Archivi tag: Moltinpoesia

«Ragazzi tanto per staccarci un po’ dall’intellettualità…»

Riordinadiario 2011

Ennio Abate a Lucio Mayoor Tosi (11 febbraio 2011)

Siamo, infatti,  passati, quasi senza accorgercene, dal ”Siamo tutti intellettuali” (ai tempi di Gramsci, quando essere intellettuali era un privilegio per pochi e un’aspirazione per molti) all’ “Abbasso gli intellettuali” (ai tempi nostri, della TV, del Web, della società dello spettacolo). E nella nostra mailing list serpeggiano eufemistici o sibillini messaggi, che in sostanza dicono: Gli intellettuali  sono non-concludenti.(Con il mio intelletto, traduco: inconcludenti; e cioè parlano e parlano ma non concludono un c…). La stessa solfa viene ripetuta in varie dosi. Con gran spreco d’intelletto e abbondanza di fumo, secondo me. Perché chi scrive un post  o mette quattro frasi in fila di commento, di un po’ d’intelletto pur necessita.

Continua la lettura di «Ragazzi tanto per staccarci un po’ dall’intellettualità…»

Poesia dell’impensato o Opus servile?

Moltinpoesia/ Riletture/Un vecchio confronto con G. Linguaglossa

di Ennio Abate

 
 «[…] correlazioni, riscontri, figure metriche, forme significative e figure del discorso letterario, insomma tutti i livelli del cosiddetto testo, da quello fonematico a quello ideologico-culturale, sono comprensibili e apprezzabili non solo grazie al loro comporsi in sistema e struttura, ma anche per la relazione e interazione che ognuno di questi elementi stabilisce con qualcosa che testo non è, ossia con quel che chiamiamo “realtà”» (F. Fortini,  Opus servile. in Saggi ed epigrammi, pagg. 1641-1652, Mondadori, Milano 2003)  

Una vecchia discussione tra me e Giorgio Linguaglossa. Fu pubblicata sul blog «Moltinpoesia» nel breve periodo della nostra collaborazione col titolo: «Come leggere e interpretare la poesia. Due opinioni a confronto» il 28 febbraio 2013 e si legge per intero, assieme ai commenti, qui. E’ più facile cogliere oggi quanto già fosse netto il contrasto, poi risultato insanabile, tra noi. Linguaglossa usava il riferimento alla figura di Franco Fortini strumentalmente. Dichiarava di preferirlo a Sereni, per lui «l’inventore del riformismo moderato della poesia italiana», ma l’amputava del suo marxismo critico. Non lo comprendeva, l’osteggiava, lo confondeva con quelle che spregiativamente chiamava «le ferraglie del […] marxismo della terza internazionale e post»). E ha contribuito a cancellarlo anche dal residuo dibattito “militante”. Muovendosi successivamente, infatti, sempre più speditamente in direzione di quell’«impensato» heideggeriano [1] che, con la rottura dell’ ambigua e poi rimossa collaborazione con me e i *moltinpoesia*, lo ha portato alla fondazione del blog «L’Ombra delle Parole» e alle teorizzazioni di una NOE (Nuova Ontologia Estetica) monomane e involuta.

Continua la lettura di Poesia dell’impensato o Opus servile?

9 novembre 2006. Agli inizi del Laboratorio Moltinpoesia

Archivio
POESIA/MOLTINPOESIA/POESIA ESODANTE

1

 

 di Ennio Abate

Pubblicherò mano mano e con miei brevi commenti di riepilogo i materiali (testi poetici, resoconti di incontri, testi critici, discussioni e scambi di mail) miei o di altri amici e amiche che dal 2006, in modi ora militanti ora distaccati, hanno ripensato i concetti di poesia, moltinpoesia e poesia esodante.
Questo documento del 9 novembre 2006 annunciò la fondazione a Milano del “Laboratorio Moltinpoesia” (2006-2012).

Continua la lettura di 9 novembre 2006. Agli inizi del Laboratorio Moltinpoesia

12 MARZO 2010. Meriti e demeriti della moltitudine poetante.

moltinpoesia Laboratorio

di Luca Ferrieri

venerdì 12 marzo 2010

Stralcio:

Se vogliamo quindi utilizzare il termine moltitudine in azioni poetiche e culturali dovremo cominciare a chiarire molto bene che esso non ha nulla a che vedere con la cosiddetta cultura di massa e con la massificazione, che esso vuol essere altra e antitetica cosa rispetto all’utilizzo che del bene comune, del senso comune, del luogo comune ha fatto e fa l’industria cultu-rale oggi divenuta potenza planetaria. Ancor di più dell’industria culturale occorre diffidare quando pretende di vendere con il pro-dotto anche l’aura e l’etichetta di esclusività

Continua la lettura di 12 MARZO 2010. Meriti e demeriti della moltitudine poetante.

21 giugno 2007. Letture pubbliche di poesia: servono alla poesia?

moltinpoesia Laboratorio

di Luca Ferrieri


La domanda a cui vorrei tentare di rispondere, nel breve spazio di dieci minuti, è la seguente: sulla strada di una diffusione della cultura poetica e della ricerca di un pubblico della poesia (con tutta l’ambiguità insita in questa espressione e in questa volontà) le letture pubbliche, i reading, pos¬sono essere uno strumento utile? e in questo caso a che condizioni? Per non sottovalutare (ma nemmeno per riprendere ora) la ricca discussione che sull’argomento si è già sviluppata in Italia e all’estero, mi sembra necessario chiarire che quando parlo di letture pubbliche di poesia alludo proprio a quelle realmente esistenti, cioè a quegli eventi, a volte spuri e molto spesso contaminati da elementi che con la poesia hanno poco a che fare, che si sono diffusi negli ultimi anni (anzi, se volessimo dare un’occhiata retrospettiva, fin dall’inizio del Novecento) in molti paesi e recentemente anche in Italia. 

Continua la lettura di 21 giugno 2007. Letture pubbliche di poesia: servono alla poesia?

QUALE POESIA OGGI? Orbilius vs Samizdat e viceversa. Narratorio

orbilius

di Ennio Abate

Questo narratorio è ripreso da “TRASVERSALE” (qui)

Orbilius* –

Samizdat mi parlava continuamente di questi *moltinpoesia*. Sì, sì, gli dicevo, è vero che sono spuntati come funghi dopo che nel tuo Paese – in ritardo, eh! – c’erano state (quasi insieme) scolarizzazione di massa e acculturazione provocata da giornali, radio e televisione. E posso anche ammettere che questa gente comune non è più analfabeta o semianalfabeta come lo erano i loro nonni e spesso i loro genitori. Continua la lettura di QUALE POESIA OGGI? Orbilius vs Samizdat e viceversa. Narratorio

CANTIERI DI POLISCRITTURE Quale poesia oggi?

 

di Ennio Abate

Scaletta per un cantiere di Poliscritture

 

Anders als die Kämpfe der Höne sine die Kämpfe der Tiefe!
(Diverse dalle lotte sulle cime sono le lotte sul fondo[1]).

La domanda che dà il titolo a questa scaletta potrebbe far da premessa a una mappatura della poesia contemporanea (quali sono i testi che oggi vengono giudicati ‘poesia’?) ma anche a un giudizio critico su di essa, che per varie ragioni molti giudicano  insoddisfacente, insufficiente o peggio (non poesia, parapoesia, similpoesia). Continua la lettura di CANTIERI DI POLISCRITTURE Quale poesia oggi?

Moltinpoesia e poesia esodante

poliscrittori

Travaso qui sul sito di “Poliscritture” da “Poliscritture FB”, gruppo gemello o quasi, i primi tre pezzi della rubrica “Moltinpoesia e poesia esodante”. Si tratta, come detto nel primo, di un ripensamento più rigoroso di un’esperienza di gruppo (quella – 2006/2012 – del “Laboratorio Moltinpoesia” di Milano). Sulla quale sto lavorando con Annamaria Locatelli e Cristiana Fischer  per vagliare i numerosi materiali allora prodotti in vista della pubblicazione  di un rendiconto.  Frammenti di quei materiali e riflessioni sui  tuttora problematici concetti-guida (moltinpoesia, poesia esodante) verranno mano mano proposti in modo da raccogliere suggerimenti o critiche. Non credo di riproporre qui sul sito degli inutili doppioni: i commentatori di   “Poliscritture FB” solo in parte sono gli stessi del sito; e poi  in ognuna delle tre stanze di “Poliscritture” (redazione del cartaceo,  sito, gruppo su FB)  si respira un’atmosfera  un po’ diversa. (Sullo sfondo, tra i tanti, resta anche il problema di come tenersi – elasticamente – insieme). [E.A.]
Continua la lettura di Moltinpoesia e poesia esodante

Per i molti in poesia

salgado minatori

di Ennio Abate

Nei giorni scorsi ho seguito su vari siti il dibattito nato dall’articolo di Alfonso Berardinelli (qui) sulle voci circa la chiusura della collana di poesia della Mondadori. Questa la mia risposta [E.A.]

Anders als die Kämpfe der Höne sine die Kämpfe der Tiefe!
(Diverse dalle lotte sulle cime sono le lotte sul fondo[1]).

 

 

 

Sta’ nell’anonima compagnia dei molti
che in sottoscala, in eremitaggio, in rivistine e siti
scrivono.

Sta’ in basso addosso a un mondo basso. Continua la lettura di Per i molti in poesia

Note sulla miseria nostra e della poesia d’oggi

veronese

di Ennio Abate

1.
Seguo per un residuo scrupolo dovuto alla mia formazione letteraria vari blog di poesia sul Web e do sempre un’occhiata ai testi che, ora timidamente ora sfacciatamente, vengono “condivisi” come poesia  su FB. Ogni volta resto però più deluso perché poco o nulla mi dicono emotivamente e intellettualmente (al massimo  in alcuni m’incuriosisce una certa destrezza formale). E lo strascico ormai standardizzato dei commenti, di solito genericamente plaudenti o, in pochi casi isolati, di scherno mascherato, aggiunge veleno al veleno. Né questa e la poesia né questi sono le reazioni dei lettori di cui sento di avere bisogno. Continua la lettura di Note sulla miseria nostra e della poesia d’oggi