quattro o cinque e mi guardano in cagnesco, quasi a dirmi:
“Ma chi l’ha autorizzata? A chi dà del tonto … Non si permetta …” Continua la lettura di Il Tonto e la società dello spettacolo

Cinque componimenti

                                                                               

di Antonio Sagredo

                                                                                         Ti ho sentito
                                                                             piangere dalla camera dove non ci sei
                                                                                                                              helle busacca

1.

Erano una vigilia pagana  le sei colonne corinzie, e come un santo sui padiglioni miravo il volto tumefatto della Supplica e fra movenze cardinali s’inceppava il mio passo, ma nel  suono dei sandali gli accesi ceri invocavano la cadenza di un ordine… la povertà su uno stendardo disegnava ecumeniche e  sordide denunce. Continua la lettura di Cinque componimenti

Poesie e Paroleggiando mestamente

di Rita Simonitto

…Orfeo fu a incominciare…

… e noi s’andava come per mannelle
lasciate o sottratte dalla falce
all’ostrica terra che giù ingoia
nelle viscere profonde i semi
come ha sempre fatto d’ogni cosa
lasciandone polvere su polvere. Continua la lettura di Poesie e Paroleggiando mestamente

Speriamo arrivi una ben diversa epoca

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di Franco Nova

Quand’ero giovane, avevo ali forti e instancabili,
ma non conoscevo le montagne.
Quando fui vecchio, conobbi le montagne
ma le ali stanche non tennero più dietro alla visione.
Il genio è saggezza e gioventù.
 

(Edgar Lee Masters, Spoon River)

Quest’autore, di cui saccheggerò ancora il bel libro di poesie, è uno di quelli che mi fanno amare la “Merica”. In effetti, mi sono formato, dai dieci anni in su, al cinema, alla musica leggera e jazz, alla letteratura, di quel paese aborrito per tutt’altri motivi. Poi ho letto, magari con ancora maggiore piacere, i russi, i francesi, Dickens e Oscar Wilde, ecc. Non ho mai però smesso di amare quanto di americano ho appena nominato. E Spoon River è stata la mia passione continua, mon livre de chevet. Continua la lettura di Speriamo arrivi una ben diversa epoca

Canto per Paola

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di Arnaldo Éderle

Ahi, la vita ti sostiene finché
la luce resta nelle stelle e nel sole
finché l’aria fresca dimora nei polmoni
finché tutto brilla nelle pupille e il cuore
pulsa i suoi piccoli battiti le labbra
s’aprono e si chiudono nella bella lingua. Continua la lettura di Canto per Paola

Capricci

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di Arnaldo Éderle

 

Come due arance

Ora faremo il resto, poeti generosi.
Quando s’avvia la macchina dei sogni
potrebbe sembrare la mia. Continua la lettura di Capricci

Poesie

solitudine a

di Michele Lazazzera

Michele Lazazzera usa il lessico italiano in modo originale, lo piega al proprio pensiero e non si lascia guidare da strutture consuete del discorso. Coniugando nomi, verbi, attributi in maniera quasi del tutto libera riesce a creare una poesia anarchica e un’idea di un sé astratto, non lineare. In questa cornice si adagia un discorso, ancora una volta, di solitudine, un tentativo di definire le distanze, le figure, i volumi di un mondo (esteriore e interiore) che non si lascia misurare. [S. Dell’A.] Continua la lettura di Poesie

Nomadi pesci e migranti

20031013
20031013

di Cristiana Fischer

Uno era bruno, alto, aveva gli occhi blu scuro, giovane, ricordo il nome Antòn. Io avevo compiuto undici anni e i giovani maschi adulti mi affascinavano. L’altro un po’ piú vecchio, biondiccio e piú basso, un professore, cosí si spiegavano in latino lui e mio padre. Profughi dall’Ungheria. Mia madre cuoceva gli spaghetti, i due li condivano con la marmellata o con il cacao. Forse, non ricordo se è successo davvero, si sono convinti dopo le prime volte a condirli con il ragú. Continua la lettura di Nomadi pesci e migranti