Silenzio di turno

di Angela Villa

Gli angoli di periferia, sanno riservare sorprese preziose. È quanto accaduto nella Sala Teatro dell’Istituto Comprensivo Viale Lombardia di Cologno Monzese, uno spazio che insieme alla Biblioteca Toti, si conferma presidio culturale vivace, capace di ospitare concerti jazz, spettacoli teatrali e letture musicali, danze popolari. Prima dell’evento un’iniziativa di beneficenza: la vendita all’asta di vestiti realizzati dai ragazzi e dalle ragazze dell’Istituto nel laboratorio di sartoria “Per filo e per segno”.

In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, l’Istituto ha aperto le porte a un evento di riflessione: la lettura dinamica di “Silenzio di turno”, testo scritto e diretto da Raffaella Di Franco. Raffaella Di Franco è una regista, attrice e drammaturga con oltre vent’anni di esperienza nella formazione teatrale. Presidente di AttoriAMO ETS, si è formata tra Teatri Possibili, la Scuola Mohole e con maestri dell’Actors Studio come Dominique De Fazio.

Il suo lavoro si distingue per un approccio completo alla scena (regia, corpo, voce e scenografia) e per un forte impegno civile, realizzando progetti di teatro sociale e civile. Con il suo gruppo, ha inoltre ricevuto il premio come miglior spettacolo al festival delle scuole di teatro “Area7” con “Madame Bovary c’est moi” (regia di Elisa Lepore); è inoltre una cantante esperta in musica polifonica.

La lettura dinamica, caratterizzata da una scrittura fluida e incisiva, si presenta come un viaggio tra i “nuovi schiavi”. Ambientata in una torrefazione, l’opera racconta la quotidianità di un gruppo di operaie e del loro misterioso caporeparto. Non è una messa in scena della violenza ostentata, ma un racconto fatto di parole, silenzi carichi di tensione e sguardi.

Lo spettacolo indaga sull’oblio e la rimozione come responsabilità collettiva, su ciò che scegliamo deliberatamente di non vedere o non interrompere. Le attrici e l’attore, sono riuscite a dare corpo alle emozioni di donne sospese tra il passato delle fabbriche e la realtà attuale dei nuovi schiavi, lavoratori sfruttati per pochi euro l’ora.

L’evento si è inserito nel solco delle celebrazioni della 64esima Giornata Mondiale del Teatro, istituita dall’ITI-UNESCO nel 1962. Quest’anno, il prestigioso compito di redigere il Messaggio Internazionale è spettato a Willem Dafoe, attore di fama mondiale e attuale Direttore del Settore Teatro della Biennale di Venezia, Willem Dafoe

Nelle sue parole, Dafoe ha sottolineato l’urgenza sociale dell’arte:

    «In un mondo sempre più divisivo e autoritario, la nostra sfida è evitare che il teatro diventi una mera impresa commerciale o un arido custode di tradizioni. Dobbiamo promuoverne la forza di connettere popoli e comunità, interrogandoci su dove stiamo andando.»

Al termine della rappresentazione, la preside dell’Istituto, Eleonora Galli, ha ribadito l’importanza fondamentale della narrazione contemporanea nei piccoli territori. In contesti spesso dimenticati, la cultura non è solo intrattenimento, ma uno strumento essenziale per generare dialogo e cittadinanza attiva. Fare cultura in periferia non è solo organizzare un evento; è un atto di resistenza. È creare legami ponti tra mondi che altrimenti non si parlerebbero mai.

“Silenzio di turno” ha dimostrato che il teatro, anche fuori dai grandi circuiti, resta il luogo di incontro per specchiarsi, capirsi e parlare.

Quando le luci della Biblioteca Toti si sono spente, negli occhi dei presenti è rimasto un riflesso diverso. Portare il teatro tra le mura di una scuola, raccontando le vicende di operaie di una torrefazione immaginaria, significa prendere atto delle tante realtà invisibili dei nostri quartieri. Significa dire: la tua storia è importante per la comunità, merita di essere raccontata e ascoltata qui, a due passi da casa tua.

Perché la cultura non è un privilegio da consumare solo nei templi del centro città, è un diritto che si respira dove la vita è più faticosa, dove la solitudine si fa sentire, dove il futuro sembra, a volte, un orizzonte insignificante. Fare cultura in periferia significa accendere un fuoco che riscalda chi è rimasto fuori, dimostrando che anche nell’angolo più nascosto di una città può nascere una bellezza, quella vera, quella che appartiene a tutti, nessuno escluso.

Sala Teatro Toti, Istituto Comprensivo Viale Lombardia,  Cologno Monzese 27 marzo 2026

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