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	Commenti a: Fortini, la guerra, la pace	</title>
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	<description>                             a cura di Ennio Abate</description>
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		Di: Lorenzo Galbiati		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 20:06:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo è un piccolo saggio davvero notevole che meriterebbe eccome un posto in una pubblicazione.
Ho letto di recente I cani del Sinai, riportando la conferma che Fortini ha precorso i tempi, visto che già nel 1967 ha posto delle basi interpretative sulla questione palestinese che con il tempo sono diventate i presupposti politici del movimento proPalestina. Io stesso riconosco in quel che scrive vari spunti teorici che ho desunto da altre fonti, altri cammini, pur avendo spesso incrociato il nome di Fortini proprio negli ambienti proPalestina - senza approfondirlo mai.
Poi c&#039;è la questione del rapporto tra politica e morale e fede religiosa. Fortini aveva una &quot;fede cristiana&quot;? La sua conversione non fu opportunistica?
E poi il rapporto con la guerra, il pacifismo, la nonviolenza. Una lettera con Capitini, vedo, un uomo molto complesso, solo e tormentato per rimarcare la sua distanza dal pacifismo... e qui ci sarebbe da discutere sui rapporti tra marxismo e violenza ossia tra marxismo e pacifismo - o nonviolenza. Si parla dopo con Ingrao di nonviolenza attiva: in effetti, che io sappia, Capitini non si è mai dichiarato pacifista ma nonviolento in modo attivo, avendo preso la sua impostazione da Gandhi. 
Poi la guerra del Golfo.
Nel 1991 leggevo spesso il Manifesto, chissà forse ho letto il suo articolo sulle otto ragioni contro la guerra. Io allora rimasi colpito da un prete, Ernesto Balducci, che disse in tivù, alla Rai, che se era una guerra, allora i militari dovevano disertare. All&#039;epoca facevo il servizio civile al centro per disabili del comune di una Cernusco sul Naviglio con il sindaco agli arresti domiciliari per tangentopoli.
E Giovanni Paolo secondo si oppose alla guerra all&#039;Iraq in modo a dire il vero più forte di quello che sta facendo papa Francesco contro le varie guerre di oggi. 
Secondo Ernesto Balducci, quella guerra del 1991, più che la caduta del muro, ha posto fine alla storia moderna - ma non ha fatto in tempo a elaborare il suo discorso, essendo morto nel 1992. E&#039; stata l&#039;ultima grande guerra fatta con il consenso dell&#039;Onu, l&#039;unica per una giusta causa, in teoria. Ma il Medio Oriente oggi è quello che è. E l&#039;Onu è quello che è. E dopo quella guerra &quot;legittima&quot;, la prima con l&#039;astensione del Pci in Parlamento (per arrivare a D&#039;Alema che vota a favore per la guerra in Kosovo), la guerra non è ora tornata a far da padrona?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è un piccolo saggio davvero notevole che meriterebbe eccome un posto in una pubblicazione.<br />
Ho letto di recente I cani del Sinai, riportando la conferma che Fortini ha precorso i tempi, visto che già nel 1967 ha posto delle basi interpretative sulla questione palestinese che con il tempo sono diventate i presupposti politici del movimento proPalestina. Io stesso riconosco in quel che scrive vari spunti teorici che ho desunto da altre fonti, altri cammini, pur avendo spesso incrociato il nome di Fortini proprio negli ambienti proPalestina &#8211; senza approfondirlo mai.<br />
Poi c&#8217;è la questione del rapporto tra politica e morale e fede religiosa. Fortini aveva una &#8220;fede cristiana&#8221;? La sua conversione non fu opportunistica?<br />
E poi il rapporto con la guerra, il pacifismo, la nonviolenza. Una lettera con Capitini, vedo, un uomo molto complesso, solo e tormentato per rimarcare la sua distanza dal pacifismo&#8230; e qui ci sarebbe da discutere sui rapporti tra marxismo e violenza ossia tra marxismo e pacifismo &#8211; o nonviolenza. Si parla dopo con Ingrao di nonviolenza attiva: in effetti, che io sappia, Capitini non si è mai dichiarato pacifista ma nonviolento in modo attivo, avendo preso la sua impostazione da Gandhi.<br />
Poi la guerra del Golfo.<br />
Nel 1991 leggevo spesso il Manifesto, chissà forse ho letto il suo articolo sulle otto ragioni contro la guerra. Io allora rimasi colpito da un prete, Ernesto Balducci, che disse in tivù, alla Rai, che se era una guerra, allora i militari dovevano disertare. All&#8217;epoca facevo il servizio civile al centro per disabili del comune di una Cernusco sul Naviglio con il sindaco agli arresti domiciliari per tangentopoli.<br />
E Giovanni Paolo secondo si oppose alla guerra all&#8217;Iraq in modo a dire il vero più forte di quello che sta facendo papa Francesco contro le varie guerre di oggi.<br />
Secondo Ernesto Balducci, quella guerra del 1991, più che la caduta del muro, ha posto fine alla storia moderna &#8211; ma non ha fatto in tempo a elaborare il suo discorso, essendo morto nel 1992. E&#8217; stata l&#8217;ultima grande guerra fatta con il consenso dell&#8217;Onu, l&#8217;unica per una giusta causa, in teoria. Ma il Medio Oriente oggi è quello che è. E l&#8217;Onu è quello che è. E dopo quella guerra &#8220;legittima&#8221;, la prima con l&#8217;astensione del Pci in Parlamento (per arrivare a D&#8217;Alema che vota a favore per la guerra in Kosovo), la guerra non è ora tornata a far da padrona?</p>
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