


Ballata dei massacrati di Gaza
di Ennio Abate
Fratelli umani
Israeliani
nostri ben educati carnefici
per l’amara e breve vita
che lasciammo
nell’unico modo da voi consentito
non incolpatevi.
Ad esploderci
correndo incontro al piombo fuso
che per il futuro suo Bene
regalaste dai cieli a Gaza l’ingrata
fummo noi, da soli.
E voi Europei, brava gente
non affrettatevi.
Aspettate che il lavoro ben fatto
sia ultimato:
mamme e sorelle nostre
debitamente sventrate, i bimbi
fantocci impalliditi,
abbruciati i vecchi come tronchi
secchi,
gli arti troppo svelti dei giovani
divelti.
Alle rovine di Gaza l’ingrata
veniteci dopo
religiosamente silenti
come ad Auschwitz
i turisti svagati e compunti.
Veniteci dopo e comprate
le reliquie di Gaza l’ingrata:
i bambolotti insanguinati,
le coperte
da sporcizia escrementi e freddo
solidificate,
eppure intatte, di allora.
E le pietre, le povere fionde, le terribili
armi di distruzione di massa
con cui fingemmo di offendervi
classificatele meticolosamente
in lindi musei della memoria.
Imperdonati, a perire ci avete condotto.
Perdonatevi da soli, se potete.
(18 gennaio 2009)
La simpatia che ho per questa iniziativa non mi fa tacere i dubbi. Non quelli malevoli , di cui si parla in questo commento, ma fondati sulla realtà dei rapporti di forza.
E, malgrado la diversità di epoche storiche, la mia memoria è andata alla cosiddetta “crociata dei fanciulli”, di cui a questo link, trovate notizie:
https://www.storicang.it/a/crociata-dei-fanciulli-unavventura-medievale_16699
SEGNALAZIONE DA FB
Nives Monda
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Premessa.
Dalle nostre parti, intendo qui in Occidente, dinanzi ai mali del mondo, ci riempiamo la bocca di parole e frasi. Una di queste è che bisogna fare la politica dal basso. Certamente, siamo tutti d’accordo. Però, poi quando le cose nascono davvero sui piedi delle persone, ci si interroga (molto spesso dall’alto!) su dove quei piedi conducano e se la camminata si dimostri in grado di sostenere quell’idea. E iniziano i dubbi: se i piedi sono tanti, non è detto che partire dal basso significhi andare verso l’alto, cioè “elevarsi” moralmente dal rischio di individualismo e personalismi. Tutto giusto. Tutto corretto.
Poi, però, c’è l’urgenza, quella dettata dalle necessità e ci sono i fatti, come l’onda che si crea quando tanti piedi rispondono all’urgenza e iniziano a camminare.
Svolgimento.
In queste ultime ore, sto leggendo alcune critiche all’ondata di attivismo che si è creata intorno alla Global Sumud Flotilla. In particolare, c’è chi sostiene che l’operazione sia viziata dal privilegio che noi occidentali abbiamo di impegnarsi e poi di tornare comodamente a casa nostra. Privilegio negato a chi sta sotto le bombe e in stato di assedio dall’esercito occupante.
Concordo con la questione, ma solo in via teorica: noi occidentali siamo portatori di privilegio, sempre; purtroppo è vero. Però, sempre in linea teorica, dobbiamo onestamente ammettere che usiamo il privilegio anche quando facciamo le analisi politiche su ciò che accade: lo facciamo comodamente dalle nostre case, con le pance piene, da dietro uno schermo.
La prudenza è un lusso: noi non stiamo morendo, né di fame, né di bombe.
Personalmente, ho deciso di sostenere la Flottilla, e di metterci la faccia, perché non c’è tempo di restare sul piano teorico. Noi, privilegiati, dobbiamo scendere sul piano pratico e agire come possiamo. Restando in ascolto, con umiltà, ma in cammino. Questo è l’unico modo per cedere quel privilegio a chi non ce l’ha.
@globalmovementtogazaitalia
Global Movement to Gaza Italia
#StopGenocideOfPalestinians