Archivi annuali: 2016

Icaro

Dal blog “Un’anima e tre ali”

di Paolo Statuti

 

Quanti scrittori, poeti, pittori si sono ispirati alla leggenda di Dedalo e Icaro! Possiamo intenderla in vari modi: come nostalgia della terra natale, come esaltazione del talento e delle possibilità dell’uomo, come realizzazione dei propri sogni, o come fallimento di questi ultimi per eccesso di audacia o per troppa bramosia. Breughel il Vecchio nel suo celebre dipinto “Paesaggio con la caduta di Icaro”, e altri che si sono ispirati al suo quadro, mettono invece soprattutto in risalto l’indifferenza umana per le vicende altrui, per le disgrazie degli altri. I testi che pubblico oggi si inquadrano appunto in questa triste interpretazione, che non fa certo onore all’umanità. Continua la lettura di Icaro

Noi e loro. Nello specchio di Facebook verso la fine del 2016

*In evidenza*
Da “Poliscritturte FB” a “Poliscritture sito”

Questo post (come in futuro altri su temi importanti) rimarrà in primo piano per un certo numero di giorni in modo da permettere  riflessioni approfondite, segnalazioni repliche e controrepliche meditate e non solo contingenti o frettolose. Le pubblicazioni ordinarie degli altri post continueranno come al solito e i lettori le troveranno sotto quello *in evidenza*. 

di Ennio Abate

È un luogo comune dire che su Facebook prevale la chiacchiera più stupida e che una discussione approfondita è impossibile. Può darsi. Eppure a volte in questo specchio tecnologico si riflettono e si depositano – frettolosi e impulsivi, meditati e fermi –pensieri “veri” anche se concisi, immaginari che altrove teniamo sotto controllo, ideologie più o meno dichiarate. Una scoppiettante discussione è avvenuta in questi ultimi giorni su “Poliscritture FB” attorno al post di Alessandro Dal Lago fieramente ostile alle posizioni di Grillo e del M5S sull’emigrazione. Esso ha calamitato inquietudini, malumori, ostilità. Anche di amici. E, dopo alcune repliche, alcuni di loro hanno poi preferito ritirarsi dalla discussione o tacere. Eppure la questione affiorata (cosa fare di fronte all’emigrazione?) è davvero una cartina di tornasole, un problema con cui misurarsi fino in fondo (politicamente e poeticamente). Non è la prima volta che qui su Poliscritture ci giriamo intorno (o – a me pare- l’aggiriamo). Perché è questione drammaticamente urgente e specifica, che però svela presto – ardui da capire e ancora più da affrontare – risvolti geopolitici (l’uso strumentale che tendono a fare dei migranti le grandi potenze; l’ambiguità dell’UE o del governo italiano) e storico-culturali (ci sono altre vie oltre a quelle oggi praticate che si rifanno all’universalismo solidaristico cattolico e/o illuministico oppure al nazionalismo più o meno identitario e differenzialista che si batte per il “prima noi italiani”?). È possibile dire su tale questione: “Noi di Poliscritture pensiamo questo e questo”? È possibile dire: “ Non condivido quanto scrive Dal Lago per questi motivi; e invece condivido le posizioni di Grillo e del M5S o di altri per questi motivi”? A me pare di sì. E perciò, sperando in ulteriori approfondimenti, ripropongo qui tutti gli interventi. [E. A.] Continua la lettura di Noi e loro. Nello specchio di Facebook verso la fine del 2016

Natalizie

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Mi piace aprire questo post con le ultime parole di un recente commento [qui] di Giorgio Mannacio: «ci muoviamo nel campo della Politica […] che va recuperata in tutti i suoi migliori aspetti. Lo riconosco: è la scoperta dell’uovo di Colombo e tutto il mio discorso è una sorta di meditazione personale ridotta in scrittura. Tre motivi suonano in essa: 1) siamo tutti eguali; 2) non uccidere; 3 ) al di fuori dei primi due la Politica è barbarie. Buon Natale». Anche se, nelle attuali circostanze, più che valori condivisi e praticati  i tre punti mi appaiono auspici purtroppo smentiti dalle guerre occidentali in corso e dagli atti terroristici – ultimo quello di lunedì sera  21 dicembre 2016 nel mercatino natalizio di Breitscheidplatz a Berlino – che ad esse rispondono in un vortice inarrestabile di follia e oscuri disegni. Ancora un Natale insanguinato, dunque.

La scelta dei tre testi che seguono è dovuta al caso. Quello iniziale in prosa di Pasquale Balestriere mi ha offerto lo spunto per il post: presenta – sue parole – un Natale «visto con gli occhi ingenui e paesani di una memoria bambina, quindi innocente e (quasi) fuori del tempo». Il secondo di Giorgio Mannacio coglie con sarcasmo e disincanto la realtà desacralizzata dei Natali cittadini. E, infine, quello di Armando Tagliavento, il bidello-scrittore che ancora voglio ricordare in questa occasione, mugola la disperazione solitaria e violenta di tanti ignoti, sbandati e poveri, alle prese col freddo nelle vie luccicanti e ostili delle metropoli. Continua la lettura di Natalizie

Bellissimo profondissimo cielo

René Magritte

di Arnaldo Éderle

 

Bellissimo profondo
cielo.
Di lì guardavo l’infinito
pieno di nulla, pieno di
tutto.
E il mondo
era tutto qui giù con me.
E il collo di una
bottiglietta sul mio tavolino
puntava verso l’alto
per succhiarselo tutto
nella sua piccola pancia. Continua la lettura di Bellissimo profondissimo cielo

‘Il cammino delle comete’

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di Isidora Tesic

Con questo post una giovane poetessa, Isidora Tesic*, inizia a collaborare con Poliscritture. Terrà in piena libertà una sua rubrica, ‘cammino delle comete’, che, come lei scrive,  vuole essere «un percorso per sentimento  nella poesia italiana e internazionale, per scrivere, in brevi commenti, della poesia l’impronta che resta dopo averla letta. La seconda voce, l’eco interiore che risuona nel silenzio di fine recita, e che tramanda onestà universali. Ciascuno interrogando, per restituire tempo alla coscienza ed alla evocazione». Commenti benevoli o critici accompagneranno – si spera – la sua avventura in nostra compagnia. [E. A.]

Continua la lettura di ‘Il cammino delle comete’

QUADRO 3 AL 14 DIC. 2016 *Titolo possibile: Guerre sempre

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Un beffardo mefistofelico specchio

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Rielaborazione ad olio usando la riproduzione in fotocopia di ” Un beffardo mefistofelico specchio (periodo nero)

Appunti politici (2): Improvviso poco musicale

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di Ennio Abate

« Allora cerchiamo di capire, nei limiti del possibile, quali sono le dinamiche in gioco e il posto che noi, come nazione nello scacchiere, occupiamo». (Simonitto)

1.
«Cerchiamo di capire» mi sta bene. Chi sono quelli che devono cercare di capire è, mi pare, alquanto incerto, perché – per me – è incerto chi sia questo “noi” che deve capire e cosa deve capire. È un «noi, come nazione»? Mi pare che rispondano sì Bugliani, Fischer, Paraboschi e Simonitto (e ovviamente, in altre sedi e per ora non in questo post, Buffagni e La Grassa). Continua la lettura di Appunti politici (2): Improvviso poco musicale

QUADRO 3 ALL’8 DIC. 2016 *Titolo possibile: Guerre sempre

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La Rivolta

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Testi inediti  per “Poliscritture”

di Guido Oldani

La rivolta

i social, come tanti tritacarne,
annullano i giornali in carta e inchiostro
e il parlottare dei televisori,
sfiancati buttafuori dei poteri.
e i computer, se una parola sola,
al cittadino pur così imbeccato,
dicessero ma vera sui denari,
allora il meteo si prodigherebbe:
rosso allarme, pericolo di spari. Continua la lettura di La Rivolta