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	Commenti a: Eventi (virtuali) di poesia	</title>
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	<description>                             a cura di Ennio Abate</description>
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		<title>
		Di: Ennio Abate		</title>
		<link>https://www.poliscritture.it/2021/07/07/eventi-virtuali-di-poesia/#comment-103454</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ennio Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 18:24:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ai tempi del Laboratorio Moltinpoesia esaminai l&#039;antologia Parola plurale di Cortellessa ed altri.  Oggi ci sarebbe da criticare o almeno commentare questo scritto che mi era sfuggito di Matteo Marchesini ( uscito sul Foglio il 16 marzo 2013) e che ho visto per caso ripreso da L&#039;Ombra delle Parole (https://lombradelleparole.wordpress.com/2015/07/31/matteo-marchesini-quel-che-resta-della-poesia-la-poesia-del-corpo-la-pseudopoesia-la-mutazione-genetica-dei-poeti-italiani-la-poeticita-privatistica-e-lautor/).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ai tempi del Laboratorio Moltinpoesia esaminai l&#8217;antologia Parola plurale di Cortellessa ed altri.  Oggi ci sarebbe da criticare o almeno commentare questo scritto che mi era sfuggito di Matteo Marchesini ( uscito sul Foglio il 16 marzo 2013) e che ho visto per caso ripreso da L&#8217;Ombra delle Parole (<a href="https://lombradelleparole.wordpress.com/2015/07/31/matteo-marchesini-quel-che-resta-della-poesia-la-poesia-del-corpo-la-pseudopoesia-la-mutazione-genetica-dei-poeti-italiani-la-poeticita-privatistica-e-lautor/" rel="nofollow ugc">https://lombradelleparole.wordpress.com/2015/07/31/matteo-marchesini-quel-che-resta-della-poesia-la-poesia-del-corpo-la-pseudopoesia-la-mutazione-genetica-dei-poeti-italiani-la-poeticita-privatistica-e-lautor/</a>).</p>
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		<title>
		Di: cristiana fischer		</title>
		<link>https://www.poliscritture.it/2021/07/07/eventi-virtuali-di-poesia/#comment-103443</link>

		<dc:creator><![CDATA[cristiana fischer]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 16:11:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Venti, ombre, crepuscoli e gabbiani in volo. E&#039; un problemaccio, abitare quelle contrade aeree senza un centesimo in tasca e lontanissima da passanti indaffarati che nemmeno alzano il naso al cielo. Se le poesie le trovassi sul foglio di giornale che incarta il pesce, occhiata immediata e lampo di intesa a seguire, se la incocciassi sul calendario che regalano i negozianti a fine d&#039;anno, un giorno sì e dieci no, in mesi diversi per creare una  attesa, se l&#039;annunciatrice del telegiornale  concludesse le notizie con una poesietta di commento e commiato... di modo che l&#039;abitudine alla poesia/alle poesie affinasse l&#039;orecchio, l&#039;eco interna, una attesa ormai scontata... diffidente o speranzosa, per respingere, o farsi sorprendere, per riflettere, o che metta un seme sottoterra e magari germoglia. 
Rari nantes, i poeti, chiusi nei circoletti separati, a spalancare il vuoto in cui lanciare il
lirismo. Più rarefatto della stessa aria che, altrimenti, non lo reggerebbe. 
Poesie come respirare: aria comune, leggera/pesante, fredda o bollente, giallastra di  scarichi e svaporata in memorie, elettrica di temporali, densa di fiati, trasparente di bolla isolata. In 1, 10, 1000 poesie voglio riconoscermi e incontrare, nel linguaggio che si approssima e tenta e riprova, a raggiungere un -quasi- attimo di coincidenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venti, ombre, crepuscoli e gabbiani in volo. E&#8217; un problemaccio, abitare quelle contrade aeree senza un centesimo in tasca e lontanissima da passanti indaffarati che nemmeno alzano il naso al cielo. Se le poesie le trovassi sul foglio di giornale che incarta il pesce, occhiata immediata e lampo di intesa a seguire, se la incocciassi sul calendario che regalano i negozianti a fine d&#8217;anno, un giorno sì e dieci no, in mesi diversi per creare una  attesa, se l&#8217;annunciatrice del telegiornale  concludesse le notizie con una poesietta di commento e commiato&#8230; di modo che l&#8217;abitudine alla poesia/alle poesie affinasse l&#8217;orecchio, l&#8217;eco interna, una attesa ormai scontata&#8230; diffidente o speranzosa, per respingere, o farsi sorprendere, per riflettere, o che metta un seme sottoterra e magari germoglia.<br />
Rari nantes, i poeti, chiusi nei circoletti separati, a spalancare il vuoto in cui lanciare il<br />
lirismo. Più rarefatto della stessa aria che, altrimenti, non lo reggerebbe.<br />
Poesie come respirare: aria comune, leggera/pesante, fredda o bollente, giallastra di  scarichi e svaporata in memorie, elettrica di temporali, densa di fiati, trasparente di bolla isolata. In 1, 10, 1000 poesie voglio riconoscermi e incontrare, nel linguaggio che si approssima e tenta e riprova, a raggiungere un -quasi- attimo di coincidenza.</p>
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		Di: Emilia		</title>
		<link>https://www.poliscritture.it/2021/07/07/eventi-virtuali-di-poesia/#comment-103412</link>

		<dc:creator><![CDATA[Emilia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2021 20:01:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ciao Luca!
E grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Luca!<br />
E grazie</p>
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