TOGLIATTI. Nacque il 26 marzo. Nel 1893. Oggi lo voglio ricordare, perché da quando frequento fb leggo su di lui tante, troppe caxxate. Si accanirono contro Togliatti dai tempi dei tempi gli anarchici e i clericali, i Silone pagati dalla Cia e i craxiani di MondOperaio, per non parlare della destra fascioclericale, che portò Pallante a sparargli nell’Italia democratica del 1948. Ma in gran parte sono, appunto, caxxate. Voglio dire che non ha mai sbagliato? Ovviamente no. Ma nel suo operato, durato una vita, a favore delle classi subaterne, il bilancio è troppo positivo per sopportare le menzogne degli ignoranti, sedimentate dalle calunnie della stampa reazionaria di ogni bandiera. Vediamo qualche capitolo tra i più controversi.
1º) ha tradito Gramsci? No, nel modo più assoluto. Nel 1926 c’è stato un momento di forte disaccordo, rimasto cristallizzato dall’arresto del comunista sardo che lo aveva fatto appassionare alla politica e alla lotta di classe. Durante la prigionia di quest’ultimo lo protesse dai comunisti di Turi che ne chiedevano l’espulsione. Lo aiutò tramite Sraffa e forse gli impedì di finire in Siberia. Impedì che la sua opera eterodossa fosse sepolta negli archivi del Comintern, e appena poté, nell’Italia liberata, lo pubblicò. E gli diede l’immortalità.
2º) è stato uno stalinista. Senza dubbio. Ma che altro poteva fare negli anni 30? Senza l’Urss il Pci avrebbe contato meno che zero (come zero contatono i trockijsti e gli altri fuoriusciti dal movimento comunista che faceva capo a Mosca). E poi non ci sarebbe stata Resistenza comunista egemone e rinascita del Pci nel dopoguerra. Sarebbe stato fucilato da Stalin, con tutto il gruppo dirigente comunista italiano, per nulla.
3º) durante la guerra di Spagna ebbe il compito di reprimere gli anarchici? Menzogne. I suoi compiti nella guerra civile spagnola erano politici, non militari. Di appoggio e guida al governo repubblicano e ai comunisti spagnoli. In Spagna al contrario maturò una sua visione della democrazia progressiva che lo porterà ad abbandonare lo stalinismo appena tornato in Italia.
4º) ha tradito la Resistenza? La svolta di Salerno, al contrario, in un mondo già diviso in due, ha aiutato il Nord partigiano e l’Italia a rinascere democratica, le ha donato la Costituzione che abbiamo (leggetevi gli atti della Costituente: ne fu grandissimo protagonista, nelle sottocomissioni più importanti e nel dibattito in Assemblea, fu con altri due-tre il vero artefice della Costituzione).
5º) regalò l’amnistia ai fascista? Fu un gesto inevitabile per cercare una pacificazione a cui la gran parte del paese aspirava. Ma fu soprattutto gestita male dalla magistratura, e questo portò molti fascisti a farla franca. Lui subito dopo si era dimesso da ministro della giustizia per assumere altro ruolo. Non ne ebbe colpa.
6º) l’Ungheria 1956. Qui lo si può criticare, certo. Le parole potevano essere diverse. Ma le scelte di fondo non credo. Se il Pci avesse rotto col Pcus, sarebbe nato un altro, fortissimo partito comunista filosovietico. Con conseguenze gravissime. Ma ricordiamo anche che subito dopo rilanciò, con l’VIII Congresso e la via italiana al socialismo.
A fronte di questi punti controversi, alcuni momenti di indiscutibile positività e di grandezza politica ammirevole:
a) salvò il Pci nella notte degli anni 30
b) collaborò a mettere a punto la strategia dei fronti popolari per combattere il nazifascismo
c) salvò i Quaderni di Gramsci dall’oblio.
d) rifondò la democrazia italiana collaborando in maniera decisiva alla Costituzione
e) indicò nella lotta per la pace un terreno fondamentale per i comunisti
f) lanciò nel 44 e rilanciò nel 56 la via italiana al socialismo
g) aprì le porte, dopo il 56, a una storia del Pci veritiera e non più “sacra,”
h) con la proposta del policentrismo indicò una via alla convivenza di sovietici e cinesi che purtroppo non fu seguita.
I suoi errori maggiori? Secondo me, troppa fiducia in De Gasperi e in una parte del mondo cattolico italiano (non tutto, neh) che non la meritava. Ma in un contesto nazionale e internazionale difficilissimo.
Insomma , un grande comunista e un grande italiano. Abituato a ragionare con freddezza e realismo. Con pensieri lunghi ma anche tattici. Tutte cose che spesso ci mancano.

Dare giuduzi sui personaggi trascurando l’epoca e suoi suoi soggetti del potere mi sembra operazione sostanzialmente inutile; immagini di essere un giovane che non ha vissuto quei tempi: nulla capisce nè apprende