N come NONETTO

       FRA I BANCHI

Composizione musicale caratterizzata dalla presenza fissa di nove strumenti solisti

 

di Angela Villa

La scuola è agli sgoccioli, sospesa fra verifiche e recite provate fino allo sfinimento, zaini che si svuotano e diplomi per i “lettori forti”. Fra questi campioni della biblioteca ho scoperto qualcuno che prende il libro, lo porta a casa, lo riporta indietro così come lo ha preso, per il gusto di avere un libro nuovo a casa, per il piacere di odorare la carta, perché nessuno me lo legge…perché mi piaceva la copertina ma la storia non era entusiasmante. Le risposte sono varie. Ma che importa? Il libro ha viaggiato, ha preso l’aria della cameretta, ha fatto da ponte. Si loda anche quel viaggio a vuoto, perché l’amore per la lettura è un seme pigro che va coltivato lentamente. Uno dei diritti del lettore è proprio saltare le pagine o chiudere il libro prima del tempo.
In questi giorni di maggio si corre nei corridoi a caccia dei maestri perché ,hanno consegnato la foto di fine anno. I bambini cercano la firma di tutti i maestri, anche di quelli che entrano per poche ore in classe, ma che lasciano comunque un segno. Ognuno con il suo superpotere, ognuno con la sua personalissima magia. La bellezza sta cercare di capire come ci vedono loro i bambini, a volte chiedo divertita: ma quanti maestri avete?  Sette, otto, no forse nove…e tutti importanti. L’altro giorno ho dato loro una traccia ero curiosa di vedere la classe con i loro occhi. Ho scoperto che ognuno di noi, ha qualcosa da regalare. Siamo i loro super eroi. Siamo un po’ tutti protagonisti come nell’ensemble di un Nonetto. E anche i commessi per loro sono dei maestri perché gli insegnano le buone maniere…a non sporcare i bagni, a raccogliere le carte in giardino.
Testo descrivi i maestri della tua classe e non saltare nessuno!
«C’è la maestra di religione, amatissima perché fa scrivere i titoli in grassetto, con lei facciamo pure geometria, ci dice, per convincerci a fare i titoli più belli possibili.
C’è il maestro di inglese, quando la classe si fa troppo agitata e il giardino diventa un sogno, distribuisce mandala, se il tempo scade giriamo il foglio e disegniamo quello che vogliamo.
La maestra di scienze e matematica ci porta nell’orto: si innaffia la terra, si tagliano le erbacce si contano i fiori delle zucchine e si va a caccia di lombrichi. Cerchiamo il più lungo e lo mostriamo ai compagni e alle compagne che hanno paura. Una volta uno l’ha nascosto in tasca quel giorno la maestra si è veramente arrabbiata.
La maestra della mensa insegna ad andare in fila uno dietro l’altro e le buone maniere a tavola. Facciamo finta di essere alla tavola di Harry Potter e sembra di vedere i gufi che svolazzano. Dobbiamo fare la gara del silenzio con l’altra classe.
Il maestro di motoria delle quinte, si ferma solo per un’ora è al posto di una maestra che non può più venire per motivi di salute, insegna i trucchi per giocare bene insieme:
“Lasciate stare palla prigioniera” e provate a mettere insieme la palla nel fosso toccandola tutti” È un mago conosce un sacco di giochi.
C’è la maestra di alternativa: ci insegna a fare la pace e ha creato l’angolo della pace con cuscini e barattoli luminosi. A volte noi siamo un po’ litigiosi, qualcuno parla con il corpo invece che con la voce, dice lei, ma abbiamo tempo per imparare a fare la pace.
Poi ci sono i due commessi che sorvegliano il bagno e dicono: “La riunione dei rubinetti è finità tornate in classe” e poi c’è il teatro della maestra di italiano
Lei c’è sempre. È quella che vediamo ogni giorno, facciamo spesso gli intervalli con lei in giardino o in classe se piove, perché noi in giardino andiamo pure se fa freddo: dobbiamo rafforzare il corpo, così ci dice. Se rimaniamo in classe perché piove ci dice: “Potete fare caos ma con calma” A volte, però, si vede che è stanca e sta per arrabbiarsi Ha finito lei, la calma.  Allora le regaliamo disegni coi cuoricini, lei li appende alla parete anche se non sono belli colorati o manca qualche “H” e qualche doppia.
Racconta storie bellissime, ma anche storie noiosissime. A inizio o a fine lezione. Quando la noia avanza, la maestra inizia a saltare le pagine, inventando tutto di sana pianta, perché se ci annoiamo facciamo troppo rumore e andiamo a casa col mal di testa.
Le storie più belle sono quelle completamente inventate, quando la maestra inventa, è molto più simpatica del libro. Gira per la classe, con una mano mantiene il libro e con l’altra, un mondo prende forma, storie stranissime. Matite stufe di essere temperate, cestini parlanti quaderni indispettiti, carte Pokemon che si rifiutano di essere scambiate. Una volta durante una di queste letture in cui la prima ad annoiarsi era lei, un nostro compagno ha detto:
“Maestra, salta direttamente tutto e fai le voci!”.»

Buona fine della scuola a tutti e in particolare a chi salta le pagine per metterci l’errore.

Consiglio di ascolto, Nino Rota, Nonetto.

https://www.youtube.com/watch?v=zWeiuhtguk4

 

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