Sul ’68 a Colognom 50 anni dopo

di Ennio Abate

Questo è il mio intervento per l’incontro del prossimo 23 giugno (qui) a Cologno Monzese di ex compagni e compagne del ’68. [E. A.] Continua la lettura di Sul ’68 a Colognom 50 anni dopo

Ricordi

di Annamaria Locatelli

 

LETTERE D’AMORE

Allora, all’incirca sessant’anni fa, Lodi era una cittadina prettamente rurale, percorsa, nelle sue antiche strade, da pochissime e pionieristiche autovetture e da mezzi agricoli, carri e cavalli, da garzoni in bicicletta, arrotini (mulitta), venditori di ghiaccio. Sul corso Vittorio Emanuele II, una via che immetteva in Piazza Vittoria, quella del celebre Duomo, si Continua la lettura di Ricordi

Divagazioni sul telefono cellulare

di Giorgio Mannacio
1.
Sulle innovazioni tecnologiche si esprimono opinioni contrapposte. Di esse alcuni dicono che  rappresentino un progresso. Altri invece sostengono che segnalino una sconfitta del miglioramento del pensiero umano. La questione è indecidibile perché non si sa cosa sia il termine di paragone cioè il PROGRESSO.
Di certo esse costringono a meditare su alcune categorie che riteniamo insite nel nostro sistema di ragionamento. Continua la lettura di Divagazioni sul telefono cellulare

ragazzi d’acqua dolce

di Angelo Australi

Il sasso era rimbalzato ben sette volte a pelo d’acqua, prima di andare sotto. Poco distante un pesce saltò e subito scomparve con in bocca qualche insetto, mentre da un canneto si alzarono in volo una coppia di fringuelli, cinguettando e rincorrendosi fino a che non sparirono nella vegetazione della riva. Spartaco fissò quei saltelli con uno sguardo concitato e pieno di soddisfazione, era stato un lancio perfetto e nessuno dei suoi compagni si sentiva stimolato a tentare di far meglio. Non facile da ripetere nemmeno per lui: un gran colpo di fortuna aver trovato quel ciottolo di uno spessore minimo, affusolato, perfettamente rotondo, e di averlo lanciato istintivamente in un punto ampio del fiume dove l’acqua rifletteva l’ombra di alcune forme astratte di paesaggio nella lucentezza dei colori del cielo fissati in quella superfice statica. Continua la lettura di ragazzi d’acqua dolce

Noi, Negri e dintorni

Le lettere del Tonto 2

di Giulio Toffoli

Un movimento del ’68-’69,  studentesco ed operaio, antiautoritario, innovativo, sano; strumentalizzato prima da presunte avanguardie e poi  rovinato dalla «scelta di scendere sul terreno dello scontro violento» istillata da “cattivi maestri” (in particolare dal  pifferaio magico in  passamontagna Tony Negri)? Questa seconda e lunghissima lettera del Tonto – ma la memoria, anche su questo evento controversa e non condivisa, forse lo richiede –  polemizza direttamente con un mio scritto (qui) e si collega alla riflessione a tre sul ’68  appena iniziata con Rabissi e Romanò (qui). [E. A.]
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E distolse gli occhi

 

di Arnaldo Éderle

E distolse gli occhi dalle care immagini
della parete sinistra e li rivolse
all’armadio grande che sta di fronte al letto.
Quella era la posizione che teneva sdraiato
com’era nel suo ampio letto con la testa appoggiata
a due cuscini. Da lì poteva guardare tutta la
camera e, come un immobile, godere della sua
ampia visuale. Continua la lettura di E distolse gli occhi

Comunismo, poesia e nuovo governo

Si dovrà pur cominciare ad approfondire quanto accaduto in questi giorni con la laboriosa e a tratti sconcertante  nascita del nuovo governo Lega e M5S e ragionare su attese, paure, ombre, incognite. E perché non farlo  cominciando da una poesia che l’amico Lucio Mayoor Tosi ha pubblicato sul suo blog e mi ha inviato, dalla mia reazione e da una sua meditata replica? [E. A.]


Spread!

di Lucio Mayoor Tosi Continua la lettura di Comunismo, poesia e nuovo governo

Memoria. Tre sessantottini.

Pubblico  le riflessioni  che Paolo Rabissi e Franco Romanò  hanno fatto  leggendo il racconto del mio ’68 ( qui ). [E. A.]  

 

IL MIO ’68 ERA COMINCIATO NEL ’66
di Paolo Rabissi

Caro Ennio

non sono uno dei vecchi cui poter passare le tue domande così cariche di problemi, non ho capito meglio di te il significato di quell’anno. Di più, io festeggio il ’68 tutti gli anni il 7 dicembre non perché a S. Ambrogio in quell’anno Capanna strigliava i compagni poliziotti Continua la lettura di Memoria. Tre sessantottini.

A vocazzione. Pezzo in lavorazione (1)

Via Sichelgaita 48 – Salerno 2017 ( da Google Maps)

di Ennio Abate

Capitolo 2

 

A vocazzione inizia a Salierne? Sì, in via Sichelgaita 48. Nell’appartamento al terzo piano che Mineche aveva comprato e abitava con Nannine, quando si era congedato da carabiniere e s’era sposato con lei. Ah, non a Casebbarone!  Eh no,  là, nella casa di sua madre Fortuna, la sarta,  Nannine aveva partorito    nel ’41 e nel ’42 e criature –  Chiero e Eggidie. C’era tornata per lo scoppio della guerra.  Perché Mineche era stato richiamat’e sotto le armi.  Ma c’era  ‘nmiezze pure nu suicidie.  La sua vicina di via Sichelgaita, a mugliera e nu ferroviere, s’era buttata dal ponte di via Arce sui binari sotto  un treno. E Continua la lettura di A vocazzione. Pezzo in lavorazione (1)