PASSEGGIATE IN LUOGHI INSOLITI (1)
di Angela Villa
Vado non vado, vado, non vado?
Abitando in periferia, uscire di casa, utilizzando i mezzi pubblici, è sempre una scelta un po’ combattuta. La notifica del meteo è chiara: bollino rosso. “Si consiglia di non uscire nelle ore più calde, in particolare anziani e bambini”. Stando all’anagrafe, sarei ufficialmente catalogata nella categoria “anziani”. Io, però, mi ritengo decisamente arzilla. D’altronde, come dice mia madre (che ha una veneranda età): “La vecchiaia non si risolve, si accetta e ci si organizza per viverla al meglio!” Prendo uno zainetto, una borraccia di acqua fresca, un ombrellino parasole che fa subito diva d’altri tempi, ed esco. Ho controllato bene, un’ora e venti di percorso con autobus e metropolitana considerando anche il cambio fra linea verde e linea gialla.
Si va in scena, modalità attivata: turista con mappe digitali pronte per l’uso, così direbbero i miei alunni.
L’associazione Art & Music Insieme, impegnata nella diffusione della musica lirica e classica in luoghi periferici, ha organizzato un evento nel suggestivo cortile di Villa Mirabello: “Armonie in Villa”. L’arrivo è stato senza intoppi: il percorso era giusto e sono riuscita anche a non perdermi nei quindici minuti di strada a piedi per raggiungere la destinazione. Nel sito della Fondazione Villa Mirabello è possibile leggere tutte le informazioni sulla storia della dimora. Mi seggo in un angolo all’ombra circondata da fiorellini di campo e leggo:
«Scelta nei primi anni del Quattrocento dai Visconti come residenza estiva e sede di caccia, la proprietà passò a Giovanni Mirabello, che acquistandola da Filippo Maria Visconti, le diede il nome con cui è conosciuta ancora oggi. Con il passare del tempo la struttura cambiò diversi proprietari, finendo tra le mani di importanti casate come i Portinari, i Landriani, i Marino e i Serbelloni.»
Una curiosità storica lega la villa al motto “SEMPRE EL DOVERE”, ancora oggi ben leggibile sulla parete di una delle sale. Pare che l’iscrizione faccia riferimento all’ordine degli Umiliati, una realtà religiosa che faceva del lavoro quotidiano il proprio cardine spirituale. Sono rimasta molto colpita dalla frase, per una come me, cresciuta a pane e senso del dovere radicato, quella scritta non è solo un reperto storico: mi parla proprio direttamente. Ma oggi non sono qui per dovere, penso, continuo quindi a leggere le informazioni, amo le dimore che hanno secoli di storie alle spalle, chissà quali segreti, quali sofferenze o momenti di gioie, amori furtivi e lagrimosi. Sono con la fantasia in un’altra epoca.
«Nei secoli successivi la villa cadde in decadenza perché i proprietari sfruttarono la dimora per usi agricoli, trascurandola al punto da farla finire nel completo abbandono. La svolta arrivò all’inizio del Novecento grazie all’interessamento della Società Anonima Quartiere Industriale Nord Milano, che realizzò i primi restauri. Nel 1919 la proprietà fu infine acquistata dall’Opera Pia Casa di Lavoro e Patronato per i ciechi di guerra, la Villa, fu ampliata e riadattata per ospitare e dare supporto ai giovani ipovedenti e ciechi reduci dal fronte della prima guerra mondiale. Oggi questa vocazione solidale e culturale continua a vivere grazie alla Fondazione Villa Mirabello ETS, che cura la struttura promuovendo l’inclusione sociale e l’assistenza formativa per bambini e giovani con disabilità complesse, e gestendo al contempo i numerosi eventi culturali e musicali.»
Davvero un esempio di gestione virtuosa. Ho un po’ di tempo, il concerto inizierà in ritardo rispetto all’orario stabilito, per problemi tecnici. Mi guardo intorno, un pubblico eterogeneo di ogni età. C’è una coppia accanto a me che ispira tenerezza: abbracciati, mani incrociate, l’amore vince ogni bollino rosso, si stanno organizzando per capire dove possono vedersi prossimamente: ad un concerto, ad una mostra, ad una conferenza? Faccio il tifo per loro ma non voglio disturbare e vado a vedere la mostra allestita in una sala della villa. Sono esposte le opere del maestro Marra. Mani intrecciate, grandi volti, figure in bianco e nero, c’è molta umanità nelle sue tele, mi sembra di capire, ma non sono esperta di arte. Quello che ho percepito è un grande bisogno di bellezza contro ogni disumanizzazione.
I problemi tecnici si risolvono, Antonio Mazzei, responsabile organizzativo e amministrativo dell’associazione Art & Music Insieme, introduce il concerto presentando la dottoressa Luciana Borgi. La critica d’arte illustra la suggestiva struttura dello spazio, caratterizzato da un loggiato con colonne su cui si affacciano finestre ogivali, il tutto protetto da un solido mastio. Al centro del cortile si trova la fontana del “Mangia Bagai”, copia dell’originale visconteo; l’area è impreziosita da mattoni rossi che creano una cassa di risonanza naturale, ideale per gli eventi musicali. Le mura storiche della villa hanno piacevolmente risuonato grazie alle voci calde e suadenti del baritono Valerio Sgargi e della stessa Ekaterina Adamova. Brani classici e brani tratti dal repertorio più recente, eseguiti con espressione e vivacità: arie da musical, celebri canzoni internazionali e grandi successi di Frank Sinatra, Queen, Alessandro Safina e Andrea Bocelli. L’intermezzo poetico di Anna Vicent e dell’attore Andrea Piovan ha arricchito la performance.
Al termine del concerto, attivo nuovamente il navigatore per una visita rapida al quartiere Maggiolina, ho scoperto un vero e proprio museo a cielo aperto. In particolare il mio sguardo è stato catturato dalle celebri “case igloo”, abitazioni a pianta circolare progettate nel secondo dopoguerra dall’architetto Mario Cavallè, che convivono in un contrasto armonioso con eleganti ville in stile Liberty.
Questo percorso, ha reso la giornata speciale, confermando come Milano, sia pure in tutte le sue contraddizioni legate alle ultime vicende sull’edilizia, sappia custodire, appena fuori dalle rotte più conosciute, tesori rari di bellezza, storia e solidarietà. Alla fine, è valsa la pena di sfidare il bollino rosso: l’arzilla turista, armata di ombrellino e borraccia, torna a casa in periferia, decisamente stanca, ma con la certezza che, a volte, per fare anche un piccolo viaggio, basta solo vincere la pigrizia, chiudere la porta di casa e salire su un autobus.
Ovviamente bisogna saper coordinare tutti gli orari…
Milano, Villa Mirabello, 21 giugno 2026
