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Il Tonto in fuga

Le lettere del Tonto 1

 

di Giulio Toffoli 

Era da mesi che non vedevo il Tonto in giro per la città. Mi era giunto un breve scritto e poi più nulla. Avevo perfino ripreso a leggere con regolarità i necrologi sul giornale paventando qualche esito ferale ma senza avere risposte. Infine ho ricevuto una lettera che presentava già dall’esterno un qualche cosa di diverso, un sapore antico. L’indirizzo era scritto a mano, il tratto, largo e degno di una scuola di calligrafia, era chiaramente fatto con una penna stilografica di quelle d’antan. Continua la lettura di Il Tonto in fuga

Per «POLISCRITTURE 2». Prima parte.

Questo documento, che pubblichiamo in tre puntate, è stato elaborato tra luglio e ottobre 2017 dalla nuova redazione di «Poliscritture», composta ora da Ennio Abate, Luca Chiarei, Luca Ferrieri, Cristiana Fischer, Marco Gaetani, Annamaria Locatelli, Donato Salzarulo e Giulio Toffoli. Vi trovate un bilancio dei problemi affrontati nel nostro ultradecennale lavoro e il progetto per una nuova fase della rivista che prevede una proposta ai nostri collaboratori di impegnarsi con noi in vari *cantieri di ricerca* su alcuni temi che riteniamo rilevanti e attuali. A tutti chiediamo una lettura attenta e, se possibile, l’invio di osservazioni (anche critiche, anche in breve) all’indirizzo: poliscritture@gmail.com

La nuova redazione di Poliscritture Continua la lettura di Per «POLISCRITTURE 2». Prima parte.

Quelli della rivista «INOLTRE» (1996-2003): Luciano Della Mea

Inoltre n 10002

di Ennio Abate

Date un’occhiata alla discussione su “2034???” (qui).  Troverete che ruota stancamente attorno al dilemma “rifondazione o esodo”. Lo stesso che si presentò in “Inoltre”, una delle tante esperienze di rivista cui diversi di noi sul finire del Novecento parteciparono. Riflettere su questo ed altri tentativi di riviste (io penso a quelle che ho più seguito negli ultimi tempi: “il gabellino”, “Qui. Appunti dal presente”, “Dalla parte del torto”, “L’ospite ingrato”, ma altre si potrebbero aggiungere), più che a lanciare avvertimenti o appelli,  serve forse a sottolineare, al di là sia della retorica “cooperativistica” che di quella “individualistica”, l’indispensabilità dell’arduo confronto tra “dissimili”.  E’ questa tuttora – a me pare – la questione aperta – non solo qui  su «Poliscritture» (cartaceo e sito) – per quanti non si rassegnano a lavorare su temi culturali e politici né in una sorta di clausura eroica o compiaciuta del proprio ‘io’ né intrupparsi nei tanti falsi ‘noi’ continuamente riproposti  dai  mass media e dal Web.  (E.A.)

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