Archivi annuali: 2022

Sraffa, Marx e la primavera

di Paolo Di Marco

1- il quadrato magico Continua la lettura di Sraffa, Marx e la primavera

Adelante, Raffaele, con juicio

IN POLEMICA CON L’ARTICOLO
“OPERAISMO,
UN’ILLUSIONE ALLA PISACANE?”
DI RAFFAELE SIMONE
 

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L’umiliazione

Da A vocazzione, capitolo: Mazz’e panelle. La scuola dei signori

di Ennio Abate

Cumme succerette na vote, sotte Natale, quande iette a parlà, assieme a u guaglione, cu nu miezze cunuscente, nu certe Zarbutte, ca faceve o preside e scola medie.  Iette pe se fa cunsiglià si aveva ‘scriver’ o no o figlie rint’a scola medie e Piazze re sciuri. Ca  a gente riceve ca o palazze ere viecchie, ngere stata a guerre, ere lesionate ra e bombe e puteve caré. E  sapite che  succerette? (Ca o guaglione, ca ere jute cu Nannnìne, so ricurdaie pe tutta a vite). Succerett’e ca doppe ca isse e Nannine avevene aspettate dint’o salotte pe nu belle poche e  doppe ca Nannine aveve parlate cu stu preside Zarbutte, ca ng’aveve ritte sì, sì, nun ve preoccupate, e se ne stevene pe ascì, trasette tutt’agitate a cammeriera e chistu signurone. Ricenne ca  a signora – a mugliera – nun truvave chiù l’orologie  – nun saccie si  r’ore o r’argient’e –  e ca nun se ricurdave chiù addò l’aveve lasciate. E allore, sapite che facette stu strunze e preside? Vulette ca Nannine arapresse a bursette ca teneve mmane pe veré sì –  pe case! – se foss’arrubate l’orologie ammente ca aspettavene rinte ao salotte ra sule mamme e figlie primme ca isse arrivave. Quann’ascett’ere ra chella case, a mamme steve quase pe chiagne. Continua la lettura di L’umiliazione

Natale secondo Mandel’štam (3)

di Antonio Sagredo

Pubblico la terza e ultima parte  sul tema del Natale dedicata a Mandel’štam. Le precedenti dedicate a   Majakovskij  e a Pasternàk si leggono qui e qui. [E. A.]

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Natale secondo Pasternàk (2)

di Antonio Sagredo
Pubblico la seconda parte  sul tema del Natale dedicata a Pasternàk. La prima dedicata a Majakovskij si legge qui. [E. A.]

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Natale secondo Majakovskij (1)

Per dar modo ai lettori di soffermarsi sulle particolarità con cui tre grandi  poeti russi (Majakovskij, Pasternàk,Mandel’štam)  hanno sentito e parlato del Natale  pubblico in tre puntate  le loro poesie accompagnate dal commento di Angelo Maria Ripellino e dalle note di Antonio Sagredo. [E. A.]  

di Antonio Sagredo

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Natale

… almeno nella città degli scrittori si può ancora scegliere
la finestra alla quale affacciarsi per guardare il paesaggio …
BUON NATALE 2022
Angelo Australi

La città degli scrittori, acquerello di Nilo Australi

Mater matuta

di Cristiana Fischer

In debolezza e crudeltà come bestie all'ammasso
e trasportati nella civiltà
materna e femminile è un'ancora per voi
e una maledizione che vi assegna
a Satana tentatore.

Tutto decade e riposa
tra autunno e inverno le foglie cadute
alla terra bruna e gli insetti
lavoro che trasforma.

La vecchiaia è un controllo del tubo
digerente e del gomitolo assorbente
di golosità necessaria o pretendente.
Il pensiero ripensa l'impotenza
e accetta che cessi la prestanza
inutile grazia dell'essenza -
in attesa di vita oltremortale
sogno infinito
di vita immortale data
nella nostra contingenza animale
come se tutto rinascesse anime
immortali animali e umane dalla vita terrena
che solo noi pensiamo
e sappiamo umilmente pensare
sappiamo urlando pensare.

Vana attesa?

di Franco Nova

Tanta attesa per nulla,
chi era con noi se ne va,
un mondo è scomparso.
L’amicizia d’altri tempi
è sentimento sconosciuto,
è come un carico di vestiti
dismessi e gettati nei fossi.
Eravamo già esseri adulti
e ci scambiavamo sorrisi;
l’assenza d’un giorno era
mancanza d’umore vitale.
I giardini tutt’un fiore,
le case un unico vociare.
Torneranno mai quei tempi?
Solo se capiremo che esseri
alieni ci hanno invaso e reso
reale quanto fantasticato e
temuto per solo divertimento.
Vanno combattuti e respinti
nel loro mondo fatto di nulla,
soppressi pur come fantasmi,
dissolti nel nostro disprezzo.
Vedremo carrozze sognate
con cocchieri senza frusta
correre su larghe strade;
la nuova aurora ormai invitta
cancellerà gli odierni vili.
Sembra un sogno, che invece
realizzerà l’attesa rinascita
d’una vita che già conosciamo.
Non sarà solo felicità e bontà,
il turpe esisterà com’è stato
in ogni tempo dell’umanità,
ma s’alternerà alla dignità
d’una vita ricca di lotte e
d’alterne vicende, non unica
distesa dell’odierna nullità. 

Sul libro di Andrea Graziosi

L’Ucraina e Putin tra storia e ideologia

di Ennio Abate

So che la guerra in Ucraina a quasi  dieci mesi dal suo inizio (24 febbraio 2022) è allo stallo ma continua  a produrre morti e distruzione –  un temporale sul quale incombe il fantasma di un nube apocalittica. So pure che gli schieramenti contrapposti nel dibattito dei primi giorni di guerra si sono stancamente cristallizzati e vengono ripetute  le stesse accuse o gli stessi argomenti. Per lo più propagandismo piatto.  Mi sono, perciò, imposto di seguire da lontano e in silenzio i commenti o gli articoli che sull’argomento riesco a captare. Ma il libro dello storico Andrea Graziosi, segnalatomi da un amico, per scrupolo ho voluto leggerlo e commentarlo. Malgrado avessi letto con sospetto l’elogio che ne ha fatto l’”interventista” Adriano Sofri sulla sua pagina FB. Forse – mi sono detto – offre dati o argomenti che ignoro. O che potrebbero farmi rivedere o correggere la posizione che ho preso  allo scoppio della guerra e nelle riflessioni immediatamente successive (ad. es. qui e qui). Continua la lettura di Sul libro di Andrea Graziosi