Addii

 (Per l’ultimo dell’anno 2021 di Poliscritture)

di Ennio Abate 

Allora dimenticai l’insopportabile sprezzo dell’Intelletto saccente
verso gli uomini di buone volontà, il delirio
dell’Io che si gonfia calpestando l’ingegno umile dei molti.

Brevi comete a me ostili!
Dai loro Lassù sbuffavano eoli beffardi
e poi sfolgoravano altrove, lontane.

Lascio che si cullino nell’Eternità dei Papaveri.
Torno a sentire le nenie stampate nel Sud della mia mente.
E riparo le bussole che, passando tremende, hanno scassato.

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13 pensieri su “Addii

  1. “Per l’ultimo dell’anno” si soleva dire: “Buona fine, buon principio e buon proseguimento!” Non vedo ragioni per abbandonare l’antica formula augurale che mi piace ripetere qui per “Poliscritture” e per tutti gli uomini di buona volontà. (Senza nessuna saccenteria ma la “buona volontà” non può essere che una!)

  2. vivere come un ‘eterna fine e un ricominciamento, aggiustando le bussole scassate, ma sempre un po’ diversi… Le comete sfolgorano e folgorano, come illuminarci e come proteggerci…istruzioni per l’uso, le nostre nenie…

  3. Riparare le bussole presuppone di essere stelle polari ed anche questo è un modo per gonfiare l’io. Comprendo forse a quali comete della contemporaneità si faccia riferimento, e senz’altro quei campi magnetici momentanei distorcono ma…anche questa è una lettura possibile. Che vi sia tristezza anche a me non pare. Buon anno

  4. “Riparare le bussole presuppone di essere stelle polari ed anche questo è un modo per gonfiare l’io.” (Chiarei)

    Per stare coi piedi per terra. No, “riparare le bussole” (fuori di metafora gli strumenti di cui disponiamo per farci un’idea di chi siamo e in che mondo viviamo) mi pare un atto indispensabile di autodifesa e di sopravvivenza. Specie quando non si hanno strumenti migliori a disposizione. Non significa sentirsi o “essere stelle polari” né “gonfiare l’io”. Buon anno.

  5. Sintonie…

    AL VOLO/ dalla pagina FB di Sandor Kopacsi

    non che dalle deiezioni note come “repubblica” [1] uno si possa aspettare molto di più, ma definire Wilson il Darwin moderno e presentarlo come il paladino del progresso umano è avvilente oltre che oltraggioso. Wilson non voleva difendere l’umanità, voleva difendere la minuscola parte ricca dell’umanità dall’essere rovesciata da tutti gli altri. Si è sempre coerentemente battuto contro la quasi totalità del genere umano con la scusa che siamo fondamentalmente bestie ignoranti e che l’unico modo di salvarci da noi stessi è consegnare il potere ai ricchi e potenti, geneticamente meno selvaggi di noi. Mancherà all’umanità più o meno come un cancro ai polmoni ai fumatori

    [1] https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/12/27/news/e_morto_edward_o_wilson_a_lui_si_deve_il_termine_biodiversita_-331806524/?fbclid=IwAR17OFlt7a90pAjxjxy7bJm7AhBpVOcmmkmMEo1qKRvIDHeHUhssTVUB4yo

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