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Vicofaro un mese dopo

di Marisa Salabelle 

Le lotte che nascono dal basso e isolate possono sempre essere soffocate o morire tra l’indifferenza delle maggioranze silenziose.  Questa del  CAS (Centro di Accoglienza Straordinario) di Vicofaro, di cui Marisa Salabelle sta facendo con tenacia la puntuale cronaca, oggi respira male.  E noi pure – almeno quelli che non accettano le politiche di respingimento o di sfruttamento dei migranti – siamo in affanno.  Si ripropone, perciò, il semplice ma sempre più arduo problema: che fare? Chi ha esperienze, anche minime, di militanza  sa la fatica materiale e il coraggio necessari per affrontare nel concreto le situazioni quotidiane, soddisfare i bisogni dei corpi, curare i pensieri e i sentimenti di quanti lottano in prima persona. In questo caso don Biancalani, i migranti, i volontari che a Pistoia non cedono. Ma sa pure che oggi a fiaccare gli animi dei simpatizzanti della Causa dei migranti sono soprattutto i discorsi che stanno prevalendo sul piano politico e culturale a causa della piega repressiva impressa al governo soprattutto dal ministro Salvini.  Dobbiamo impedire che crescano le complicità o le neutralità dei  “non sono razzista ma…”.  E, abbiamo bisogno più che mai  di “provocatori” – preti e non –  che, contro chi  urla: “Prima gli italiani” o tentenna e rispolvera idee di nazione  e di sovranità nazionale,  tornino a dire: “Prima gli umani”, “ Prima chi sta in basso”, “Prima i proletari”.  È una questione di civiltà, come ha ricordato Romano Luperini di recente (qui). Vorrei che su Poliscritture si moltiplicassero i contributi che critichino  i pregiudizi razzisti, religiosi, ideologici. Sarebbe un modo per aiutare la lotta in corso a Vicofaro . [E. A.]    Continua la lettura di Vicofaro un mese dopo

Breve la vita felice di Salvatore D.

di Giorgio Mannacio

1.
Il titolo di questo racconto è la parafrasi di quello di un celebre testo di E. Hemigway: Breve la vita felice di Francis Macomber. Cosa unisce questi due personaggi ? Nulla e tutto. Nei rimasugli del mio francese ho trovato una locuzione curiosa : Chateaux en Espagne che corrisponde al nostro Castelli in aria o Castelli di sabbia: insomma un progetto costruito con materiale friabili e indegni di essere utilizzati. Ecco quello che unisce Hemingway a Salvatore D.: la Spagna. Per quello che li divide si vedrà. Non ho voluto scrivere per intero il cognome di Salvatore. Posso dire che rimanda ad una città della Grecia classica e mi piace pensare che ciò attesti un’antica e quasi nobile origine della famiglia, poverissima, della quale faceva parte. Continua la lettura di Breve la vita felice di Salvatore D.