Archivi categoria: NARRATORIO GRAFICO

Lettura di “Combattenti”

Un mio dipinto a olio su tela (100 x 70) del settembre 2016

di Ennio Abate | Tabea Nineo

COMBATTENTI 1

Nel fondo scuro (passato storico dimenticato) s’intravvedono, partendo da destra e spostando lo sguardo verso sinistra: – una figura in divisa militare e con una pistola in mano; – un prigioniero che avanza con le mani legate dietro la schiena; – una montagna («bruna / per la distanza, e parvemi alta tanto / quanto veduta non avea alcuna», con possibile riferimento al Canto XXVI dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri).
Invece, a sinistra e dal basso in alto: – in una cornice (e quindi potrebbe essere un antico ritratto) una dama sette-ottocentesca dal volto stupito e allarmato; – un triangolo o piramide non del tutto geometrico, anch’esso in una cornice (potrebbe anche essere accostato alla montagna fuori cornice).

COMBATTENTI 2

Da destra verso sinistra: – due volti (uno maschile calmo, uno femminile sgomento) che guardano; – un tronco d’albero con un fogliame scuro; – un cavaliere antico, visto di spalle e con una capigliatura folta, che colpisce con una spada una figura “mostruosa” (ali d’aquila? volto sofferente? tronco d’albero?).

COMBATTENTI 3

Sequenza di volti con varie espressioni. Da sinistra a destra: – volto ghignante e da gangster con cappello; – due volti sovrapposti e che guardano in direzioni opposte ma con al centro un altro volto sfumato e quasi irriconoscibile; – un volto anziano sconcertato; – i due volti già indicati in COMBATTENTI 2.
Sulla sequenza “svolazza” una forma scura.

COMBATTENTI 4

– due volti femminili decisi e aggressivi che guardano in direzioni opposte; – la testa di un giovane riflessivo e la parte superiore del suo corpo immobile; – un volto di contadino meridionale con coppola.

Ritornando al quadro e guardandolo nel suo insieme, si potrebbe riassumere così il suo contenuto: i combattenti mostrano sentimenti di estrema concentrazione (come di fronte a un pericolo o ad una grave situazione). Alcuni/alcune guardano più in direzione di un passato di guerre moderne (il fondo oscuro a sinistra). Altri/e verso un passato eroico e cavalleresco idealizzato. Qualcuno (il contadino, il gangster, l’anziano sconcertato) guardano forse nel vuoto o in un altrove. Solo il giovane riflessivo e il volto di una delle due figure femminili guardano verso qualcosa che potrebbe comparire tra quelle due macchie nere (uno squarcio di futuro invisibile?).

Piante alberi e alcuni paesaggi (1976 – 1998)

di Tabea Nineo


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9 DISEGNI SU AGENDINA DEL 1994

di Tabea Nineo

*ogni singola immagine s’ingrandisce cliccandola

Narratorio grafico di Tabea Nineo

di Ennio Abate

Presentazione 2011
Da ragazzo ho imparato a scrivere. Ma ad un certo punto ho imparato anche a disegnare e dipingere.  Per molti le due attività sono conciliabili o si alternano senza troppi problemi. Nel mio caso non è andata così. Scrittura (poesia, saggistica) e pittura  sono state  davvero in certi periodi della mia esistenza strade divaricate e poco conciliabili. Per ragioni che ora non affronto. La scrittura ha preso il sopravvento sull’altra attività che è rimasta secondaria.  Anche se il Tabea Nineo (anagramma giovanile del mio nome e cognome), col quale  avevo deciso di firmare disegni e dipinti, è in fondo un mio gemello e, quando ho potuto, gli ho dato più  spazio: prima insinuando “disegnini” in bianco/nero sui fogli dei quaderni o sulle pagine dei giornali o delle riviste o  dei libri che, per passione o obblighi, andavo leggendo; più tardi lavorando su fogli da pacco o disegno  e, più recentemente, anche su tela e coi colori ad olio,  passando così dalla stilografica o dalla biro al carboncino ai pennarelli e ai pennelli. C’è una certa contiguità tra la mia scrittura e i grafismi che, a partire da uno “scarabocchio”, diventano figure. E spesso le due ricerche, che hanno temi simili, sembrano collaborare e somigliarsi.  Non so dire quanto il mio narratorio in parole e quello grafico siano complementari. So che a volte imboccano direzioni diverse e si perdono di vista. Anche se il sogno giovanile di una possibile unità,  in cui disegni, poesie e prose si ricompongano, fuori da ogni gerarchia, non è del tutto svanito , per ora e per me scrittura e pittura rimangono solo inquietamente vicine.

–  In copertina: Tabea Nineo, Ombra di donna e uomo antico, olio 2003]

Giovane e fiori

Prova con Paint 11 giugno 2020

Appunto del 6 gennaio 2013

Il Narratorio di Tabea Nineo è soprattutto grafico. Tra 1976, anno in cui riprendo a disegnare con una certa  costanza, e anni ’80-’90 ho soprattutto lavorato in b/n usando il vecchio pennino intinto nella boccetta d’inchiostro di china. Mano mano e più tardi ha preso spazio il colore. E ho usato soprattutto l’olio. Sia disegnare a china che dipingere a olio sono tecniche “superate”. Perché sono rimasto ancorato ad esse? Non per astratta nostalgia. Credo di aver  risposto (tardi, ma questa è un’altra questione) al sogno che mi ero costruito sulla base dell’esperienza vissuta da ragazzo e da giovane. L’inchiostro da usare col pennino era d’uso comune (e spesso difficile) per noi ragazzi del dopoguerra che arrivavamo a scuola. E la pittura ad olio era quella di cui avevo potuto vedere qualche esempio dal vivo in qualche vetrina di negozio a Salerno. Ma fu quella che m’impressionò di più attraverso le riproduzione della grande pittura moderna (dagli impressionisti a Cezanne alle avanguardie del Novecento) apparse negli inserti  illustrati  del settimanale Epoca  (mi pare di ricordare tra 1956 e 1959), che mio padre acquistava.

[6 gennaio 2013]

Albero e storie

Pannello 2 m x 70 cm, Portoscuso 2018

Per un approfondimento vedi articolo su POLISCRITTURE: Un quadro e un manifesto (qui)

Un’intervista su WSF (24 set. 2015)

Poesia e Arte. Ennio Abate

Continua la lettura di Un’intervista su WSF (24 set. 2015) →

Padre madre bimbo (al 19 sett. 2017)