
di Marina Massenz
Dai calamai del petto
si affacciano le gallerie del
tempo che pare disteso
e pure l’inquietudine non passa
che pare vuoto ma pure è tutto
pieno di pensieri sul fare e non fare,
alla fine la decisione della parola
fiato ossidante su materiale
delicato e sottile.
Stirare la pelle stirare
stirare come una volta stiravo
camicie vestiti e pantaloni
alla finestra i ciclamini rimangono
col loro emergere da mazzi di foglie
si tirano su col gambo sottile dritto
e questi scoiattoli marroni dalle lunghe code
infestanti dei nostrani rossi viene lo stesso
la tenerezza del vedere e forse
la voglia infantile del prendere per sé
tenere inscatolare o ingabbiare
bambino che prende e vuole giocare
così del tempo passato e presente
sono la scatola che rotola via
ma del futuro solo riflessi di fuoco
rumori assordanti crolli e strilli
e le ciabatte lasciate per via nella corsa
e la bambola e i veli e i silenzi.
Milano, 29.10.2024
‘così del tempo passato e presente/ sono la scatola che rotola via…( Dai calamai del petto di Marina Massenz),una poesia di cui si ode lo scorrere meallico del tempo, in età e situazioni diverse in colori e forme, per approdare a un futuro nero inchiostro dove la realtà e l’immaginazione della guerra vedono distruzione e fuga senza ritorno..
Grazie Marina, rileggo la tua poesia dopo due anni e mi sta trasmettendo una sensazione molto più forte che non alla prima lettura. Vi leggo un’inquietudine straripante in crescendo di intensità e, nel tempo, le diverse modalità per contenerla inscatolarla o ingabbiarla. Nella prima strofa l’inquietudine sembra legata alla difficoltà di lettura del reale e alle scelte da compiersi e sembra privilegiare come contenitore la scrittura che argina e riordina. Segue nella terza e quarta strofa l’inquietudine del corpo, quindi’ stirare la pelle’ nello sforzo di controllarlo di riportarlo all’ordine…e insieme ammirare i ciclamini che, eretti sui loro gambi, si fanno strada tra il fogliame…Ancora: la bambina teme di perdere la tenerezza, ne ha bisogno e la vorrebbe ingabbiare insieme ai caldi scoiattoli dei boschi…Infine, nell’ultima strofa, prevale la profetica inquietudine della bambina che sente di dover un giorno fuggire di corsa, perdendo le ciabatte la bambola, quando tutto crolla per la guerra che verrà! Una poesia molto bella che rende benissimo le paure, l’inquietudine e pure gli incubi infantili che possono diventare realtà