Da “A occhi aperti”


Zona Editrice

di Lorenzo Galbiati

Protagonista di questo romanzo di Jean Aquaviva (Lorenzo Galbiati) è un critico d’arte, Daniel Sinclair, che dal quartiere milanese di Brera, dove vive, si muove per l’Europa (Danimarca, Francia) per approfondire i suoi studi su Van Gogh e Toulouse-Lautrec. I quadri dei due artisti lo accompagneranno come numi benevoli in una sorta di processo catartico di formazione, da cui uscirà “ad occhi aperti” più maturo e consapevole. Il primo capitolo, “Tycho Brahe o l’empatia”, presenta un ironico e ben poco platonico dialogo sui massimi sistemi tra il protagonista e la sua amante, alla ricerca di un improbabile equilibrio tra intelletto e corporeità. [E. A.]

I

“Tycho Brahe era il migliore.”

Appoggio il saggio di astronomia sul comodino alla mia destra, e mi giro a sinistra verso Sonia che finge di dormire, a pancia in giù.

La osservo. La sua bocca articola lentamente un sussurro: “E Copernico?”

“Copernico non mi convince. Per molti anni non ha voluto si conoscesse il suo sistema eliocentrico del mondo e ha pubblicato il De revolutionibus orbium coelestium poco prima di morire per evitare di vederne e subirne le conseguenze.” Mi allungo nel letto e mi stendo, sospirando.

Sonia, aprendo gli occhi: “Intanto si parla di rivoluzione copernicana, non di rivoluzione braheiana…”

Mi rimbocco le coperte con calma. Rispondo: “Tycho è nato quasi un secolo dopo Copernico e il suo sistema del mondo era meno rivoluzionario, ma più originale di quello copernicano. Brahe era spinto da una più complessa volontà di rappresentazione del cosmo e di giustificazione dell’autorità religiosa.”

Sonia, con aria abbattuta: “Sono ore che mi ammorbi con Tycho Brahe e con il suo cosiddetto sistema ticonico, che conoscono in pochi – e io avrei preferito restare nella maggioranza ignorante.” La guardo fosco. Lei si solleva dal letto, cambia tono: “C’è un piccolo dettaglio che sembra sfuggirti: il sistema di Brahe era sbagliato.” Sorride. I suoi capelli, ricci e biondi, si muovono ondeggiando sopra al mio naso.

Ricambio il sorriso e avvicino il viso al suo. Le nostre labbra si sfiorano; esce la mia voce: “Come vedi la fantasia di Tycho batteva anche quella della natura…”

Sonia muove il mento sinuosamente a destra e a sinistra, a pochi centimetri dalla mia bocca, lo abbassa e con gesto veloce la punta della sua lingua si spalma sulle mie labbra, prima quello inferiore, poi quello superiore, su cui si sofferma disegnandone il contorno. Dopo, con respiro affannoso, di cui sento il calore: “Ma non era fantasia la sua, era volontà di mettere una pezza qua e là.” Ora sento le sue labbra strofinarsi sofficemente sulle mie. “La chiesa cattolica voleva la Terra al centro dell’universo?” Mi mette la lingua in bocca, calda e umida, sento che avanza, esplora, si allunga… Poi improvvisamente Sonia si allontana e, guardandomi: “Brahe ce l’ha messa, per evitare di essere processato e finire sul rogo… Mi vuoi processare ora?” Sorride compiaciuta.

Io, mentre le restituisco il bacio: “Vivendo in centro Europa, Brahe se la sarebbe cavata con pressioni e ostracismo da parte della chiesa.” L’abbraccio e con le mani sondo la consistenza della sua schiena.

Sonia inizia a baciarmi e a leccarmi il collo, poi il petto; con una mano mi prende la coscia, e con la sua voce: “In ogni caso, dopo essersi messo al riparo dal braccio secolare corroborando il modello di Tolomeo, che in conformità alla Bibbia poneva la Terra al centro dell’universo, che cosa si è inventato il tuo Brahe? Di contaminarlo con quello copernicano, cioè di mettere tutti i pianeti, a parte la Terra, a ruotare intorno al Sole, che però a sua volta ruota intorno alla Terra…” Si ferma; poi, con tono petulante: “Sa tanto di modello raffazzonato, sincretismo scientifico-religioso per far quadrare i conti e…” Sale con le dita dalla coscia al fianco, quindi, languida: “Salvare la pelle! O se preferisci, salvare la reputazione!”

Non so se arrabbiarmi o stare al gioco. Rispondo passando le unghie della mia mano destra in mezzo alle sue natiche; dico: “In altre parole, è riuscito a trovare la soluzione che soddisfaceva le istanze di tutti! Univa i dettami della scienza – e il suo modello non era raffazzonato, anzi, era il più aderente alle osservazioni astronomiche – con la sua grande umanità… Direi quasi che era un tipo empatico, sì, la scienza guidata dall’empatia!”

Sonia adesso tasta il contorno dei miei boxer e, con un ghigno: “Oppure guidata da un’opportunistica volontà mediatrice!” Scandito con provocatoria soddisfazione.

Sento la collera salire alla testa, il petto si riempie come in un gallo da combattimento – ma perché prendo tutto così sul serio?

– , Sonia lo vede e di scatto stringe la mano sul mio sesso. Resto in apnea. Lei sorride, vittoriosa, ha interrotto la rincorsa con cui stavo per dare fiato alla mia rabbia. Poi, dolcemente: “E Tolomeo com’era?”

Io, espirando tutta l’aria trattenuta: “Noioso, del tutto prevedibile… Non come te. Porre la Terra al centro dell’universo e farle ruotare intorno tutti i pianeti secondo orbite circolari: una noia, direi anche banale.”

Sonia si avvicina con tutto il corpo, sento i suoi seni piccoli ma puntuti sul mio petto, e mentre la sua mano mi possiede, muovendosi intorno al mio membro eretto, riprende le fila del discorso: “Torniamo a Copernico.”

Comincio a lasciarmi trasportare dal sangue che mi scalda tutta la pelle. Affondo la mia mano scendendo lungo le sue natiche e cerco un varco in mezzo alle sue cosce, poi con voce stentata: “Copernico ha il coraggio di relegare la Terra al ruolo di semplice pianeta che, come gli altri, ruota intorno al Sole. È un genio, chi lo nega?, un genio rivoluzionario ed eretico. Ma è riluttante ad assumere questo ruolo, perciò presenta il suo sistema del mondo come mero modello geometrico, e non come modello reale.”

La mia mano, appoggiata sui suoi glutei, muove le dita in basso, superando le sue forme e trovando il varco delle sue grandi labbra, che percorre lentamente.

Silenzio.

Mormoro: “Inoltre, il sistema eliocentrico copernicano è ancora aderente ai modelli greci, infatti – come Tolomeo – pone i pianeti su orbite circolari.”

Sento Sonia gemere. L’ascolto finché il suo respiro torna normale.

Ora si sposta, viene su di me, mi morde un capezzolo e, con la bocca semichiusa: “Anche Galileo era molto legato ai canoni della bellezza greca, dove il vero corrisponde al bello, e la natura ha forme armoniose e perfette, di cui la sfera è il modello supremo.”

Parliamo tra un bacio e l’altro, mentre le sue mani scuotono ritmicamente l’edificio del mio sesso, che avvampa di fuoco.

Sento il sangue pulsare in tutto il corpo, la testa inondata di calore. Bisbiglio, in un estremo tentativo di oppormi alle sensazioni di piacere: “Galileo ha messo dei nomi bellissimi a quattro satelliti di Giove.”

Sonia, suadente, stringendo il mio cazzo come un trofeo: “Io, Europa, Callisto e …?”

“…” “E?”

“…” “E?”

“Ganimede,” riesco a dire con un filo di voce prima che esca l’ultima goccia di sperma.

Sonia mi bacia di baci teneri, sussurra: “E Keplero?”

Aprendo gli occhi: “Keplero ha usato le misurazioni di Brahe per correggere il modello copernicano e postulare che i pianeti si muovono su orbite ellittiche.” Poi, con tono irato: “La perfezione del suo modello andrebbe attribuita, almeno in parte, a Tycho!”

Sonia, continuando a baciarmi: “Non si arrabbi, dottor Sinclair. Lei narra la storia con la stessa soggettività con cui esercita la critica d’arte.”

Sobbalzo: “Che cosa vorresti dire?”

Sonia non si cura di me e prosegue un pensiero della sua mente: “Tolomeo o la noia; Copernico o la rivoluzione; Brahe o l’empatia; Keplero o… il pragmatismo.”

Conquistato. Svanisce l’ira e la soddisfazione intellettuale mi fa godere anche della soddisfazione corporale post-orgasmica, che solo ora inizio a sentire.

Concludo: “Mi sembra una sintesi perfetta, precisa, e come vedi Brahe era il migliore del gruppo, lui ci ha messo l’anima, gli altri il mestiere.”

Sonia: “È per questo che andiamo a Copenaghen? Perché Brahe era il migliore?”

“Esattamente.”

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