Archivi tag: Sud

Sul Sud scomparso di Cecilia Mangini

Segnalato su Facebook da PERCORSI PERVERSI a cura di Paolo Massari
(QUI)
Si possono vedere vari documentari di Cecilia Mangini. Il testo del sito è in inglese

Mittite li panni cca, Nannine /  Dunque così dentro le piangeva / tanta morte e separatezza / quando la cugina  si sposava / e andava via? // che è arrivate l’ore de la partenze // E i parenti distanti, in festa. // Ma a me spiace. Ché tu vai / per la tua morte. // Ah ci separiamo dunque / cugina odorata da bambino! // Frate e sore / cumme porte e feneste. / Scale, matune / e pure tu, lune! //  Nun tire nu bellu viente! / Niente, niente / nun ffa niente. // Io qua. Voi dove? / Voi già sotterra. //La natura / mi si strappa. // pirdite chi bene ve vole.

( da E. A. Immigratorio)

 

 

Disoccupazione e precarizzazione

Due osservazioni  sul mondo del lavoro

di Davide Morelli

Un intervento pacato e attento  sui drammi sociali quotidiani seppelliti dalla  chiacchiera dei social e della “politica”. [E. A.]

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Due modi di guardare le cose

a cura di Samizdat

Mi ha molto colpito il resoconto spoglio di Lanfranco Caminiti sugli effetti dell’epidemia in corso in un paese del Sud, mentre sono rimasto irritato dalla lettura di uno dei tanti “diari della quarantena” che si vanno scrivendo in queste settimane: quello pubblicato dallo psicanalista Sergio Benvenuto su Le parole e le cose 2. E non ho resistito alla tentazione polemica di contrapporli. Preferisco nettamente il primo modo di guardare quel che sta accadendo in questo Paese, pur avendo grande attenzione all’esplorazione psicanalitica dell’inconscio. Questa di Benvenuto mi pare però fondata su un pensiero politicamente pigro e immiserito. Discutiamone. [E. A.]

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Leonardo Sciascia e la letteratura come smascheramento del mondo e delle trame del potere

di Giorgio Riolo

Non è solo un anniversario (essendo nato a Racalmuto il 8 gennaio 1921) a muoverci e a ricordare Leonardo Sciascia. Ci sono letterati e intellettuali che hanno una presenza permanente, che ci accompagnano e ci aiutano a decifrare la nostra Italia, e, in senso lato, il mondo, in ogni dimensione, politica, culturale e antropologica. Ricordo qui solo Sciascia e Pasolini, soprattutto anche per il loro piglio profetico. Ma molti altri e molte altre potremmo ricordare.

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Sulle misere gioie di un’educazione cattolica

di Ennio Abate

Questi disegni, prodotti per lo più tra 1976 e 1978 – anni della interruzione della mia militanza politica e del “ritorno del represso”(Orlando), che nel mio caso ho chiamato “gioie dell’educazione cattolica” – corrono paralleli alle mie poeterie e al mio narratorio. E perciò, suddivisi in cinque sezioni, li introduco per ora con alcuni brani dalle une e dell’altro. [E. A.]

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Diario d’ospedale 1977

Tabea Nineo, Occhio infranto, 1977

Riordinadiario

Con qualche esitazione per i rischi di narcisismo che potrebbero esserci in queste pagine, pubblico il pezzo del mio Riordinadiario riferito ad alcuni mesi cruciali di un anno, che – sia sul piano personale che politico ha segnato un taglio traumatico delle speranze di maturità inseguite nel decennio precedente. Il corpo che s’ammala è – che coincidenza! – il mio e quello sociale e politico della “nuova sinistra”, nella quale mi ero fino ad allora riconosciuto. Le note registrano il brancolamento di un io estratto di colpo dalla vita quotidiana, non certo facile ma in apparenza più rassicurante di quella ospedalizzata. Contro la minaccia di cecità da intendere sia sul piano fisico e materiale, sia su quello politico e sociale (in entrambi i casi i segnali sembrano non poter più arrivare come prima) ma forse anche – ahi, Saramago! – su quello simbolico, l’io riconosce la sua fragilità e tenta di reagire come può. [E. A.]

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Stabat mater/Morte della casalinga oscura

Poeterie

Chi parla in questa poesia che scrissi nel 2007? Una madre del Sud. Si rivolge al figlio immigrato, che ha dovuto portarla a morire in mezzo ai «muri di nebbie» di una città del Nord invece che «sulla spiaggia/vicino al mare». E placa il senso di colpa di lui: vada «per vie più soleggiate» e la sua «ombra» di madre lo seguirà sempre.

La leggerò domani sera, mercoledì 17 aprile, presso la Pieve di San Giuliano – piazza San Matteo a Cologno Monzese – nell’ambito della iniziativa “Stabat Mater” organizzata dalla Officina delle Arti.[E. A.]

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Scusi, posso protestare anch’io?

Ricotta poesie

di Angelo Ricotta

Nero

Di una nuova luce oggi mi vesto
nera come il fondo del buio
aspetterete invano il mio ritorno
Sono occupato ad arginare il nulla Continua la lettura di Scusi, posso protestare anch’io?