Un pensiero su “C’era una volta una piccola città

  1. …”Alcuni storici scrivono…” da una lontananza temporale non ben precisata, di secoli, di millenni…si parla dei nostri giorni, come di un periodo di guerre civili, dove la specie umana si era divisa due sottospecie: gli Alti e i Bassi, sempre in contrasto tra loro. Ma, dal modo in cui gli storici commentano i fatti, come relativi ad un’epoca piuttosto primitiva e poco evoluta, in quell’ipotetico futuro forse la specie umana si sarà finalmente riconciliata con se stessa. Non ci sarà più bisogno di tavole trilaterali e neanche bilaterali, perchè l’uomo vivrà in una società con una sola scuola, una sola lingua, si penserà alla felicità come bene comune…La speranza che si apre alle nuove generazioni…mi sembra giusto.
    Questo suggestivo scritto di Velio Abati mi ha suggerisce una riflessione… Fin da bambini ci hanno istruito attraverso il racconto di favole e di fiabe, quasi sempre a lieto fine nell’arco di una sola storia o esistenza, e questo forse non é stato molto educativo per noi perchè suscita aspettative immediate, ottimismo eccessivo e delusioni a non finire che sfociano necessariamente nel suo opposto, l’eccessivo pessimismo…Ma solitamente il giusto sta nel mezzo, perciò qualche soluzione dei problemi si troverà nel futuro. Prendendo anche spunto dall’oggi. Tempo al tempo…

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