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Da “La Notte delle Croci e delle Morti”

di Mauro Mazzucchelli e Danilo Oggionni

Mondiali di calcio 2006, concerto metal, festa, personaggi freak e borderline, attrazioni «animalesche e depravate», linguaggio «crudo e diretto» ( cazzo e figa a tutto spiano in numerose pagine), colpi di scena, un percorso che parrebbe di «discesa interiore» nell’animo del protagonista di nome Brando, «dialoghi alla Tarantino», «valzer di droghe, donne e sangue». Così i due giovani autori presentano questo loro romanzo…. Che sia lontanissimo dalla mia sensibilità non m’impedisce di segnalarlo su Poliscritture pubblicandone un capitolo. [E. A.]

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Che bello fotografare

di Arnaldo Éderle

Da tempo Arnaldo Éderle aveva scelto Poliscritture come luogo ospitale per i suoi poemetti. E me li ha mandati, sempre più numerosi,  in questi anni che hanno preceduto la sua improvvisa morte. Avevo pattuito con lui che li avrei pubblicati mano mano, distanziati nel tempo. Tre me ne sono rimasti in lista. Questo sulla  fotografia stabilisce un confronto tra immagine e parola e ribadisce, proprio in un’epoca che la sta negando, la fiducia nel primato della parola poetica che « miracolosamente, salva lo spirito/ nella sua eternità». [E. A.]

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Amy Winehouse

di Paolo Carnevali

[Tratto da Don’t Panic Magazine music underground]

 

Amy Winehouse ci ha lasciato troppo presto, incarnando il mito dei poeti maledetti, personaggi che decidono di distaccarsi dagli ideali della società di massa. Incompresi, spesso con vite autodistruttrici, riconosciuti più dopo la loro morte che durante la loro vita. La cantante britannica, inizia ad avere problemi di Continua la lettura di Amy Winehouse

Sulla salvezza

 

di Davide Morelli
Vanno dosate le forze e soppesate le parole. Bisogna evitare di scadere nelle ovvietà e nelle semplificazioni. È lecito contraddirsi perché la realtà è essa stessa contraddittoria. Aveva ragione Walt Whitman: chi si contraddice vuol dire che contiene “moltitudini”. Inoltre è risaputo che chi si contraddice spesso diventa per questo motivo una persona coerente. Mai arroccarsi troppo sulle nostre posizioni. Bisogna andare oltre la sedimentazione del vissuto. Di tanto in tanto quel che resta di un giorno trascorso è una reminiscenza. Spesso non resta niente. Ci sono giorni comuni come fiori di campo e giorni speciali come le rose. Continua la lettura di Sulla salvezza

La visita

di Paolo Carnevali

Amavo scrivere e leggere, due passioni che associavo a una terza, quella per il mare: aveva un effetto energetico nuotare nelle sue acque fredde nei primi giorni di Maggio, quando l’odore del salmastro si attaccava alla pelle. Era allora che i ricordi cadevano leggeri, avvolti in un magico e soffice silenzio, che offuscava l’orizzonte di un velo melanconico. Era allora che immaginavo lo scorrere della vita, seduto con la testa tra le mani, sulla spiaggia deserta, come un pagliaccio che sorride tristemente, incapace di fermare o chiudere le immagini dell’infinito orizzonte del mare. Al mare, tra l’altro, mi era facile incontrare alcuni vecchi amici e, in particolare, lo scrittore Carlo Cassola con il quale avevo instaurato un bel rapporto. Così, anche quella volta, raggiunsi Marina di Cecina, nella speranza di incontrare tutti, ma soprattutto lui, il mio amico scrittore. Continua la lettura di La visita

Apulia

di  Arnaldo Éderle

 

(Raccontino suggerito)

A Nella-Tommasina

(La mia terra perduta: Apulia, la casa:
un lungo viale, svolta a destra dopo
le carceri, la strada a metà delle palazzine
gemelle a due piani, numeri 48 e 50
un grande atrio: mio nonno Felice usciva
col tabarro sulla strada non asfaltata.
Mia madre andava in città a trovare la sorella,
noi le correvamo dietro disperati) Continua la lettura di Apulia

“Obscurandum” e tre spartiti di musica contemporanea

 

di Fabio Strinati

Poter scorgere l’Assoluto ( o fine supremo )
dentro “ un noi “, ch’è richiamo verus
in un oscuro barlume a volte,
birifrazione del nostro pensiero
tutt’altro che mera parvenza.
Anziché avvertire dentro,
come una scienza
in stato di burbero zelo, in sé,
au-delà di un’anima
com’essa al di fuori si mostra,
gli occhi del tragitto sulla strada
della conoscenza. Continua la lettura di “Obscurandum” e tre spartiti di musica contemporanea

Il fiato

 

di Arnaldo Éderle

Il fiato di scagliare una piccola cenere
lontano dalla poltrona il fiato
di allontanarla da me di pulire il mio
posto, di renderlo immune dallo strazio
del fumo e dalla sporcizia del vizio.
Ecco, questo vorrei ogni minuto, ma
il mio strazio non si consuma resta lì Continua la lettura di Il fiato

Verso la strada degli innocenti

di Giorgio Mannacio

1.

Un amico filosofo – Ezio Partesana – mi ha segnalato un testo raccomandandomene la lettura.

            Eccone i dati, per chi volesse leggerlo: Precursori dello sterminio – Binding e Hoche all’origine dell’“eutanasia” dei malati di mente in Germania – a cura di Ernesto De Cristofaro e Carlo Saletti, Ombre corte, Città di Castello 2012 (€ 12,00 ). Si tratta di un libro di ridotte dimensioni (93 pagine compresa la bibliografia ) ma validissimo nei suoi contenuti. Ecco le ragioni di tale giudizio. Per una fortunata coincidenza lo scopro nel Giorno della Memoria, che tiene insieme in vario modo – sempre altamente drammatico – Storia e Cultura. In questa esigua pubblicazione si affronta un tema che – uscendo dalla specificità della vicenda dello Sterminio – penetra nei problemi dell’eutanasia e dei cosiddetti diritti di nascere, vivere e morire. Ma allo Sterminio il libro ci costringe, con la sua logica, ad entrare. Continua la lettura di Verso la strada degli innocenti

Appunti politici (10): Su “Comunismo di F. Fortini”. Una polemica con C. Fischer

di Ennio Abate

Replico  ai commenti lasciati da Cristiana Fischer sotto i post che ho  dedicato a «Comunismo di F. Fortini» (qui, qui e qui). [E. A.]

1.
No, non credo si tratti  di pignoleria ma semplicemente di anticomunismo quasi viscerale (che è per me il peggiore). I tuoi commenti svelano, infatti, molto del tuo atteggiamento verso Fortini, un autore che conosci poco, e il suo marxismo. Rigettano, infatti, in un sol colpo il concetto e la parola ‘comunismo’ e l’interpretazione che ne dà Fortini nell’articolo in questione. E hanno un intento preciso: sbarazzarsi dei problemi che quell’idea e quella storia (novecentesca) potrebbero ancora riportare a galla.
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