Iran: odiare la nostra colta impotenza

 

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di Samizdat

«IL MORBO INFURIA, IL PAN [la benzina] CI MANCA,

….e in Italia (culturaaalmente) si chiacchiera:«La recente polemica creatasi attorno alla figura di Vincenzo Schettini, con annessa partecipazione al Festival di Sanremo, apre una riflessione attorno alla figura del divulgatore culturale, che dalle prime (nobili) lezioni di Umberto Eco e Alessandro Baricco approda al ruolo degli influencer culturali, tra narcisismo, falso sapere e monetizzazione social»

SUL PONTE (in TV e sui social)  SVENTOLA BANDIERA BIANCA»*

* Versi da L’ultima ora di Venezia di Arnaldo Fusinato (1849).

3 pensieri su “Iran: odiare la nostra colta impotenza

  1. SEGNALAZIONE |UN COMMENTO

    Carlo Cattivelli
    Personalmente, quello che continuo a non capire è la delirante scelta tattica del duo usraeliano. Cioè, se da una parte è abbastanza evidente il cosiddetto “obiettivo strategico” (ridimensionare l’Iran per consolidare la tenuta interna di Israele e consentirgli di esercitare la propria egemonia in medioriente in nome e per conto del servo/padrone americano), dall’altra parte la scelta tattica è invece sconcertante e tale da far pensare davvero, come dice Costa, a una forma di delirio da parte delle élite di governo. Insomma, mi sembra che i casi siano due: 1) o c’è qualcosa di cui non siamo a conoscenza e che in realtà renderebbe razionalmente comprensibile (anche se tutt’altro che giustificabile) la scelta di scatenare questa lercia guerra schifosa; oppure 2) è semplicemente un colossale e incomprensibile errore di calcolo, destinato a ottenere l’esatto contrario di quanto desiderato da usraele, e cioé una guerra lunga e di logoramento tale da rafforzare la ierocrazia sciita iraniana – che è poi la circostanza a cui allude il post. Ci sarebbe in realtà un terzo aspetto: da come butta e per quello che vediamo in questi giorni, l’idea sembra essere, prima o poi (e più prima che poi), quella di scaricare la patata bollente ai servi europei, più o meno come è successo in Ucraina: ma, posto che stavolta anche i più scatenati deficienti tipo Starmer non sembrano eccitati all’idea, e anzi recalcitrano quanto i Curdi, rimane comunque la domanda: ma a che pro? In pochissime parole: ma si può sapere cosa cazzo stanno combinando questa manica di idioti criminali? Qualcuno ci capisce? Me lo chiedo coram populo e ragionando ad alta voce, anche perché vedo piuttosto disorientati e allibiti commentatori acuti ed esperti di geopolitica, del calibro di Jacques Baud, Giacomo Gabellini, Lucio Caracciolo, etc.

    (

  2. SEGNALAZIONE

    “La seconda cosa è che vedere quella folla manifestare sotto le bombe mi fa vergognare come europeo, mi imbarazza di fronte allo spettacolo di una dimensione di orgoglio collettivo e di forza d’animo popolare che noi non siamo più in grado non di mettere in campo, ma neanche di immaginare.
    Ciò che siamo in grado di fare nel migliore dei casi è meditare su una forma di vita che conoscevamo e che abbiamo perduto, nel peggiore dei casi possiamo esibirci in risatine sprezzanti a colpi di emoji, fingendo una furba superiorità che è solo confessione di meschinità.”

    (https://www.facebook.com/andrea.zhok.5/posts/pfbid0m6fW2AQKbaGpH65d92n2YHVDQookLQDkyse3wFvXcXhxDmdXMGQ8XsgoBipfnUyJl)

  3. APPUNTI BREVI | SULLA PAGINA FB DI GIULIANA SGRENA

    ” I missili e i droni che solcano i cieli sul nostro teleschermo sganciando bombe sull’Iran e quelli iraniani sui paesi del Golfo non provocano nei telespettatori la stessa percezione delle guerre con carri armati e trincee ricordo del Novecento con strascico in Ucraina. Sembra quasi un videogioco, solo così forse si può spiegare la mancanza di reazione a una guerra devastante come tutte le altre se non più di tutte le altre” (Sgrena)

    E ai tempi della Guerra del Golfo non c’era già la guerra-videogioco? E allora perché allora le piazze si riempirono contro la guerra? No, la spiegazione della mancanza di reazione ha altre ragioni. Tra cui due molto evidenti: non c’è neppure più il cosiddetto “popolo di sinistra” fatto a pezzi nei decenni scorsi dai vari Occhetto, Renzi, etc. E questo Papa non ha né il coraggio né quel minimo d’indipendenza dagli USA che ebbero i suoi predecessori.

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