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SEGNALAZIONE
Stralcio:
“Spaventato dalle applicazioni militari della scienza, dall’uso di armi sempre più potenti è probabile che avesse in mente i versi di Inferno, X, 85-86 dedicati alla battaglia di Montaperti evocata nell’episodio di Farinata degli Uberti e che il ribrezzo nascesse indirettamente dal ricordo della Commedia: «Lo strazio e il grande scempio/ che fece l’Arbia colorata di rosso». Il «rosso fiammeggiante» del sangue spremuto dalla guerra aveva macchiato pure l’Isonzo. Nel saggio sulla pace Svevo tenta il raffronto con la dantesca «guerra Senese», in un passo estremamente attuale, che non si può rileggere oggi senza interpretarlo come una lezione per le nostre coscienze, oltre che come embrione del finale della Coscienza: «Una teoria completa e perfetta anche se non più applicabile alle nostre circostanze fluì dalla nobile mente di Dante che per aver conosciuti gli orrori (che a noi non sembrano troppo grandi) della guerra Senese divenne un pacifista fervente. Strano che noi dopo aver assistito alla distruzione di tanta parte di vita e di civiltà, compromesso la gioia di vivere di varie generazioni e aver scoperto che l’uomo non è più come l’animale selvaggio la cui attitudine perennemente guerresca non oltraggia il destino delle razze, ma è tale oramai da saper già oggi cancellare ogni traccia di vita da paesi interi e domani forse scardinare la terra stessa, non abbiamo saputo far altro che creare una Lega delle Nazioni cui augurammo la forza senza saper darle alcuna base per farne una parte vitale e omogenea di questo mondo che sa presto eliminare tutto quello che non gli si confà» (il corsivo è mio).
Svevo lascia intendere che Montaperti e Campaldino siano piccola cosa rispetto a Caporetto, ma tanto basta a fare dell’Alighieri «un fervente pacifista». Una affermazione che rafforza la nostra convinzione che sia esistito uno Svevo politico coraggioso. Questa lettura pacifista di Dante, per quanto dilettantesca, si scontra con l’icona nazionalista che del sommo poeta si era eretta da parte degli interventisti nazionalisti prima, dai fascisti poi.”
(da https://vivevoci.it/sette-giorni/estnordest-la-coscienza-e-limpegno-italo-svevo-attento-alla-politica-e-al-pacifismo-bazlen-si-era-distratto-ma-gramsci-lo-intuiva-gia/)