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Quattro poesie di Jan Wagner a proposito di impegno e disimpegno

di Elena Grammann

Da Achtzehn Pasteten (Diciotto terrine, 2007)

sambuco[1]

per Richard Pietraß


a che l’inchiostro, ci si chiede, nelle frasche
le gocce nere che si addensano impensate
in schizzo di merli? quale testo
per qual catasto di terreni, qual regesto?

di fianco al vecchio fienile, dove la terra
affonda nelle prese, dietro lo steccato. il profumo
delle infiorescenze in aprile, la carta a
mano che trae dalle sue profondità

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Il novello dittatore (dottor Cessantibus)

di Antonio Sagredo

 

Debuttò con una giovane morte, e prese il volo,
come un novello dittatore.

Il morto sfilò un anello dal vivente,
l’oriente si ribellò, voltò la schiena e andò via,
perché sovrane regnassero sui tarocchi
le infelicità nerastre della Nemesi. Continua la lettura di Il novello dittatore (dottor Cessantibus)

le torri di avvistamento piantate dal nonno

Nilo Australi, Cipressi

 

 di  Angelo Australi

 “Chi, per esempio, potrebbe dispiacersi per San Francesco perché si strappò le vesti e fece voto di povertà? Egli fu il primo uomo che si ricordi a chiedere ossa invece di pane.” 
Henry Miller

 

     A dieci anni guidavo il trattore come un grande. Non è una balla, lo Zio Seneca mi metteva una mano sulla spalla per sospingermi verso il trattore e diceva sali che andiamo a spandere il concio sulla terra. Il carro ci aspettava pieno di sterco fumante, con il forcone infilzato sul cumulo. Sembrava che dall’aia si propagasse il focolaio di un incendio, mentre gli odori predominanti salivano ancora dalla terra umida del mattino. Continua la lettura di le torri di avvistamento piantate dal nonno