di Samizdat
I soliti stereotipi amicali alla “Quaderni Piacentini” ( “Sant’uomo, ma che pazienza!”). Non si capisce perché l’importante per Fofi era al massimo “voler bene a Fortini” o misurarne il valore dalle proprie reazioni edipiche (“non ho sempre accettato i suoi consigli”) senza mai spiegare (a se stesso e oggi “ai più giovani”) quanto e dove Fortini avesse ragione o torto. Su questo punto fondamentale resta reticente ( “ho avuto un rapporto conflittuale”). E anche in altre occasioni si è sempre rifugiato nell’aneddotica (se non nel pettegolezzo).

*da “il manifesto” del 5 aprile 2025

Sul valore di Arcipelago Gulag e della caratura da grande scrittore di Solgenitsin aveva ragione. Nel 1971 fu il primo a scrivere un articolo dissidente rispetto alla ricezione osteggiata che l’opera ebbe in Italia. Di Solgenitsin recepisce il grido e la ferita inferta a tutti gli individui che speravano che l’Unione Sovietica fosse il sol dell’avvenire. Si compiace di questa ferita, e’ grato a Solgenitsin per averla inferta, poiche’ da essa gli individui si sarebbero scossi e diventavano individui che non si sarebbero assogettati ad altre tirannie. Fu una delle pochissime voci ( si contano su una mano) spese a favore di Solgenitsin. Questo scrittore russo ancora in Italia non e’ stato riabilitato, fu bannato silenziosamente! Lunga vita a Fortini!
@ Barbara di Leo
Su Solgenitsin di Fortini vedi anche:
https://www.poliscritture.it/2017/08/29/appunti-politici-fortini-il-comunismo-e-solzenicyn/