di Ennio Abate
COLOGNO MONZESE È SUDDITA DELLA TECNOCRAZIA MILANESE E, CON QUESTI POLITICI, RIMARRA’ SEMPRE DIMENTICATA PERIFERIA
Anche se Cologno ha raggiunto certi standard urbanistici, non le si riconosce una vita propria. La dipendenza da Milano è sofferta e gli stimoli (specie culturali) appaiono scarsi. (E. A. , Per una storia metropolitana di Cologno Monzese, 28 gennaio 1994)
Inutile girarci attorno. Tante chiacchiere sulla questione del posteggio a pagamento dimostrano che né i pragmatici al governo, i quali, senza sentir ragioni, difendono la nuova tassa (tanto è una ”sperimentazione” di soli due anni!) né i loro oppositori, mossi dalla fregola di tornare ad “asfaltare” gli avversari, sono capaci di una scelta politica coraggiosa: rivendicare una soluzione del problema parcheggi a livello di area metropolitana – quello che davvero conta – e non a livello locale, dove, anche con le migliori intenzioni, si finisce-– come sta accadendo – per attizzare guerricciole localistiche, campanilistiche tra colognesi Doc e cittadini dei comuni limitrofi.
È la sudditanza politica ai Tecnocrati del PIM alla “sacra” verità scientifica dei loro Progetti (e agli interessi del Capitale che li guida) il nodo irrisolto e che tutti non osano mettere in discussione. E lo prova il comportamento dell’Assessore Verzino, che ha ripreso e attuato – pedissequamente o no, non si capisce – un progetto preparato dall’ex sindaco Rocchi (e, si dice, rimasto nel cassetto per opposizioni interne ai suoi seguaci) assumendosi la “missione” di farlo accettare a scatola chiusa.
Per igiene mentale, non perdete tempo a leggere il suo lunghissimo post pubblicitario su Facebook “SOSTA A PAGAMENTO: FACCIAMO CHIAREZZA” e gli oltre 130 commenti. Il post è un predicozzo che respinge: saccente, apodittico, martellante nella sua odiosa logica campanilistica; e seppellisce un problema reale della vita urbana odierna in 12 capitoletti, scritti in stile IA, che dovrebbero dimostrare la bontà assoluta della “scelta di responsabilità” sua e dell’Amministrazione. Il tutto condito da chiacchiere tecno-ambiental- progressiste (riequilibrare domanda e offerta di parcheggi; utilizzare meglio gli spazi pubblici; ecc.). Nei 130 e più commenti c’è un quadro desolante: voci isolate di cittadini che – tranne alcuni dubbi e domande o addirittura consigli ragionevoli – formano un vocio umorale di lamenti, delusioni, recriminazioni. (È “la base” che oggi permette a Di Bari, Motta e a questo improvvisato “Comitato Cittadini uniti”, che raccoglie firme per ottenere il pass gratuito di abbaiare contro chi governa, come ieri abbaiavano Cocciro ed altri contro il sindaco Rocchi).
Cologno cosa si può aspettare da questi politici?
Siamo tra due fuochi. Oppure possiamo solo passare dalla padella alla brace e viceversa. Perché si è imposto un consolidato un metodo di governare tecno- autoritario, che è tale e quale quello precedente del sindaco Rocchi (per non risalire al sindaco Soldano).
Le scelte vengono prese da pochi. E, per imporle, proprio come faceva Rocchi, fa Zanelli. Bisogna che vengano discusse il meno possibile. Le assemblee di cittadini, anche di semplice consultazione, te le sogni. Bisogna procedere in modi spietati alla disinfestazione del dissenso. Ai tempi di Rocchi ne fecero le spese alcuni consiglieri, di cui non ricordo i nomi. Oggi sono stati colpiti gli stessi i fiancheggiatori benevoli verso l’Amministrazione Zanellii. (Raccapricciante è il “Comunicato stampa della maggioranza di centrosinistra”. Una maggioranza “bulgara”, cioè conformista, unanime, silenziosa, incapace di dibattere pubblicamente i problemi). Ha buttato fuori due consiglieri che hanno votato contro il parcheggio a pagamento, Cetrullo e Morsilli, già buttati fuori dal PD, veri profughi in cerca di un asilo politico impossibile). E poi c’è la neutralizzazione sui social delle voci ragionevoli che ancora si levano: con le risposte gentili, quasi alla vaselina, delle assessore Manzi e Lodato o quelle brusche e simpaticamente arroganti di Scuffietti.
A questo punto, quanti ancora pensano di poter ragionare di politica a Cologno che possono fare? Sopportare Zanelli e la sua maggioranza “bulgara”? Accodarsi al “Comitato dei cittadini uniti” (nella confusione) per farlo cadere alle prossime elezioni?
A me pare che una medesima cecità politica prevalga in tutta questa generazione cetomedista che sguazza nella palude senza vere idee per uscirne.
Spero che i giovani se ne stiano lontani. Io, da vecchio fingo di consolarmi pensando ai tempi del Forum e di CSD (2004- 2010 circa). Allora un’idea che Cologno dovesse affrontare i problemi non in modo localistico ma sul livello metropolitana si affacciava. Ma, subito dopo, penso che Di Bari, da CSD, è finito in FdI o che Verzino, da imperterrita oppositrice alla candidatura per il centrosinistra di Del Corno nel 2015 – scelta che apri le porte all’era “nuova” (destro-leghista) di Rocchi – oggi è in giunta con Del Corno e continua il lavoro interrotto da Rocchi. E mi mordo le mani.
Che manicomio è la politica colognese! Buona continuazione di quest’orgia di chiacchiere.
