Una “iskra” di periferia contro la miseria della politica d’oggi

DIALOGO TRA TONTO E SAMIZDAT

Non sapremo se avremo avuto ragione.
 Ma guarda come già stendono le loro stuoie
 attraverso la tua stanza.

Come distribuiscono le loro masserizie,
 come spartiscono il loro bene, come
 fra poco mangeranno la nostra verità!
 Di noi spiriti curiosi in ascolto
 prima del sonno parleranno.

(Franco Fortini, Gli ospiti,  da "Versi ad un destinatario" in "Una volta per sempre", pag. 309)

di Ennio Abate

Tonto – Ma allora hai letto su CARPE DIEM COLOGNO? Dice che l’Amministrazione del sindaco Rocchi zitta zitta è arrivata a metà legislatura e che le va riconosciuto il merito di  «aver fatto ritornare a vivere, nel bene o nel male, la nostra città». E tu, invece, a dare Continua la lettura di Una “iskra” di periferia contro la miseria della politica d’oggi

Appunti politici (7): Visalli e i migranti

di Ennio Abate

Questi appunti si confrontano con l’articolo di Alessandro Visalli, Poche note sulla questione dell’immigrazione: della svalutazione dell’uomo. apparso sul suo blog e segnalatomi da Cristiana Fischer (E. A.)

Ma in sostanza che dice o suggerisce Visalli sulla questione dei migranti?
Vediamo prima il suo ragionamento. Con l’integrazione nell’Europa e la mondializzazione, Il sistema produttivo italiano (io aggiungerei ‘capitalista’), risulta «schiacciato da una parte dalla pressione competitiva generata dai prodotti ad alta specializzazione e contemporaneamente basso costo del nord Europa […] e dall’altra da quelli a media Continua la lettura di Appunti politici (7): Visalli e i migranti

L’antifascismo è una cosa seria

DIALOGANDO CON IL TONTO (13)

 di Giulio Toffoli

 

In questi giorni di metà luglio, con una canicola che non cede, ci sono due sole possibilità: chiudersi in casa o affrontare il sole e l’arsura senza abbandonare le proprie abitudini.

Dopo lungo ponderare ho deciso di resistere e andare a fare il classico giro in centro.

Arrivo in piazza Vittoria, insigne esempio del razionalismo piacentiniano, e mi siedo ad un tavolino al bar Repubblica. Fino a qualche anno fa mi capitava di entrare al Caffè Impero, bar storico, sostanzialmente conservatosi quasi indenne per ottanta anni. Solo che, ciò che non poté il crollo del regime poté la globalizzazione e un giorno lo trovai con la serranda abbassata per lavori di ammodernamento che, come è consuetudine, erano destinati a non concludersi mai. Continua la lettura di L’antifascismo è una cosa seria

A volte ci sono oggetti che raccontano storie, storie di pezzi di mondo. A Cologno Monzese ci sono due macchine da cucire.

Insegnanti e studenti della Scuola d’italiano di Cologno Monzese

di Laura Sferch

Questo racconto, che rende con grande efficacia e semplicità di linguaggio quelle che Bertolt Brecht chiamava le lotte sul fondo [1], è ripreso da Q CODE MAG e inaugura una nuova rubrica di Poliscritture, “Questa città”, suggerita da Donato Salzarulo. Vi compariranno scritti di qualsiasi genere che abbiano come tema eventi, persone, problemi della vita quotidiana di una città filtrati  dal punto di vista di chi la abita o la sa esplorare.  Cominciamo da Cologno Monzese, ma aspettiamo  Roma, Brescia, Milano, Siena e tante altre. [E. A.]

[1] Anders als die Kämpfe der Höne sine die Kämpfe der Tiefe! (Diverse dalle lotte sulle cime sono le lotte sul fondo!).  Dal frammento La bottega del fornaio Continua la lettura di A volte ci sono oggetti che raccontano storie, storie di pezzi di mondo. A Cologno Monzese ci sono due macchine da cucire.

L’ultima sei tu

Marino Marini, Pomona 1949

di Arnaldo     Ėderle

A Nella-Tommasina De Ruvo

 

Che l’ultima sia tu!
Un bel bacio odioso mi posasti
sulle labbra alla fine d’uno sterile
abbraccio, mia cara carissima, e sulle
labbra rimase appiccicato con
uno strano sapore quasi amaro e così
rimase per tre anni filati fin quando,
rovinato dall’usura, piano piano
scomparve e al posto suo comparve
un dolcissimo sapore di fragole
còlto nel suo orgoglio di zucchero
come in un saporito dolcetto in
una manciata d’amore filato. Continua la lettura di L’ultima sei tu

Villaggio? No, grazie…

DIALOGANDO CON IL TONTO (12)

 

di Giulio Toffoli

E’una serata afosa di luglio di questa estate che si annuncia fra le più calde dell’ultimo secolo. Non sapendo cosa fare ho invitato il mio amico, il Tonto, a casa. Abbiamo l’aria condizionata, la birra in frigo e la televisione super 4HD, 50 pollici, al nostro servizio. Continua la lettura di Villaggio? No, grazie…

Scrap – book dal Web: su Erich Olin Wright

Erik Olin Wright: estendere la democrazia per erodere il capitalismo

Sull’ipotesi generale (la strategia dell'”erosione dello Stato”) e su alcuni punti che ne dovrebbero essere l’applicazione (ad es. la democratizzazione possibile delle  cooperative) non mi entusiasma, ma non posso  non sottolineare la simpatia per il tipo di pensiero eclettico e antiscolastico di questo studioso. Inoltre l’esperienza fatta in questi mesi nel “Comitato 16 marzo” sorto a Cologno Monzese contro la chiusura della Scuola d’italiano per cittadini stranieri  mi fa apprezzare ancor più la sua esigenza “pragmatica”.  Certo il distanziamento da Marx  va meditato e valutato con più rigore. La sua ipotesi di un socialismo «realizzabile nel seno stesso del capitalismo»  fa sorridere. Dovremmo sbeffeggiare  le fatiche, i drammi e spesso le tragedie di  tanti nostri antenati – rivoluzionari e/o riformisti – che si sono spesi per andare  oltre il capitalismo. Tuttavia mi pare pienamente condivisibile il punto 9 della presentazione di Denise Celentano, di cui  avevo già segnalato (qui) un articolo. [E. A.] Continua la lettura di Scrap – book dal Web: su Erich Olin Wright

Su “Se i muri potessero raccontare”

 

di Angelo Australi

 

Non so “ Se i muri potessero raccontare” di Maurilio Riva è un romanzo, o meglio, lo sia nei termini in cui la trama può esercitare la curiosità del lettore sui personaggi, sullo svolgersi dei fatti. Qui il personaggio è il luogo stesso in cui tante vite si sono incontrate, i muri in cemento armato della fabbrica sono l’alter ego dell’autore, anzi, oserei dire che il personaggio fabbrica si sdoppia, trova un suo collante morale nel personaggio di Moreno Continua la lettura di Su “Se i muri potessero raccontare”

Scrap-book dal Web. Classi sociali?

“Che fine hanno fatto le classi sociali?”
di Denise Celentano (da “Sinistra in rete”: qui)

Trovo particolarmente chiara ed efficace questa panoramica del dibattito attuale che ora contrappone ora tenta una conciliazione tra i due concetti di ‘lotta di classe’ e ‘ lotta per il riconoscimento’. Ne ho scelto  gli stralci che mi paiono  più importanti e con precisi riferimenti a opinioni espresse qui su Poliscritture sui concetti di ‘identità’, ‘differenze’, ‘integrazione’, ‘multiculturalismo’. [E. A.]

1.

L’idea stessa che le classi non esistano più riemerge regolarmente, giustificata dai più diversi argomenti. Si è parlato di una ‘cetomedizzazione’ della società – si pensi al Tony Blair di “we’re all middle class now” –, e di una generalizzazione di stili di vita prima riservati a fasce più ristrette di persone; una tesi piuttosto difficile da sostenere dopo la fine del Boom economico e a fronte della crescente polarizzazione delle diseguaglianze globali. Altri hanno parlato di “individualizzazione”: secondo Ulrich Beck, a fronte della logica sempre più individuale della modernità, quella di classe sarebbe una “categoria zombie” cui riservare degna sepoltura. Un “capitalismo senza classi”, dove ciascuno costruisce da sé la propria biografia, prenderebbe il posto dei vecchi pattern di diseguaglianza. Continua la lettura di Scrap-book dal Web. Classi sociali?

Ranchetti, don Milani, Fortini

Una lettera del 2006 a Michele Ranchetti 

di Ennio Abate

 

Molto si discute in questi giorni di don Lorenzo Milani (ad es. qui).  Mi sono ricordato di averne parlato a suo tempo in una lettera  a Michele Ranchetti (Cfr. qui), dove tentavo di mettere a fuoco il rapporto don Milani/Fortini (e sullo sfondo quello tra “cattolicesimo eretico” e marxismo critico, altrettanto eretico). La pubblico, scusandomi di non poterla accompagnare dall’articolo di Ranchetti, non reperibile sul Web e che non ritrovo più tra le mie carte. [E. A.] Continua la lettura di Ranchetti, don Milani, Fortini