Federico Garcia Lorca. Il poeta alla guerra

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di Alessandro Scuro

A FIOR DI TEMPO (3)

Il dibattito che occupò la Spagna intellettuale ed artistica nei primi decenni del Novecento è normalmente stigmatizzato nell’opposizione tra i “vecchi” della Generación del 98 e i “giovani di quella del 1927, nonostante entrambi i gruppi siano stati estremamente eterogenei per età e varietà d’espressione, oltre che di idee. Continua la lettura di Federico Garcia Lorca. Il poeta alla guerra

I quaderni d’Italo V

Riot police officers clash with protestors during a demonstration held as part of nationwide labor actions in Paris, France, Thursday, May 26, 2016. French protesters scuffled with police, dock workers set off smoke bombs and union activists disrupted fuel supplies and nuclear plants Thursday in the biggest challenge yet to President Francois Hollande's government as it tries to give employers more flexibility (AP Photo/Francois Mori)
(AP Photo/Francois Mori)

 

di Italo Lo Vecchio

In questo inizio di maggio dal meteo capriccioso, Sadiq Khan, un avvocato britannico figlio d’immigrati pachistani, di religione musulmana, ma “moderata”, s’affrettano a tranquillizzare i media, è stato eletto sindaco di Londra. Ma fino a che punto è “moderata” la fede in una religione monoteista? Continua la lettura di I quaderni d’Italo V

Segnalazione

lantidiplomatico

Via dalla Cgil: l’unica forma di lotta possibile nel mondo del lavoro di Giorgio Cremaschi

“Mentre in Francia militanti della CGT vengono accolti in trionfo al loro congresso, dove esibiscono il contatore elettrico tolto dalla villa del presidente della Confindustria di quel paese, da noi gli scioperi degli straordinari in Fiat sono sotto accusa in FIOM e di in Cgil”

I militanti che lasciano la Cgil e che si riuniscono in assemblea a Roma l’11 giugno hanno fatto tutto ciò che era possibile per restare nell’organizzazione. Ovviamente per restarci restando sé stessi. Ma i gruppi dirigenti della Cgil e della FIOM hanno posto a loro esemplarmente, cioè in modo che risultasse da esempio per tutti, l’aut aut. Se quei militanti sindacali avessero continuato nel loro impegno, sarebbero divenuti incompatibili con il loro sindacato, se invece si fossero piegati all’organizzazione, allora questa li avrebbe ancora benignamente compresi nelle sue fila.

A Termoli e Melfi un gruppo di delegati della FIOM aveva deciso di organizzarsi per resistere alla oppressione dei ritmi sempre più intensi e della flessibilità selvaggia.

Una lotta semplice e giusta per diritti elementari del lavoro, che era parte della storia più antica e forte della Cgil e della FIOM. Una storia che i gruppi dirigenti hanno evidentemente messo in archivio, perché proprio per questo impegno contro la Fiat di Marchionne, i delegati FIOM di Termoli e Melfi sono andati sotto processo nella organizzazione. Il resto è venuto di conseguenza, Sergio Bellavita è stato destituito per aver espresso solidarietà e sostegno ai delegati, e chiunque abbia fatto lo stesso è stato posto in liste di proscrizione a scadenza più o meno ravvicinata.

Mentre in Francia militanti della CGT vengono accolti in trionfo al loro congresso, dove esibiscono il contatore elettrico tolto dalla villa del presidente della Confindustria di quel paese, da noi gli scioperi degli straordinari in Fiat sono sotto accusa in FIOM e di in Cgil. Mentre la Francia dimostra cosa potrebbe ancora fare un movimento sindacale non totalmente compromesso con le compatibilità, la CGIL e la FIOM condannano chi lotta.

Quando una organizzazione sindacale colpisce chi è più attivo e coraggioso tra le sue file, dice che non vuole più lottare davvero. Questa è la sostanza e sfido chiunque a dimostrare il contrario.

Qui non parliamo dei documenti, dei convegni, delle interviste o anche delle manifestazioni rituali fatte periodicamente, qui c’è il comportamento vero, quello che fa capire al padrone ed al potere cosa sia disposta a fare davvero la sua controparte. Dichiarando incompatibili coloro che scioperano in Fiat, i gruppi dirigenti della Cgil e della FIOM hanno dichiarato sé stessi indisponibili a riprendere a lottare davvero.

Chi cerca allora una via per la ripresa del conflitto fuori dalla Cgil, perché dentro non ne vede più nessuna, ha ragione.

Dentro CGIL CISL UIL oggi non c’è alcuna possibilità di organizzare qualcosa di diverso dall’amministrazione dell’esistente. Chi cerca di forzare è incompatibile.

Non è detto che fuori dai grandi sindacati confederali si riesca a costruire quella ripresa del conflitto che è indispensabile al mondo del lavoro, ma è sicuro che dentro è impossibile.

Oggi la Cgil non riesce neppure a schierarsi per il NO al referendum sulla controriforma costituzionale di Renzi. Con quale credibilità si raccolgono firme per i diritti del lavoro, quando non si ha il coraggio di difendere la Costituzione fondata sul lavoro?

Le compagne e i compagni che lasciano la Cgil per organizzarsi fuori da essa fanno la scelta giusta per continuare, le difficoltà saranno enormi, ma il futuro di costruisce solo così.

Caio va in montagna

caio va in montagna

di Franco Nova

Il povero Caio proveniva da un paese marino, dove da piccolo era rimasto seppellito sotto una montagnola di sale. Ne aveva ingerito tanto che, se il sale fosse montato alla zucca, sarebbe diventato un inventore o un grande pensatore o chissà che cosa. Invece quel minerale aveva preso la via dell’aorta e si era accumulato, pur ivi sciogliendosi, nel ventricolo sinistro del cuore. E questa insana sostanza si trovò così bene in quel luogo che vi si depositò, mai accettando di emigrare facendosi trasportare dalle pulsazioni del ventricolo. Anzi, la notizia che costaggiù (o costassù a seconda della posizione delle altre frattaglie) vi era un solido nucleo salino fece il giro del corpo e attirò in pratica tutte le altre sostanze similari. Il cervello rimase quindi dissalato del tutto e il povero Caio non riusciva mai a pensare; agiva perché i muscoli, compreso quello cerebrale, si muovevano senza difficoltà. Continua la lettura di Caio va in montagna

Antonio Machado. All’etica attraverso l’estetica

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di Alessandro Scuro

A FIOR DI TEMPO (2)

Orfana delle ultime colonie, dopo il desastre del 1898, erede dei sanguinosi conflitti del secolo precedente e dell’ipocrita politica del turnismo (la successione alternata delle forze contendenti) introdotta da Canovas del Castillo [1], la Spagna si presentava decisamente disorientata al principio del XX secolo. L’instabilità politica e il disordine sociale continuavano a caratterizzare la vita del paese; la monarchia, rappresentata ora da Alfonso XIII, sedava le rivolte facendo affidamento alle forze che le prestavano appoggio, mentre intraprendeva l’ostinata e massacrante guerra del Reef per mantenere, con il protettorato marocchino, le ultime parvenze di potenza imperiale. Continua la lettura di Antonio Machado. All’etica attraverso l’estetica

Scusi, posso protestare anch’io?

Ricotta poesie

di Angelo Ricotta

Nero

Di una nuova luce oggi mi vesto
nera come il fondo del buio
aspetterete invano il mio ritorno
Sono occupato ad arginare il nulla Continua la lettura di Scusi, posso protestare anch’io?