Domenica 18 Novembre 2012 21:04
Ennio Abate
Su AA.VV., Ebrei arabi: terzo incomodo,
a cura di Susanna Sinigaglia, Zambon editore 2012
… mentre torno verso il mio albergo tra vie scurissime e deserte, di case spente e in macerie, di spazi abbandonati (come non rammentavo più dalla Gerusalemme del 1949) lungo quella che più di vent’anni or sono fu la linea del fuoco fra le due Gerusalemme, è una sorta di vergogna per essermi lasciato coinvolgere dalla “vertigine che emana da questa città. La parola, la avrei poi trovata, proprio per Gerusalemme, nel profeta Zaccaria. Probabilmente questo è solo l’epicentro fugace di una tanto più grande menzogna che soffoca ormai tutto il mondo. Non sempre è stato così. Non deve essere necessariamente così
( F. Fortini, Extrema ratio, p. 68)
18 novembre 2012. Avevo ultimato questa riflessione il 18 ottobre 2012. I nuovi bombardamenti israeliani su Gaza di questi giorni, la loro approvazione da parte degli USA di Obama, il silenzio della cosiddetta Europa e l’impotenza dei movimenti pacifisti inducono non più all’indignazione soltanto ma al disprezzo, sia pur impotente, della civiltà in cui purtroppo sono vissuto. Nel gennaio 2009 davanti al precedente massacro, sempre a Gaza, avevo scritto un poesia.[1]Oggi posso solo rileggermela e pensare che quello sdegno trattenuto attenderà ancora a lungo atti politici veri.
1.
Parto dai contenuti. Si tratta di una raccolta di diciotto saggi abbastanza eterogenei, accompagnati da un utile glossario e un’appendice di vari documenti. Alcuni hanno un taglio più sociologico-storico-teorico, altri sono di testimonianza diretta.[2] Nell’introdurli al pubblico italiano, la curatrice, Susanna Sinigaglia, partecipante dal 2002 della rete Eco (Ebrei contro l’occupazione), elenca i principali: politiche di divisione etnico-territoriale in Israele, radici storiche della “questione mizrachi”[3] nello scontro tra destra e sinistra israeliane e in rapporto (potenziale) con quella palestinese; e si riallaccia allo spirito militante di due lettere pubblicate in appendice: quella, drammatica, del figlio del rabbino Meshulan, vittima assieme al padre di pesanti ritorsioni per il loro impegno sul caso della scomparsa di centinaia se non migliaia di bambini yemeniti negli anni della grande immigrazione in Israele; e quella, del 2011, di un gruppo di ebrei mizrachi indirizzata «ai protagonisti delle rivolte arabe». Vengono così richiamati immediatamente due elementi antitetici: la durissima repressione presente in Israele anche nei confronti degli ebrei dissidenti; le speranze suscitate in alcune minoranze ebraiche dai recenti sconvolgimenti politici avvenuti nel Maghreb.
Leggi tutto...
Martedì 07 Agosto 2012 14:46
Ennio Abate
Questa "ingenua paginetta" (così un commento) è circolata in alcune mailing list e viene ora pubblicata in blog o siti che hanno accettata di ospitarla.
I suoi promotori la intendono come un primo "segnale di fumo" di un dissenso diffuso da rendere manifesto e ragionato; e s'impegnano a migliorarne contenuti e formulazione con quanti vorranno aderire o discuterla
scrivendo a:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Ennio Abate, Roberto Bugliani, Giulio Toffoli
7 agosto 2012
Noi accusiamo!
Noi firmatari intendiamo esprimere la nostra indignazione per il silenzio ambiguo, quasi una complicità, con cui il ceto intellettuale sta rispondendo alla delicatissima e cruciale fase storica, politica, economica, giuridica e culturale che attraversa l'Italia. Ci riferiamo a tutti gli intellettuali che godono di maggiore visibilità sui media e sul web, che continuano a "distrarsi" e a intrattenere l'opinione pubblica su questioni di natura letteraria e artistica, di per sé pur valide e importanti, ma che diventano chiacchiera, se trattate senza un legame preciso con i problemi sociali irrisolti o in via di peggioramento per le pesantissimo misure economiche di austerità e sacrifici a senso unico (le cosiddette "manovre lacrime e sangue") imposte ex novo dall'attuale governo Monti o mutuate dal precedente governo Berlusconi. Tacendone, non dichiarando onestamente se tali manovre le si condivide o le si rifiuta, “parlando d’altro”, è come se gli intellettuali si riducessero a fioristi che decorano e nascondono le piaghe di una polis sempre più in decomposizione.
Dalla nostra collocazioni di intellettuali meno visibili o invisibili accusiamo e chiediamo da questi nostri colleghi una parola chiara: un sì o un no al governo Monti, che sarebbero entrambi dignitosi e accettabili; mentre, invece, indegno e miope è il rifugiarsi nel silenzio imbarazzato o protervo di chi crede di non poter essere più contestato e di non dover rendere conto se non alla sua cerchia più vicina. Chiediamo, dunque, ai singoli esponenti del ceto artistico e intellettuale di esprimersi sulla situazione politico-economica attuale, di fare sentire la propria voce, di dichiarare apertamente la loro posizione. Perché, dinanzi a una situazione di gravissima crisi sociale, politica ed economica come l'attuale, nessuno ha il diritto di sottrarsi con il silenzio. Non comunque coloro che vantano il valore conoscitivo, culturale e artistico universale della parola.
Prime adesioni:
Leggi tutto...
Domenica 13 Febbraio 2011 10:09
Ennio Abate

Cos'è Poliscritture?
Poliscritture è rivista semestrale e sito (www.poliscritture.it) di un Laboratorio di ricerca e cultura critica.Raccoglie scritture plurali (di politica, filosofia, letteratura, poesia, arte, scienze e storia) che cercano nella liquidità delle mode, delle crisi, dei conflitti passati e presenti i punti d’appoggio per pensare e ripensare una cultura (antica e nuova) della polis, cioè della piena democrazia.
La sua idea base è presentata con queste parole nell'editoriale del numero zero (maggio 2005):
" Questa è, dunque, una rivista di scritture plurali, come dice il titolo stesso. Ma in esso abbiamo inserito una ‘S’ in rosso, che evoca in sottofondo la polis, la città, fonte antica e più o meno mitica della politica e della democrazia. Vogliamo così segnalare ai lettori non una patetica nostalgia dell’antico ma l’intenzione di ristabilire in nuovi modi una tensione costruttiva tra scritture e politica che oggi si è perduta. E intendiamo farlo innanzitutto promuovendo il dialogo critico tra una parte almeno dei molti scriventi di massa, che oggi, digiuni o quasi di studi umanistici o vagamente acculturati su quelli scientifici, producono testi di ogni genere, e quanti, ancora critici e memori della lezione universalizzante dei “classici” (compresi quelli del Novecento), scrivono di filosofia, letteratura, arte, scienze e storia."
Chi scrive e cura Poliscritture?
Rivista cartacea: Ennio Abate, Marcella Corsi, Salvatore Dell'Aquila, Luca Ferrieri, Marco Gaetani, Alessandra Roman, Donato Salzarulo, Giulio Toffoli.[Nota provvisoria e incompleta sui profili dei redattori qui]
Sito: Ennio Abate
E' uscito il n. 8 di POLISCRITTURE
Punti vendita: • Libreria Popolare di Via Tadino, Via Tadino 18, 20124 Milano, tel.02 29513268; • Libreria Odradek, Via Principe Eugenio, 28, 20155 Milano, tel. 02 314948; • Libreria Claudiana, Via Sforza 12a, Milano, www.librerieclaudiana.it ; • Libreria CELES, Via Indipendenza 2, 20093 Cologno Monzese (MI), tel. 02 2546592; • Libreria Odradek, via dei Banchi vecchi 57, 00186 Roma, tel. 06 6833451; • Libreria Empiria, via Baccina 79, 00184 Roma, tel. 06 69940850; • Edicola Alviti, via F. Bolognesi angolo V.le dei 4 Venti, 00152 Roma, tel. 06 58330634; • Edicola Aranci, largo di Torre Argentina (lato Feltrinelli), 00186 Roma, tel. 06 6879360; • Libreria Nuovi Orizzonti, via Calatafimi 48, S.Benedetto del Tronto (AP), tel. 0735588397; • Libreria Il Filo di Partenope, via della Sapienza 4, 80138 Napoli, tel. 081 295922; • Libreria Baol, Via Rocco Cocchia 12, 84129 Salerno,
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
; • Libreria Leone, via Settimio Mobilio, 38/40, 84127 Salerno, tel. 089 798341; • La Bottega del Libro, Corso G. Mazzini 10, 72017 Ostuni (BR), tel./fax. 0831 332073.
|
|