di Ezio Partesana

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Ottimo inizio nel rapporto tra pietra e suono.
Bella. Di una indignazione feroce, nobile e perentoria. Coerente la scelta del verso lungo con gli enunciati staccati, uno per ogni verso. Mi ha colpito l’immagine delle «pietre piene di rintocchi di campane» (un ribaltamento dell’ovvio: le campane rintoccano se colpite dalle pietre?). Non afferro bene, invece, «scoscesi gli occhi» (forse nel senso di volti in alto?). Un altro ribaltamento dell’ovvio (evangelico, credo) colgo nel verso: «Questo mondo intero [e non il regno dei cieli] è a disposizione dei poveri di spirito». Anche la chiusa è bella (distanziata; e forse orgogliosa). Non so se c’è un’allusione all’ultima cena di Cristo.