a cura di Filippo Nibbi

a cura di Luca Celada
Alla fine è arrivato il morto. Una donna di 37 anni freddata da un agente dalle squadre di deportazione mentre tentava di fuggire in auto da un altro sgherro mascherato che voleva estrarla a forza dal veicolo. Tutto durante la “spedizione punitiva” di 2000 agenti federali nel “territorio nemico” di Minneapolis A POCHI ISOLATI DA DOVE VENNE ASSASSINATO GEORGE FLOYD. Conseguenza inevitabile cercata diremmo da un regime che da mesi cerca di elevare scontro e generalizzare criminalizzazione e repressione del dissenso. E DHS ha già dichiarato che si è trattato di un caso di “terrorismo interno” e “tentato omicidio” ai danni degli agenti. Ad ottobre c’era stato un incidente (e accuse) virtualmente identiche a LA, con proiettili che sfiorarono un uomo che documentava i rastrellamenti e tentava poi di allontanarsi in auto. Arrestato. (Denuncia da poco archiviata dal giudice perché la versione ICE non è supportata dai video). A Novembre un comunicato DHS denunciava una presunta “epidemia di attacchi con auto ad agenti ”. Poi oggi con donna terrorizzata da agente che tenta di estrarla dall’auto e tenta di fuggire….citiamo dalla dichiarazione del sindaco di Minneapolis stamane sulla versione del governo: “Bullshit!” – stronzate.
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