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ragazzi d’acqua dolce

di Angelo Australi

Il sasso era rimbalzato ben sette volte a pelo d’acqua, prima di andare sotto. Poco distante un pesce saltò e subito scomparve con in bocca qualche insetto, mentre da un canneto si alzarono in volo una coppia di fringuelli, cinguettando e rincorrendosi fino a che non sparirono nella vegetazione della riva. Spartaco fissò quei saltelli con uno sguardo concitato e pieno di soddisfazione, era stato un lancio perfetto e nessuno dei suoi compagni si sentiva stimolato a tentare di far meglio. Non facile da ripetere nemmeno per lui: un gran colpo di fortuna aver trovato quel ciottolo di uno spessore minimo, affusolato, perfettamente rotondo, e di averlo lanciato istintivamente in un punto ampio del fiume dove l’acqua rifletteva l’ombra di alcune forme astratte di paesaggio nella lucentezza dei colori del cielo fissati in quella superfice statica. Continua la lettura di ragazzi d’acqua dolce

Sul tragico destino del migrante. Una puntualizzazione

DIALOGANDO CON IL TONTO (10)
* Articolo e commenti in evidenza

di Giulio Toffoli

Sul tema delle migrazioni e su come intervenire per governarle e trovare soluzioni  non solo d’emergenza si discute e ci si divide da tempo. Anche qui su Poliscritture ( Cfr. qui e ora qui). Convinto che  ci sia ancora spazio  per il confronto tra posizioni diverse e  persino contrapposte e che da una discussione  portata fino in fondo, chi ad essa partecipa o ne segue l’andamento possa non solo farsi un’idea più chiara del problema ma anche decidere con più consapevolezza che fare (o non fare o lasciar fare), pubblico immediatamente questo nuovo dialogo-replica di Giulio Toffoli. [E. A.]

 

E’ il sabato in cui si conclude la manifestazione delle Mille Miglia, una delle vetrine di questa città. Sono uscito che c’era un debole solicello e ho incontrato il Tonto in piazza duomo; in pochi secondi ha incominciato a piovere e ci siamo trovati zuppi d’acqua. Continua la lettura di Sul tragico destino del migrante. Una puntualizzazione

Vero come la finzione

Simonitto film mela
di Rita Simonitto

 (Stranger than Fiction), di Marc Forster, 2006, USA)

Il film

[Partendo da un film, Rita Simonitto compone un piccolo saggio sulla conoscenza e sul divario – acuitosi nella storia umana – tra conoscenza logico-razionale e intuitivo-immaginifica (o, semplificando, tra bisogno di controllare con metodo la realtà esterna e bisogno di ascoltare le passioni che da quella interna o psichica provengono). Le peripezie di Harold Crick, il personaggio del film, sono le stesse dell’uomo novecentesco alle prese con il «disagio della civiltà» (Freud). Ma quanto le due dimensioni (che poi sono anche quelle del mito o del sogno e della storia) possono gradulamente integrarsi o, come troppo ottimisticamente si tende a dire, armonizzarsi? (E.A.]

Harold Crick, ispettore del servizio fiscale americano, ha una vita metodica scandita dal suo orologio digitale. La sua ossessività lo porta a contare tutto: dal numero dei colpi di spazzolino che dà ai denti, ai passi che compie fino alla fermata dell’autobus addentando la quotidiana mela. Ma un giorno, in bagno, durante i suoi maniacali conteggi, inizia a sentire una voce di donna che racconta momento per momento la sua quotidianità e a volte la anticipa con toni salaci e critici: è come una fastidiosa eco, un fantasmatico ‘specchio vocale’ che ‘riflette’ i suoi pensieri più intimi.
L’irruzione di una realtà ignota, una presenza che solo lui percepisce e di cui non capisce l’origine, lo inquieta al punto che non riesce a mantenere la sua abituale concentrazione, cosa che gli è indispensabile per il tipo di lavoro che fa e che assorbe tutte le sue energie. Continua la lettura di Vero come la finzione