
di Cristiana Fischer
Quanto andiamo lontano?
come Achille e la tartaruga
e il suono dalla sorgente
lo specchio dall’immagine
e il punto dall’unico infinito si stacca
e riappare nella sua unità.
* * *
Domani il vento cesserà
dicono gli scrutatori del tempo
e quindi questa furia che ci scuote
le foglie e i rami intorno alla testa
e l’aria che si libera e si infosca
e le ombre che attenuano
ogni brillare, con le bestie intente alla pastura
consapevoli che cesserà domani
questo tormento.
* * *
ma gridano gli uccelli. Al primo palco
frecce colorate che si tuffano
nel fogliame tra tanto bendidio.
più in alto sulle cime
e fino a terra le gazze assassine
rompono le uova, e corvi neri
in branco sui passi e sulle alture.
Solo in cielo profondo i cacciatori
e i migratori sulle vie dell’anima.
* * *
non tutto quanto viene detto
all’orecchio mentale si spalma sul bianco
accecante del foglio da cui difendersi
mentre le lettere si fondono
in parole contigue o indifferenti.
la lingua abdica alla regina
dei morti materia divina
pensiero infinito di pensiero
volere, radice e non sapere
* * *
Guardare il volto del male, dice il vescovo.
Addirittura! ride mio marito. Obietto:
se condanni il male lo conosci,
ùo non devi esplorarlo per escluderlo?
E’ vero, conviene. Ma capisco che sa.
I traditori di memoria avara, mi sale nella mente.
* * *
Ci sono altri come noi in età
i maschi comandoni e le signore
addrizzagambestorte poverette
piccoli piedi e gambe maleandate
con cui corrono e scalciano, cavalle
impastoiate e sofferenti
pare sia il peso dei figli che sconnette
le caviglie le ginocchia le anche
e le vene si gonfiano non drenano
gli scarti necessari così pesano
pappagalli e scimmiette sulle spalle.
Nelle poesie di Cristiana, belle immagini scompigliate dal vento, paesaggi montani pieni di vita…pensieri vagabondi e sospesi. Nel finale sempre una riflessione che aspira a infiniti traguardi di conoscenza, ma persino nella scrittura, dove la meditazione e la rielaborazione sono altissime, ‘…la lingua abdica alla regina/dei morti materia divina/pensiero infinito di pensiero/volere, radice e non sapere’. L’ultima poesia, con note divertenti e affettuose, tratteggia la vecchiaia che accomuna molte di noi, dai corpi logorati dopo una vita di parti e di sacrifici, ma non arresa…con un occhio privilegiato nei confronti delle donne.