Per un’operaia morta sul lavoro

 
                                                                               
di Ennio Abate   
                                                                                                                    a Luana D’Orazio di anni 22
Ingombri d’ansie
i tuoi giovanili ardori.
Mai pensavi all’Eterno.
Alla gente ti eri offerta
e sei morta.

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Un po’ di marxologia

Non pillole di Marx ma problemi, visioni divergenti e in contrasto di studiosi di Marx: purtroppo un continente del pensiero non si esplora facilmente o in poche parole [E.A.]
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Presentazione dei libri – SOGGETTIVITÀ E TRASFORMAZIONE Prospettive Marxiane a cura di Stefano Petrucciani, Luca Basso, Giorgio Cesarale, Vittorio Morfino (Manifestolibri, Roma, 2020) – MARX IN DIECI PAROLE di Stefano Petrucciani (Carocci, Roma, 2020) intervengono Michele Cangiani, Stefano Petrucciani, Claudio Tuozzolo, Maria Turchetto coordina Ferruccio Capelli

Ancora sugli anni ’70

Discussioni a spizzichi e bocconi
Riprendo un articolo comparso sulla pagina Facebook di Lanfranco Caminiti (qui) e una selezione dei  commenti, tra i quali due miei. [E. A.]

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coalescenza: no-vax


come i fenomeni sociali complessi seguano leggi semplici ma vadano capiti nella loro multidimensionalità

di Paolo Di Marco Continua la lettura di coalescenza: no-vax

La strage di Capaci

di Daniele Barni

Era il 23 maggio 1992, l’ora del pomeriggio in cui la fame comincia a sfottere lo stomaco. Asserragliato nella cucina al di qua di trincee di libri, mi attrezzavo da buon secchioncello a fronteggiare la maturità, già minacciosa. Alla mia Nordmende color tristezza, alta sulla scaffalatura, si affacciavano personaggi diversi a farmi compagnia. Ammutoliti dal telecomando, li lasciavo ai loro mimi. Continua la lettura di La strage di Capaci

Lea Melandri e Stefano Ciccone su ” Essere maschi”

Oggi su Facebook , capitato per caso sulla pagina di Lea Melandri, ho letto questo suo articolo del  30 aprile 2019 che mi era sfuggito e riproposto oggi (qui). Lo  riporto su Poliscritture assieme ad un commento dello stesso anno di Stefano Ciccone. Il tema è di quelli importanti e da ruminare a lungo accanto e assieme ad altre riflessioni. Indirettamente e chissà  quando, credo possa aiutare a spiegare, se non a sciogliere, anche certi nodi più o meno stretti o ingarbugliati che inceppano spesso le discussioni fra uomini e donne quando parlano d’altro. [E. A.]

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Rondini, Osterie e il Rinco. La realtà nei suoi teatri

di Rita Simonitto

Tra le piante del terrazzo rigoglia un Rincospermum, arbusto sempre verde detto anche ‘falso’ Gelsomino. In certe giornate, vedere la sua chioma esuberante che deborda dal vaso già abbastanza capiente mi infastidisce. Allora gli dico: “‘ahò, a Rinco, ma ‘ndo vai?”. Ma nello stesso tempo mi rendo conto che lui figura come un mio punching ball su cui riversare i fastidi che provo verso chi, zitto-zitto, quatto-quatto, si appropria di spazi altrui. Continua la lettura di Rondini, Osterie e il Rinco. La realtà nei suoi teatri

Un filosofo celaniano

 

di Dario Borso

Gianni Carchia (1947-2000) nel 1974 tradusse 29 poesie da Papavero e memoria, sette delle quali intersecano la recezione italiana di Celan all’altezza del capitolo “Outsiders” del mio Celan in Italia (Prospero Editore, 2020). Il giovane filosofo le aveva inviate nei primi anni Ottanta alla rivista “Erba d’Arno”, dove poi non uscirono. Continua la lettura di Un filosofo celaniano

La storia di un partigiano

di Dario Borso

Il prof. Dal Pra Mario, antecedentemente alla data del 25 luglio 1943, non aveva mai dato luogo a rimarchi con la sua condotta in genere, pur essendo un fervente clericale.- Dopo il 25 luglio si è dimostrato un accanito antifascista ed un abile ed attivo organizzatore di movimenti a sfondo comunista, svolgendo la sua propaganda attraverso la pubblicazione di opuscoli che venivano diffusi specie fra gli operai e mediante articoli sulla stampa cittadina.- Dopo l’8 settembre la sua attività è passata ad una fase cospirativa intesa a sabotare la rinascita Nazionale e le istituzioni del Governo Repubblicano.-
Per tale fatto è stato da questo ufficio denunziato al Tribunale per la Difesa dello Stato di Parma, in data 29.3.1944. Con sentenza del Tribunale Straordinario Provinciale di Vicenza, è stato condannato in contumacia alla seguente pena: 1.4.1944 – Tribunale Straordinario Provinciale: anni 18 di reclusione, 5 anni di libertà vigilata, e sospensione dall’esercizio dei pubblici uffici e spese processuali. Il Dal Pra è tuttora latitante.

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