13 pensieri su “Androidi, Bombe e Sciami: la scienza in piazza senza ombrello

  1. Non condivido la posizione catastrofista. La retorica de “l’AI ci distruggerà tutti” è montata ad arte per fare pressione sulla pancia del popolo e introdurre barriere legislative a difesa della lobby che si sta costituendo o negare ai paesi emergenti l’accesso alle risorse computazionali necessarie.

    Per capire meglio questa retorica si può seguire questa “traduzione” dell’intervento di Altman al congresso https://youtu.be/hsYshujTqZs

    L’europa con la recente introduzione dell’AI Act (il 14/6/2023) si è dimostrata quantomai sensibile alle logiche protezioniste di cui sopra, perdendo l’ennesima occasione per promuovere i “valori occidentali smarriti” di cui parlavi in un precedente intervento, malgrado il movimento open source rappresenti già oggi una valida alternativa ai modelli americani.
    https://www.semianalysis.com/p/google-we-have-no-moat-and-neither

  2. Secondo me occorre distinguere due cose molto diverse: la prima l’AI alla ChatBot, che è una grande fuffa ma però è sufficiente a mandare a casa i lavoratori dei callcenter e dei lavori ripetitivi ; e la seconda l’integrazione di AI diverse, civile, militare, di sorveglianza, che configura un sistema centralizzato di informazione e controllo- con tutto il male che questo rappresenta; ma comporta anche rischi dal punto di vista della stabilità, come la risposta a una situazione letta come rischio nucleare, analoga a quella che si è presentata nel ’56 durante la crisi di Suez, quando 5 elementi casuali vennero letti come disegno di attacco..e solo all’ultimo momento si ritirò lo stato di allerta del NORAD.

  3. Prima parte delle risposte a questo documento fiume; per fortuna non ho avuto bisogno di dilungarmi, anche se mi sembrerebbe meglio trattare uno o due argomenti per volta, anziché cinque o sei.

    1) – INTELLIGENZA ARTIFICIALE… E IDIOTI NATURALI
    Concordo in linea di massima con l’analisi fatta in questa parte dell’articolone (a quando post più snelli, pensando a quanto sia difficile avere, in rete, tempo e modo per commenti approfonditi su un singolo argomento, figurarsi se un articolo ne raggruppa 3 o 4…): quand’ero militare mi si diceva “meglio dare l’allarme per nulla, piuttosto che non darlo e trovarsi con delle gole tagliate”.
    Di fronte a questo nuovo traguardo del progresso umano, senza essere luddisti, ma ricordandoci quanto danno ha fatto detto progresso all’Umanità, è bene tenere la guardia alta. Non foss’altro perché il fine ultimo di chi ci governa è di creare una società sempre più alienata e con maggiori diseguaglianze sociali possibili; e spesso con la logica del tutti contro tutti: ed è chiaro che la perdita di posti di lavoro a cui l’AI potrebbe portare, unita a forme lavorative sempre più staccate dalla socialità (le misure antiCovid avevano lo scopo di testarle), vanno in questa direzione.
    È pure ovvio, che una “conoscenza” standardizzata su concetti limitati e omologati da chi ci governa, è il sogno di tutti coloro i quali hanno come scopo una società fondata in qualche modo sulle care, vecchie caste. Senza bisogno di scomodare per questo Orwell.

    2) – LA BOMBA E IL PROBLEMA DEI TRE CORPI
    Il fatto è che, a monte del problema relativo all’arsenale nucleare, c’è già tutto l’ambito geopolitico che si presenta come un gioco a tre; e in teoria anche in più di tre…
    Proprio per questo assistiamo al tentativo della N.A.T.O. di metter fuori gioco la Russia e di impedire per sempre all’Europa di avere un qualsiasi peso economico e politico negli scenari internazionali da qui ai prossimi 50 / 100 anni, partendo dal presupposto che negli ultimi 50 aveva già fatto di tutto, per averne il meno possibile.
    Gli Stati Uniti (ma ormai è meglio parlare di “anglo-americani”) tentano disperatamente di rimanere entro un mondo bipolare, cioè loro e la Cina, sul modello di quanto era stato realizzato dopo Yalta: perché come ovvio più facile da gestire a loro favore.
    Inutile dire che la vedo molto dura: di Zelenski se ne possono trovare a iosa in ogni Paese, ma un conto è tentare una “rivoluzione più o meno colorata” in una nazioncella come quelle nate dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica, o del Terzo Mondo: nelle quali presentarsi come combattenti contro la corruzione interna è un’arma facilmente vincente; altro è tentare di fare lo stesso in nazioni molto più strutturate come i cosiddetti “BRICS”, o in quelle dove la penetrazione cinese è ormai assodata.
    Non dimentichiamo anche il peso che in uno scenario del genere può dare la “de-dollarizzazione” del mercato. Le sanzioni hanno infatti spinto la Russia a basare di nuovo il valore delle monete di scambio sull’oro; e poiché altre Nazioni le si stanno accodando, questo potrebbe far esplodere la bolla delle monete “fine a se stesse”, come appunto il dollaro; e l’euro, a proposito di monete gonfiate.

  4. saranno passati 3 giorni da quando parlavo qui dell’aumento di energia e del clima caotico ed ecco che a Milano, per 2 sere di seguito, ne abbiamo un esempio in grande stile: il 3 Luglio alle 10 una tempesta a ciel sereno sulla zona Nord, con una quantità e varietà di fulmini impressionante: solo fulmini ma continui e multiformi, dritti, circolari …; il 4 Luglio invece un più classico temporale tropicale, sempre sulla zona Nord, preceduto dalla tempesta di fulmini ma poi seguito da acqua a catinelle. La quantità di energia elettrica credo fosse dell’ordine del bombardamento di Dresda….

  5. Seconda tranche delle mie risposte… (E secondo tentativo per pubblicare il commento qui: vediamo se l’IA – cioè l’Idiota Artificiale – che fa funzionare il blog stavolta capisce…)

    3) – UN PO’ DI GUERRA BATTERIOLOGICA
    Onestamente la genealogia del Covid mi interessa poco: sia stata un’evoluzione naturale, un’incidente da un laboratorio, o una “fuga” dolosa, il punto è che è servita a far partire un’operazione di controllo globale: ed è questa che mi preoccupa, anche perché siamo appena agli inizi.
    Sulla genesi di questo virus penso che ci vorranno anni e anni (decenni?) per far chiarezza; ammesso che sarà mai possibile. Di sicuro la N.A.T.O. sta riposizionando almeno una parte dei laboratori (per lo meno quelli in Ucraina), portandoli in Paesi del Terzo Mondo o in altri i cui popoli abbiano una morale e un’etica sotto i tacchi, come l’Italia.
    Beninteso non è che negli altri “blocchi” del puzzle geostrategico si stia con le mani in mano…
    Riguardo al “decorso” dell’epidemia, credo che poche considerazioni bastino a far capire quanto la situazione sia stata manipolata:
     L’aver ricoverato pazienti infetti di qualcosa che – almeno ufficialmente – non si riusciva a controllare in strutture zeppe di pazienti fragili, la dice lunga sulla voglia di espandere il contagio; e sappiamo poi per quale capolavoro di psy-op siano serviti i poveri morti di Bergamo.
     Una volta superato lo choc degli avvisi governativi (e dell’auto della Protezione Civile che nel mio paese girava “3rd Reich style”, con il perentorio avviso di rimanere chiusi in casa, mi sono basato sui dati dell’ISS: i quali certificarono una mortalità compresa tra l’1,5 e il 2,5%, cioè appena superiori alle percentuali dell’influenza; il che spiega perché non c’erano le pile di cadaveri e i monatti di manzoniana memoria per le strade…
     Bisogna considerare che questi numeri furono di sicuro gonfiati: lo ammisero en passant (e per sbaglio) abbastanza presto membri “minori” delle Istituzioni (uno dei quali affermò anche che il famoso coprifuoco non aveva basi scientifiche, ma il solo scopo del controllo sociale.
    Ricordo che lo stesso Governatore del Veneto (Luca Zaia) ammise candidamente che il dato era stato gonfiato per ordini dall’alto… Ma per ¾ dei veneti il Governatore rimane un salvatore dell’Umanità.
     Non dimentichiamo che oltre al controllo sociale, oltre al business dei vaccini e a quello di assurdità come i banchi a rotelle per le scuole e i cumuli di mascherine, un altro dal quale con molta difficoltà si riuscirà a venir fuori è quello legato (sia dal punto di vista dei farmaci che da quello delle cure specialistiche) al disagio psicologico creato dalle note misure, specie nei più giovani.
    In altre parole, piuttosto che di elefanti che possono nascondersi qui e là, mi preoccupo del dinosauro (carnivoro) che è ancora ben attivo tra di noi.

    4) – CLIMA E ANCORA CAOS
    Come spiegato, è una situazione caotica; anche qui è meglio affidarsi alla regola del “qui e ora”: predisporre nel luogo dove si vive le misure adatte a pararsi il culo, in vista di fenomeni estremi (come dire che se abito in una zona dove da anni non si fa la pulizia del letto dei torrenti, la manutenzione dei loro argini e delle loro casse di espansione, è meglio che mi prenda un canotto gonfiabile); ben sapendo che il Governo sfrutterà anche queste emergenze, per aumentare il controllo sociale.

  6. Terza ultima parte delle mie considerazioni su questo articolo; e per fortuna in questo caso me la sbrigo presto.

    5) – ILCUORE DELLA GUERRA

    Qui non è che ci sia molto da commentare: che l’informazione sia “embedded” e funzionale ai desiderata del Potere, dopo le porcate scritte sul Covid dovrebbe esser chiaro a tutti/e.
    Detta in altra maniera, lo spazio rimasto al giornalismo d’inchiesta e “indipendente” è sempre più ristretto, colpevolizzato (tra un po’, se continua così, criminalizzato anche da noi) e messo ai margini dell’informazione. Col che la popolazione si divide in chi si sforza di informarsi per capire, restando a galla nella confusione creata dalla propaganda; e chi ha già capito tutto, perché felicemente rincoglionito da detta propaganda.
    Ovvio che a me interessa lavorare coi primi, i secondi vadano pure incontro alla loro buona sorte…

    6) – UNA MODESTA PROPOSTA

    La proposta sarà pur modesta; ma mi piacerebbe tanto sapere chi dovrebbe porre in atto tale matrice e di quanto tempo ci sarebbe bisogno.
    Ah, tra parentesi “l’inizio” c’è già stato: il caos sociale creato con le regole pseudo-pandemiche è stato appunto il segnale del momento dal quale possiamo pensare di creare (ovviamente nel nostro piccolo: ragionare a scala Provinciale già sarebbe un problema, figuriamoci come può definirsi uno illuso di poter cambiare le cose a scala mazionale…) un’alternativa a tutto questo.

  7. Mi sembra che il Covid qualche effetto l’abbia avuto, perlomeno sulla lucidità della gente: ignorato il controllo scientifico dei dati (per intenderci quelli certificati da Istat e analoghi) ci si affida ai pettegolezzi:’ Zaia, dice’, ‘i dati dell’ISS..ma di quando?’
    Il controllo? ma di cosa, non scherziamo; due mascherine e un pò di quarantena sono diventati il cardine del potere capitalistico?
    Mi sembra quasi un complotto alla rovescia, prendere un epifenomeno (gonfiato a dismisura …sembra di essere in un’opera di Mozart..) per non parlare più del fenomeno;
    e il sospetto aumenta quando si dice ‘ci vorranno decenni per sapere’: ma come, abbiamo ora le prove (e anche l’FBI concorda!) e non le vogliamo vedere?
    Non interessa l’origine?? cioè la guerra batteriologica, che è fatto pesante come macigno, mentre invece piace sproloquiare di ‘controllo globale’ che non si sa cosa sia, non c’entra nulla con Marx e assomiglia tanto a Qanon e simili…
    Non ci siamo: il giornalismo d’inchiesta non c’è quasi più, ma se chi dovrebbe farlo corre dietro ai fantasmi …meglio l’opera

    1. Non sapere cosa sia il controllo globale (o meglio, il suo tentativo) e, dato che mettono in crisi la propria tesi, ritenere “pettegolezzi” un’uscita ufficiale di un personaggio politico importante, almeno a livello regionale, come Zaia; e i dati ISS sciorinati giorno per giorno durante il periodo dell’epidemia, che dovrebbero essere proprio la base per qualsiasi discussione e per qualsiasi decisione su una determinata malattia, la dice lunga.
      Non sulle conseguenze del Covid, ma sulla disponibilità a farsi manipolare “a prescindere”, per dirla alla Totò.

      La perla finale è la mancanza di credibilità di una mia osservazione, perché “non c’entra nulla con Marx”.
      Ognuno ha i suoi miti e il mio NON è Qanon.

      Capisco che un contraddittorio e un approfondimento, in questo caso non sono possibili, ma tanto basta: a me interessa che il mio punto di vista sia disponibile, per chi ci vuole riflettere, e lo è. Grazie lo stesso e buona vita, con o senza Covid.

  8. Ci sono i dati controllati e controllabili, e sono quelli ISTAT per l’Italia e analoghi per gli altri paesi; e da questi risultano i numeri che ho riportato che smentiscono l’affermazione del Covid come ‘poco più di un’influenza’;
    se uno preferisce scegliersi le dichiarazioni Di Zaia o ISS o Caio perchè gli fan più comodo non può anche pretendere di essere attendibile e accusare tutti gli altri di essere manipolati
    Termini come ‘controllo globale’ sono privi di contenuto ben definito, e quindi estranei ad un discorso scientifico com’è la tradizione marxista; sappiamo cos’è il potere di classe, sappiamo anche cos’è l’imperialismo (anche se Rizzi non concorda) e il suo dominio; ma il discorso sul controllo globale e sul Covid come esercizio del medesimo
    nasce con Steve Bannon (esperto anche di potere reale, è quello che quale consigliere speciale di Cossiga si è assicurato che Moro fosse fatto fuori) e i suoi amici Qanonisti.
    Approfondimenti e contradditori presuppongono si parli di fatti e ci si basi sui dati della realtà; allora ben vengano,

    1. Quindi i dati ISTAT sono veri, perché confermano la sua tesi; quelli ISS (che a livello istituzionale, rispetto all’altro se non è zuppa, è pan bagnato) son falsi, perché confermano la mia.
      Mi piace anche il concetto secondo il quale se l’ha detto Marx, è giusto; e quello di cui non s’è occupato, non esiste. E che se qualcuno “del campo avverso” tira fuori un problema reale, quel problema è falso, perché il tizio che l’ha sollevato è appunto “del campo avverso”.

      Poi si capisce perché l’Umanità – Marx o non Marx – è ridotta così… Dopo la deregulation scolastica che sta portando le giovani generazioni nell’analfabetismo funzionale, tutto questo sarebbe qualificato come geniale.

      Vabbe’, come ho scritto prima, l’importante è che chi segue questo post, abbia accesso anche alle mie considerazioni; a questo punto, confido nel pensiero critico rimasto.

  9. Mi spiace, ma sei ancora male informato: gli unici dati convalidati sono quelli Istat, indipendentemente da chi legge; e qualunque giornalista dovrebbe saperlo. Anche perchè quelli ISS non sono serie omogenee nè controllate.
    Perchè la cosa non degeneri a livello di rissa scolastica voglio precisare che sono sempre interessato alle opinioni altrui e avido di notizie. E visto che l’informazione reale è oggi fatto raro ci affidiamo tutti a Internet;
    ma se uno va nella giungla deve perlomeno avere un machete, se no resta subito impigliato in liane e sommerso da serpentelli. E il machete da impugnare ha una lama di logica e un manico di statistica.
    Ricordo che anni fa, quando andavo sui siti USA a cercare dei rapporti tra droga e CIA trovavo notizie preziose mescolate a farneticazioni: e la distinzione era dove si fornivano dati controllabili e dove si facevano teorizzazioni senza dati, anche nello stesso sito.
    Poi uno ha il colpo di fortuna di trovare un faro come in quel caso il bellissimo libro di McCoy (la CIA e la politica mondiale dell’eroina) basato su enormi quantità di dati; o, come nel caso del Covid, dopo aver letto una miriade di articoli scientifici (quelli veri, pubblicati sulle riviste controllate dalla ‘revisione dei pari’), trova un articolo illuminante come quello di Wade sul Bulletin of the Atomic Scientists.
    O ci si rende conto che in giornali come il NYTimes compaiono ogni tanto articoli veri di giornalismo d’inchiesta (come quella sempre bellissima su Nestlè nelle favelas brasiliane) o articoli di scienziati che pur con molte cautele non rinunciano alla propria integrità (come la Tufekcı).E occorre anche imparare in fretta a districarsi dai reticoli dei vecchi ‘maître à penser’ alla Sofri o Cacciari o Agamben, forti in retorica ma poveri di informazioni reali. Ma soprattutto evitare concetti fumosi, mal definiti, evocativi ma privi di contenuti controllabili.
    Faccio un esempio: ho letto recentemente su sinistrainrete un articolo che iniziava dando per scontato l’inesorabile declino economico, militare e tecnologico degli Stati Uniti. Che è un’affermazione che piace ideologicamente ma fa trasecolare chiunque abbia sottomano delle statistiche economiche, una mappa delle basi militari di questo pianeta, un’idea del controllo che gli USA esercitano sui brevetti tecnologici (sulla qual base hanno dichiarato di fatto guerra alla Cina).
    Trovo sconsolante che in questo mar dei sargassi dell’informazione anche molti bravi ragazzi diano un contributo di confusione.

  10. Un’ultima cosa su un argomento che sarebbe quasi stantio se non fosse diventato quasi luogo comune in parti di quella che fu sinistra: il Covid e la libertà.
    È abbastanza ovvio che in presenza di una epidemia mortale-tipo peste nera-nessuno potrebbe ragionevolmente obiettare a misure di limitazione della libertà tipo quarantena, o anche alle vaccinazioni obbligatorie. Quindi il punto base del sillogismo è che in realtà il Covid non era così grave come veniva presentato. Per far questo si presentano una serie di dati parziali o ad hoc o di fonti ‘alternative’ ignorando quelle che sono le uniche fonti statistiche attendibili: gli enti nazionali tipo ISTAT. Questo non dà ancora elementi certi (il Bulletin of Atomic Scientists presenta infatti una forbice assai larga, dovuta soprattutto all’incertezza in molti paesi di Africa e Asia) ma dà un limite minimo, 6,7 milioni di morti e una mediana di 14 milioni che lo pongono fra le epidemie più mortali della storia; e smontano quindi la base del sillogismo.
    Ma una delle vittime non dichiarate del sillogismo è anche l’idea di libertà: quarantena e mascherine e vaccini avrebbero leso una libertà fino ad allora piena; e così tutta l’analisi marxista su sfruttamento ed alienazone finisce in soffitta. E sembrerebbe che noi si fosse liberi di scegliere tutto della nostra vita quando neanche riusciamo a decidere da soli la marca di detersivi per il bucato.
    Ora anche un minorato in Italia sa che di libertà effettiva non ce n’è molta, mentre il mito è molto vivo e creduto negli USA, non a caso patria di origine del nucleo di queste affermazioni sul Covid liberticida.

    1. Ora che ci penso, pare anche a me di ricordare che da noi c’erano mucchi di morti per le strade, famiglie murate nelle case che ricevevano cibo solo grazie alla carità di coraggiosi individui (quando c’erano) e turpi monatti che si aggiravano scampanellando.
      Questo fino all’arrivo del vaccino, perché fin dalla prima dose, tutto ciò è improvvisamente sparito…

      Sul discorso della libertà più o meno limitata, il mio parere è che noi sia sempre stati schiavi: ci è stato fatto credere il contrario nell’ultimo paio di secoli, agitando il mito della democrazia (o di altre forme sociopolitiche più “inclusive”); ma ora questo mito non serve più e chi comanda davvero può gettare la maschera: tanto i sottoposti sono così sbronzi della loro illusione, da non accorgersene nemmeno.
      Di fatto si è potuto considerare libero chi ha saputo leggere tra le righe gli avvenimenti coi quali ha dovuto confrontarsi: e questo più o meno ovunque, non solo in Italia, beninteso.

      Detto questo, tutto bene? Cioè siamo felici di questa libertà già limitata e disposti, sulla base di dati forniti da un Potere evidentemente in malafede, a farcene rosicchiare ancora?
      Personalmente, no; anche a rischio di sbagliare la mia autonoma ricerca, sui dati che riesco a procurarmi. Se c’è di mezzo un’oncia di libertà in più o in meno, il gioco varrà sempre la candela.

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