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Narratorio grafico di Tabea Nineo

di Ennio Abate

Presentazione 2011
Da ragazzo ho imparato a scrivere. Ma ad un certo punto ho imparato anche a disegnare e dipingere.  Per molti le due attività sono conciliabili o si alternano senza troppi problemi. Nel mio caso non è andata così. Scrittura (poesia, saggistica) e pittura  sono state  davvero in certi periodi della mia esistenza strade divaricate e poco conciliabili. Per ragioni che ora non affronto. La scrittura ha preso il sopravvento sull’altra attività che è rimasta secondaria.  Anche se il Tabea Nineo (anagramma giovanile del mio nome e cognome), col quale  avevo deciso di firmare disegni e dipinti, è in fondo un mio gemello e, quando ho potuto, gli ho dato più  spazio: prima insinuando “disegnini” in bianco/nero sui fogli dei quaderni o sulle pagine dei giornali o delle riviste o  dei libri che, per passione o obblighi, andavo leggendo; più tardi lavorando su fogli da pacco o disegno  e, più recentemente, anche su tela e coi colori ad olio,  passando così dalla stilografica o dalla biro al carboncino ai pennarelli e ai pennelli. C’è una certa contiguità tra la mia scrittura e i grafismi che, a partire da uno “scarabocchio”, diventano figure. E spesso le due ricerche, che hanno temi simili, sembrano collaborare e somigliarsi Non so dire quanto il mio narratorio in parole e quello grafico siano complementari. So che a volte imboccano direzioni diverse e si perdono di vista. Anche se il sogno giovanile di una possibile unità,  in cui disegni, poesie e prose si ricompongano, fuori da ogni gerarchia, non è del tutto svanito , per ora e per me scrittura e pittura rimangono solo inquietamente vicine.

–  In copertina: Tabea Nineo, Ombra di donna e uomo antico, olio 2003]

Giovane e fiori

Prova con Paint 11 giugno 2020

Appunto del 6 gennaio 2013

Il Narratorio di Tabea Nineo è soprattutto grafico. Tra 1976, anno in cui riprendo a disegnare con una certa  costanza, e anni ’80-’90 ho soprattutto lavorato in b/n usando il vecchio pennino intinto nella boccetta d’inchiostro di china. Mano mano e più tardi ha preso spazio il colore. E ho usato soprattutto l’olio. Sia disegnare a china che dipingere a olio sono tecniche “superate”. Perché sono rimasto ancorato ad esse? Non per astratta nostalgia. Credo di aver  risposto (tardi, ma questa è un’altra questione) al sogno che mi ero costruito sulla base dell’esperienza vissuta da ragazzo e da giovane. L’inchiostro da usare col pennino era d’uso comune (e spesso difficile) per noi ragazzi del dopoguerra che arrivavamo a scuola. E la pittura ad olio era quella di cui avevo potuto vedere qualche esempio dal vivo in qualche vetrina di negozio a Salerno. Ma fu quella che m’impressionò di più attraverso le riproduzione della grande pittura moderna (dagli impressionisti a Cezanne alle avanguardie del Novecento) apparse negli inserti  illustrati  del settimanale Epoca  (mi pare di ricordare tra 1956 e 1959), che mio padre acquistava.

[6 gennaio 2013]

Albero e storie

Pannello 2 m x 70 cm, Portoscuso 2018

Per un approfondimento vedi articolo su POLISCRITTURE: Un quadro e un manifesto (qui)

Un’intervista su WSF (24 set. 2015)

Poesia e Arte. Ennio Abate

Continua la lettura di Un’intervista su WSF (24 set. 2015)

Padre madre bimbo (al 19 sett. 2017)

Ti bacio ma di corsa…

Olio 60 x 60 cm. al 7 aprile 2017
C'è un bimbo che gioca
una strega che s'ammantella
corpi che svaniscono nei fiumi.

E Trump che bombarda
il cielo azzurro

Vecchio e giovane donna

Vecchio e giovane donna - olio 50x50 cm. 13 feb 2017
Vecchio e giovane donna – olio 50×50 cm. -13 feb. 2017

Madre e tempo

quadro-1-al-19-gen-2017

Questo quadro  lo dedico ai terremotati sotto la neve e l’accompagno con questi versi di Roberto Roversi tratti da “L’Italia sotto la neve”. Continua la lettura di Madre e tempo