F come FUGA

di Angela Villa

F come fuga forma musicale polifonica, basata sull’elaborazione contrappuntistica di una o più idee tematiche.

Una volta al mese cambiamo la disposizione dei banchi: in gruppo, a ferro di cavallo, in fila per due, singoli in caso di verifiche… Insieme abbiamo deciso che a rotazione ognuno di loro deve sedere, di volta in volta, vicino a un compagno diverso, per fare amicizia con tutti. I miei alunni in genere si organizzano da soli in questa caotica operazione di trasloco che a loro piace molto. Certo, si crea un po’ di confusione, ma a me piace vedere le diverse personalità all’opera: c’è chi ama cambiare, chi vorrebbe stare sempre vicino allo stesso compagno, chi desidera stare vicino alla cattedra, chi preferisce la zona porta, per una più agevole via di fuga verso il corridoio o i bagni, luoghi di alleanze e confidenze.
Il mio annuncio arriva prima dell’intervallo

«Organizzatevi da soli mentre io riordino l’armadio, avete dieci minuti di tempo non di più. Ma ricordatevi che se chiacchierate troppo con il compagno o con la compagna che avete scelto, poi cambio io!» Le solite minacce.
In genere sono molto bravi ad organizzarsi, anche perché già verso la fine del mese cominciano gli accordi sottobanco fra di loro:

«Se ti regalo la sorpresa del mio ovetto mi fai stare vicino a Pasquale? Mi aiuta in matematica…»

«L’altra volta sei stata tu al primo banco, stavolta ci sto io, d’accordo?»

«Posso stare vicino a Luca? Così ci scambiamo le figurine»

Qualcuno chiede la mia mediazione, rispondo che non posso intervenire. Lorenzo insiste, mi vuole parlare, è importante, ha bisogno del mio aiuto.
«Maestra voglio rimanere vicino a Ginevra.»
Quando sento il verbo “voglio” rispondo sempre allo stesso modo:
«L’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re.»
L’interessato incalza con un verbo più consono…
«Maestra devo rimanere vicino a Ginevra.»
«Capisco, studiate insieme, ma sai che non è possibile, tutti devono cambiare posto.»
«No, no, lo studio non c’entra, è una cosa più importante…Maestra, ti prego, puoi fare un’eccezione?»
«Se faccio un’eccezione per te poi gli altri si lamentano…»
«Ma ho bisogno ancora di un po’ tempo…»
Comincio a capire.
«Potete vedervi all’intervallo…»
«Ma all’intervallo c’è troppa confusione. Le ho scritto una lettera, mi vorrei fidanzare con lei, non sono ancora riuscito a dargliela. Se siamo seduti vicino troverò il coraggio.»
Mi fa leggere la lettera.
«Cara Ginevra ti vuoi mettere con me? Metti la x: SI – NO. Se scegli SI vogliamo fuggire insieme a Parigi? E se per caso Parigi non ti piace scegli dove vuoi tù…Io sto bene in tutte le città. Importante che ci sei tù.»
Gli consiglio di togliere l’accento sulla “u” Ginevra è bravissima in grammatica e noterà subito l’errore, poi aggiungo:
«Con una dichiarazione d’amore così, si “deve” fare uno strappo alla regola, anzi, lo “voglio” anch’io.»

Consiglio di ascolto: Fughe di Bach eseguite da Glenn Gould. Curiosità: Sulla navicella spaziale Voyager I, lanciata nello spazio nel 1977, si trova un’incisione di Glenn Gould del Preludio e Fuga in Do dal Clavicembalo ben Temperato di Bach.

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