Turki al Faysal è uno degli uomini che ne sa di più, della prospettiva del Golfo. Non solo perché ha guidato l’intelligence militare saudita (si era dimesso pochi mesi prima dell’11 settembre 2001, e questo ha forse molti significati). Turki bin Faysal al Sa’ud è, come dice il suo nome completo, parte della casa reale. Principe. Ed è stato ambasciatore a Londra e a Washington. Basta scorrere la sua complessa biografia per capire quanto un’intervista di un quarto d’ora a Christiane Amampour (tra le migliori giornaliste al mondo, origine iraniana, mai dimenticarlo) sulla CNN ha un suo valore speciale. È l’occhio sul Golfo che conosce profondamente le dinamiche statunitensi, e anche un po’ quelle occidentali.
Se, dunque, Turki al Faysal dice che, dunque, Turki al Faysal dice che i paesi del Golfo hanno in tutti i modi e sempre sconsigliato agli Stati Uniti di attaccare l’Iran, gli darei credito. Se va oltre, e afferma che i paesi del Golfo sapevano (non solo temevano) che l’Iran avrebbe reagito con una rappresaglia proprio nei paesi della penisola arabica, non stenterei a credergli. Se, poi, va oltre e dice che è facile comprenderlo, perché la presenza statunitense è in tutti i paesi del Golfo (e oltre, ovviamente, c’è anche la Giordania), si comprende ancora meglio perché la guerra Israele-USA, in questo preciso ordine, all’Iran non poteva non avere come obiettivo una guerra regionale.
La guerra israeliana all’Iran, nel cassetto da decenni, è ora una guerra per il controllo politico della regione. E per nascondere quello che Netanyahu e il suo governo sta compiendo in Palestina: un genocidio. Lo sottolinea anche Turki al Faysal, che Netanyahu vuol nascondere quello che succede a Gaza, e che la normalizzazione con i sauditi se la può dimenticare. Ne vogliamo far parte? Vogliamo davvero far parte di una guerra imperial-coloniale che non può che essere un incubo lungo, sanguinoso e che non porterà né stabilità né democrazia (sui bombardieri) né pace né “ricchezza”? Davvero la nostra strategia nazionale ed europea è così miope da rasentare l’incompetenza e un rischio per il nostro stesso paese?
