Cinque componimenti

                                                                               

di Antonio Sagredo

                                                                                         Ti ho sentito
                                                                             piangere dalla camera dove non ci sei
                                                                                                                              helle busacca

1.

Erano una vigilia pagana  le sei colonne corinzie, e come un santo sui padiglioni miravo il volto tumefatto della Supplica e fra movenze cardinali s’inceppava il mio passo, ma nel  suono dei sandali gli accesi ceri invocavano la cadenza di un ordine… la povertà su uno stendardo disegnava ecumeniche e  sordide denunce. Continua la lettura di Cinque componimenti

Pensieri

 

di Annamaria Locatelli

E come tutti, ci si ammala… questa novità costituisce una forma di movimento che in qualche modo riattiva qualcosa, anche la semplice domanda: vuoi vivere o no? Il meccanismo si è inceppato? Coraggio, dai! Continua la lettura di Pensieri

Harrison Bergeron

Introduzione e traduzione di Virginia Arici

 

di Kurt Vonnegut

Nato l’11 novembre del 1922 a Indianapolis, Indiana, Kurt sembrava destinato ad una carriera di scienziato; la sua vita universitaria però finì quando si arruolò nell’esercito per combattere nella Seconda Guerra Mondiale. Nel dicembre del 1944 si trovò a combattere la battaglia delle Ardenne contro l’esercito tedesco, ma la sua unità fu distrutta e Vonnegut venne fatto prigioniero. Inviato in Germania a Dresda, la Venezia del nord, venne messo a lavorare con altri prigionieri in una fabbrica di sciroppo di malto per donne incinte. Si trovava ancora lì quando la notte del 13 febbraio 1945 gli Alleati bombardarono la città; le esplosioni crearono una colonna di vento con temperature fino a 1400 gradi che consumarono tutto l’ossigeno dell’aria, causando la morte per asfissia di un numero a oggi ancora imprecisato di civili; la stima varia fra 35.000 e 130.000. Vonnegut sopravvisse al bombardamento perché era alloggiato in una cella per la conservazione delle carni vari piani sotto terra.
Dopo la guerra, Vonnegut tornò negli Stati Uniti ancora deciso a diventare uno scienziato, ma la sua proposta di tesi venne respinta dall’Università di Chicago. Trovò allora un impiego presso la General Electric. In questo periodo iniziò anche la sua carriera di scrittore.
Negli anni era cresciuta anche la sua voglia di raccontare la sua esperienza a Dresda, e durante un periodo in cui aveva trovato impiego presso l’Università dello Iowa, si rese conto che il suo essere sopravvissuto al bombardamento non poteva essere raccontato in un modo convenzionale; il risultato fu Mattatoio 5, pubblicato nel 1969. Il libro usa la fantascienza e l’idea del viaggio nel tempo per raccontare gli eventi da lui vissuti, usando come alter ego il personaggio di Billy Pilgrim. Fu questo libro a dare una enorme fama a Vonnegut.
Anche nella breve storia offerta qui sotto l’autore utilizza la fantascienza per immaginare un mondo futuro dove tutti sono uguali, grazie a vari emendamenti della costituzione e a spedizioni punitive da parte degli agenti del potere centrale. Anche in questa storia Vonnegut si schiera con l’individuo contro il sistema, contro la tecnologia e contro qualunque tipo di ideologia con uno stile veloce, caustico e comico insieme, che intrattiene e fa pensare al contempo. Vonnegut muore l’11 aprile del 2007 a Manhattan, New York, all’età di 85 anni. (Virginia Arici) Continua la lettura di Harrison Bergeron

Da “A vocazzione”

Narratorio. Capitolo I

 

di Ennio Abate

Penso alla mia vocazzione di ragazzo. Volevo farmi prete. Mi dico: è rimasta là, nel tanfo di un cesso di parrocchia che frequentai per una decina d’anni. Ah, quel cesso! Contiguo alla saletta delle adunanze. Stentatamente illuminato da una vecchia lampadina. Un globo vetroso ingiallito e punteggiato di macchioline scure. Vado a raccoglierla. Perché dovrei lasciarla là? È stata mia. Ci torno. Non chiedetemi come. Continua la lettura di Da “A vocazzione”

Segnalazione. Poesia e Rivoluzione

 

Per sfuggire ad ogni apologetica, per cogliere la *tragedia*, per non temere i denigratori della Rivoluzione russa pronti ad azzannarci con il loro “avete visto cosa hanno combinato i vostri rivoluzionari?” (qui), per non edulcorare la coppia «poesia e comunismo» cui ha accennato Massimo Raffaeli parlando di Fortini (qui)…Sì, dobbiamo saperlo le rivoluzioni *fanno male*. Ai poeti e non solo ai poeti. Ma anche a voler badare soltanto alla poesia, ci sarebbero stati questi grandissimi poeti senza la Rivoluzione russa?[E. A.]

Poesia e Rivoluzione
Ricordando Mandel’stam, Achmatova, Pasternak e gli altri: un’intervista a Serena Vitale in occasione del centenario.
A cura Nicolò Porcelluzzi
http://www.iltascabile.com/letterature/poesia-e-rivoluzione/ Continua la lettura di Segnalazione. Poesia e Rivoluzione

Il Tonto e la ragion (sessual) sufficiente

Dialogando con il Tonto (18)

 

di Giulio Toffoli

“Sai – mi dice il Tonto mentre siamo seduti al solito caffè – ieri ho fatto un sogno incredibile. Mi è quasi parso di rivivere un pezzo della mia giovinezza. Ho vissuto uno straordinario stato di tensione come mai prima. Stavo per uscirne pazzo”.
Visto che è noto che il Tonto è un tipo originale, altrimenti perché lo avremmo chiamato così?, ma poi alla fin fine è una persona di buon senso, mi sono preoccupato e gli ho chiesto, cercando di prenderla con un tono scherzoso: “Ma diavolo, alla fin fine è stato solo un sogno …”.
“Lo dici tu … Io ero lì …”
“Ma lì dove?” mi son permesso di aggiungere visto che continuava a parlare in modo concitato.
“Vabbè, allora ti racconto tutto dall’inizio. Continua la lettura di Il Tonto e la ragion (sessual) sufficiente

Roghi

 

 

di Cristiana Fischer

Niente è più bello di questa larga mattina luminosa, una calma piana in cui le bordure di alberi dividono i prati e i pendii degli uliveti, si intuisce laggiù l’aria fresca e il verde che ancora profuma. Se questa pace e felicità sono il bene della vita, l’aldilà lo immaginiamo come pace e gioia intensa, oggi immaginiamo che la pace di qua costituirebbe,  moltiplicata all’infinito, l’altra vita in aldilà. Mi pare che ormai siamo arrivati a essere quasi tutti d’accordo con questa idea, nelle diverse culture, tranne per quelle sette in cui alcuni, veri arretrati dello spirito, riservano le pene orripilanti dell’inferno ai nemici che hanno in terra. Continua la lettura di Roghi

L’acqua entra dalle mie labbra

 

 

di Arnaldo Éderle

Stavo pensando a una sequela
di ragionamenti tanto forti da farmi
vibrare il cervello e rotolarmi
nella loro burrasca e vedermi Continua la lettura di L’acqua entra dalle mie labbra

Barcellona e dintorni

Tabea Nineo, Forse Catalogna, ottobre 2017 – olio

 

di Giorgio Mannacio

1.
Esaminare e valutare la “ secessione catalana “ esclusivamente nel suo profilo giuridico -formale ( costituzionale ) è semplice ma comporta la rinuncia a prendere in considerazione aspetti e problemi di più ampia portata.
L’ “accusa“ di secessionismo lanciata dal Governo spagnolo è – sotto l’aspetto costituzionale – certamente corretta. Un gruppo di Catalani ha manifestato la volontà di staccarsi dallo Stato cui – per patto fondativo – appartengono e di costituirsi in Stato autonomo. La violazione di tale patto è evidente. Ma esso – visto nelle sue origini storiche – è un “ fatto “ che determina una situazione politica ( la costituzione di una polis ) e fatto originario la decisione ( politica ) di disintegrarlo quanto meno in parte. Continua la lettura di Barcellona e dintorni

Il Tonto, il referendum e i giovani

Dialogando con il Tonto (17)

 

di Giulio Toffoli

Ritrovo il mio amico, insolitamente affaticato, davanti alla Rotonda.
Entriamo, ci sediamo su una panca, poi a bassa voce gli dico:
“Tonto, come mai non ti sei più fatto sentire?”
“Colpa del referendum” mi risponde.
Lo guardo stupito e allora aggiunge: “Domenica scorsa è stata una giornata piuttosto faticosa, in pratica quasi venti ore e quando sono arrivato a casa ho dovuto smaltire …”.
“Che cosa? – gli chiedo – Forse i risultati …”. Continua la lettura di Il Tonto, il referendum e i giovani