Il Fondo Raffaele De Luca

PASSEGGIATE IN LUOGHI INSOLITI (2)

 di Angela Villa

«Il canto è l’espressione musicale più spontanea e naturale, e il coro è la forma più immediata del fare musica insieme. In un coro ogni persona è sempre concentrata sulla relazione della propria voce con le altre. L’ascolto dell’altro è quindi alla base del canto corale e, in generale, del fare musica insieme. Imparare a cantare insieme significa imparare ad ascoltarsi l’un l’altro».
                                                                       Claudio Abbado

Esistono passeggiate che non si misurano in chilometri, ma in battute, ritmi e armonie. Luoghi insoliti che non troverete su nessuna mappa geografica, perché si sviluppano tra le cinque linee di un pentagramma.

È un caldo pomeriggio di giugno quando arriviamo. Con noi abbiamo borse cariche di cibi e bevande, pronte per il brindisi con chi vorrà fermarsi per condividere la fine di un viaggio. In una sacca a parte, abbiamo gli abiti di scena: le donne in lungo, gli uomini pantaloni e camicia, tutti nell’impeccabile rigore del nero. Ci cambiamo all’ultimo minuto, con sguardi d’intesa e complimenti sinceri. Nel coro, d’altronde, non esiste competizione: ci si sostiene. Cantare insieme è una forma pura di nutrimento, ci si ciba delle energie e del respiro dell’altro.

Arriviamo con largo anticipo perché c’è bisogno di provare ancora, un’ultima volta prima del concerto. La nostra passeggiata sta per snodarsi tra le note di Heinrich Schütz, gigante del Barocco tedesco. Ci addentriamo nelle armonie del Musikalische Exequien op. 7 SWV 279-281, composto nel 1635, l’opera è costituita da tre parti: il Concerto in forma di messa funebre, il Mottetto e infine il Cantico Simeone.

La prima parte di questo concerto speciale ha preso vita tra le mura della Civica Scuola di Musica “Luigi Piseri” di Brugherio. Un momento voluto per ricordare il Maestro Raffaele Deluca, prematuramente scomparso a dicembre 2025. Si delineerà una nuova sinergia artistico-didattica tra la scuola e il Coro San Bartolomeo. Un progetto fortemente sostenuto dai componenti del coro e dal Maestro Roberto Gambaro, Direttore della Fondazione e Coordinatore Didattico-Artistico della Civica Scuola di Musica. A guidare il coro in questa delicata transizione, la bacchetta di Giulia Ponti.

Ad eccezione di chi, come me, si è aggiunto di recente, i membri del coro condividono un lunghissimo percorso di studio. Molti sono stati i viaggi di approfondimento intrapresi per respirare la grande tradizione di musica sacra e liturgica europea: da Lipsia a Eisenach, da Roma a San Gallo. Tra i progetti più toccanti spicca la serie di concerti dedicati alla musica corale nei campi di internamento dell’Italia fascista, culminata nel 2019 con le esibizioni al Santuario della Beata Vergine del Rosario a Ornago e al prestigioso centro culturale LAC di Lugano. Senza dimenticare l’emozionante e faticoso privilegio vissuto durante la Settimana Santa del 2018, quando il coro ha cantato in lingua latina e araba in tutte le quattordici celebrazioni, tra Messe e Vespri, presso la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Un coro con una lunga storia alle spalle. Per questo motivo dopo la morte del Maestro si è deciso di andare avanti comunque, per portare a termine il progetto in cui Raffaele Deluca aveva riversato tanta cura e attenzione.

L’evento, non è stato solo memoria, ma futuro. L’intento era quello di celebrare anche la nascita del Fondo Deluca e l’avvio del Progetto Corale Condiviso, che inserisce ufficialmente il coro nell’offerta formativa della Scuola Piseri, con il prezioso supporto artistico del docente Valter Borin direttore d’orchestra, compositore, tenore, un artista poliedrico.

Il Fondo Deluca, custodisce circa 4.000 unità raccolte a partire dal 2006. Questo imponente patrimonio bibliografico e discografico, ora finalmente accessibile a studenti, coristi e studiosi, è uno scrigno che conserva le partiture del coro, donazioni moderne di istituzioni storiche come il Conservatorio e il Duomo di Milano o l’Accademia Filarmonica di Bologna, i testi musicali del musicologo Francesco Degrada, la biblioteca personale del giudice Renato Caccamo, i libri di carriera del mezzosoprano Bianca Berini e circa 2.000 spartiti della Musicografica Lombarda di Brugherio, storica stamperia per conto di Casa Ricordi.

Al termine dell’esecuzione, il silenzio viene rotto da applausi commossi. Un abbraccio musicale alla maestra Giulia Ponti, che con pazienza e molta competenza si è presa cura di tutti noi anime un po’ sperdute e avvilite per la perdita improvvisa. È stato difficile e faticoso portare avanti il progetto del Maestro, ma era un atto dovuto, l’ultimo sincero omaggio a un uomo che ha creduto profondamente nel suo coro e nella bellezza della musica.

«Che cosa è rimasto, alla fine?» mi chiedo, mentre mi cambio velocemente e mi libero soprattutto delle scarpe col tacco: una scelta quasi obbligata con l’abito nero, specie se non si vanta una grande altezza. Mentre ritrovo il contatto con il pavimento, ah che bellezza, mi torna in mente una frase che ripeteva spesso il Maestro: il coro è come una grande architettura musicale, dove ognuno ha una funzione precisa, ma è solo insieme che si prende davvero forma. Ed è esattamente questo ciò che resta: l’ascolto, il respiro condiviso e il battito profondo e alcuni passaggi musicali che ho fatto fatica a memorizzare e che improvvisamente risuonano con chiarezza dentro, proprio ora che il concerto è concluso. La musica non è finita, ha solo cambiato casa, continuando a cantare dentro.

Brugherio, Fondazione Luigi Piseri, 26 giugno 2026

* Cliccare sul link per vedere la locandina dell’evento pres_nuove_coll_ S.Bartolomeo

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