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Iran, Ci Risiamo: Propaganda 90- Verità 5

di Paolo Di Marco

Dato ufficiale USA sui missili iraniani su Israele intercettati: 90%
(dati del Ministro della Guerra USA e ‘confermato’ sul Bulletin of the Atomic Scientists dal prof Sean di Stanford– docente di scienze politiche (!)-)
Dato reale su tutti i video disponibili /analizzati dal prof Theodore Postol dell’MIT-docente di tecnologia e sicurezza nazionale-: 5% (e se guardiamo i video possiamo verificarlo anche noi – si vede anche in questa foto con una salva di 8 missili contraerei israeliani che mancano un missile iraniano). D’altronde lo stesso Postol aveva analizzato 10 anni fa (sul Bulletin) la capacità del Dome come buona contro i missili da crociera ma pessima contro i missili balistici.

Dato ufficiale USA sui risultati dall’attacco UsIsraeliano: abbiamo il controllo totale dei cieli, il regime sta crollando, abbiamo scorte di munizioni sufficienti per andare avanti in eterno…ma chiuderemo in pochi giorni -o poche settimane (a seconda di chi parla, Hegseth o Trump )

Dato reale riportato dagli esperti di guerra e MedioOriente (Sachs, Mearsheimeir, Alastaire Crooke, …): Komenhei ha scelto il martirio, ed è rimasto nel suo ufficio senza neppure voler scendere nel bunker; gli iraniani, anche quelli critici e ‘oppositori’ ora sono tutti -anche loro malgrado- contro gli assassini aggressori che hanno mentito spudoratamente per la seconda volta (trattano sul nucleare solo per prendere tempo e mira per l’attacco) e vogliono rompere in pezzi uno stato millenario di cui perdipiù non sanno nulla.
I missili iraniani, quasi impossibili da scoprire (sparano da sotto la sabbia -v. foto), hanno colpito pesantemente e con precisione le basi americane nel golfo, distruggendo tre stazioni radar (da un miliardo l’una) che erano essenziali per difesa e attacco, tre basi di missili Thaad e i centri di comando della flotta; l’Iran sta colpendo pesantemente Israele con decine di missili che bucano le difese con grande disinvoltura e provocano danni per ora mirati; USAele non sa quanti missili abbia l’Iran (che per saturare le difese lancia anche sciami di droni e piccoli missili a testate multiple ingannatrici), mentre le riserve USA secondo gli esperti sono non superiori ad una settimana (per non parlare dei costi: Thaad e Patriot costano da 1 milione in su, contro droni e missili iraniani da 50.000).Le uniche ‘truppe di terra’ necessarie ad un cambio di regime sono i (soliti) curdi, il che aumenta ancora la reazione unitaria del paese contro l’attacco. Gli iraniani affermano di aver colpito la portaerei Lincoln, gli americani smentiscono..ma la portaerei non è più nel golfo arabico ma a centinaia di miglia nell’Oceano Indiano.    E intanto lo stretto di Hormuz è di fatto chiuso…e il petrolio sale di prezzo minuto per minuto (al momento siamo a +20%).
La guerra cui gli iraniani si sono preparati da tempo è molto lunga; e hanno anche preparato una struttura di potere decentrata e rinnovabile all’infinito: ci sono molte poche possibilità di ‘sferrare un colpo decisivo’, anche perchè gli USA non hanno capito nulla dell’Iran e di questa guerra, e provocare un ‘cambio di regime’ solo dal cielo è -per l’appunto- privilegio ultraterreno.

Fa parte dell’operazione attuale anche il lancio di missili provocatori: sparati dall’IDF verso Turchia e Arabia Saudita (forse anche Cipro, anche se era obiettivo militare legittimo ospitando un centro di controllo aereo USA) ma dandone la colpa all’Iran in modo da attivare l’art 5 e inserire nella guerra anche la Nato. Finora i diretti interessati si sono chiariti direttamente.

Quello che fa paura a chi vede la realtà senza gli occhiali USA -moltiplicati dalle veline del Bollettino Parrocchiale Unificato che al solito, come già per l’Ucraina, fa solo atto di devozione e propaganda- è la possibile reazione di Israele messo in situazione critica, chè la tentazione di usare la bomba è forte..ed anche dichiarata. La chiamano ‘opzione Sansone’.

I Quaderni di Italo  (senza numero)

 

 di Italo Lo Vecchio

[Ultimamente Italo è stufo d’ogni cosa, senza più voglia di fare. Lui addebita tutto questo alla nemesi del suo cognome, giustificando così il suo comportamento. Conoscendolo un po’, io ritengo invece che la sua stanchezza, che lo sta portando a prendere in considerazione la possibilità di smettere di scrivere, più che fisica sia conseguenza dell’aver riconosciuto la sconfitta subita nella battaglia delle idee, come si diceva una volta, in cui s’era cacciato con piglio da fustigatore. Sconfitta che in lui ha maturato la convinzione della totale inutilità di seguitare a riflettere criticamente sulla politica e la cultura italiana.  E’ la cecità della gente, lui direbbe “il popolo”, ad alimentare il suo pessimismo; è la sordità degli intellettuali che per mandato dovrebbero aprire gli occhi alle persone, ad avvilirlo.

E questi appunti che gli ho sottratto, incompiuti più che frammentari, mi sembrano riflettere l’attuale suo stato d’animo. R.B. ]

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I quaderni di Italo VII

di Italo Lo Vecchio

 

 

Cinguettio della sera

Vladimiro Giacché @Comunardo

C’è qualcuno a Bruxelles in grado di spiegare agli USA che non è una buona idea scatenare la WWIII per difendere terroristi e tagliagole ?

 

Cinguettio del mattino

blu mirtillo @blumirtillo

Chiedere ai popoli di pagare per non nuocere ai responsabili della loro stessa miseria. E la cosa grottesca è che molti acconsentono.

L’autobus rombava sordo e minaccioso, ma la sua silohuette ammaccata non incuteva paura a nessuno. Emetteva ansimi e singulti a raffica attaccando i tornanti stretti e infidi della montagna a strapiombo sulla valle, corredati da strepiti di ferraglia e una fetenzia di fumo nero che scorreggiava dal tubo di scappamento. Continua la lettura di I quaderni di Italo VII

Trump e il Tonto

DIALOGANDO CON IL TONTO  (7)
*Articolo in evidenza

 di Giulio Toffoli

Negli ultimi due mesi del 2016 mi è capitato poche volte di incrociare il Tonto. Non si faceva vedere, mi raccontava di essere depresso; alcune piccole tragedie famigliari avevano scosso il suo normale ritmo di vita e non aveva proprio voglia di uscire dal suo guscio. Quando ci eravamo sentiti avevamo però convenuto che almeno tre avvenimenti avevano degnamente coronato quell’anno per molti versi infelice e su di essi, una volta che ci fossimo incontrati, avremmo dovuto necessariamente parlare. Continua la lettura di Trump e il Tonto

Su Trump, “mondialisti” e “residenti”

trump-a

di Luciano Aguzzi

Ferve dappertutto la discussione sull’enigma Trump. Difficile è orientarsi ed evitare prese di posizioni emotive ed estremizzate, tipo: “Addà venì Trump!” o ” Torna l’Ur-fascismo” di cui parlò Umberto Eco ( Cfr. qui). D’altra parte  nella situazione caotica d’oggi non c’è neppure la tranquillizzante possibilità del “giusto mezzo”. Perché, in effetti, tutte le categorie che ancora usiamo per pensare questa realtà in sommovimento sono come minimo ballerine e logorate.  Possiamo insistere però nella fatica di catturare e selezionare le notizie e le riflessioni che  potrebbero aiutare i nostri ragionamenti a capirne qualcosa in più. Pubblico perciò questo intervento di Luciano Aguzzi, che s’inserisce nello scambio (Cfr. Appendice) di opinioni tra me e lui avvenuto su “Poliscritture FB”  e spero che altre voci aggiungano  dati e riflessioni utili ad approfondire i problemi  qui accennati. [E. A.] Continua la lettura di Su Trump, “mondialisti” e “residenti”