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Politica del nemico

 di Ezio Partesana

 

La propaganda confonde spesso le cose, per convenienza e per effetto, ma più ancora impoverisce il linguaggio e i concetti, li riduce a uno e, quanto è possibile, a un poco meno di uno; poiché non deve mutare la realtà non è legata alla comprensione, ma il suo termine di riferimento sono le coscienze che deve far piombare nell’ignoranza, e dunque semplifica dove può.

Un esempio è l’uso della parola “terrorismo”. La violenza è accetta quando può essere ricondotta alla natura – sia essa un terremoto o il prezzo della manodopera immigrata – ma diventa un tabù non appena si rasenti la linea di confini che passa, invisibile oggi, tra le leggi del mondo e quella della giustizia.

“Terroristi” si chiamano a vicenda tutti quelli che sono in conflitto, perché “terrorista” è un termine spregevole, e essere un terrorista è una mala cosa. Sono terroristi gli Stati Uniti, i Palestinesi, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, Fidel Castro (anche se morto), i partigiani a mano a mano che non ne resta nessuno a chiedere conto, gli ebrei tutti, per definizione, e via seguendo con le multinazionali del farmaco o le Brigate rosse. Ora non è questione di etica della violenza: si può essere teneri come una colomba, ma anche le colombe hanno diritto a sapere di che cosa si parla. Vorrei allora proporre alcuni punti di riconoscimento, o un abbozzo di mappa, per navigare nelle notizie per lo più terribili che giungono, filtrate, a noi da ogni parte del mondo. E da casa nostra. Continua la lettura di Politica del nemico

Scrap-book da “Poliscritture FB”

a cura di Ennio Abate

1.
SEGNALAZIONE
Renato Curcio, L’egemonia digitale, Sensibili alle foglie, 2016


* Ieri sera, alla “Casa in Movimento” di Cologno Monzese, Renato Curcio ha presentato questo suo libro. Ha sottolineato con forza le modificazioni antropologiche indotte dalle nuove tecnologie, che stanno costruendo una “società artificiale” che impone un altro tipo di esperienza; ma anche la forbice crescente tra la velocità d’implementazione di tali tecnologie e il ritardo della percezione che ne abbiamo. Ha fatto l’esempio di un lavoratore che esegue le mansioni assegnategli non più da un capo in carne ed ossa ma tramite un bracciale della Motorola, che gli impone un tempo per ciascuna di esse: se le esegue in minor tempo viene premiato, se supera la media stabilita perde punti. Continua la lettura di Scrap-book da “Poliscritture FB”

Guerra al terrore: i fronti esterni e interni (2)

GuerraTerrorismo

TERZO FESTIVAL DI “LIMES”

di Donato Salzarulo

A) I FRONTI ESTERNI: LIBIA, IRAQ, SIRIA (Seduta antimeridiana)

1. – Sabato 5 marzo 2016, ore 10,30. Seconda giornata del III Festival di Limes. Genova, Palazzo Ducale, Salone del Maggior Consiglio. Alle 10 sono già seduto sulla sedia di una fila centrale. Ho un’ottima vista del palco per i relatori. L’interno è molto scenografico. Osservo le colonne laterali, le decorazioni, le statue, i due grandi lampadari di cristallo. Intanto, continuano ad arrivare persone, entrano volti coi capelli bianchi come i miei, ma anche di mezza età e più giovani. Non mancano gli studenti. Per ritrovarmi nel Salone, al primo piano che definiscono “nobile”, ho fatto la coda giù, all’imbocco dello scalone. Ho dovuto depositare l’ombrello in un locale attiguo, mettere borsello, cellulare, Continua la lettura di Guerra al terrore: i fronti esterni e interni (2)

Partita doppia

email abbiati - foto -

Il “Prologo” del romanzo e una riflessione di Carla Benedetti

di Maurilio Riva

Prologo (7÷11)

Mi chiamo Marco Minnella ma non è di me che vi devo parlare. Mi accingo a narrarvi le peripezie di un amico carissimo. Ho detto amico ma, pur fre­quentandolo da più di vent’anni, non sono sicuro che sia la definizione ade­guata.

Un tipo inquietante come ebbi modo di descriverlo un giorno, senza inten­zioni spregiative. Indubbio che Remo fosse un inquieto. Apparteneva alla razza di coloro che si caricano sulle spalle i mali del mondo anche se non c’era persona che si fosse sognata di chiederglielo. Un agnello sacrificale. Continua la lettura di Partita doppia