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Iran, Ci Risiamo: Propaganda 90- Verità 5

di Paolo Di Marco

Dato ufficiale USA sui missili iraniani su Israele intercettati: 90%
(dati del Ministro della Guerra USA e ‘confermato’ sul Bulletin of the Atomic Scientists dal prof Sean di Stanford– docente di scienze politiche (!)-)
Dato reale su tutti i video disponibili /analizzati dal prof Theodore Postol dell’MIT-docente di tecnologia e sicurezza nazionale-: 5% (e se guardiamo i video possiamo verificarlo anche noi – si vede anche in questa foto con una salva di 8 missili contraerei israeliani che mancano un missile iraniano). D’altronde lo stesso Postol aveva analizzato 10 anni fa (sul Bulletin) la capacità del Dome come buona contro i missili da crociera ma pessima contro i missili balistici.

Dato ufficiale USA sui risultati dall’attacco UsIsraeliano: abbiamo il controllo totale dei cieli, il regime sta crollando, abbiamo scorte di munizioni sufficienti per andare avanti in eterno…ma chiuderemo in pochi giorni -o poche settimane (a seconda di chi parla, Hegseth o Trump )

Dato reale riportato dagli esperti di guerra e MedioOriente (Sachs, Mearsheimeir, Alastaire Crooke, …): Komenhei ha scelto il martirio, ed è rimasto nel suo ufficio senza neppure voler scendere nel bunker; gli iraniani, anche quelli critici e ‘oppositori’ ora sono tutti -anche loro malgrado- contro gli assassini aggressori che hanno mentito spudoratamente per la seconda volta (trattano sul nucleare solo per prendere tempo e mira per l’attacco) e vogliono rompere in pezzi uno stato millenario di cui perdipiù non sanno nulla.
I missili iraniani, quasi impossibili da scoprire (sparano da sotto la sabbia -v. foto), hanno colpito pesantemente e con precisione le basi americane nel golfo, distruggendo tre stazioni radar (da un miliardo l’una) che erano essenziali per difesa e attacco, tre basi di missili Thaad e i centri di comando della flotta; l’Iran sta colpendo pesantemente Israele con decine di missili che bucano le difese con grande disinvoltura e provocano danni per ora mirati; USAele non sa quanti missili abbia l’Iran (che per saturare le difese lancia anche sciami di droni e piccoli missili a testate multiple ingannatrici), mentre le riserve USA secondo gli esperti sono non superiori ad una settimana (per non parlare dei costi: Thaad e Patriot costano da 1 milione in su, contro droni e missili iraniani da 50.000).Le uniche ‘truppe di terra’ necessarie ad un cambio di regime sono i (soliti) curdi, il che aumenta ancora la reazione unitaria del paese contro l’attacco. Gli iraniani affermano di aver colpito la portaerei Lincoln, gli americani smentiscono..ma la portaerei non è più nel golfo arabico ma a centinaia di miglia nell’Oceano Indiano.    E intanto lo stretto di Hormuz è di fatto chiuso…e il petrolio sale di prezzo minuto per minuto (al momento siamo a +20%).
La guerra cui gli iraniani si sono preparati da tempo è molto lunga; e hanno anche preparato una struttura di potere decentrata e rinnovabile all’infinito: ci sono molte poche possibilità di ‘sferrare un colpo decisivo’, anche perchè gli USA non hanno capito nulla dell’Iran e di questa guerra, e provocare un ‘cambio di regime’ solo dal cielo è -per l’appunto- privilegio ultraterreno.

Fa parte dell’operazione attuale anche il lancio di missili provocatori: sparati dall’IDF verso Turchia e Arabia Saudita (forse anche Cipro, anche se era obiettivo militare legittimo ospitando un centro di controllo aereo USA) ma dandone la colpa all’Iran in modo da attivare l’art 5 e inserire nella guerra anche la Nato. Finora i diretti interessati si sono chiariti direttamente.

Quello che fa paura a chi vede la realtà senza gli occhiali USA -moltiplicati dalle veline del Bollettino Parrocchiale Unificato che al solito, come già per l’Ucraina, fa solo atto di devozione e propaganda- è la possibile reazione di Israele messo in situazione critica, chè la tentazione di usare la bomba è forte..ed anche dichiarata. La chiamano ‘opzione Sansone’.

Iran, Intelligenza o Fumetti

di Paolo Di Marco
(sopra: la mappa, per ricordare la sua importanza strategica)

10- Iran

Usiamo Intelligenza anche nell’accezione anglosassone, ovvero comprensione mediante la raccolta di informazioni. (E si chiamano infatti Intelligence i servizi di spionaggio).
E le informazioni sono state proprio il fattore mancante a chi osservava, tanto da rendere dominante -e credibile- il fumetto che ci hanno spacciato.
Invece, e vedremo come, in breve sintesi: non c’è stata alcuna rivolta popolare, ma solo il secondo atto (dopo quello della guerra dei 12 giorni dell’estate) del tentativo di colpo di stato di Israele, dove il popolo iraniano è stato cospicuamente assente se non come vittima, duplice.
A Mearsheimer, Basile , Scott Ritter (già commissario ONU per il controllo degli armamenti, che l’FBI ha ‘sbancato’, portandogli via tutti i soldi dai conti!..per confermare che gli USA, come Israele, coi giornalisti giocano sporco) si è ora aggiunto Alastair Crooke (di Conflicts Forum a Beirut, già assistente del rappresentante estero della UE, ) che grazie ai suoi contatti ha fornito tutte le informazioni necessarie a completare il quadro.
Dalla permeabile frontiera occidentale dell’Iran (v. mappa) sono entrati da un lato i curdi addestrati dagli USA (non è la prima volta che questo popolo sfortunato si presta ad operazioni sporche: sono stati loro che Ataturk ha usato per la prima fase dello sterminio/genocidio degli Armeni..salvo diventare loro le vittime in una seconda fase), di cui 200 uccisi dai turchi al passaggio; dall’altro 3000 kosoviani (quelli che da esercito della mafia sono diventati il fronte di liberazione e poi il governo del Kosovo) addestrati in Albania; oltre agli agenti del Mossad e ai residui degli infiltrati della prima ondata dei 12 giorni.
Divisi in piccoli gruppi hanno applicato la stessa tattica (registrata dai colloqui su Starlink): prima andare nelle piazze e nelle zone dove ci fossero degli assembramenti (di qualunque tipo), prendere di mira una persona qualsiasi (civili e poliziotti) e assalirla brutalmente; mentre gli uomini pestavano le donne incitavano e filmavano; questo creava un assembramento maggiore ed incerto dalle reazioni imprevedibili. Se poi arrivava la polizia il gruppo sparava a caso uno o due colpi nella folla, cosicché la polizia (non sapendo da dove provenivano i colpi e dove fossero diretti, possibilmente anche a loro) era spinta a sparare a sua volta.
Questo è stato il fulcro e insieme la struttura di quelle che sono state chiamate rivolte popolari, il cui scopo non era tanto creare una rivolta quanto dimostrare agli USA che il regime non aveva più il controllo del paese: a questo scopo dopo gli interventi nelle piazze gli obiettivi sono diventati gli uffici civili: incendi negli ospedali e nelle stazioni di polizia, assalti ad uffici amministrativi.
I mercanti del bazaar e quelli che con loro avevano manifestato il primo giorno contro l’aumento dei prezzi (creato ad arte dai centri finanziari americani con la vendita allo scoperto di rial amplificando così l’effetto delle sanzioni USA prima e ONU poi, ma amplificato dal fallimento della Banca Ayandeh, fondata da Ali Ansari -prossimo all’ex presidente Ahmadinejad- che ha costruito il centro commerciale più grande del mondo, l’Iran Mall, con un prestito della sua stessa banca che non ha mai restituito -praticamente un’idrovora dei soldi altrui costruita a sbafo-. E questo è uno dei tanti esempi delle reti di corruzione e sperpero nate intorno al regime.) hanno poi partecipato invece alle manifestazioni imponenti contro i riottosi (i gruppi violenti organizzati): milioni di persone in tutto il paese.
Ma quello che ha fermato l’attacco è stato il blocco di Internet e soprattutto di Starlink: sequestrati 40000 telefoni satellitari (forniti da un vicino mediorientale) da cui venivano indicazioni e collegamenti, bloccate soprattutto le trasmissioni grazie a un sofisticato intervento elettronico (hackeraggio) fornito dai cinesi e perfezionato dai russi in Ucraina, i gruppi sono rimasti senza testa e vulnerabili – e anche le forze interne più organizzate come i filo Shah si sono dimostrate troppo inferiori alla bisogna.
Va anche ricordato che già alla fine della guerra dei 12 giorni l’Iran si era dimostrato assai temibile per Israele, con missili a lunga gittata capaci di colpire i bersagli con precisione impressionante (non erano mirati- non ancora- a distruggere ma a dare un’unica informazione: possiamo colpirvi al cuore); a cui va aggiunta la minaccia di blocco dello Stretto di Hormuz – ovvero il blocco del transito di tutto il petrolio del Golfo: Kuwait, Qatar, Emirati…; e anche che le basi americane nella zona sono tutte vulnerabili a questi missili.
Alla fine quindi per Trump le promesse avventate fattegli da Netanyahu a Capodanno sono risultate un bluff, ed ha fatto buon viso a cattivo gioco (ma salvando anche i propri militari da un bagno di sangue e Israele dalla distruzione di tutte le proprie infrastrutture). Si è salvato la faccia accontentandosi della ‘non impiccagione’ di qualche centinaio di riottosi. E l’Iran è tornato sempre più nell’orbita della Cina, che gli ha anche promesso un intervento finanziario così da far rialzare il valore del rial.
Con questo non è che la struttura arcaica del regime degli ayatollah, coi suoi livelli feudali di sfruttamento e di circoli di potere, ne venga rafforzata. O che la popolazione iraniana si senta meglio: ma forse ha dimostrato di preferire di portare lei -e nel caso rovesciare- le proprie croci che non vedersi addebitare da altri avvoltoi il costo della rimozione.
Se come si diceva nel secolo scorso il livello di diffusione della religione misura quanto un paese è ancora lontano dall’età della ragione, allora non sono solo gli iraniani a doversi lamentare, ché anzi in questo secolo la distanza si è ingigantita.

11- Venezuela ancora

Se con l’Iran gli USA avrebbero inferto un duro colpo ai rifornimenti cinesi di petrolio, facendo un micidiale uno-due col Venezuela, qui invece non si sa ancora quello che sta succedendo.
Apparentemente la struttura del potere non è cambiata, vice di Maduro alla presidenza e ministro della difesa al suo posto.
Ma l’incontro della Rodriguez col capo della CIA e la cacciata della Intelligenza cubana sono segnali di un cambio di campo. Quanto opportunistico e quanto convinto (e quindi preparato da tempo) non è chiaro. La situazione d’altronde è fluida, dato che le aziende petrolifere hanno gentilmente rifiutato l’offerta da Trump del petrolio venezuelano: costa il 30% in più del prezzo di mercato…e poi è ancora in mano ai venezuelani, gli han detto. Quello che ha maggiormente spinto per l’intervento, Marco Rubio, (il cui principale finanziatore è Paul Singer, del fondo avvoltoio Elliiott) voleva anche la Machado, ma per ora è rimasto a bocca asciutta. Chi al momento è il maggior perdente è Cuba, che non ha più il suo fornitore ed è troppo vicina agli USA perchè la Cina si esponga.
Anche la richiesta delle banche cinesi del rientro dei prestiti (garantiti col petrolio) può essere una forma di pressione -interlocutoria quindi.                                                                                    Attendiamo informazioni attendibili.

Informazione o Fumetti?

di Paolo Di Marco

1- Caracas

Non solo Trump ma tutti i giornali parlano del Venezuela come paese conquistato. Il rapimento di Maduro e moglie viene descritto come un atto di presa del potere degli USA.
Solo che in Venezuela la situazione è assai diversa: il governo è in funzione, la popolazione ha dimostrato per le strade contro il blitz, non solo, ma si è messo in moto il percorso progettato da Chavez: militari polizia e popolazione uniti e armati per la difesa. (Nei video si vedono giovani e donne con le armi che sfilano: v. Katie Halper show))
Può darsi che nei prossimi giorni ci sia un intervento americano massiccio (anche se viene negato dallo stesso Trump), ma per ora il potere e il petrolio sono totalmente sotto il controllo dei venezuelani.
Il che stride con quanto tutta l’informazione ci vuol far credere o dare per scontato. Ci propongono in 3D un mondo parallelo costruito come i loro desideri, anche se (almeno per ora) irreale.

2- Kiev
Questo scenario ricorda l’inizio della guerra in Ucraina, dove giornali e televisioni raccontavano una storia che corrispondeva solo in minima parte con quello che succedeva sul terreno (ed è anche grazie a queste differenze plateali che a molti sono venuti i primi dubbi…)

3- Gaza
Non è un caso che dopo i palestinesi i bersagli più colpiti siano stati i giornalisti, che ancora adesso, dopo la finta tregua, non possono entrare. Ma i racconti che ci arrivano dai canali ufficiali -TV e giornali (incluse le agenzie che danno l’ossatura delle notizie internazionali alla gran parte dei giornali, ormai senza inviati)- sono sempre frutto di costruzioni illusorie, fumetti ad uso dell’imbonimento.

4- USA
Si è celebrata ieri la morte definitiva dell’informazione indipendente negli USA:
dopo l’acquisto del Washington Post (quello del Watergate) da parte di Bezos , con l’immediata dimissione dei redattori indipendenti, anche il New York Times, già da mesi in stato comatoso, incapace (?) di trovare una linea e di mantenere il vecchio standard di servizi, ora ha fatto l’inchino finale, con 4 redattori (di secondo piano) che sono andati da Trump per un intero pomeriggio a fargli barba e capelli; ovvero a intervistarlo dolcemente su tanti argomenti, senza vere domande ma con con molti ossequi, e traducendo il tutto in tanti insulsi articolini che per una settimana occuperanno le pagine facendo propaganda al bricconcello. Qualcuno potrebbe pensare che sia merito della proprietà (ebraica) del giornale, ma un ritorno ai vecchi compromessi col fascismo mi sembra esagerato.

5- Topolino o Batman?
Qualcuno potrebbe pensare che sia meglio l’imbonimento del mitra. Il guaio è che il primo è sì indolore ma senza difesa, mentre i partigiani ci hanno insegnato che qualcosa anche contro i mitra si può fare.
Per rimediare alla sparizione delle fonti attendibili di informazione tradizionali molti si sono buttati su YouTube, dove in effetti molte informazioni si trovano, da Sachs a Mearsheimer a Krugman alla Halper prima citata. Il guaio è che insieme a loro -e a volte sovrapposti- vi sono molti canali fasulli e generati dalla AI. E uno se non sta attento casca dalla padella nella brace.                                                                                                                                        Il presidente più amato dagli USamericani è stato Ronald Reagan, mediocre ex attore e mediocre politico; ma ogni settimana si presentava agli elettori/spettatori seduto accanto al fuoco raccontando le sue favole; e così era diventato personaggio simbolico,  occupando nell’inconscio usamericano un ruolo fisso a fianco di paperino.

 

6-AI
Come dicevo già tempo fa su queste pagine (AI, equivoci e minacce) l’informazione sull’AI che si trova ormai dappertutto, non solo sul Bollettino Parrocchiale Unificato che sono i giornali, ma anche nei blog o notiziari indipendenti, prende per buone le dichiarazioni dei propagandisti più scatenati (indovinate chi…i produttori stessi) e pensa che sia proprio Intelligenza, laddove è solo imitazione (v anche al proposito il canale dell’Università di Oxford con Johnatan Bi che ribadisce quanto dicevo). E così, spostando l’attenzione dalle contraddizioni sociali e di classe a quelle fra livelli tecnologici costruisce un ulteriore tassello di un mondo che vogliono rendere indistinguibile dai fumetti.

7-Impero USA

Il gioco del fumetto lavora alla grande coll’Impero, stavolta non solo nella corrente ufficiale ma nei gorghi e nelle lanche in cui si è rintanato il pensiero critico. E costruisce mondi immaginari dove, non potendolo fare la classe operaia, l’impero USA si suicida da solo travolto da 30 migliaia di miliardi di debiti, o crolla per debolezza intrinseca -vuoi morale vuoi conflittuale (??!), o viene inghiottito dai Brics. Ma anche qui echeggiandosi l’un l’altro senza dati né analisi e prendendo per buoni scenari costruiti su piccolissimi indizi. Purtroppo la forma spettacolare che ormai è diventata la norma sul Tubo (e che spesso fa sospettare la presenza di bocche artificiali) fa sì che anche i più autorevoli degli autori vengano drammatizzati nel linguaggio a scapito della limpidezza del ragionamento. E questo dovrebbe far riflettere i più entusiasti catastrofisti invitandoli a tornare a quel certosino ma inevitabile compito che è la lettura degli articoli scientifici (e relativi dati) che di questi discorsi stanno alla base.  Ma non dimentichiamoci d’altra parte che Thiel e Karp di Palantir (la più micidiale delle organizzazioni di informazione militare USA) sono convinti di essere l’incarnazione di Batman, e che il mondo sia una variante di quel gigantesco fumetto che è Il Signore degli Anelli. Ma su questo ritorneremo presto.(v.anche Le armi segrete dell’impero, e la sua nemesi)

8- Il nemico alle porte

In tutta Europa e negli USA c’è un nemico mortale che è l’oggetto della massima propaganda e del massimo odio: lo straniero, l’immigrato. Anche in paesi dove l’immigrazione indolore è stata la norma per decenni come i paesi del Nord Europa (Germania compresa) o dove addirittura l’immigrazione è stata la colonna portantedella costruzione del paese e della sua trasformazione culturale e tecnologica come gli Stati Uniti. È arma tradizionale durante le crisi per distogliere l’attenzione, come ricordavo (La realtà nasce dalla mente ) citando il paradosso della percezione della delinquenza: nel proprio vicinato è a livello 2, nel resto del paese a livello 8; per ogni distretto.E questa differenza è dovuta alla differenza di informazione: diretta la prima, mediata dai canali ufficiali la seconda. Se a molti può venire in mente il paragone con la crisi del 3° secolo, dove c’erano i barbari alle porte (ma anche qui con molte sfumature da aggiungere..) e nel giro di 50 anni tutte le città si circondarono di mura -fatto non solo materiale ma simbolico-simili sono anche quelli che se ne fanno interpreti: allora i cristiani, oggi gli evangelici; e molte dinamiche di questo secolo trovano la loro base nell’unione tra evangelici e fascisti. Anche se la forma in cui si presentano ha sempre le sole 2 Dimensioni del fumetto. (Compresi i milioni di adolescenti addestrati fin dalla culla ai giochi sparatutto).

9- Gli imperscrutabili

La traiettoria di Le Monde Diplomatique è esemplare: da giornale di riferimento, ricco di informazioni, è passato ad essere bollettino della ritirata dell’Armata Rossa. Come d’altronde molti personaggi di vario colore che appaiono sul Tubo. Il problema è analogo a quello del paradosso della percezione: se guardi solo la tua parte, o i i tuoi dintorni, o anche tutto il mondo ma sempre con le stesse premesse, con gli stessi occhiali, poi racconti favole, non storie vere. La visione richiede sollevarsi un po’ sopra, di lato, vedere le ombre, dichiarare le proprie premesse. Nei fumetti non ce n’è bisogno: gli eroi e i cattivi lo sono per definizione o destino, sono sempre imperscrutabili, a sé e agli altri.

I punti critici (tipping points): clima, impero, AI

di Paolo Di Marco

Ricordo la prima volta che ne parlai pubblicamente, quando ad un seminario alla Facoltà di Architettura del Poli Milano nell’84 raccontai ai colleghi come nasce il caos, facendo il classico esempio del cerchio di difesa del cane: se sei fuori il cane non reagisce, se entri attacca; se sei proprio sul bordo allora il fattore distanza perde importanza e intervengono altri fattori secondari (odore, atteggiamento…). Un fenomeno lineare e prevedibile diventa improvvisamente multifattoriale e caotico, quindi imprevedibile.
Ma vale anche nel verso opposto: se dal bordo entri dentro tutta la complessità scompare, e con essa l’imprevedibilità: il cane attacca.

a) il clima

Questo è quello che succede con i fattori climatici, dove per varie componenti si sono evidenziati i punti critici: quelli oltre i quali inizia una discesa certa ed inarrestabile. Sappiamo che esistono, in parte sappiamo anche dove collocarli nel tempo.
Uno è l’Amoc, di cui ho già parlato (Il mondo, come lo conosciamo, finisce nel 2050, Poliscritture.it, 27/11/2025)
Un altro è il ghiaccio dell’Artico: i fattori del suo scioglimento sono molti, ma una volta sciolto totalmente (ed è qualcosa che oggi si vede solo per qualche giorno l’anno- ma sempre di più) non si riforma più per migliaia di anni; e tutta l’energia solare che i ghiacci polari riflettono verrà assorbita dall’acqua; risultato netto: 2° in più in permanenza; il che fa prevedere a fine secolo 4° in più in media. (vediamo poi se riusciamo a prevedere come questo si combina col raffreddamento atlantico dovuto al collasso dell’Amoc)
Un altro è l’Amazzonia; lungo la strada attuale vi sono due percorsi possibili: nel primo la foresta pluviale (organismo delicato e instabile di per se, con un metabolismo che crea molta della pioggia che torna ad alimentarla) continua la strada attuale di estinzione e passa da assorbitore di CO2 ad emettitore netto; col che aumenta ancora l’effetto serra; l’altro cammino legato all’Amoc vede l’Amazzonia invertire le stagioni (e i due cammini non sono mutuamente esclusivi, nel senso che il risultato finale può essere una combinazione dei due elementi).
E poi vengono gli oceani, finora i maggiori assorbitori di CO2..ma che sono quasi saturi;
e la Groenlandia coi suoi ghiacciai, che mentre nei modelli basati sulle osservazioni satellitari aveva un andamento assai lento, secolare di scioglimento, all’osservazione diretta ha rivelato di essere un gruviera, con fiumi sotterranei che l’erodono dall’interno, e quindi un potenziale elevato di collasso a breve termine.
Di fatto non si parla più di punti critici ma di catene critiche, cascate potremmo dire..
Il loro insieme apparentemente non dà sempre un risultato lineare, come lo scioglimento dell’Artico che riscalda e il blocco dell’Amoc che raffredda; in realtà quello che succede è che man mano i singoli fattori che rendono il clima un sistema complesso -quindi con molte incertezze di previsione- prendono una strada definita, si autonomizzano, e improvvisamente il clima prende un cammino ben definito ed inevitabile.
E il risultato è un pianeta assai diverso da quello sostanzialmente stabile ed accogliente in cui l’umanità ha passato la massima parte del suo tempo.


(C’è un tipo di propaganda, sponsorizzata da petrolieri e affini ma che ha contagiato anche le menti più deboli della ‘sinistra’, che imputa l’onere delle cause, e quindi anche delle risposte, ai comportamenti individuali. È totalmente ingannevole, perché anche i comportamenti individuali sono spinti e forgiati dalle poche mani che controllano le grandi scelte e rimandano quindi ai fondi finanziari /BlackRock, Vanguard…e i loro azionisti di riferimento, ma soprattutto le grandi scelte sulle fonti di energia sono loro. Ed è a loro che vanno chieste, magari non educatamente, le ragioni della svolta fossil-militarista degli ultimi anni.)

b) l’impero americano

Finché ce lo dicevano dei critici dell’impero come Sachs e Mersheimer potevamo pensare che mescolassero realtà e desideri, ma ora che anche un liberale moderato come Krugman, premio Nobel ma soprattutto intelligente. ci dice che è l’inizio della crisi possiamo anche prenderlo sul serio. Il controllo americano sul mondo ha due braccia (di cui abbiamo già parlato in Le armi segrete dell’impero e la sua nemesi, Poliscritture.it. 24/9/24). quella militare e quella finanziaria, col dollaro e lo Swift come strumenti. Ogni scambio che avviene nei più remoti angoli del mondo viene tracciato -e, se a lorsignori sembra il caso- sanzionato, grazie al fatto di essere denominato in dollari e registrato attraverso lo Swift. Ma quest’ultimo anno, grazie alla combinazione della forza e penetrazione crescente della Cina e del fatto che zio Sam aveva tirato troppo la corda, questo meccanismo ha iniziato a scricchiolare: Cina e Russia hanno fatto scambi nelle proprie valute e con una base digitale cinese, sempre Cina e Arabia Saudita hanno scambiato petrolio pagando in yuan. Non è ancora una massa di scambi abbastanza massiccia da mettere in crisi il dominio del dollaro, ma sono i primi scricchiolii che avvertono che il ramo sta cedendo; anche perché una volta aperta la strada molti sono i soggetti pronti a seguire il cammino, a partire dagli altri paesi del Sud e dell’Est del mondo.

c) l’AI

Negli ultimi mesi qualche finanziere, compreso quello che aveva anticipato-guadagnandoci-la crisi del 2008, ha lanciato un grido d’allarme sull’AI, avvertendo che la bolla sta per scoppiare. Qualcuno potrebbe gioire del fatto che finalmente il grande bluff ideologico sia stato smascherato (v. AI, Equivoci e minacce, 29/5/25, Poliscritture-it), ma in realtà il successo dell’AI è largamente indipendente dalla solidità delle sue basi epistemiche. L’AI ha solo cominciato a sostituire molte delle attività ripetitive (e con questo intendiamo quelle che non aggiungono informazioni nuove- nel senso tecnico del termine) sia negli uffici sia nel campo digitale (sul web) ma anche nella produzione (quella già robotizzata). Ed è solo l’inizio, perché, a cascata, sta mostrando -per chi ha ancora occhi per vedere- quanto del lavoro e delle attività quotidiane siano superflue, necessarie in certe fasi alla riproduzione del capitale ma del tutto eliminabili e soprattutto estranee all’uomo.
E potrebbe anche essere, a suo modo, un conto alla rovescia.

Il mondo, come lo conosciamo, finisce nel 2050

di Paolo Di Marco

1- i fatti
È molto che se ne parla, a volte anche a livello di massa (tanto che ci avevano anche fatto un film), e fino all’anno scorso sembravano falsi allarmi, tanto che l’IPCC ne dava una probabilità del 4% nel 2100; gli studi più recenti hanno invece rovesciato il quadro: non è più questione di se ma di quando; e il quando più probabile è tra il 2025 e il 2095, con centro nel 2050: per allora l’AMOC, la grande corrente (Atlantic Meridional Overturning Circulation) che porta le acque calde dal sud al nord e riporta le acque fredde da nord a sud, redistribuendo il calore su tutta la superficie marina e poi terrestre (trasporta 50 volte l’energia prodotta in un anno da tutta l’umanità) si fermerà.

Il collasso ha una causa semplice: il riscaldamento globale sta sciogliendo i ghiacciai della Groenlandia, e l’acqua dolce diminuisce la salinità delle acque del nord, che è il motore base della circolazione.
Dal Sud arriva acqua di superficie calda e salata, man mano cede calore al Nord (e dall’acqua si distribuisce sulla terra)e si inabissa (fino a 3000 m) tornando indietro fredda e dolce; diminuendo la salinità si rallenta il ciclo e il flusso fatica anche a scendere, in un ciclo perverso (il contrario del ciclo virtuoso precedente) che progressivamente rallenta fino a fermarsi. Il punto di svolta definitivo (tipping point), quando la crisi diventa irreversibile, è in un intervallo di tempo che ha come centro il 2050, con una probabilità del 90%.
(Article Open access
Published: 25 July 2023
Warning of a forthcoming collapse of the Atlantic meridional overturning circulation
Peter Ditlevsen &Susanne Ditlevsen 
Nature Communications volume 14, Article number: 4254 (2023): questo è l’articolo del più autorevole studioso dell’AMOC che ha cambiato le prospettive; successivamente confermato da molti altri studi:

2- le conseguenze
Quello che succede (in breve sintesi) è che il caldo del sud non sale più al Nord, che si raffredda; non che il riscaldamento globale se ne vada, ma semplicemente rimane concentrato nelle fasce equatoriali; ne soffre soprattutto l’Europa del Nord e centrale, con picchi negativi di temperature fino a -20° e -30°; per gli USA il raffreddamento sarà netto ma forse non così accentuato come per il Nord Europa /.3° a decennio..);  I modelli per il Sud del mondo sono ancora in aggiornamento…(L’immagine del titolo riporta un momento di una delle simulazioni). Sembra quasi una burla che il riscaldamento globale provochi una forma di era glaciale localizzata.   Quello che è certo è che l’Europa (Gran Bretagna compresa) non sarà più la stessa, non solo climaticamente, con la parziale eccezione (anche qui solo climaticamente) di Italia e Grecia. (A parte le coste, dato che l’Atlantico-e il Mediterraneo di conseguenza- salirà di 70 cm).

È già successo altre volte..l’ultima la ripresa si è avuta dopo 1000 anni…e non c’era l’uomo nella sua forma sociale attuale.

3- Il segnale e i dati

Negli ultimi anni si è osservato che nel NordAtlatico c’è l’unica zona al mondo che non si riscalda, una grande Macchia Blu. È come un faro, il segnale che qualcosa non funziona nella redistribuzione del calore del mare. Ed è il segnale di allarme più evidente della crisi dell’AMOC.               Ma quello che in questi due anni ha cambiato le prospettive sull’AMOC non è stato tanto questo faro, ma soprattutto l’evoluzione dell’analisi dei dati. Il problema centrale è che abbiamo solo dati recenti sulla circolazione delle correnti marine, e quindi le previsioni avevano un grado di certezza basso. Ma si è rimediato in due modi: da un lato aggiungendo una prospettiva di lungo periodo coi dati dei sedimenti marini, che hanno permesso di estendersi per centinaia di migliaia di anni all’indietro; e dall’altro colle osservazioni marine delle navi dell’ultimo secolo, le stesse osservazioni che avevano permesso negli anni ’70 al centro di ricerche della Exxon (‘Exxon, the road not taken’) di allertare sul riscaldamento globale (‘Se non smettiamo subito le estrazioni di petrolio saremo tutti fottuti’). Colle nuove serie di dati si è avuto un salto di qualità nel rapporto dati/modelli di previsione, permettendo di creare un modello matematico che si inseriva perfettamente nella storia delle crisi preesistenti…e che prevedeva con una certezza del 95% questa prossima.

Kirk, bufale e boomerang

nella foto: sopra un fucile Mauser, sotto un Carcano


di Paolo Di Marco

Ci risiamo! Continuano a prenderci per idioti…
1- La versione ufficiale-FBI- dell’assassinio di Kirk sembra un film di Ridolini: il colpevole dichiarato, Tyler Robinson, arriva in macchina sotto l’edificio perfetto per il tiro, parcheggia e sale sul tetto con un enorme Mauser, invisibile ma supposto infilato smontato nello zainetto di 40×50 (??). Sul tetto si cambia (!sic), monta il fucile col cacciavite, spara un colpo solo mortale su Kirk che è di fronte a lui a 150m, smonta il fucile col cacciavite- che però dimentica lì, si cambia di nuovo (?!serve a far tornare i conti con le telecamere), scende dal tetto col fucilone nello zainetto (sempre invisibile), corre in vista della gente parcheggiata, si infila in un boschetto dove lascia il fucile montato (?senza il cacciavite che era rimasto sul tetto, con su il suo DNA, ma con intorno uno straccio che ha sempre il suo DNA-ma non il fucile); riprende la macchina, guida 300 miglia, appena arrivato a casa confessa tutto sui social, dove scrive anche dichiarazioni d’amore strampalate a un suo amico, poi confessa tutto al padre -che viene dichiarato ex poliziotto ma invece è imprenditore edile; il padre lo consegna subito all’FBI e incassa la taglia da un milione. E il colpevole è subito in prima pagina con l’FBI trionfante,
Possiamo pensare che questo pasticcio mal riuscito sia dovuto al fatto che il nuovo FBI di Patel sia pasticcione e incompetente come il suo direttore, ma conviene andare a vedere i fatti da vicino.

2- il primo dato è il colpo mortale: quello che si vede da tutte le riprese video è che sotto l’effetto del colpo Kirk ha un sussulto e poi si accascia sulla sinistra; il foro visibile è anch’esso sulla sinistra della gola (poco di fianco al pomo d’Adamo), grande come una monetina 10 cent; la fotocamera alle spalle di Kirk (recuperata da uno di Turning Point e mostrata a Candace Owens) non mostra alcuna traccia di sangue posteriormente.
L’FBI dice che il foro è quello di entrata dal colpo -l’unica spiegazione compatibile col tiro frontale e il colpevole dichiarato. Il coroner non trova il foro d’uscita. [1]
Il guaio è che tutti gli esperti di balistica su You Tube – dai cecchini dei Navy Seals ai cacciatori ai tiratori professionisti che conoscono il Mauser, di destra, di centro, anarchici (Marin, Vahalla, RangeDayBro…) che siano – dicono tutti che la ricostruzione FBI è impossibile: quel Mauser 98, 30-06 è un fucile di origine militare (1a e 2a guerra, poi caccia) che spara colpi devastanti: un melone colpito da 150 metri esplode letteralmente, un cranio umano lo stesso, e se non prende le ossa spande profluvi di sangue e schegge; e quello che si vedrebbe sarebbe anche il corpo che per effetto dell’urto viene catapultato all’indietro.
Il rumore anche sarebbe ben più forte del ‘pop’ smorzato che tutti sentono- anche se molti lo sentono passare sopra la testa.
Il sussulto e l’accasciarsi alla sua sinistra sono solo compatibili con un colpo di un piccolo calibro (o rivoltella) proveniente dalla sua destra (e che colpisce l’orecchio poi scende alla gola).
Mazzucco (LuogoComune2) analizza nel video gli strani movimenti di 3 personaggi alla destra di Kirk prima e durante, e crede di individuare una pistola che fa fuoco da sotto l’ascella. Ma l’angolazione basso-alto torna male, anche rispetto al rumore, e anche per un professionista sarebbe un colpo di grande difficoltà.
Quello che in ogni caso è inconfutabile è che la versione FBI non regge, e il suo colpevole dichiarato è totalmente improbabile.
Andrebbe anche sottolineato -come curiosità forse- come nei complotti coi colpevoli costruiti a tavolino il fucile sia sempre europeo: stavolta un Mauser, per Kennedy un Carcano-Mannlicher.

3- E col colpevole cade anche penosamente l’incriminazione della ‘sinistra’ per l’omicidio; dalla propaganda becera e opportunista delle nostre Angurie- mossa che una ‘sinistra’ con un minimo di palle potrebbe ora trasformare in un boomerang- fino alla messa al bando dell’antifascismo da parte di Trump: mossa per lui coerente ma giuridicamente demenziale.
Ma visto che di complotto si tratta: finto colpevole e FBI che racconta favole+assassino professionista (come dicono gli esperti citati) = complotto, sarebbe bello capire chi sono i mandanti.
Purtroppo qui le illazioni si sprecano ma i dati sono pochi. Da destra e da sinistra si punta molto il dito contro Israele, ma l’unico elemento plausibile che viene addotto sono le recenti timide critiche al genocidio ammesse nei recenti comizi…un po’ poco.
Preliminarmente però conviene mettere meglio a fuoco il personaggio: l’organizzazione di cui è stato fondatore ed efficace portavoce, Turning Point USA (punto di svolta), ha un bilancio di 80 milioni, alimentato da piccole donazioni ma anche da milionari; anonimi (e non, come il Fondo Bradley); l’organizzazione è molto vasta, con 1500 sedi in giro per le scuole degli USA e centinaia di migliaia di iscritti.
Kirk era la parte più visibile di un movimento che è qualcosa di nuovo per gli Stati Uniti: una formazione cristiana di base, radicata nelle scuole di tutti i livelli, politicizzata e socialmente impegnata (simile alla nostra Comunione e Liberazione d’antan), che sviluppa dalla base le battaglie della destra, dalla lotta all’aborto a quella ai vaccini.
È una gamba fondamentale del polipo della nuova destra, che si appoggia per le altre sugli evangelici (con i loro 30 milioni di voti per Trump), ma che sono ora movimento internazionale d’assalto in America latina (Bolsonaro e Milei frutti loro) come in Africa ed Asia (in Corea hanno superato il buddismo come prima religione)) e poi sul Maga, coacervo socialmente disomogeneo ma ben unito ideologicamente e ormai anche blocco di potere. (Il fatto che – tradotto in termini nostrani – sia un mix tra Lega e FdI ci indica la presenza di meccanismi ormai simili di creazione del consenso).
Ma mentre Maga ed Evangelici sono uniti da un abbraccio diabolico ormai indissolubile (i pochi evangelici indipendenti o non di destra sono stati emarginati senza sforzo), Turning Point è un movimento indipendente che può seguire logiche autonome, soprattutto proiettato nel futuro; il che in certe situazioni poteva essere molto imbarazzante. Di più ora non sappiamo…tranne che questo pericolo è stato scongiurato.

Nota


[1] Le indiscrezioni di un chirurgo vicino alla famiglia presente all’autopsia-la cui relazione sarà consegnata tra un mese privatamente- dicono tre cose:
– non c’è foro di uscita
– il proiettile è nel collo sotto la pelle
– le ossa di Kirk erano talmente dense da aver fermato un proiettile che avrebbe potuto uccidere quelli che gli stavano vicini
Qui siamo in pieno fumetto, con un Superman le cui ossa sono talmente forti da aver fermato un proiettile che viaggiava al doppio della velocità del suono e contemporaneamente talmente elastiche da averne assorbito l’urto.
Teniamo conto che i proiettili del Mauser 30-06 hanno un’energia all’uscita che varia tra i 2200 joule e i 3400 joule, col più leggero ‘scamiciato’ che all’ingresso si frammenta e distribuisce in giro la propria energia distruggendosi e distruggendo tutto il bersaglio (ma se l’han trovato non è questo), e quello più pesante incamiciato (full metal jacket) che ha una distruzione più mirata e un’energia cinetica maggiore-capace di spostare violentemente tutta la parte di bersaglio (testa o tronco) -ma dai video questo non succede per nulla.
Quindi siamo ancora in piena favolistica.’

AI, Equivoci e Minacce

di Paolo Di Marco

Nei discorsi, soprattutto quelli scientifici, sarebbe sempre opportuno mettere in evidenza le premesse che si danno per vere, dichiarate o nascoste che siano. Altrimenti si rischia di sviluppare ragionamenti incontrollabili o semplicemente fasulli.
Nel caso dell’AI la catena delle premesse non dichiarate è lunga, come anche il numero di problemi che ne conseguono. Continua la lettura di AI, Equivoci e Minacce

Trump e la struttura del potere

Nat Cohn, Generoso Pope, Frank Costello, Bonanno, Gambino…una infanzia interessante

 di Paolo Di Marco

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Intervista al fisico Carlo Rovelli (2014)

presentazione di Paolo Di Marco

Nell’articolo ‘Marx e la Crisi della Fisica’ molto spazio viene dato ai lavori scientifici del fisico Carlo Rovelli. Riproduciamo qui nella sua forma originale un’intervista pubblicata nel 2014 su Poliscritture cartaceo in forma di trascrizione. Contiene molti degli elementi delle sue riflessioni che poi si ritrovano anche nei libri e negli articoli scientifici ed è quindi ancora attuale.

per ascoltare l’intervista cliccare sul triangolino bianco su fondo rosso

 

Marx e la Crisi della Fisica

di Paolo Di Marco

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