le teste battevano nelle vecchie bufere



Ennio Abate
“La disputa sulla parola genocidio non è una disputa nominalistica, da sesso degli angeli, ma è politicamente molto concreta. ” (Mascitelli)

Con amarezza penso che, pur non essendo nominalistica, è una disputa politicamente inerte.
Non basta il nostro dire, perché è disorganizzato e rischia la chiacchiera a vuoto (o al massimo la testimonianza da esterni al conflitto).
Il partito di chi è “dispiaciuto per le vittime civili,[e] afferma che Israele sta compiendo un’operazione militare come tante altre” c’è. Ed è potente.
Il partito di chi ” sta dicendo che a Gaza va fatta cessare la violenza in maniera incondizionata” non c’è e forse non riuscirà mai a nascere.
La disputa sulla parola genocidio non è una disputa nominalistica, da sesso degli angeli, ma è politicamente molto concreta. Chi usa questo termine sta dicendo che a Gaza va fatta cessare la violenza in maniera incondizionata e così facendo mette in crisi l’apparato di sostegno all’operazione israeliana; chi lo contesta sta dicendo che, pur essendo magari dispiaciuto per le vittime civili, afferma che Israele sta compiendo un’operazione militare come tante altre e quindi appoggia l’apparato di sostegno.

1 pensiero su “le teste battevano nelle vecchie bufere

  1. “Chi usa questo termine”? Non i governi, come il nostro, ma “la gente”, a lume di naso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *