“Di pianto in ragione” (Fortini), non di pianto in “irrazionalità”. Alla “follia” di Netanyahu – (e perché non di Trump o di Putin), non si può opporre altra follia, sia pur romanticamente “giusta”. La differenza di contesto storico tra l’epoca di Carlo Rosselli e quella di oggi non può essere abolita, come se non esistesse. Dov’è un Comintern oggi? Dov’è un Partito Comunista degno di questo nome? Dov’è qualcosa che somigli a Giustizia e Libertà? Quale autorità morale o politica può invitare oggi a quello che sarebbe con ogni probabilità un martirio o una ricerca della “bella morte” da parte di pochi? E poi le “folli” brigate internazionali d’oggi da quali Stati potrebbero essere appoggiate? Dall’Iran? Nessun problema? (E allora perché non saltare prima ogni “pregiudizio occidentalista” proponendole a fianco della Resistenza di Hamas, quando era almeno politicamente e militarmente più forte e prima che Netanyahu arrivasse a 15mila, 50mila o centomila morti?). Lei dice: non possiamo più accontentarci di sfilate, di marce in piazze di esporre dei sudari. Non bastano. Ma non basteranno neppure queste “folli” brigate internazionali. Siamo in un altro mondo, con rapporti di forza enormemente più sfavorevoli sia per le lotte qui in Italia e in Europa e sia per la lotta dei palestinesi o di altri popoli. E’ questo l’arduo il problema da porre. E mai rinunciare alla ragione e all’analisi della realtà. Sarà mai più possibile costruire una Resistenza di massa e guidata da un vero Partito? Non lo so, ma indicherei ancora questa strada.
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