‘Nei nostri tempi morti’ sì, il dipinto sembra dare alcune risposte a quello che sembra un interrogativo…come continuare a vivere e a lottare, nonostante? Mi piace il riferimento alla calma…
ecco la mia interpretazione del tuo quadro. Ha un titolo?
Parto dall’uccello che la figura in alto a destra tiene in mano impedendogli di volare. E’ rosa, è tenero, è imprigionato. Qualifica il personaggio che, con una testa appena accennata, sembra volare o esser pronto a cadere. Dalla sua posizione di leggerezza e di potere. Con una mano regge il mondo, con l’altra quanto di ‘animale’ (ma qui l’animale include forse anche gli umani) potrebbe volare.
Delle due figure centrali quella di destra è sicuramente una donna. E’ in movimento, il suo piede più grande, saldamente a terra, le dà uno slancio potente. Ha in mano un grosso cucchiaio, strumento primitivo da scavo, anche arma se ben usato, e insieme simbolo di accoglimento attraverso la nutrizione. Forse ha già mandato a gambe all’aria la forza del potere condita con quella leggerezza che gli deriva da arroganza, forse le ricadrà addosso ma ora non se ne cura.
Si dirige con determinazione verso la figura a sinistra, mezzo uomo, mezza donna, che cerca di difendersi da… i mali del mondo. La parte maschile è più esposta anche a qualcosa di gigantesco e indeterminato, che in basso fa pensare ad una gigantesca bocca, delle fauci da cui ci si può aspettare di tutto, in primis forse false narrazioni.
Il cane che si intravede nella parte bassa sembra supportare l’azione della donna, darle aiuto e fedele continuità.
Viva le donne dunque, se questa è una interpretazione che ti sembra accoglibile. Naturalmente mi piacerebbe conoscere la tua.
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Si rispondono l’immagine e il testo.
‘Nei nostri tempi morti’ sì, il dipinto sembra dare alcune risposte a quello che sembra un interrogativo…come continuare a vivere e a lottare, nonostante? Mi piace il riferimento alla calma…
Caro Ennio,
ecco la mia interpretazione del tuo quadro. Ha un titolo?
Parto dall’uccello che la figura in alto a destra tiene in mano impedendogli di volare. E’ rosa, è tenero, è imprigionato. Qualifica il personaggio che, con una testa appena accennata, sembra volare o esser pronto a cadere. Dalla sua posizione di leggerezza e di potere. Con una mano regge il mondo, con l’altra quanto di ‘animale’ (ma qui l’animale include forse anche gli umani) potrebbe volare.
Delle due figure centrali quella di destra è sicuramente una donna. E’ in movimento, il suo piede più grande, saldamente a terra, le dà uno slancio potente. Ha in mano un grosso cucchiaio, strumento primitivo da scavo, anche arma se ben usato, e insieme simbolo di accoglimento attraverso la nutrizione. Forse ha già mandato a gambe all’aria la forza del potere condita con quella leggerezza che gli deriva da arroganza, forse le ricadrà addosso ma ora non se ne cura.
Si dirige con determinazione verso la figura a sinistra, mezzo uomo, mezza donna, che cerca di difendersi da… i mali del mondo. La parte maschile è più esposta anche a qualcosa di gigantesco e indeterminato, che in basso fa pensare ad una gigantesca bocca, delle fauci da cui ci si può aspettare di tutto, in primis forse false narrazioni.
Il cane che si intravede nella parte bassa sembra supportare l’azione della donna, darle aiuto e fedele continuità.
Viva le donne dunque, se questa è una interpretazione che ti sembra accoglibile. Naturalmente mi piacerebbe conoscere la tua.
Ciao
Marcella