di Franco Nova
SENZA PIU’ PRESUNZIONE Nubi dense piovono onde d’azzurro e dipingono sulla Terra tutto il male degli ultimi tempi di orrore umano. Anche i sentimenti sono inutilità e tronfi di forme abbondanti; in difficoltà ad ogni vicinanza di grossi cumuli che li assorbono nella forma più accattivante, fissandoli nell’inconsistenza pur essendo nobili nell’eleganza senza senso di tutti i fasulli. Presto la coltre della vita umana diverrà fitta nebbia e nulla si vedrà. La Terra sarà allora un pianeta reale che gira gira senza più presunzione di una falsa diversità, solo esaltata da cantori un tempo veri creatori, oggi come insetti immersi nella sabbia
TUTTO FINIRA’ MA VIVIAMO
I baci corrono sui binari
e gli amori diversi fanno
pensare alla varia umanità;
c’è chi vola e si posa leggero,
chi scava trincee di difesa.
Meglio le trepidazioni vitali,
aggirandosi in dune fiorite
o scalando ben alti castagni
per donarne i frutti sapidi.
Acque tranquille in pianura,
spumosi rivoli sui monti.
La vita mai come vorremmo,
ma con slarghi ben leggiadri
dove l’animo sereno sosterà.
Tutto finirà ma viviamo,
pensando alla sosta eterna
in luogo di meraviglie
senza i sensi per coglierle.
TANTI RICORDI, VIVENDO
Quanti ricordi, molti prendenti
e altri da dimenticare presto.
Tutti gettano fasci di luce su
una vita molto intensa e fattiva,
carica di sollievi e di fardelli.
Mi sono infilato in un tubo
stretto stretto e sono giunto
all’apertura su un parco dove
c’erano decine di leprotti parlanti,
dai quali ho appreso che ero giunto
alla dimora estrema così temuta.
Ero sereno ma non soddisfatto
d’essere giudicato da chi nulla sa
della mia vita lieta senza bisogno
di ricevere ambiti riconoscimenti;
sono lontano da chi sentenzia
senza aver vissuto veramente,
Lo lascio a crogiolarsi d’una virtù
mai messa alla prova; io sento
orgoglio e pentimento avendo
seguito una via erta verso il giusto
o una sbagliata in facile discesa.

questa poesia di Franco Nova mi piace particolarmente, come un compendio in positivo del patire di tanti contrasti interiori, contraddizioni, nodi che non si pretende di sciogliere ma di accogliere in una sorta di inquietudine pacificata: “Tutto finirà ma viviamo…” In fondo il poeta riconosce che insieme alle grandi brutture, alla fine desolante che tutti attende, singolo individuo e umanità tutta, il senso della vita prevare: “La vita mai come la vorremmo, /ma con slarghi ben leggiadri/ dove l’animo sereno sosterà…” Cosi’ che anche il finale si riscatta: “Tutto finirà ma viviamo,/ pensando alla sosta eterna/in luogo di meraviglie/ senza i sensi per coglierle.” L’io ragionante non viene meno ma è come se accogliesse senza illusione “la grande illusione” di una vita oltre…Perchè no? sembra dire se mi addolcirà il momento del trapasso?
Ma soprattutto è l’arco intero di una vita che merita di essere vissuto : ” Acque tranquille in pianura,./Spumosi rivoli sui monti”, come un viaggio nella natura serena o tormentata…Non il lieto fine, ma tanti lieti intermezzi…
Si ascolta molta musicalità nel ritmo cadenzato e nella ripetizione del verso