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Il primo argento

di Alessandra Pavani

I due pianoforti erano uno di fronte all’altro, identici come se uno specchio li dividesse. E di specchi ce ne erano perfino troppi, l’intera sala ne era piena, a moltiplicare all’infinito quel profluvio di velluti e di merletti che nell’attesa si deliziava del proprio lustro. Era l’ineffabile ora del tardo pomeriggio autunnale in cui le ombre, allungandosi, si fanno più dolci lungo i viali alberati che conducono alle ville, e chi riposa sui divani sente sfumare sotto le dita una realtà che diviene sempre più languida. La poetessa aveva appena finito di declamare, e nell’aria aleggiavano ancora gli ultimi applausi quando, con uno sbadiglio nascosto dietro il ventaglio, una voce indiscreta incrinò il crepuscolo miagolando: “Ma che cosa  aspettiamo?” . ”Milady”, protestò sir John Radcliffe con un ghigno indignato. “Aspettiamo l’esibizione dei gemelli Silver!” Continua la lettura di Il primo argento

IL POETA E LA SUA CITTÀ: Antonio Sagredo/Lecce (1)

Palazzo Della Ratta (particolare Loggia nel verde) di Alice Guido
Palazzo Della Ratta (particolare Loggia nel verde) di Alice Guido

di Antonio Sagredo

In questa sezione, intitolata “Il poeta e la sua città”, appariranno poesie e prose collegabili al rapporto quasi sempre oscuro e inestricabilmente  d’amore/odio tra un autore e la  “sua” città (natale, d’adozione, elettiva, dell’anima). Inaugura la serie questo testo di Antonio Sagredo, che – è giusto dirlo – è stato anche il suggeritore della rubrica. Invito anche altri/e a farmi pervenire altre proposte sull’argomento. [E.A.]

La città

Verde nella parola e nell’inganno!

Terra del Salento,
squarciata da un freddo cerchio di ciclista! Continua la lettura di IL POETA E LA SUA CITTÀ: Antonio Sagredo/Lecce (1)