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La panchina di Nora

di Francesco Luti con una introduzione di Angelo Australi

James Joyce vede per la prima volta Nora Barnacle il 10 giugno del 1904, ma è il 16 di quello stesso mese che hanno il loro primo appuntamento.

In questo stesso anno ha inizio l’esilio di James Joyce e di Nora Barnacle, prima sono a Parigi, poi Zurigo, ma ad ottobre si trasferiscono a Pola e infine a Trieste, dove avranno i figli Giorgio e Lucia e vivranno – quasi sempre in ristrettezze economiche – fino allo scoppio della prima guerra mondiale.

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Trieste

Caffè degli Specchi a Trieste

di Franco Tagliafierro

Questo è un altro capitolo del romanzo di formazione inedito, a cui sta lavorando Franco Tagliafierro.  Il primo è stato pubblicato qui [E. A.]

Arrivare a Trieste, prendere una camera in un albergo economico nei pressi della stazione, lasciare la valigia sulla panchetta apposita, darsi una rinfrescata, cambiarsi o non cambiarsi la camicia, meglio cambiarsela, scendere in strada, eccolo là un telefono pubblico, estrarre dal portafoglio il frammento di cartolina ripescato dal fondo di un cassetto, c’è scritto un numero e a fianco un nome, il numero potrebbe essere ancora lo stesso oppure no, pronto, la voce è la sua, bene, tutto più semplice, sono Orlando, tre anni fa, a Milano Marittima, la voce risponde all’istante, ma solo con esclamazioni generiche, il ricordo di lui non può non aver generato anche esclamazioni specifiche, che però rimangono mute, come di chi esita, lui dice sono a Trieste, la voce di lei si amplifica, si colora di allegria, dice questa sì che è una sorpresa, l’allegria autorizza lui a dire allora possiamo vederci, certo, anche subito, a metà strada, in piazza Unità d’Italia, vai sempre dritto per Riva 3 Novembre, fra mezzora nel Caffè degli Specchi, sarà bello incontrarci là.

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“Martiri delle foibe”: un po’ di chiarezza

1978 AI TEMPI DI MORO 1978 circa

di Alberto Panaro

Nel 2004 il governo di centrodestra, con l’avallo del centrosinistra, stabilì di celebrare il 10 febbraio (anniversario del Trattato di pace che nel 1947 aveva fissato i nuovi confini con la Jugoslavia) una “Giornata del Ricordo” per celebrare “i martiri delle foibe e dell’esodo istriano, fiumano e dalmata”. Una ricorrenza situata a dieci giorni dalla “Giornata della Memoria” (istituita nel 2000 per il ricordo dalla Shoah e di tutte le vittime e i perseguitati del nazifascismo). In questi anni il senso comune ha portato a fare di tutto un polverone, cosicché si parla correntemente di “foibe” come “olocausto degli italiani”. Continua la lettura di “Martiri delle foibe”: un po’ di chiarezza