Riordinadiario agosto 2025 (2)

Stralci di letture da Facebook e dal Web

a cura di Ennio Abate

4 agosto 2025

Andrea Zanzotto

Cominciando dai morti
(da AA. VV. Di fronte alla storia, Il Novecento e oltre, Vol 3, Palumbo Editore, Palermo 2009)

Il poeta Andrea Zanzotto visse nei luoghi in cui avvenne uno dei tanti massacri della Prima guerra mondiale e su di essa molto rifletté. Nella sua raccolta ” Il galateo in bosco” (1978) parla proprio del Bosco del Montello, luogo dove i segni della geologia si erano mescolati a quelli dei massacri di quella guerra. Proprio in questo suo libro, scrisse:«Un libro da proporre come fondamento delle bibliotechine di famiglia, di scuola ecc.: un puro elenco di nomi e relative date, sessanta righe a caratteri piccoli e stretti per ogni pagina: sarebbero circa 10.000 pagine. Solo per una guerra, per un Paese, e tralasciando gli impazziti i feriti i mutilati».

(A. Zanzotto, Il galateo in bosco, Mondadori, Milano, 1978, pag.75).
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A) Jacopo Tondelli
Genocidio? Pulizia Etnica? Entrambe le cose? Qualcosa d’altro ancora? Sarebbe bello che a pronunciarsi fosse un giudice terzo, una corte penale internazionale riconosciuta. Questa cosa, però, non succederà mai: e questo è limite vero e drammatico di questo dibattito, e la sua impotente fine.
(https://www.facebook.com/glistatigenerali/posts/pfbid01TptrZqeUusbcowpkcKrNkiZPAt79yfpMPswX9NoUd7C95XBzXrXK8yhkXdFvtexl)

B) Stefano Azzarà
La parola gen**idio
“l problema di questa battaglia per le parole è il riconoscimento della dignità umana dei pal**tinesi.
Nella situazione data, battersi per l’uso di questa parola che è esclusiva per qualcuno ma tabù se riferita ad altri, indipendentemente dalla sua adeguatezza sul piano formale secondo questa o quella definizione, è battersi per il riconoscimento; negarla è negare questo riconoscimento. Negarla è dire che i pal**tinesi sono un po’ meno uomini di altri e non meritano certe parole;” (Azzarà)
(https://www.facebook.com/stefano.azzara/posts/pfbid02PZxA5RtWGVpedEJBP4gRr71NV66m8YXAaakSafbB8zXxPEdxt1Se78Gu7wh1CQz7l)

C) Ennio Abate
Non so se sbaglio a voler tenere i piedi per terra su questa spinosissima questione, ma mi pare giusto chiedersi: dov’è allo stato attuale un’autorità che abbia tanto prestigio da poter *accertare* che di genocidio si tratti. E avallare, dunque, sul piano razionale un’opinione ormai diffusa, che però al momento si può basare su dati oggettivi controversi. Poi, certo, si può essere più spicci, ma per “battersi per l’uso di questa parola”, anche nel caso dei palestinesi, la verità va accertata.
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Doriana Goracci
https://www.facebook.com/doriana.goracci/posts/pfbid02zYrih4djCUWD4chc8q2NXjQpi9HUwa457N2Cwj62RW7xedYRarwj7PuVfpHCDKc7l

Hamas
ho da fare delle domande e spero qualcuno voglia rispondere.
Con l’ assalto del 7 ottobre 2023, l’attacco di Hamas a Israele Operazione Diluvio, con gruppi armati, provenienti dalla Striscia di Gaza, con conseguente uccisione di 1200 civili e militari israeliani, e nel rapimento di circa 250 di questi… cosa si aspettava da Israele?
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James Hillmann
Un terribile amore per la guerra
https://www.genteeterritorio.it/le-citazioni-hillman-lamore-terribile-per-la-guerra/

Se non entriamo dentro questo amore per la guerra, non riusciremo mai a prevenirla né a parlare in modo sensato di pace e disarmo. Se non spingiamo l’immaginazione dentro lo stato marziale dell’anima, non potremo comprenderne la forza di attrazione. In altre parole, occorre “andare alla guerra”, e questo libro vuole essere una chiamata alle armi per la nostra mente. E non andremo alla guerra “in nome della pace”, come tanto spesso una retorica ipocrita proclama, ci andremo in nome della guerra: per comprendere la follia del suo amore.
Dovremo accantonare il nostro disprezzo di civili e il nostro orrore di pacifisti, la legittima intima avversione per tutto ciò che riguarda eserciti e guerrieri. (…) La guerra è innanzitutto una sfida per la psicologia, forse la prima delle sfide a cui la psicologia deve rispondere, perché minaccia direttamente la vita – la mia, la vostra -, nonché l’esistenza di tutti gli esseri viventi. La campana suona per te, e per tutti. Niente può sfuggire alla furia termonucleare e se il fuoco distruttore e le sue conseguenze sono inimmaginabili, non lo è la loro origine, la guerra.»
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POLISCRITTURE su Facebook
https://www.facebook.com/groups/1632439070340925/posts/4239611762956963

Giorgio Mascitelli

La disputa sulla parola genocidio non è una disputa nominalistica, da sesso degli angeli, ma è politicamente molto concreta. Chi usa questo termine sta dicendo che a Gaza va fatta cessare la violenza in maniera incondizionata e così facendo mette in crisi l’apparato di sostegno all’operazione israeliana; chi lo contesta sta dicendo che, pur essendo magari dispiaciuto per le vittime civili, afferma che Israele sta compiendo un’operazione militare come tante altre e quindi appoggia l’apparato di sostegno.

Ennio Abate

“La disputa sulla parola genocidio non è una disputa nominalistica, da sesso degli angeli, ma è politicamente molto concreta. ” (Mascitelli)

Con amarezza penso che, pur non essendo nominalistica, è una disputa politicamente inerte. Non basta il nostro dire, perché è disorganizzato e rischia la chiacchiera a vuoto (o al massimo la testimonianza da esterni al conflitto). Il partito di chi è “dispiaciuto per le vittime civili,[e] afferma che Israele sta compiendo un’operazione militare come tante altre” c’è. Ed è potente. Il partito di chi ” sta dicendo che a Gaza va fatta cessare la violenza in maniera incondizionata” non c’è e forse non riuscirà mai a nascere.
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libertàgiustizia
https://www.libertaegiustizia.it/2025/08/01/gli-aiuti-per-gaza-bloccati-una-lezione-di-disinformazione/?fbclid=IwY2xjawL_TjhleHRuA2FlbQIxMQABHnatVfQmsnDZTK3C4j6BXfFrasfK5qt7qZYpMcLMWnhRs2qA0NFSMG0LsN7U_aem_ckBolV1PzPgNNkWhl7liRA

Il mito di Hamas e le consegne di aiuti rubati
Ma perché Israele ha effettivamente distrutto il precedente sistema di distribuzione degli aiuti delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie internazionali che collaborano con esse? La giustificazione, ripetuta più volte, è che Hamas rubava sistematicamente gli aiuti dalle Nazioni Unite per finanziarsi. Israele non ha fornito alcuna prova. Le stesse Nazioni Unite hanno sempre negato l’accusa senza mezzi termini.
La scorsa settimana è stato reso pubblico un rapporto interno dell’agenzia statunitense USAID: non c’erano prove che Hamas stesse sistematicamente deviando gli aiuti. Il “New York Times” ha persino rivelato, sulla base di ambienti militari israeliani, che l’esercito stesso non ha mai trovato alcuna prova di ciò. Se ci sono stati casi isolati di saccheggi, sono stati compiuti da bande locali e, di norma, non sono state le Nazioni Unite a essere colpite, ma organizzazioni umanitarie più piccole. Il sistema delle Nazioni Unite si era persino dimostrato efficiente in termini di distribuzione.
In altre parole, la storia del furto di aiuti su larga scala da parte di Hamas è stata finora priva di fondamento e viene comunque utilizzata come strumento di propaganda mirato.

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Marcel Proust
Bo Summer’s, “el horno” e altri testi di Fabio Galli
https://bosummersonline.blogspot.com/2025/07/il-rumore-dei-passi-che-non-si-dicono.html?m=1&fbclid=IwY2xjawMARl1leHRuA2FlbQIxMABicmlkETFJSzJnaG9pbzlpSHpCdE9yAR5Mi9upNfFP1oDi7nxa8DOZSb9tUHxM7HArwLSJWAwDmKDfyCm-de27y0tNOg_aem_FiY9w1jSI-rJPyr8DJR50Q

il punto è che Proust inventa una nuova forma di narratività queer, che non si basa sull’identità ma sulla postura. È queer non perché dice “sono gay”, ma perché mette in scena un io frammentato, desiderante, che si riflette e si disperde nei corpi altrui. Perché complica i generi, i ruoli, i tempi e le passioni. Perché costruisce un sistema dove ogni affermazione è subito rovesciata, dove il desiderio si traveste da odio, la gelosia da fedeltà, l’amore da indifferenza. È la logica del closet, ma elevata a dispositivo estetico. Dunque, Proust non si limita a ritrarre una società omofoba che costringe gli amanti allo scandalo o alla discrezione. Ne analizza le pose, i tic, le architetture. Con sguardo tanto ironico quanto impietoso, descrive un mondo in cui l’omosessualità non è solo un orientamento, ma un fatto sociale, una messa in scena, una danza di ruoli. Come dire: non c’è niente di più queer della società perbene.
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7 agosto 25

Conversazione con Adriano Sofri
https://www.facebook.com/conversazioneconadrianosofri/posts/pfbid034KH6JQ6ywPRsiXn2g71wCMEEnu9YSysstUAhjn7ECPAggkVccZFzDz1eAwzo5cY9l

Poi è scesa la notte, e rimirando una luna splendente a tre giorni dal plenilunio e il cielo stellato e le rare stelle cadenti prima del picco del 12 agosto, ho espresso il desiderio imbarazzante e struggente di un colpo di stato militare a Tel Aviv.
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Associazione Italiana di Psicoanalisi/AIPsi·
Wilfred Bion

https://www.facebook.com/Aipsicultura/posts/pfbid02izM1CDWD9pUXZtiMj4PJgpRisnkcQWXB4V5ZYhESDoEor4KLN3bAxMSi1W8cKsWNl

“Il neonato, quando è turbato da un disagio, proietta quel contenuto mentale grezzo – un’emozione intollerabile, una paura primitiva, una confusione – dentro la madre. Se la madre è in grado di ricevere questa proiezione con uno stato mentale che possiamo chiamare reverie, essa lo accoglie, lo contiene, lo elabora, e lo restituisce al bambino in una forma modificata e tollerabile.
La reverie materna è dunque quella funzione mentale che permette alla madre di entrare in contatto con l’esperienza emotiva del bambino senza esserne travolta. Essa consente la trasformazione degli elementi β – grezzi, non pensabili – in elementi α, pensabili, comunicabili.
Quando questa funzione è presente, il bambino comincia a interiorizzare questa capacità di pensare e sentire. Se invece la madre è rifiutante, anaffettiva, o disturbata al punto da non poter accogliere quelle proiezioni, allora il bambino resta invaso da quegli elementi β, che non diventano mai pensieri.
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Jacopo Tondelli

https://www.glistatigenerali.com/esteri/medio-oriente/netanyahu-prenderemo-gaza-senza-controllarla-e-altre-favole-senza-lieto-fine/

È proprio qui, su questa faglia fragile, che Netanyahu si gioca con poca credibilità la carta più dolorosa e cinica, quella degli ultimi ostaggi e dei loro cadaveri, dichiarando l’incredibile: che questa nuova e più profonda offensiva ha come obiettivo la loro liberazione. Quello del premier israeliano è un cinismo – va ricordato, ancora una volta – che fa il paio con quello di Hamas, che li ha rapiti, li ha ridotti a scheletri e li ha mostrati in mondo visione violando ogni regola del diritto internazionale e dell’umanità, alzando continuamente la posta perchè sa che questi ultimi corpi sono l’ultimo pezzo di disumano patrimonio di scambio. Che ad Hamas non importa la vita umana dei rapiti e dei gazawi è piuttosto evidente: ma in buona fede, chi puó pensare, arrivati a questo punto della vicenda, che interessino di più a chi governa il suo paese da Gerusalemme?
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Persio Flacco
segnala Rodolfo Marusi Guareschi
https://www.facebook.com/rodolfo.marusi/posts/pfbid02WPwcuUt6TqwzHW5GGvgBtWU5A7foBrwaAn6NssHaEPRxNwx5UtigEXQ4ei5ext3zl

Netanyahu ha appena detto a Fox News che le orribili riprese aeree della distruzione a Gaza che abbiamo visto sono dovute al fatto che ogni singolo edificio di Gaza è stato bombardato con esplosivi da Hamas.
“La ragione per cui si vedono gli edifici rasi al suolo è perché Hamas trappola esplosive ogni singolo edificio”, ha detto Netanyahu. “Così, quando entriamo, per prima cosa facciamo spostare la popolazione, anche se Hamas cerca di tenerla nelle zone di combattimento. Ma dopo che loro si sono spostati, e noi abbiamo iniziato a spostarci nei quartieri che ora sono popolati solo da terroristi, loro accendono queste trappole esplosive. Quindi quello che facciamo è mettere un APC, un veicolo corazzato per il trasporto di truppe, con un sacco di esplosivo. Farlo esplodere. Far scattare tutte le trappole esplosive e gli edifici iniziano a crollare di conseguenza. Sono edifici vuoti, non sono edifici popolati”.
Assolutamente nessuno crede che questo sia vero. Non una sola persona vivente su questa terra crede sinceramente che Gaza ora assomigli a un parcheggio di ghiaia perché Hamas ha piazzato esplosivi all’interno di ogni singolo edificio. Netanyahu non ci crede. I sostenitori più velenosi di Israele non ci credono. È solo una parte della fontana incessante di bugie che stanno vomitando per evitare di riconoscere ciò che tutti sappiamo di guardare.
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Giorgio Riolo segnala Luigi Daniele
https://www.facebook.com/giorgio.riolo.71/posts/pfbid0jQvFo3DfTvhRTy3QzehgKMHdwPPXh5Mg5jZxvRestJbVTasJJaA3suThL6TfLoGvl

Una volta, tra tante, ho rilanciato una fonte palestinese che parlava di lattine apparentemente di cibo lasciate qua e là dalle forze occupanti a Gaza, con dentro piccole quantità di esplosivo, poi fatte detonare all’avvicinarsi dei civili affamati, o modificate in modo da esplodere all’apertura. Era ancora il tempo dei mantra sul 7 ottobre.
Un accademico israeliano insorse con insulti, commentando che rilanciavo propaganda di Hamas.
6 mesi dopo un post in ebraico di una cittadina israeliana fece il giro dei social. Raccontava di aver sentito a una stazione della metro a Tel Aviv due soldati di ritorno da Gaza parlare di come usavano le lattine di cibo come booby traps. A detta dell’autrice del post, i due ne parlavano e se la ridevano, come se fosse una marachella.
Un’altra volta ho rilanciato l’intervista a un soccorritore palestinese che raccontava di aver raccolto corpi di bambini con proiettili alla testa e al petto. Era ancora il tempo del mantra del ‘diritto a difendersi’. Lo stesso collega israeliano rincarò la dose, stavolta con più ingiurie e aggiungendo che ero un rappresentante accademico dei terroristi. 2 mesi dopo medici americani e inglesi di ritorno da Gaza esibirono lastre di proiettili alla testa e al petto di bambini. Pochi giorni fa la BBC (la BBC, che per 20 mesi ha ripetuto ‘scudi umani, danno collaterale, unica democrazia’) annuncia di avere materiale che comprova infanticidi intenzionali di 160 bambini palestinesi, la maggior parte minori di anni 12, con 95 dei 160 uccisi con colpi alla testa e al petto.
Oggi rilancio Perlmutter, chirurgo ortopedico ebreo americano, presidente della World Surgical Foundation. Riporta il racconto di testimoni oculari palestinesi. Raccontano di soldati che seppelliscono vivi bambini con le mani ammanettate dietro la schiena nelle fosse comuni. Raccontano di aver sentito le grida disperate mentre i bulldozer li ricoprivano di detriti

Doctor says “Israeli” soldiers buried two children alive in Gaza mass grave
Dr. Mark Perlmutter, who spent weeks treating patients in Gaza, shares a horrifying account of two children allegedly buried alive by “Israeli” soldiers usin…(https://www.youtube.com/shorts/3n4TJf6QKeU)

(continua)

* In copertina scultura di Marino Marini

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