di Ennio Abate
Nessuna riflessione collettiva c’è stata in questa città di periferia sulla tragedia di quella giovane. C’è stata, su iniziativa di amici della vittima e con l’appoggio dell’Amministrazione comunale, un momento di “raccoglimento” con l’invito a ricordare Sofia Castelli in piazza alle 5,30 del mattino – l’ora della sua morte – e a “portare un fiore rosso”. Nessuna riflessione collettiva neppure su Gaza. Le tragedie ci spezzano. Se ripubblico stralci di quanto scrissi a ridosso di quell’evento del 2023, è solo per misurare con amarezza la crescente afasia che ci opprime.
Per una riflessione collettiva sull’uccisione di Sofia Castelli avvenuta il 29 luglio 2023
————————————————————————————-
31 luglio 2023
USCIRE “DI PIANTO IN RAGIONE” (1)
Nella nostra città un giovane uomo ha ucciso una giovane donna.
L’uccisa avrebbe potuto essere mia figlia.
L’uccisore avrebbe potuto essere mio figlio.
La collettività di Cologno Monzese, se vuole essere viva, deve interrogarsi sulla violenza che continuamente si riproduce al suo interno, nei rapporti sociali e personali.
—————————————————————————————–
31 luglio 2023
USCIRE “DI PIANTO IN RAGIONE” (2)
“La violenza rimane onnipresente: attraversa la storia del genere umano, dall’inizio alla fine. La violenza crea caos e l’ordine crea violenza. Questo dilemma è irrisolvibile. Fondato sulla paura della violenza, l’ordine stesso genera paura e violenza. […] Cosa spinge gli uomini gli uni verso gli altri? La risposta è inequivocabile. La società non si basa su un irrefrenabile impulso alla socievolezza, né sulla necessità del lavoro. E’ l’esperienza della violenza che unisce gli uomini. La società è una misura preventiva di reciproca difesa. Mette fine alla condizione della libertà assoluta. Da questo momento in poi non è più tutto permesso. […] La guerra di ogni singolo contro l’altro non consiste in un infinito bagno di sangue, ma nella costante paura che esso avvenga. Origine e fondamento della socializzazione risiedono nella paura reciproca degli esseri umani. Per questo il mito parla non degli assassini, dell’oscura natura ferina degli uomini, bensì delle vittime, della loro esigenza di protezione e di incolumità. Tutti gli esseri umani sono uguali poiché tutti sono corpi. Necessitano di contratti, perché sono vulnerabili, perché nulla è per loro più temibile del dolore nei loro corpi. Si stringono l’uno all’altro per difendersi l’uno dall’altro. Si mantengono in vita stabilendo come sopportarsi a vicenda. La costituzione della società si fonda in ultima istanza sulla costituzione corporea dell’uomo come essere vivente”
(Wolfgang Sofsky, Saggio sulla violenza, Einaudi, Torino 1998, pagg. 5-6)
—————————————————————————————–
31 luglio 2023
USCIRE “DI PIANTO IN RAGIONE” (3)
In questi giorni mI è venuta in mente un’altra tragedia accaduta sempre nella nostra città il 23 marzo 2022: l’uccisione da parte di suo figlio di MARIA BEGOÑA GANCEDO, che lavorava nella Biblioteca Civica. [*]
In quell’occasione ricordai una poesia di Brecht [**], dove si narra che dei ferrovieri dell’Ohio, per aiutare la vedova di un loro compagno morto, di notte buttavano nel suo orto un pezzo di carbone. E mi chiesi: di noi che conoscevamo Begoña e ancora “facciamo politica” quanti hanno continuato a buttarle quel pezzo di carbone (amicizia, solidarietà) e quanti no? Come mai non abbiamo più pezzi di carbone? Che sta succedendo?
Oggi, di fronte all’uccisione di SOFIA CASTELLI, so che dobbiamo chiederci perché si è così spezzato il legame tra le generazioni e perché noi vecchi o adulti sottovalutiamo o sappiamo ben poco delle difficoltà e delle inquietudini che vivono i giovani e le giovani (non solo a Cologno).
.
Note
[*] https://milano.repubblica.it/cronaca/2022/03/23/news/maria_begona_gancedo_donna_uccisa_a_coltellate_cologno_monzese_biblioteca_il_ricordo_sinaco_angelo_rocchi-342517084/
—————————————————————————————–
1 agosto 2023
USCIRE “DI PIANTO IN RAGIONE” (4)
E risalendo ancora indietro nel tempo e mantenendo l’anonimato, voglio ricordare – era l’ottobre 1992 – un giovane compagno che, preso nella stessa morsa dei problemi amorosi di tutte le coppie, si suicidò.
A lui dedicai una lunga poesia di cui pubblico un brano:
Ora qui
nella mondiale serra buia
dove tu, abbandonando gli attrezzi dispersi
giovane giardiniere, ti sei impiccato
dimentico di cimature e potagioni
incurante degli esili arbusti appena piantati;
e, tu, vecchio scriba
sei ammutolito
la secolare fratellanza s’è interrotta.
Adesso, pezzente di gioventù e d’antiche saggezze,
né giardiniere di parole né scriba di fiori,
dolente, mimante e tremante
– miei antenati in via di smarrimento
i nomi dei vostri mestieri ricontrollo su erbari e dizionari.
Perché, ahi, come offesa la vita
e nera, ora, di vera morte, la comune semente!
—————————————————————————————–
2 agosto 2023
USCIRE “DI PIANTO IN RAGIONE” (5)
Adulti e giovani
https://www.facebook.com/groups/colognom/posts/6423441537759798/
1.
Tranne poche eccezioni, è spesso un’illusione pensare che adulti – genitori, preti, professori, psicologhi, assistenti sociali, politici- siano in grado di capire e aiutare i giovani e le giovani a uscire dalle inquietudini oscure della vita amorosa e sessuale (e anche dalle altre che riguardano i rapporti familiari, di lavoro, di studio, di tempo libero). O che le Istituzioni – dallo Stato alle Regioni, ai Comuni – possano intervenire in questi drammi e tragedie. Purtroppo il compito fondamentale delle Istituzioni resta quello di sorvegliare e punire (Foucault), anche se ascoltiamo di continuo da molti suoi rappresentanti dichiarazioni di vicinanza e di buona volontà.
I drammi ci sono ogni giorno e le tragedie si ripetono. Da ex insegnante, marito, padre, abitante di Cologno Monzese dal 1964 e politico (fuori dai partiti), ne ho visti troppi di giovani e giovani spegnersi, rassegnarsi o perdersi nella tossicodipendenza, nella solitudine, nella follia. Come ho visto troppi miei coetanei o meno anziani di me chiudersi in se stessi, farsi vanto del proprio benessere raggiunto, temere di perdere qualcosa di quel che si erano conquistati, reagire con cinismo all’aggravarsi dei problemi sociali.
—————————————————————————————–
3 agosto 2023
USCIRE “DI PIANTO IN RAGIONE” (6)
ED ORA SU QUESTO VIDEO CI SAREBBE DA FARE UN GRUPPO DI STUDIO
Leggo su Sei Di Cologno Monzese Se…..I love Cologno monzese commenti di questo tipo:
“al paese d’origine… Nessun avvocato lo dovrebbe difendere dovrebbe marcire in carcere… Oltre a Mostro lo chiamerei Merda essere inutile letame cosa inutile.., questa “gente” che commette reati di questo genere andrebbe lasciata per 2 minuti alla folla… È un mostro,un predatore con istinti bestiali e selvatici, va’tenuto in gabbia… ci vorrebbero pene corporali un giorno si e l altro pure”… io da mamma lo farei a pezzettini”.
E dico che non bisogna tacere. Se una parte dei partecipanti alla fiaccolata in ricordo di Sofia Castelli subito dopo fa questo genere di commenti, vuol dire che una parte dei cittadini di Cologno sragiona.
I “mostri diabolici” sono fantasie. Nella realtà esistono uomini e donne che non commettono omicidi e altri (in maggior numero uomini) che li commettono. E in Italia, patria di Cesare Beccaria (Dei delitti e delle pene), esiste ancora una magistratura che punisce gli omicidi secondo le regole del Diritto. L’uccisore di Sofia Castelli avrà la pena che i giudici stabiliranno. La pena di morte in Italia è stata abolita. E non sarete voi a far tornare questo Paese alle regole tribali dell’occhio per occhio.
—————————————————————————————–
6 agosto 2023
USCIRE “DI PIANTO IN RAGIONE” (7)
In questi giorni l’uccisione di Sofia Castelli da parte del suo ex fidanzato, Zakaria Atqaoui, ha provocato migliaia di commenti. Ho scelto undici pensieri. Quali colgono di più aspetti importanti del tragico avvenimento e della vita sociale di Cologno? Non è un quiz ma un invito a continuare la riflessione.
1.
Stanno imponendo un lutto cittadino come quando a casa ti dicevano non giocare, abbassa la radio che c’è un morto nel palazzo.
2.
I funerali di Begoña[1][…] non erano stati così!
3.
Come se prima di quanto accaduto a Cologno non ci fossero già state commemorazioni, fiaccolate e discorsi la cui inutilità è sotto gli occhi di tutti.
4. Che strizza al cuore, vedendo passare la tua bara bianca ed al pensiero che non ci sei più. Ora sei una stella che veglia sulla tua famiglia e su chi ti voleva bene.
5. ognuno di noi, che siamo qui, a Cologno e nel mondo, riuscirà a fare in modo che le donne non siano più vittime di così tanta assurda violenza. Come?
6. Non dimentichiamo le tantissime denunce prese con molta leggerezza da chi dovrebbe tutelarci. Le cronache sono strapiene di fatti atroci. 7. Questa città ha inciso nel cuore la mattina del 29 luglio, quando si fece buio su tutta la Terra. Si è fatto crudelmente buio nella vita di Sofia e della sua famiglia. Dove l’estate e il sole dei 20 anni avrebbero dovuto brillare, si è fatto buio. E, nel buio, non servono parole. Se respingiamo rabbia e rancore e scommettiamo su amori limpidi, mai possessivi, allora l’alba spunterà. 8. La fiamma accesa di una comunità. Tanto fiero della risposta della nostra Cologno Monzese.
9.
Credo che questo lutto richiami molto perché evidenzia la fragilità dei giovani (e di tutta la società che “dovrebbe ” idealmente sostenerli), smaschera il falso mito dei giovani spensierati e del progresso, mette in evidenza la questione razziale che in Italia è viva; e porta a galla il tabù della morte e della sessualità
10. Anche ai funerali di Begoña [2] a San Maurizio [marzo 2022] partecipò molta gente. Non ci furono fiaccolate è vero. Forse perché c’era anche la giunta di Rocchi che non si spese troppo. Per Sofia c’è anche la giovane età e c’è il fatto che molti giovani la conoscessero. (Le reti di relazioni dei giovani sono più ampie).
11. Dalle ferite usciranno farfalle libere.
Note
[1] MARIA BEGOÑA GANCEDO, che lavorava nella Biblioteca Civica e fu uccisa dal figlio: https://milano.repubblica.it/cronaca/2022/03/23/news/maria_begona_gancedo_donna_uccisa_a_coltellate_cologno_monzese_biblioteca_il_ricordo_sinaco_angelo_rocchi-342517084/?fbclid=IwAR0J81BKuiHtQlxmKn8YiDn7OQnA-H1xpo-xHKK2Wpr1Ndn9LpgFjrqKkuk
[2] Cfr. nota 1

