Stralci di letture da Facebook e dal Web
a cura di Ennio Abate
9 agosto 2025
Alfonso Maurizio Iacono
https://www.facebook.com/alfonsomaurizio.iacono.5/posts/pfbid02L6FBpgvsobwWQVv99xBRHuyUPGC4AvENjkAiaiRKtKpZhVsVeNUDsxyLPq6zu8a4l
Due anni fa su IL MANIFESTO
8 agosto 2023
Stralcio:
«Tronti si era reso conto […] che una politica basata quasi esclusivamente sulla difesa della democrazia così com’è e dunque su un antifascismo puramente difensivo e basato sulla conservazione dello stato esistente, rischiava di portare al fallimento della sinistra. Egli insisteva sulla necessità di concepire la democrazia come una struttura di potere, in fondo negli stessi termini in cui l’aveva posto il ’68, e di cercare nuove forme di partecipazione democratica capaci di incidere sul potere capitalistico. In questo senso, guardando le cose ora da una certa distanza, vi erano indirettamente dei punti di contatto con la riflessione sui consigli di fabbrica e sulla democrazia consiliare che portava avanti Lucio Magri. Certo con la grande differenza che quest’ultimo non accettava l’autonomia del politico, eppure la ricerca di nuove forme di democrazia partecipata poneva un’esigenza che il neoliberismo ha disperso e frantumato riuscendo a organizzare un sistema democratico dove i partiti per la loro attuale forma organizzativa (rapporto leader-plebe; leggerezza e dissolvenza delle forme intermedie della politica; perdita di futuro – chi ha più tempo e interesse a progettare qualcosa di lungo periodo? -) si sono conformati esattamente a ciò che disse Miss Thatcher: “There is no Alternative”.»
https://www.facebook.com/granozzi/posts/pfbid0ACTTUL6FRSqcvnBR6gvV82pGVUGELDA7pmNTmf5Gqym866dcCU3GzajK1CBaUVR5l
DOMANDE SCOMODE
Stralcio:
Eppure di fronte a queste brutalità non ci sono azioni degne della gravità della situazione. Al di là di dichiarazioni indignate per i bambini morti di fame non si muove nulla. Nemmeno un boicottaggio simbolico. E il progetto di estendere il riconoscimento dello stato palestinese – peraltro già adottato da 147 paesi – non ha né grande rilevanza né effetto immediato. […] L’onta dell’Olocausto grava ancora come un macigno sulla coscienza dell’Occidente, e impedisce qualsiasi intervento risoluto nei confronti di Israele. Eppure non si può assistere immobili, se vale ancora la responsabilità di protezione di una popolazione minacciata di sterminio. Altrimenti ammettiamo che esiste un doppio standard, uno valido per i paesi considerati a lungo amici e uno valido per gli altri. Questo comportamento intacca la reputazione dell’Occidente, e dell’Europa in particolare. Il resto del mondo vede e giudica questo comportamento. Presto o tardi subiremo le conseguenze della nostra passività.
“Sia riconosciuto subito lo Stato palestinese”: l’appello degli intellettuali ebrei italiani
4 Agosto 2025
Un gruppo di intellettuali e militanti per la pace ebrei italiani, di fronte alla tragedia apparentemente senza fine di Gaza, chiede con urgenza alla comunità internazionale e al governo italiano il riconoscimento di uno Stato palestinese; condanna ancora una volta la violenza di Hamas e di Israele; chiede un cessate il fuoco immediato e l’avvio di trattative di pace tra israeliani e palestinesi. Tra i firmatari, gli storici Carlo Ginzburg e Anna Foa, lo scrittore Roberto Saviano, la scrittrice Helena Janeczek, il giornalista Gad Lerner, il saggista Stefano Levi Della Torre.
L’appello dice: “Chiediamo l’immediato riconoscimento di uno Stato palestinese da parte della comunità internazionale, in condizioni di sicurezza e di rispetto del diritto internazionale sia per i palestinesi che per gli israeliani. Dopo le violenze a Gaza dell’ultimo anno e mezzo, seguite alla strage del 7 ottobre da parte di Hamas, che hanno visto sistematici crimini di guerra e contro l’umanità, pulizia etnica, e affamamento della popolazione palestinese da parte di Israele – violenze da più parti e legittimamente definite un genocidio -, condanniamo le azioni e l’oltranzismo cieco del governo israeliano. Chiediamo una tregua urgente a Gaza, il rilascio degli ostaggi e l’avvio di negoziati di pace. La richiesta del riconoscimento di uno Stato palestinese è da noi rivolta in particolare al governo italiano, a cui pure chiediamo di cessare la fornitura di armi a Israele”.
(continua)
