Già tra noi…

Storie di migranti raccolte da Jorida Dervishi

Pubblico stralci dell’introduzione e di alcune storie di vite migranti di “La mia storia è la tua storia”, un libro in via di stampa scritto e curato con passione dalla giovane Jorida Dervishi di origini albanesi e tutor universitaria a Milano. L’ ho letto in bozze e la mia riflessione, che ora fa da prefazione al libro, oltre a richiamare temi già toccati qui su Poliscritture, vuole essere anche un riconoscimento convinto del lavoro di integrazione fatto da tanti anni, attraverso i corsi d’italiano a favore dei migranti, dal “Centro di cultura popolare” di Pioltello, in particolare nella sede di Seggiano che ho sia pur saltuariamente frequentato. [E. A.]

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Ricordo di Arnaldo Éderle

                                                       

di Franco Casati

Con Arnaldo ci siamo conosciuti attraverso un amico comune, circa 50 anni fa, il poeta veronese Giuseppe Piccoli, tragicamente scomparso. Dopo questo evento Ederle fu la persona che più si impegnò a divulgarne la poesia, con quell’atteggiamento di disinteressato e costante sostegno che ebbe per tutto il corso della sua vita verso gli altri poeti e scrittori, me compreso,

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Pasolini, l’antifascismo, Casal Bruciato, tirapiedi al 100% o all’80%

a cura di Ennio Abate

Pubblico questo scambio su Facebook tra me e Gianfranco La Grassa perché mi pare un buon esempio di come una tradizione di sinistra anche critica, come quella di Pasolini, possa essere usata – per delusione, per disperazione, per volontà di oltranza astratta, per eccesso di realismo politico – non tanto contro la sinistra e a favore della destra ma contro ogni ipotesi (oggi purtroppo cancellata dal dibattito intellettuale e resa quasi impensabile) di spezzare il gioco tra dominatori comunque simili (“tirapiedi” di tipo A o di tipo B). Questa ovviamente è la mia opinione che sottopongo alla discussione. [E. A.]

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Gli zingari

di Angelo Australi

Il campo scendeva dalla collina dove c’era il podere de ‘le Coste’. Oltre la colonica, sul fianco posto a levante, si apriva un largo paesaggio di costoni argillosi che ricordavano i canyon dell’Arizona. In passato la località era stata abitata da una famiglia di contadini imparentata con quella di suo cugino Sergio, mentre adesso ci vivevano dei pastori sardi. In linea d’aria le due case erano distanti meno di un chilometro, piantate su colline che da ogni parte si girasse lo sguardo finivano per controllare tutto il podere e la gola dove cresceva un fitto bosco.

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Poesie di Margaret O’ Driscoll

Traduzioni di Angela D’Ambra

Pubblico queste poesie che definirei “ecologiste” e di disarmante candore in segno di accoglienza verso una sensibilità poetica molto diversa da quelle più disincantate o addirittura ciniche che oggi danno il segno dominante alla cultura italiana in crisi. [E. A.]

1.
 
Dewdrops
 
Breakfast time May morning
Sun shines bright outside
Glittering jewels hang in a row
All along the slide
Glistening dewdrops on the grass
Crystals sparkle on the swing
The daisy chain made yesterday
Shines like diamonds on a string
 
 
 
Gocce di rugiada

Mattina di maggio ora di colazione
Il sole fuori splende sfavillante
Gioielli brillanti pendono in fila
Lungo l’intero scivolo
Sull’erba gocce di rugiada luccicanti
Cristalli scintillanti sull’altalena
Le ghirlanda di margherite fatta ieri
Splende come diamanti sopra un filo.
 
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Gli zampettii dei passeri

 di Eugenio Grandinetti

Questa poesia è stata recuperata da Luciano Aguzzi, che ringrazio.[E. A.]

 
Sto in questo inverno rigido a guardare
i fiocchi di neve che sparpaglia
un vento inconsapevole. Anche noi
la cui vita è cosa lieve e provvisoria
come acqua meteorica rappresa,
affidiamo a pensieri sparsi il flusso
dei nostri sogni,

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Se potessi piangere

Questo è uno dei  tre poemetti di Arnaldo Éderle, che avevo in lista e avrei pubblicato nei prossimi giorni. Purtroppo mi arriva adesso la brutta notizia che presentivo  per il suo silenzio. [E. A.]

 Gent. Dott. Ennio Abate, sono lo scrittore veronese Franco Casati, amico di Arnaldo Éderle. Le scrivo con grande dolore per darle la notizia della morte di Arnaldo, avvenuta l’altra notte, 2 maggio, presso l’ospedale geriatrico di Verona. So che anche lei era suo amico, non  ci resta che condividere lo stesso dolore. 

 

di Arnaldo Éderle

Se potessi piangere, ma non posso
mi sembra di non avere più lacrime,
cerco di spingerle fuori, ma non vengono,
è una situazione che capita a quelli della mia età,
non si sa perché, o forse si sa ma io non lo so,
non lo sento più lo stimolo non sono
capace di avvertire la goccia che scende dall’occhio
e mi irrora le guance. Sì, ci sarà un perché
scientifico ma io non lo conosco
e non mi va di cercarlo. Continua la lettura di Se potessi piangere

Da “Psicoscrittoio di un don giovanni pezzente”

Tabea Nineo, pastello, 1993

di Ennio Abate

Un frammento: Prima lettera a Donna Elvira

Cara Donna Elvira,

vorrei scriverti parole che rinvigoriscano  quel che  provo quando stiamo insieme, da soli e ci abbracciamo e tocchiamo, arginando gli assalti dei  nostri incubi e le immagini del passato che turbano questo presente .

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