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Covid: dopo la tragedia arriva la farsa

di Paolo Di Marco

Due processi in parallelo, uno contro Fauci negli USA, uno contro Conte in Italia: ma abbiamo ben presente di cosa si parla?

Ricordiamo qualche fatto (v. ‘Covid, l’ultima parola’) che i giornali non riportano più:
– 17 Milioni di morti *
– 40 laboratori di ricerca nel mondo sulla guerra batteriologica finanziati e/o diretti dagli USA (Wade, Bulletin of the Atomic Scientists; Wallace, NYTimes) , tra cui quello di Wuhan ** tramite la EcoHealthAlliance del britannico Peter Daszak, con fondi provenienti dal CDC diretto da Fauci (che smettono solo dopo la fine della sua carica)
– un virus costruito a tavolino tramite l’aggiunta a un virus di pipistrello delle ‘forbicine’ della proteina Spike (Zeynep Tufekci, NYTimes, Alicia Chan, NYTimes) che, gestito a un livello di protezione inadeguato (2 invece di 4), sfugge dal laboratorio e genera una pandemia;
-l’ipotesi della combinazione/trasmissione per via zoonotica nel mercato di Wuhan è pura fantascienza: pipistrelli di una caverna a 500 km di distanza, animale intermedio mai trovato (quello trovato contaminato nel 21 lo era di seconda mano..); notevole l’esibizione sul NYT dell’esperto di zoonosi Qammen che si presenta in divisa da cretino: quella dell’asilo con su scritto “io credo che Kennedy sia stato ucciso da Oswald; io credo che sia stata una pallottola magica che ha rimbalzato tre volte e ferito 2 volte Kennedy e Connally e poi ucciso Kennedy; e poi ‘argomenta’ io credo che per il virus sia stata una trasmissione zoonotica (spillover); ***
– presidente degli USA durante la pandemia: Trump; dato che sul NYT la Tufekci ha presentato, grazie al Freedom of Information Act, la prova che Daszak aveva richiesto il permesso al DOD (Ministero della Difesa) di inserire la proteina Spike nel lab di Wuhan (confermando sia il controllo USA su Wuhan sia il carattere militare della ricerca), il responsabile in capo militare è il Presidente (e dubitiamo assai che nessuno gliel’abbia mai detto…).

Ridetto questo, c’è qualcuno che si rende conto che dei laboratori di guerra batteriologici ancora attivi nessuno parla più?

Che per anni tutti hanno parlato di vaccini e mascherine e Nessuno ha chiesto conto ai responsabili di 17 milioni di morti?

Che c’è ovviamente stata una efficacissima campagna di disinformazione che li ha messi tutti sotto il tappeto, lasciando solo qualche strascico marginale?

E che mentre il processo italiano è fuffa gestita dalla cameriera di Trump in quello USA c’è un responsabile sì. ma non certo quello principale.

Giusto per ricordare ancora: al tempo dell’Iraq c’era l’altro cretino in capo, Powell, che all’ONU agitava la fialetta dell’antrace: bèh, la ricerca militare sull’antrace aveva la sede a Fort Dietrich, negli USA-da dove era anche scappata spedita in buste a un gruppetto di senatori democratici…E con Obama c’era stato un accordo internazionale per la messa al bando della guerra batteriologica…bando che però negli USA non era mai stato applicato, e che Fauci aveva ufficialmente aggirato con una definizione di ‘gain of function’ (aggiunta di funzioni ai batteri patogeni–a volte la loro trasformazione in armi antiumane, a volte capacità positive) creata da Daszak in modo volutamente ambiguo così da poterla stirare a seconda dell’occasione.
E di questo sia Biden sia Trump erano necessariamente al corrente.

Ripeto: Non sarebbe ora di presentare il conto alle persone (e paesi) giuste?

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*Numero mediano ricavato dal Bulletin of the Atomic Scientists sulla base delle statistiche ufficiali di tutti i paesi. Siccome qualche burlone ha parlato di numeri falsi o gonfiati, dovrebbe anche spiegare come e quando Russia, Cina, Usa, Samoa, Grecia, Bulgaria….si sono incontrate e messe d’accordo di costringere i propri Uffici Statistici a falsificare tutti i bollettini….Piuttosto ci sono due osservazioni importanti: 1-all’inizio della pandemia sembrava che l’Africa fosse poco colpita: in realtà era semplicemente il fatto che i Servizi Sanitari della gran parte dei paesi africani non avevano abbastanza uffici decentrati: i morti effettivi contatai dopo erano allineati a quelli degli altri paesi; 2-in particolare in Italia risultavano poco colpiti i giovani: di fatto, al di là dell’efficacia minore del sistema immunitario con l’avanzare dell’età, anche qui c’era un errore statistico: la quarantena, bloccando gli spostamenti in auto e moto, aveva anche eliminato una delle principali cause di morti giovanili, bilanciando così e mascherando i morti per Covid.

** Tutta la confusione sul laboratorio di Wuhan nasce dalla scarsa informazione: a Wuhan c’è un Istituto di Virologia Statale, quindi cinese; al suo interno i francesi avevano ottenuto il permesso di creare un laboratorio con una loro vecchia conoscenza vietnamita, Shi Zeng Li, la ‘Signora dei pipistrelli’; ma dopo poco gli americani (tramite Daszak) arrivano con una valigia piena di milioni e lo gestiscono loro. È uno dei quaranta (circa) laboratori all’estero gestiti tramite la Eco Health Alliance di Daszak, compreso anche quello in Ucraina di cui hanno parlato anche i russi. Dopo la fine dei finanziamenti a Daszak decisa dai repubblicani dopo l’ascesa di Trump non si sa come e da chi vengano gestiti.

***Qualcuno ritiene ancora necessaria presentare una patente anticomplottista ad ogni semaforo; il guaio è che su Kennedy ormai il test di uscita dall’asilo è ‘ma tu ci credi?’, e chi dà per buona la versione ufficiale o è caduto dal seggiolone da piccolo  o è quello che fa sempre la spia. Talvolta un ibrido.

Sull’Immortalità

di Paolo Di Marco

La fontana della giovinezza non è più un miraggio.
Se l’immortalità non appare per ora raggiungibile.. e forse neppure desiderabile, il ringiovanimento appare traguardo vicino.
Il primo passo era emerso quasi per caso da uno studio sui topi, dove la trasfusione di sangue da giovani a vecchi aveva ringiovanito drammaticamente gli esemplari anziani. Qualcuno aveva subito ricordato il legame che nelle favole nere c’è tra vampirismo ed immortalità, ma la ricerca successiva aveva eliminato questa possibilità: il fattore ringiovanente (FP4) funziona per trasfusione ma non per digestione…i poveri vampiri avevano sbagliato modo di assunzione.
Questo stesso fatto era poi alla base di processi di ringiovanimento su base ormonale e, forse più interessante, nel ringiovanimento legato all’attività fisica.

L’ultimo passo avanti è stato pubblicato in Aprile 26:
Contrariamente a quanto sapevamo da piccoli l ’embrione nasce vecchio, poi gli opportuni epigeni (da cui epigenetica : la parte del DNA che attiva le varie sequenze) lo fanno ringiovanire tornando a cellule totipotenti; che poi ripartono.
Il che fa sognare di poter fare lo stesso con tutto il corpo.
Sono 4 i geni attivati, i ‘fattori Yamanaka’ (Nobel del 2012 per la loro scoperta) ma finora avevano un problema, che riattivando tutto partivano anche un sacco di tumori; il passo avanti è stato attivarne solo 3..oltre ad altre piccole correzioni…e la FDA gli ha riservato un cammino preferenziale di autorizzazione per la sperimentazione sull’uomo.
Formalmente la sperimentazione è mirata al ringiovanimento di alcuni organi (occhi,…), in realtà vuol essere il primo passo ufficiale di un percorso il cui obiettivo è globale: l’eterna giovinezza.
Chi guida la carica sono gli ‘Altos lab’ fondati nel 22 da Bezos e Millner (con 3 miliardi di investimento iniziale e un corredo impressionante di scienziati attirati da paghe altissime)

Ma su questi processi nella loro interità le opinioni sono divergenti, e possono venir ricondotte a due narrazioni:
la prima in sintesi dice che l’uomo, come tutti gli animali selvatici, ha un corredo genetico funzionale alla riproduzione; quindi ottimizzato per mantenerlo sano finchè è in grado di riprodursi -quindi non oltre i 50/60 anni (anche se la fertilità si mantiene nel maschio anche più avanti la sua capacità di esercitarla si riduce drasticamente); (v. anche Dawkins, Il gene egoista); dopo quell’età l’insieme degli organi del corpo inizia a decadere, e non ci sono meccanismi di riparazione efficaci. (v. Campisi*). Inoltre, per quello che ora si sa, abbiamo un orologio interno (la lunghezza dei telomeri è la componente più studiata) che dopo un poco (max 123 anni) finisce la carica.
Ma, ci dice la seconda, sono stati trovati dei meccanismi di ringiovanimento a diversi livelli, dai citati fattori FP4 alle comunicazioni mitocondriali; e sono stati confermati non solo nelle solite cavie ma anche in popolazioni umane, compreso quel gruppo sparso di vecchietti arzilli (‘superagers’) che popola le pagine di riviste e gornali colla propria non annebbiata acuità ottuagenaria. Il che potrebbe implicare che un attento utilizzo, in parallelo o in sequenza, potrebbe avere effetti drammatici sul ringiovanimento.
Entrambe le opinioni hanno un difetto: o l’iperspecializzazione degli effetti parziali o la presbiopia della visione genetica; entrambe dimenticando che il percorso umano segue anche lui le leggi fisiche, e, sia singolarmente sia collettivamente, questo percorso -provando e riprovando- cerca sempre di seguire un ‘cammino minimo’, quello che minimizza il consumo di energia, e che c’è un organo a questo deputato, l’ipotalamo; che, per sopperire a questo compito semplice a dirsi ma immane a farsi, ha collegamenti ed influenze determinanti su tutte le parti dell’organismo.**
È lui che -in qualche modo- decide il come e il quanto del nostro percorso. Il guaio è che non lavora da solo, ma -in forme e con meccanismi che ancora conosciamo poco- è in comunicazione col cervello. Lo sappiamo grazie all’effetto placebo e in particolare a quello ‘forte’, quello ben rappresentato da un caso assai citato, il sig. Brown: costui aveva una rara e inguaribile (perchè refrattaria ad ogni terapia conosciuta) forma di tumore, che era arrivato alle dimensioni di un melone e gli davano pochi mesi di vita; il suo medico gli disse che c’era un farmaco sperimentale che avrebbe potuto essere efficace, e gli chiese il consenso per provarlo; lui accettò entusiasticamente, riaccendendo la speranza; nel giro di due settimane il tumore era regredito alle dimensioni di un’albicocca…finchè un’infermiera gli disse che in realtà il farmaco era solo acqua e zucchero (a qualcuno potrebbe venire in mente l’omeopatia…). Nel giro di una settimana il sig. Brown era morto. All’effetto placebo forte era succeduto l’effetto ‘nocebo’.***

La beffa è che la concentrazione dell’attenzione sui singoli fattori riproduce la stupidità da specializzazione: tutti questi fattori (compresi probabilmente gli epigeni) non sono ‘grilletti’ autonomi’ che fanno partire il ringiovanimento, ma sono integrati in un percorso controllato dal grande regolatore, l’ipotalamo (l’organo atavico che controlla l’omeostasi); nel ‘cammino minimo’ cui questo sovrintende ogni parte del percorso viene ottimizzata; e quindi mal sopporta interventi singoli e scoordinati; ed è anche legato alla coscienza (come ci mostrano i casi di effetto placebo forte).

Non è un caso se i grandi finanziatori di queste ricerche siano proprio gli oligarchi americani: Thiel, Altman, Musk e compagnia cantante si sentono investiti di un ruolo chiave -che in parte esercitano -nella gestione del potere e quindi sui cammini umani; e ad uno che si sente un dio piacerebbe anche averne gli attributi attaccati, come l’immortalità…o perlomeno una sua approssimazione.
L’immortalità o il ringiovanimento?

Per i faraoni il corpo era solo un involucro, dove l’anima proveniente dalle stelle si insediava; dopo la morte del corpo ritornava alle stesse stelle; il libro dei morti e tutte le iscrizioni funerarie sono fondamentalmente una guida al ritorno attraverso le galassie. Ma (come ci dice de Santillana ne ‘Lo scudo di Amleto’, e come ci ricorda anche il frammento dell’Iliade da poco ritrovato su di una mummia-non a caso il ‘catalogo delle navi’), la precessione degli equinozi ha sconvolto questa guida, togliendo dalla visuale i punti di repere fondamentali…da qui tutti i miti sapienzali, dai Sufi ai Rosacroce che, poco sapendo di astronomia, a lungo han cercato il nascondiglio segreto delle mappe svanite.
Poi i cristiani hanno rovesciato il piatto e conquistato le masse promettendo la vita eterna -e non solo in spirito ma anche, con tardivo opportunismo, per la carne.
Oggi, gli evangelici, gli stessi figli della CIA che hanno portato al potere Trump e Bolsonaro e Murray, hanno di nuovo rovesciato il piatto: la vita eterna dopo magari, ma intanto felicità e ricchezza subito. E con questo le masse diseredate del LumpenProletariat si sono unite in felice comunione d’intenti coi superricchi-lasciando a loro la conquista del dopomorte.

Ma vivere per sempre o quasi in mezzo a 9/27/81 miliardi di persone che hanno ormai tritato e omogeneizzato ogni angolo di questo pianeta? Trasformando le giungle di Sandokan in piantagioni di Palme da olio e le spiagge esotiche in distese tutte uguali di bicipiti mal oliati e chiappe che sventolano a tutte le brezze? E le città in agglomerati puzzolenti e rumorosi, in ogni continente gli stessi negozi e gli stessi alberghi e le stesse faccie, dove andando al lavoro ci si infila in tubi pieni di zombi del fonino e la notte ci si scarica vibrando solitari insieme a una folla rimbombata o impasticcata.
Pensiamo come reagirebbe un dio dell’Olimpo che scendesse oggi ad Atene…
L’alternativa? Rinchiusi in luoghi privati, tanto privati che nulla di sociale e affettivo rimane, ogni giorno e notte rimpiangendo di non aver capito in tempo Nagarjuna…chè l’uomo, se non è sociale e non ha stimoli esterni, è solo un ritornello.

*, **, ***: riferimenti e dettagli nel libro ‘The Physics of Aikido and the Body-Mind Unity’ di PdM

Sionismo e Nazismo, brevi note

di Paolo Di Marco

Chi avesse per caso letto il libro di Tom Segev ‘Le septiéme million’* avrebbe notato che la nascita dello stato di Israele ha un percorso assai diverso dalla vulgata comune.
Gli ebrei tedeschi che i due comitati ebrei-uno in Germania ed uno nella Palestina occupata- riscattano trattando con Eichmann sono assai riluttanti all’esilio; insistono che loro sono totalmente d’accordo con Hitler e tutte le sue politiche -l’unica cosa che non capiscono è perchè devono essere proprio loro la vittima sacrificale. La maggior parte rifiuta il trasferimento. E l’ esilio forzato della minoranza che parte è rancoroso anche nei confronti del socialismo primitivo dei kibbutzim del sionismo originario. Che dal canto loro ripagheranno gli yekkes chiamandoli saponi.
D’altronde, sempre per uscire dalla vulgata corrente, il nazismo allora non era affatto visto come quel mostro che oggi ci viene descritto, anzi, e godeva molte simpatie nelle aristocrazie sia blasonate come l’allora re d’Inghilterra Edoardo VIII (poi costretto alle dimissioni da Churchill) che aveva trattato con Ribbentrop la divisione del mondo dopo la guerra sia borghesi come i fratelli Dulles e Prescott Bush che gestivano negli USA i capitali di gerarchi ed industriali tedeschi.
Le giustificazioni ideologico-morali della guerra sono mera propaganda favolistica costruita ex post.
E anche all’interno della Grande Germania la questione centrale è la gestione del potere, basata sulla stratificazione sociale: sotto la borghesia la piccola borghesia, sotto di questa la classe operaia divisa a strati: sopra gli operai tedeschi, sotto i cechi, sotto ancora polacchi….con un meccanismo di retribuzioni e condizioni tali che il nemico non era mai in alto, i padroni, ma quello più in basso che sgomitava per avere qualcosa di più -togliendolo a quello sopra. Un meccanismo classico di divisione, che per funzionare appieno aveva bisogno di un ‘tappo’ (come nelle ricorsioni), cioè di uno strato ultimo su cui riversare tutte le frustrazioni. E gli ebrei risolvono il problema della ricorsione: sono loro -per motivi sociali. religiosi e storici che non riprendiamo-il tappo ideale.
Ma gli ebrei stessi sono gli ultimi a vedere questo meccanismo. Anche quando trattano col tranquillo burocrate Eichmann le quote di emigrazione, sono il mezzo milione di ebrei tedeschi ad avere la precedenza; i milioni in Polonia e dintorni di ebrei e kazari convertiti (non sapremo mai quanti) là sono e restano.
Quando Piero del Giudice farà la sua tesi di laurea intervistando i reduci dai campi l’elemento comune che emerge è l’incapacità, anche decenni dopo, di capire cosa realmente fosse successo. Sarò solo ricorrendo a Marx e al plusvalore come percentuale della giornata lavorativa che si potrà attribuire ai campi la natura di estremizzazione di questo meccanismo (ricordiamo che nei campi si lavorava per Krupp, Messerschmitt, IGFarben…), quando la parte dedicata alla riproduzione del lavoratore diventa trascurabile e il plusvalore va quindi alle stelle. Che è anche un disvelamento plateale della natura disumanizzante della forza lavoro diventata merce.
Sarà solo nell’ultimo anno di guerra che questo meccanismo verrà eclissato dallo sterminio tout-court, ultima abissale esplosione delle frustrazioni della piccola borghesia proletarizzata.
Eclissato ma non annullato, chè i lavoratori specializzati-v.Primo Levi-verranno salvaguardati: non stranamente la stessa logica che orienterà gli inglesi quando nel Maggio ’44 il ministro degli esteri Anthony Eden rifiuterà la proposta nazista di scambio tra un milione di ebrei e 10.000 camion col motivo che in Palestina servivano solo lavoratori con abilità manuali e tecniche accertate..
Se all’inizio Israele è per gli inglesi un piccolo caposaldo del controllo del MedioOriente, la fine dell’impero inglese che inizia con la guerra lo trasforma progressivamente in portaerei del loro successore, l’impero americano; se dopo la fondazione dello Stato gli emigrati dai paesi mussulmani vengono collocati al gradino inferiore della società, è solo col crollo della cortina di ferro e l’arrivo dei nuovi immigrati dall’est che struttura sociale e funzione diventano un tutt’uno, con una somiglianza impressionante con la Germania post 34: i palestinesi sono i nuovi ebrei, il Nord Africa e Medio Oriente il nuovo LebensRaum.
Anche se, come tutte le portaerei, ha ancora bisogno dei rifornimenti d’OltreAtlantico.

Conviene sottolineare che come l’ideologia  nazista era l’involucro sovrastrutturale di una forma di controllo sociale**, e la persecuzione degli ebrei parte essenziale di quel meccanismo,  così il genocidio dei palestinesi è frutto diretto  del ruolo di Israele come avamposto dell’impero; in continuità coi metodi del dominio inglese in India e Bengala, colle efferatezze di Leopoldo (il re scelto dai Rotschild) in Congo e tanti altri. E che questa continuità passi anche da carnefice a vittima ci fa solo meglio intravedere la natura reale dei rapporti di produzione capitalistici.

Segev ci ricorda che quando in Germania vennero promulgate le leggi razziali vi fu un grande dibattito- in tutto il movimento sionista ed anche in Palestina- che vedeva contrapposte due posizioni: prendere atto della situazione ed emigrare, oppure creare un movimento che con azioni di propaganda e boicottaggio difendesse i diritti degli ebrei sul suolo tedesco. Prevalse (forse inevitabilmente) la prima, rafforzando così il sionismo, che a poco a poco impose l’idea che il nuovo Israele era la patria di tutti gli ebrei del mondo. Ma così facendo infilando tutto l’ebraismo in un sacco senza via d’uscita.
Oggi sembra che i pochi ebrei umanamenti pensanti rimasti stiano riconsiderando questa scelta, non solo ripudiando il sionismo ma anche rivalutando un concetto quasi dimenticato con l’avvento degli Stati-nazione: che l’umanità non ha bisogno di frontiere, nazioni, (razze anche, ma queste già sappiamo che non esistono proprio), anzi ne può fare tranquillamente a meno; sono solo catene che si aggiungono a quelle sociali e di classe, e insieme a queste vanno distrutte.


*Tom Segev, Ha-milyon ha-shevii, Keter, Jerusalem 1991

**Ricordiamo come una recente ricerca ha evidenziato un elemento che rafforza quello che diceva Hannah Arendt sulla banalità del male: le SS,le camicie brune, più tardi i corpi speciali della repressione argentina dopo il golpe erano ‘dei cretini’ : ovvero persone sostanzialmente stupide ed incapaci, che entravano nei corpi speciali perchè solo lì riuscivano ad avere condizioni migliori ed avanzamenti di carriera. Ma se allarghiamo il discorso agli strati sociali, tutto il sistema si reggeva -come accennato- sulla stratificazione ; non c’era bisogno di essere ‘moralmente cattivi’: bastava che questa scelta se la accollassero in pochi; agli altri, per sopravvivere o stare meglio, bastava andare avanti come al solito. Il meccanismo a strati garantiva che per vedere il nemico si guardasse sempre solo più in basso.

Sull’onnipotenza

di Paolo Di Marco

Quando faccio vibrare l’enorme calotta di plasma, investendola con successioni di frequenze che ne amplificano l’oscillazione a livelli insostenibili, fino all’istante della sua trasformazione in un solo punto di energia infinita; quando dopo un attimo di trasecolata incertezza questo punto si espande furiosamente, si coagula in vortici di energia e materia insieme, si espande nuovamente per poi ancora coagularsi in materia vorticante; quando questi vortici perdono abbrivio diventando galassie, e al loro interno stelle, e intorno a queste pianeti, e su alcuni di questi forme senzienti di ogni possibile fattura…quale controllo ho, io creatore, su tutte queste creature?
Nessuno.
Meno di quanto un bimbo che butta un sasso lungo il pendio ha sulla precisa traiettoria della pietra. Chè fra creazione e controllo non c’è solo il caos ma un intero abisso.
È solo un vezzo perverso di qualche buontempone l’attribuire al creatore anche la potenza del controllo.1
Come ben sanno Geoffrey Hinton e Dario Amodei2 che dopo aver creato quella forma indebita e improvvida di elaborazione basata su LLM chiamata AI e dopo essersi impegnati a cercare di trasformarla in più intelligente materia, una AI ‘generale’ capace non solo di imitazione ma anche di un qualche raziocinio, si vedono travolti da una mandria di AI di vario modello che corrono all’impazzata, pungolate all’inizio dal profitto e dalla concorrenza ma poi trascinate in uno stampede inarrestabile indifferente al precipizio di un’economia che vede sparire progressivamente tutto il lavoro ma con esso anche quei salari che ancora alimentano la domanda e quindi dell’economia permettono l’esistenza stessa.3
Ma d’altro canto che le pietre rotolanti si attribuiscano il libero arbitrio solo perchè la loro traiettoria è imprevedibile sembra atto di gratuita superbia: ne sanno qualcosa gli ‘ingegneri del caos’,da Finkelstein a Bannon a Cambridge Analytica che in questo secolo hanno imparato a usare le reti virtuali non per pescare i pesci ma per manipolarli, per creare branchi e poi spingerli volta a volta nella direzione voluta trasformando così elezioni già di per sè truccate in un eterno gioco delle tre carte.
Qualcuno potrebbe pensare che in questo modo si ritorna al libero arbitrio, stavolta solo dei pochi a spese dei tanti, se non si accorgesse che il mare in cui naviga è sì preda di sirene ma che queste a loro volta ondeggiano su flutti caotici; la guerra dei meme che nel secolo scorso aveva visto la vittoria dei cattivi 5 si è trasformata oggi in un oceano privo di correnti certe e di venti portanti, percorso da flutti improvvisi che si alternano ad oniriche calme, totalmente staccato da ogni parvenza di senso esterno, sia esso razionale o sensuale, dove anche le lenze da caos, addestrate alla sola esca della rabbia, si sfilacciano in fretta.
Anzi, nell’ansia di controllare le masse non si accorgono che il pianeta stesso sta velocemente allontanandosi dall’equilibrio e quindi da ogni possibilità di controllo: quando il sasso del bambino ha superato il ciglio non c’è più nulla da fare, chè ogni roccia che urta crea una svolta (li chiamano tipping points, e son tutti intrecciati fra loro..a assai vicini nel tempo).

Se anche al creatore è precluso il controllo, è difficile immaginare che una specie senza neppure la coda possa riuscirci; eppure alcuni imperi umani hanno mostrato notevole resilienza, seppur con un trucco che farebbe storcere il naso ad esseri più sensibili o potenti: riducono la complessità riducendo il numero di dimensioni; così le società umane attraversano fasi dove le relazioni interne di un aggregato hanno un solo parametro: la ricchezza; che a sua volta è misurata da un solo indicatore, il denaro; mentre le relazioni esterne si strutturano intorno ad un aggregato dominante, talvolta fino al livello di assorbimento. Questo rende i percorsi assai più prevedibili -anche se meno interessanti- ma limita le possibilità di scelta e quindi i tipi di evoluzioni, aumentando il rischio di infilarsi in cul-de-sac senza uscita.6
Si sono convinti, e soprattutto hanno convinto tutti, che ci sia una bacchetta magica che può creare ricchezza dal nulla: prima l’oro, poi della carta stampata, poi un quisquilio digitale; e ovviamente piano piano poi sempre più in fretta i più furbi si sono accaparrati tutte le bacchette; che vanno anche furiosamente difese con armi di tutti i tipi. E nel frattempo hanno messo in moto un meccanismo che sembra anch’esso magico: hanno convinto tutti che ogni anno una cosa indistinta ma misurata come denaro chiamata PIL deve sempre aumentare. E se ogni anno aumenta del tot% costante sull’anno precedente la crescita totale delle ricchezze diventa esponenziale.7 Ma anche le risorse consumate seguono lo stesso cammino esponenziale, in un pianeta con risorse finite. Una ricetta perfetta per una catastrofe.
Uno dei difetti probabilmente originali di questi bipedi implumi è la difficoltà a padroneggiare una cosa elementare come le probabilità concatenate.     È evidente come non sia possibile controllare queste sequenze intrecciate, che hanno una causa comune ma poi si sono autonomizzate, non solo, ma con interazioni fra di loro. Occorre osservare che c’è un solo modo per controllare queste catene: usare una dimensione in più (rispetto a quanto si vede nel grafico); e gli umani sono particolarmente deboli a vedere in 4d, non parliamo poi di agire…

Se un dio non può controllare direttamente gli resta una forma di intervento: la punizione.
Non certo per motivi morali, perchè non solo sarebbe stupido pensare ad una coincidenza di valori tra esseri con numero diverso di dimensioni, ma porterebbe inevitabilmente a catastrofi , oltre ad essere alquanto meschino: in fondo gli umani vivono in quello che per loro è l’unico e inevitabilmente il migliore dei mondi, e non si può certo imputare a loro la perdita della specie più promettente, sterminata dal meteorite sepolto nel Golfo del Messico.8
Come in tutto il resto di questo universo l’errore maggiore -qualcuno lo chiamerebbe peccato capitale- è la violazione del principio del cammino minimo, in altri termini uno spreco di energia;
è un principio senza il quale ogni universo andrebbe prima o poi a catafascio e che qualunque creatore decente impara a rispettare fin dall’inizio.
Ma se sono le creature a violarlo allora in qualche modo vanno punite.
Il guaio degli umani è che sono un pò duri di comprendonio: sono andati avanti trentamila anni tranquilli, in equilibrio col pianeta e in cooperazione tra di loro, poi hanno iniziato a volere di più facendo l’agricoltura, e qualcuno più degli altri facendo i re e i sacerdoti; gli equilibri son saltati subito, e guerre e carestie si sono infilati in tutti i varchi aperti…ma niente, han continuato così; si è provato a dargli un avvertimento con le classiche epidemie come la peste nera, ma anche dopo aver perso metà popolazione han continuato come prima e anche peggio, perchè si son pure messi a usare le tecniche meno efficienti insozzando il pianeta coi fumi del petrolio, arrivando ad innescare un ciclo autodistruttivo mica da ridere, colla CO2 che faceva da copertina della serra e la temperatura che saliva sempre di più.9
Se con la peste l’avvertimento era chiaro ma non sufficiente, dato che non era evidente di cosa erano colpevoli e soprattutto chi, in questo caso abbiamo avuto un’occasione perfetta per dare una punizione chiaramente indirizzata, perchè puntava subito al colpevole: il protagonista principale di tutto lo squilibrio e dell’effetto serra era il paese più sviluppato, gli USA, che per felice coincidenza avevano anche un pò di laboratori di guerra batteriologica sparsi per il mondo10
Non serviva neppure granchè: una piccola spinta alla probabilità e un virus letale creato a tavolino scappa fuori. Et voilà, l’occasione per una bella colpevolizzazione con auspicabile pentimento è servita.11
Ma, come dice un proverbio, dio fa le pentole ma non i coperchi: gli ‘strateghi del caos’, alla loro quarta prova di massa, ci azzeccano in pieno e così della colpa degli USA non parla nessuno!
Anzi, con una inversione a U da grande acrobazia la colpa diventa della cura, i vaccini.
E l’occasione è persa, insieme ai 17 milioni di morti della prova.12 

Il problema degli strateghi è che controllare temporaneamente il caos non significa eliminarlo, e spesso la nuova orbita ha più energia ed è meno controllabile della precedente; se uno stratega alla Thiel vede una dimensione in più degli altri e controlla le punte avanzate dell’economia e i suoi contorni politici, subito si sente un dio..e non capisce che le dimensioni del mondo che abita sono più di quelle che immagina (per non parlare di quelle che proprio non vede, come il clima); provocando col tempo disastri di ampiezza maggiore..e infilando se stesso e il suo paese adottivo in uno Zugzwang* 13 mortificante.

Quello che vorremmo augurarci è che quando questi bipedi si decideranno a mettersi un po’ di sale in zucca non sia sale di uranio….

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note

  1. Sia questa sia l’attribuzione al creatore di parvenze antropomorfiche sono non semplicemente delle forme di irrefrenabile presunzione, ma anche degli errori logici imperdonabili che soprattutto i teologi medioevali hanno creato ad arte ‘per il maggior bene…’
  2. Si veda l’intervista di Hinton su You Tube del 27/9/25 su TheDiaryofaCEO e anche il lungo documento di riflessione del Gennaio ’26 di Dario Amodei di Anthropic ‘The adolescence of Technology, Confronting and Overcoming the Risks of Powerful AI’; si veda anche il mio ‘AI, equivoci e minacce‘ qui su Poliscritture
  3. In estrema sintesi: se come prevedono questi signori l’AI nel giro di due decenni eliminerà inizialmente l’80% e poi il 96% del lavoro vivo, chi comprerà i beni che l’economia ‘intelligentemente automatizzata’ produrrà? Ed è diffice credere al giovane Musk quando afferma che la gente potrà passare il tempo come vuole, tutti i beni saranno a disposizione gratis..
  4. G. da Empoli, ne ‘Gli ingegneri del caos’ Marsilio ’19 ci racconta di come sia cambiato il controllo dei grandi processi elettorali grazie all’utilizzo dei fisici, abituati a manipolare sia il caos sia grandi masse di dati, che hanno permesso propaganda mirata a milioni di individui (utilizzando anche i dati privati in teoria segreti raccolti da tutti i centri -di cui la NSA è esempio cardinale), rovesciando così pronostici rocciosi nel giro di due settimne (la Brexit è il primo caso clamoroso, con Cambridge Analytica in prima fila)
  5. Lolli, ‘La guerra dei meme’, POP ’17
  6. Ricordiamo come una semplice catastrofe a cuspide (v. Thom, Teoria delle catastrofi, Einaudi) si possa vedere come la proiezione su due dimensioni di una linea continua spiraleggiante: questo ci dice che più aumentiamo la riduzione delle dimensioni di un fenomeno (i parametri di controllo, i gradi di libertà..) più diventa probabile creare catastrofi che hanno, guarda un pò, effetti catastrofici; storici come Braudel hanno dato i fondamenti per capirlo, preceduti da Marx e seguiti in questo da Arrighi ed Hobsbawn, mentre come al solito al di là dell’oceano non ci hanno capito un’acca: dall’imbonitore da trivio che ha fatto da maestro a Clinton (Quigley) al bifronte Alfred McCoy, che dopo aver scritto uno dei migliori saggi del secolo (The Politics of Heroin’) è crollato miseramente appena si èavventurato sulle generalizzazioni (‘To govern the World’).
  7. è il semplice fatto matematico che possiamo anche rappresentare elementarmente come una pila (i beni prodotti) che ogni anno aumenta di altezza
  8. È l’evento che, creando una nube che ha schermato il sole per diversi anni, ha prodotto la scomparsa quasi totale dei dinosauri
  9. negli ultimi 15 anni è successo un fenomeno qualitativamente nuovo: si è modificato l’equilibrio radiativo tra Terra ed ambiente esterno (Sole in primis) e il tasso di aumento della temperatura è passato da 0,05° a 0, 31° per decennio (‘The risk of a hothouse Earth trajectory’, William J. Ripple1,2,10 ∙ Christopher Wolf3)
  10. v. il mio ‘Covid, l’ultima parola‘ qui su Poliscritture con tutti i riferimenti
  11. v. 10
  12. Potrebbe apparire assurdo che, una volta appurato che il colpevole erano gli USA col loro laboratorio di guerra batteriologica di Wuhan, non ci sia stata una sola voce che si sia levata a chieder loro conto, mentre l’indignazione di larghe masse di popolo si indirizzava sui poveri vaccini; a meno di ipotizzare che anche in questo caso ci sia stata all’opera una campagna degli strateghi del Caos (con Bannon al timone e NSA a fornire dati)
  13. *Zugzwang: negli scacchi è una scelta tra due alternative entrambe perdenti

Iran, Ci Risiamo: Propaganda 90- Verità 5

di Paolo Di Marco

Dato ufficiale USA sui missili iraniani su Israele intercettati: 90%
(dati del Ministro della Guerra USA e ‘confermato’ sul Bulletin of the Atomic Scientists dal prof Sean di Stanford– docente di scienze politiche (!)-)
Dato reale su tutti i video disponibili /analizzati dal prof Theodore Postol dell’MIT-docente di tecnologia e sicurezza nazionale-: 5% (e se guardiamo i video possiamo verificarlo anche noi – si vede anche in questa foto con una salva di 8 missili contraerei israeliani che mancano un missile iraniano). D’altronde lo stesso Postol aveva analizzato 10 anni fa (sul Bulletin) la capacità del Dome come buona contro i missili da crociera ma pessima contro i missili balistici.

Dato ufficiale USA sui risultati dall’attacco UsIsraeliano: abbiamo il controllo totale dei cieli, il regime sta crollando, abbiamo scorte di munizioni sufficienti per andare avanti in eterno…ma chiuderemo in pochi giorni -o poche settimane (a seconda di chi parla, Hegseth o Trump )

Dato reale riportato dagli esperti di guerra e MedioOriente (Sachs, Mearsheimeir, Alastaire Crooke, …): Komenhei ha scelto il martirio, ed è rimasto nel suo ufficio senza neppure voler scendere nel bunker; gli iraniani, anche quelli critici e ‘oppositori’ ora sono tutti -anche loro malgrado- contro gli assassini aggressori che hanno mentito spudoratamente per la seconda volta (trattano sul nucleare solo per prendere tempo e mira per l’attacco) e vogliono rompere in pezzi uno stato millenario di cui perdipiù non sanno nulla.
I missili iraniani, quasi impossibili da scoprire (sparano da sotto la sabbia -v. foto), hanno colpito pesantemente e con precisione le basi americane nel golfo, distruggendo tre stazioni radar (da un miliardo l’una) che erano essenziali per difesa e attacco, tre basi di missili Thaad e i centri di comando della flotta; l’Iran sta colpendo pesantemente Israele con decine di missili che bucano le difese con grande disinvoltura e provocano danni per ora mirati; USAele non sa quanti missili abbia l’Iran (che per saturare le difese lancia anche sciami di droni e piccoli missili a testate multiple ingannatrici), mentre le riserve USA secondo gli esperti sono non superiori ad una settimana (per non parlare dei costi: Thaad e Patriot costano da 1 milione in su, contro droni e missili iraniani da 50.000).Le uniche ‘truppe di terra’ necessarie ad un cambio di regime sono i (soliti) curdi, il che aumenta ancora la reazione unitaria del paese contro l’attacco. Gli iraniani affermano di aver colpito la portaerei Lincoln, gli americani smentiscono..ma la portaerei non è più nel golfo arabico ma a centinaia di miglia nell’Oceano Indiano.    E intanto lo stretto di Hormuz è di fatto chiuso…e il petrolio sale di prezzo minuto per minuto (al momento siamo a +20%).
La guerra cui gli iraniani si sono preparati da tempo è molto lunga; e hanno anche preparato una struttura di potere decentrata e rinnovabile all’infinito: ci sono molte poche possibilità di ‘sferrare un colpo decisivo’, anche perchè gli USA non hanno capito nulla dell’Iran e di questa guerra, e provocare un ‘cambio di regime’ solo dal cielo è -per l’appunto- privilegio ultraterreno.

Fa parte dell’operazione attuale anche il lancio di missili provocatori: sparati dall’IDF verso Turchia e Arabia Saudita (forse anche Cipro, anche se era obiettivo militare legittimo ospitando un centro di controllo aereo USA) ma dandone la colpa all’Iran in modo da attivare l’art 5 e inserire nella guerra anche la Nato. Finora i diretti interessati si sono chiariti direttamente.

Quello che fa paura a chi vede la realtà senza gli occhiali USA -moltiplicati dalle veline del Bollettino Parrocchiale Unificato che al solito, come già per l’Ucraina, fa solo atto di devozione e propaganda- è la possibile reazione di Israele messo in situazione critica, chè la tentazione di usare la bomba è forte..ed anche dichiarata. La chiamano ‘opzione Sansone’.

Iran, Intelligenza o Fumetti

di Paolo Di Marco
(sopra: la mappa, per ricordare la sua importanza strategica)

10- Iran

Usiamo Intelligenza anche nell’accezione anglosassone, ovvero comprensione mediante la raccolta di informazioni. (E si chiamano infatti Intelligence i servizi di spionaggio).
E le informazioni sono state proprio il fattore mancante a chi osservava, tanto da rendere dominante -e credibile- il fumetto che ci hanno spacciato.
Invece, e vedremo come, in breve sintesi: non c’è stata alcuna rivolta popolare, ma solo il secondo atto (dopo quello della guerra dei 12 giorni dell’estate) del tentativo di colpo di stato di Israele, dove il popolo iraniano è stato cospicuamente assente se non come vittima, duplice.
A Mearsheimer, Basile , Scott Ritter (già commissario ONU per il controllo degli armamenti, che l’FBI ha ‘sbancato’, portandogli via tutti i soldi dai conti!..per confermare che gli USA, come Israele, coi giornalisti giocano sporco) si è ora aggiunto Alastair Crooke (di Conflicts Forum a Beirut, già assistente del rappresentante estero della UE, ) che grazie ai suoi contatti ha fornito tutte le informazioni necessarie a completare il quadro.
Dalla permeabile frontiera occidentale dell’Iran (v. mappa) sono entrati da un lato i curdi addestrati dagli USA (non è la prima volta che questo popolo sfortunato si presta ad operazioni sporche: sono stati loro che Ataturk ha usato per la prima fase dello sterminio/genocidio degli Armeni..salvo diventare loro le vittime in una seconda fase), di cui 200 uccisi dai turchi al passaggio; dall’altro 3000 kosoviani (quelli che da esercito della mafia sono diventati il fronte di liberazione e poi il governo del Kosovo) addestrati in Albania; oltre agli agenti del Mossad e ai residui degli infiltrati della prima ondata dei 12 giorni.
Divisi in piccoli gruppi hanno applicato la stessa tattica (registrata dai colloqui su Starlink): prima andare nelle piazze e nelle zone dove ci fossero degli assembramenti (di qualunque tipo), prendere di mira una persona qualsiasi (civili e poliziotti) e assalirla brutalmente; mentre gli uomini pestavano le donne incitavano e filmavano; questo creava un assembramento maggiore ed incerto dalle reazioni imprevedibili. Se poi arrivava la polizia il gruppo sparava a caso uno o due colpi nella folla, cosicché la polizia (non sapendo da dove provenivano i colpi e dove fossero diretti, possibilmente anche a loro) era spinta a sparare a sua volta.
Questo è stato il fulcro e insieme la struttura di quelle che sono state chiamate rivolte popolari, il cui scopo non era tanto creare una rivolta quanto dimostrare agli USA che il regime non aveva più il controllo del paese: a questo scopo dopo gli interventi nelle piazze gli obiettivi sono diventati gli uffici civili: incendi negli ospedali e nelle stazioni di polizia, assalti ad uffici amministrativi.
I mercanti del bazaar e quelli che con loro avevano manifestato il primo giorno contro l’aumento dei prezzi (creato ad arte dai centri finanziari americani con la vendita allo scoperto di rial amplificando così l’effetto delle sanzioni USA prima e ONU poi, ma amplificato dal fallimento della Banca Ayandeh, fondata da Ali Ansari -prossimo all’ex presidente Ahmadinejad- che ha costruito il centro commerciale più grande del mondo, l’Iran Mall, con un prestito della sua stessa banca che non ha mai restituito -praticamente un’idrovora dei soldi altrui costruita a sbafo-. E questo è uno dei tanti esempi delle reti di corruzione e sperpero nate intorno al regime.) hanno poi partecipato invece alle manifestazioni imponenti contro i riottosi (i gruppi violenti organizzati): milioni di persone in tutto il paese.
Ma quello che ha fermato l’attacco è stato il blocco di Internet e soprattutto di Starlink: sequestrati 40000 telefoni satellitari (forniti da un vicino mediorientale) da cui venivano indicazioni e collegamenti, bloccate soprattutto le trasmissioni grazie a un sofisticato intervento elettronico (hackeraggio) fornito dai cinesi e perfezionato dai russi in Ucraina, i gruppi sono rimasti senza testa e vulnerabili – e anche le forze interne più organizzate come i filo Shah si sono dimostrate troppo inferiori alla bisogna.
Va anche ricordato che già alla fine della guerra dei 12 giorni l’Iran si era dimostrato assai temibile per Israele, con missili a lunga gittata capaci di colpire i bersagli con precisione impressionante (non erano mirati- non ancora- a distruggere ma a dare un’unica informazione: possiamo colpirvi al cuore); a cui va aggiunta la minaccia di blocco dello Stretto di Hormuz – ovvero il blocco del transito di tutto il petrolio del Golfo: Kuwait, Qatar, Emirati…; e anche che le basi americane nella zona sono tutte vulnerabili a questi missili.
Alla fine quindi per Trump le promesse avventate fattegli da Netanyahu a Capodanno sono risultate un bluff, ed ha fatto buon viso a cattivo gioco (ma salvando anche i propri militari da un bagno di sangue e Israele dalla distruzione di tutte le proprie infrastrutture). Si è salvato la faccia accontentandosi della ‘non impiccagione’ di qualche centinaio di riottosi. E l’Iran è tornato sempre più nell’orbita della Cina, che gli ha anche promesso un intervento finanziario così da far rialzare il valore del rial.
Con questo non è che la struttura arcaica del regime degli ayatollah, coi suoi livelli feudali di sfruttamento e di circoli di potere, ne venga rafforzata. O che la popolazione iraniana si senta meglio: ma forse ha dimostrato di preferire di portare lei -e nel caso rovesciare- le proprie croci che non vedersi addebitare da altri avvoltoi il costo della rimozione.
Se come si diceva nel secolo scorso il livello di diffusione della religione misura quanto un paese è ancora lontano dall’età della ragione, allora non sono solo gli iraniani a doversi lamentare, ché anzi in questo secolo la distanza si è ingigantita.

11- Venezuela ancora

Se con l’Iran gli USA avrebbero inferto un duro colpo ai rifornimenti cinesi di petrolio, facendo un micidiale uno-due col Venezuela, qui invece non si sa ancora quello che sta succedendo.
Apparentemente la struttura del potere non è cambiata, vice di Maduro alla presidenza e ministro della difesa al suo posto.
Ma l’incontro della Rodriguez col capo della CIA e la cacciata della Intelligenza cubana sono segnali di un cambio di campo. Quanto opportunistico e quanto convinto (e quindi preparato da tempo) non è chiaro. La situazione d’altronde è fluida, dato che le aziende petrolifere hanno gentilmente rifiutato l’offerta da Trump del petrolio venezuelano: costa il 30% in più del prezzo di mercato…e poi è ancora in mano ai venezuelani, gli han detto. Quello che ha maggiormente spinto per l’intervento, Marco Rubio, (il cui principale finanziatore è Paul Singer, del fondo avvoltoio Elliiott) voleva anche la Machado, ma per ora è rimasto a bocca asciutta. Chi al momento è il maggior perdente è Cuba, che non ha più il suo fornitore ed è troppo vicina agli USA perchè la Cina si esponga.
Anche la richiesta delle banche cinesi del rientro dei prestiti (garantiti col petrolio) può essere una forma di pressione -interlocutoria quindi.                                                                                    Attendiamo informazioni attendibili.

Informazione o Fumetti?

di Paolo Di Marco

1- Caracas

Non solo Trump ma tutti i giornali parlano del Venezuela come paese conquistato. Il rapimento di Maduro e moglie viene descritto come un atto di presa del potere degli USA.
Solo che in Venezuela la situazione è assai diversa: il governo è in funzione, la popolazione ha dimostrato per le strade contro il blitz, non solo, ma si è messo in moto il percorso progettato da Chavez: militari polizia e popolazione uniti e armati per la difesa. (Nei video si vedono giovani e donne con le armi che sfilano: v. Katie Halper show))
Può darsi che nei prossimi giorni ci sia un intervento americano massiccio (anche se viene negato dallo stesso Trump), ma per ora il potere e il petrolio sono totalmente sotto il controllo dei venezuelani.
Il che stride con quanto tutta l’informazione ci vuol far credere o dare per scontato. Ci propongono in 3D un mondo parallelo costruito come i loro desideri, anche se (almeno per ora) irreale.

2- Kiev
Questo scenario ricorda l’inizio della guerra in Ucraina, dove giornali e televisioni raccontavano una storia che corrispondeva solo in minima parte con quello che succedeva sul terreno (ed è anche grazie a queste differenze plateali che a molti sono venuti i primi dubbi…)

3- Gaza
Non è un caso che dopo i palestinesi i bersagli più colpiti siano stati i giornalisti, che ancora adesso, dopo la finta tregua, non possono entrare. Ma i racconti che ci arrivano dai canali ufficiali -TV e giornali (incluse le agenzie che danno l’ossatura delle notizie internazionali alla gran parte dei giornali, ormai senza inviati)- sono sempre frutto di costruzioni illusorie, fumetti ad uso dell’imbonimento.

4- USA
Si è celebrata ieri la morte definitiva dell’informazione indipendente negli USA:
dopo l’acquisto del Washington Post (quello del Watergate) da parte di Bezos , con l’immediata dimissione dei redattori indipendenti, anche il New York Times, già da mesi in stato comatoso, incapace (?) di trovare una linea e di mantenere il vecchio standard di servizi, ora ha fatto l’inchino finale, con 4 redattori (di secondo piano) che sono andati da Trump per un intero pomeriggio a fargli barba e capelli; ovvero a intervistarlo dolcemente su tanti argomenti, senza vere domande ma con con molti ossequi, e traducendo il tutto in tanti insulsi articolini che per una settimana occuperanno le pagine facendo propaganda al bricconcello. Qualcuno potrebbe pensare che sia merito della proprietà (ebraica) del giornale, ma un ritorno ai vecchi compromessi col fascismo mi sembra esagerato.

5- Topolino o Batman?
Qualcuno potrebbe pensare che sia meglio l’imbonimento del mitra. Il guaio è che il primo è sì indolore ma senza difesa, mentre i partigiani ci hanno insegnato che qualcosa anche contro i mitra si può fare.
Per rimediare alla sparizione delle fonti attendibili di informazione tradizionali molti si sono buttati su YouTube, dove in effetti molte informazioni si trovano, da Sachs a Mearsheimer a Krugman alla Halper prima citata. Il guaio è che insieme a loro -e a volte sovrapposti- vi sono molti canali fasulli e generati dalla AI. E uno se non sta attento casca dalla padella nella brace.                                                                                                                                        Il presidente più amato dagli USamericani è stato Ronald Reagan, mediocre ex attore e mediocre politico; ma ogni settimana si presentava agli elettori/spettatori seduto accanto al fuoco raccontando le sue favole; e così era diventato personaggio simbolico,  occupando nell’inconscio usamericano un ruolo fisso a fianco di paperino.

 

6-AI
Come dicevo già tempo fa su queste pagine (AI, equivoci e minacce) l’informazione sull’AI che si trova ormai dappertutto, non solo sul Bollettino Parrocchiale Unificato che sono i giornali, ma anche nei blog o notiziari indipendenti, prende per buone le dichiarazioni dei propagandisti più scatenati (indovinate chi…i produttori stessi) e pensa che sia proprio Intelligenza, laddove è solo imitazione (v anche al proposito il canale dell’Università di Oxford con Johnatan Bi che ribadisce quanto dicevo). E così, spostando l’attenzione dalle contraddizioni sociali e di classe a quelle fra livelli tecnologici costruisce un ulteriore tassello di un mondo che vogliono rendere indistinguibile dai fumetti.

7-Impero USA

Il gioco del fumetto lavora alla grande coll’Impero, stavolta non solo nella corrente ufficiale ma nei gorghi e nelle lanche in cui si è rintanato il pensiero critico. E costruisce mondi immaginari dove, non potendolo fare la classe operaia, l’impero USA si suicida da solo travolto da 30 migliaia di miliardi di debiti, o crolla per debolezza intrinseca -vuoi morale vuoi conflittuale (??!), o viene inghiottito dai Brics. Ma anche qui echeggiandosi l’un l’altro senza dati né analisi e prendendo per buoni scenari costruiti su piccolissimi indizi. Purtroppo la forma spettacolare che ormai è diventata la norma sul Tubo (e che spesso fa sospettare la presenza di bocche artificiali) fa sì che anche i più autorevoli degli autori vengano drammatizzati nel linguaggio a scapito della limpidezza del ragionamento. E questo dovrebbe far riflettere i più entusiasti catastrofisti invitandoli a tornare a quel certosino ma inevitabile compito che è la lettura degli articoli scientifici (e relativi dati) che di questi discorsi stanno alla base.  Ma non dimentichiamoci d’altra parte che Thiel e Karp di Palantir (la più micidiale delle organizzazioni di informazione militare USA) sono convinti di essere l’incarnazione di Batman, e che il mondo sia una variante di quel gigantesco fumetto che è Il Signore degli Anelli. Ma su questo ritorneremo presto.(v.anche Le armi segrete dell’impero, e la sua nemesi)

8- Il nemico alle porte

In tutta Europa e negli USA c’è un nemico mortale che è l’oggetto della massima propaganda e del massimo odio: lo straniero, l’immigrato. Anche in paesi dove l’immigrazione indolore è stata la norma per decenni come i paesi del Nord Europa (Germania compresa) o dove addirittura l’immigrazione è stata la colonna portantedella costruzione del paese e della sua trasformazione culturale e tecnologica come gli Stati Uniti. È arma tradizionale durante le crisi per distogliere l’attenzione, come ricordavo (La realtà nasce dalla mente ) citando il paradosso della percezione della delinquenza: nel proprio vicinato è a livello 2, nel resto del paese a livello 8; per ogni distretto.E questa differenza è dovuta alla differenza di informazione: diretta la prima, mediata dai canali ufficiali la seconda. Se a molti può venire in mente il paragone con la crisi del 3° secolo, dove c’erano i barbari alle porte (ma anche qui con molte sfumature da aggiungere..) e nel giro di 50 anni tutte le città si circondarono di mura -fatto non solo materiale ma simbolico-simili sono anche quelli che se ne fanno interpreti: allora i cristiani, oggi gli evangelici; e molte dinamiche di questo secolo trovano la loro base nell’unione tra evangelici e fascisti. Anche se la forma in cui si presentano ha sempre le sole 2 Dimensioni del fumetto. (Compresi i milioni di adolescenti addestrati fin dalla culla ai giochi sparatutto).

9- Gli imperscrutabili

La traiettoria di Le Monde Diplomatique è esemplare: da giornale di riferimento, ricco di informazioni, è passato ad essere bollettino della ritirata dell’Armata Rossa. Come d’altronde molti personaggi di vario colore che appaiono sul Tubo. Il problema è analogo a quello del paradosso della percezione: se guardi solo la tua parte, o i i tuoi dintorni, o anche tutto il mondo ma sempre con le stesse premesse, con gli stessi occhiali, poi racconti favole, non storie vere. La visione richiede sollevarsi un po’ sopra, di lato, vedere le ombre, dichiarare le proprie premesse. Nei fumetti non ce n’è bisogno: gli eroi e i cattivi lo sono per definizione o destino, sono sempre imperscrutabili, a sé e agli altri.

I punti critici (tipping points): clima, impero, AI

di Paolo Di Marco

Ricordo la prima volta che ne parlai pubblicamente, quando ad un seminario alla Facoltà di Architettura del Poli Milano nell’84 raccontai ai colleghi come nasce il caos, facendo il classico esempio del cerchio di difesa del cane: se sei fuori il cane non reagisce, se entri attacca; se sei proprio sul bordo allora il fattore distanza perde importanza e intervengono altri fattori secondari (odore, atteggiamento…). Un fenomeno lineare e prevedibile diventa improvvisamente multifattoriale e caotico, quindi imprevedibile.
Ma vale anche nel verso opposto: se dal bordo entri dentro tutta la complessità scompare, e con essa l’imprevedibilità: il cane attacca.

a) il clima

Questo è quello che succede con i fattori climatici, dove per varie componenti si sono evidenziati i punti critici: quelli oltre i quali inizia una discesa certa ed inarrestabile. Sappiamo che esistono, in parte sappiamo anche dove collocarli nel tempo.
Uno è l’Amoc, di cui ho già parlato (Il mondo, come lo conosciamo, finisce nel 2050, Poliscritture.it, 27/11/2025)
Un altro è il ghiaccio dell’Artico: i fattori del suo scioglimento sono molti, ma una volta sciolto totalmente (ed è qualcosa che oggi si vede solo per qualche giorno l’anno- ma sempre di più) non si riforma più per migliaia di anni; e tutta l’energia solare che i ghiacci polari riflettono verrà assorbita dall’acqua; risultato netto: 2° in più in permanenza; il che fa prevedere a fine secolo 4° in più in media. (vediamo poi se riusciamo a prevedere come questo si combina col raffreddamento atlantico dovuto al collasso dell’Amoc)
Un altro è l’Amazzonia; lungo la strada attuale vi sono due percorsi possibili: nel primo la foresta pluviale (organismo delicato e instabile di per se, con un metabolismo che crea molta della pioggia che torna ad alimentarla) continua la strada attuale di estinzione e passa da assorbitore di CO2 ad emettitore netto; col che aumenta ancora l’effetto serra; l’altro cammino legato all’Amoc vede l’Amazzonia invertire le stagioni (e i due cammini non sono mutuamente esclusivi, nel senso che il risultato finale può essere una combinazione dei due elementi).
E poi vengono gli oceani, finora i maggiori assorbitori di CO2..ma che sono quasi saturi;
e la Groenlandia coi suoi ghiacciai, che mentre nei modelli basati sulle osservazioni satellitari aveva un andamento assai lento, secolare di scioglimento, all’osservazione diretta ha rivelato di essere un gruviera, con fiumi sotterranei che l’erodono dall’interno, e quindi un potenziale elevato di collasso a breve termine.
Di fatto non si parla più di punti critici ma di catene critiche, cascate potremmo dire..
Il loro insieme apparentemente non dà sempre un risultato lineare, come lo scioglimento dell’Artico che riscalda e il blocco dell’Amoc che raffredda; in realtà quello che succede è che man mano i singoli fattori che rendono il clima un sistema complesso -quindi con molte incertezze di previsione- prendono una strada definita, si autonomizzano, e improvvisamente il clima prende un cammino ben definito ed inevitabile.
E il risultato è un pianeta assai diverso da quello sostanzialmente stabile ed accogliente in cui l’umanità ha passato la massima parte del suo tempo.


(C’è un tipo di propaganda, sponsorizzata da petrolieri e affini ma che ha contagiato anche le menti più deboli della ‘sinistra’, che imputa l’onere delle cause, e quindi anche delle risposte, ai comportamenti individuali. È totalmente ingannevole, perché anche i comportamenti individuali sono spinti e forgiati dalle poche mani che controllano le grandi scelte e rimandano quindi ai fondi finanziari /BlackRock, Vanguard…e i loro azionisti di riferimento, ma soprattutto le grandi scelte sulle fonti di energia sono loro. Ed è a loro che vanno chieste, magari non educatamente, le ragioni della svolta fossil-militarista degli ultimi anni.)

b) l’impero americano

Finché ce lo dicevano dei critici dell’impero come Sachs e Mersheimer potevamo pensare che mescolassero realtà e desideri, ma ora che anche un liberale moderato come Krugman, premio Nobel ma soprattutto intelligente. ci dice che è l’inizio della crisi possiamo anche prenderlo sul serio. Il controllo americano sul mondo ha due braccia (di cui abbiamo già parlato in Le armi segrete dell’impero e la sua nemesi, Poliscritture.it. 24/9/24). quella militare e quella finanziaria, col dollaro e lo Swift come strumenti. Ogni scambio che avviene nei più remoti angoli del mondo viene tracciato -e, se a lorsignori sembra il caso- sanzionato, grazie al fatto di essere denominato in dollari e registrato attraverso lo Swift. Ma quest’ultimo anno, grazie alla combinazione della forza e penetrazione crescente della Cina e del fatto che zio Sam aveva tirato troppo la corda, questo meccanismo ha iniziato a scricchiolare: Cina e Russia hanno fatto scambi nelle proprie valute e con una base digitale cinese, sempre Cina e Arabia Saudita hanno scambiato petrolio pagando in yuan. Non è ancora una massa di scambi abbastanza massiccia da mettere in crisi il dominio del dollaro, ma sono i primi scricchiolii che avvertono che il ramo sta cedendo; anche perché una volta aperta la strada molti sono i soggetti pronti a seguire il cammino, a partire dagli altri paesi del Sud e dell’Est del mondo.

c) l’AI

Negli ultimi mesi qualche finanziere, compreso quello che aveva anticipato-guadagnandoci-la crisi del 2008, ha lanciato un grido d’allarme sull’AI, avvertendo che la bolla sta per scoppiare. Qualcuno potrebbe gioire del fatto che finalmente il grande bluff ideologico sia stato smascherato (v. AI, Equivoci e minacce, 29/5/25, Poliscritture-it), ma in realtà il successo dell’AI è largamente indipendente dalla solidità delle sue basi epistemiche. L’AI ha solo cominciato a sostituire molte delle attività ripetitive (e con questo intendiamo quelle che non aggiungono informazioni nuove- nel senso tecnico del termine) sia negli uffici sia nel campo digitale (sul web) ma anche nella produzione (quella già robotizzata). Ed è solo l’inizio, perché, a cascata, sta mostrando -per chi ha ancora occhi per vedere- quanto del lavoro e delle attività quotidiane siano superflue, necessarie in certe fasi alla riproduzione del capitale ma del tutto eliminabili e soprattutto estranee all’uomo.
E potrebbe anche essere, a suo modo, un conto alla rovescia.

Il mondo, come lo conosciamo, finisce nel 2050

di Paolo Di Marco

1- i fatti
È molto che se ne parla, a volte anche a livello di massa (tanto che ci avevano anche fatto un film), e fino all’anno scorso sembravano falsi allarmi, tanto che l’IPCC ne dava una probabilità del 4% nel 2100; gli studi più recenti hanno invece rovesciato il quadro: non è più questione di se ma di quando; e il quando più probabile è tra il 2025 e il 2095, con centro nel 2050: per allora l’AMOC, la grande corrente (Atlantic Meridional Overturning Circulation) che porta le acque calde dal sud al nord e riporta le acque fredde da nord a sud, redistribuendo il calore su tutta la superficie marina e poi terrestre (trasporta 50 volte l’energia prodotta in un anno da tutta l’umanità) si fermerà.

Il collasso ha una causa semplice: il riscaldamento globale sta sciogliendo i ghiacciai della Groenlandia, e l’acqua dolce diminuisce la salinità delle acque del nord, che è il motore base della circolazione.
Dal Sud arriva acqua di superficie calda e salata, man mano cede calore al Nord (e dall’acqua si distribuisce sulla terra)e si inabissa (fino a 3000 m) tornando indietro fredda e dolce; diminuendo la salinità si rallenta il ciclo e il flusso fatica anche a scendere, in un ciclo perverso (il contrario del ciclo virtuoso precedente) che progressivamente rallenta fino a fermarsi. Il punto di svolta definitivo (tipping point), quando la crisi diventa irreversibile, è in un intervallo di tempo che ha come centro il 2050, con una probabilità del 90%.
(Article Open access
Published: 25 July 2023
Warning of a forthcoming collapse of the Atlantic meridional overturning circulation
Peter Ditlevsen &Susanne Ditlevsen 
Nature Communications volume 14, Article number: 4254 (2023): questo è l’articolo del più autorevole studioso dell’AMOC che ha cambiato le prospettive; successivamente confermato da molti altri studi:

2- le conseguenze
Quello che succede (in breve sintesi) è che il caldo del sud non sale più al Nord, che si raffredda; non che il riscaldamento globale se ne vada, ma semplicemente rimane concentrato nelle fasce equatoriali; ne soffre soprattutto l’Europa del Nord e centrale, con picchi negativi di temperature fino a -20° e -30°; per gli USA il raffreddamento sarà netto ma forse non così accentuato come per il Nord Europa /.3° a decennio..);  I modelli per il Sud del mondo sono ancora in aggiornamento…(L’immagine del titolo riporta un momento di una delle simulazioni). Sembra quasi una burla che il riscaldamento globale provochi una forma di era glaciale localizzata.   Quello che è certo è che l’Europa (Gran Bretagna compresa) non sarà più la stessa, non solo climaticamente, con la parziale eccezione (anche qui solo climaticamente) di Italia e Grecia. (A parte le coste, dato che l’Atlantico-e il Mediterraneo di conseguenza- salirà di 70 cm).

È già successo altre volte..l’ultima la ripresa si è avuta dopo 1000 anni…e non c’era l’uomo nella sua forma sociale attuale.

3- Il segnale e i dati

Negli ultimi anni si è osservato che nel NordAtlatico c’è l’unica zona al mondo che non si riscalda, una grande Macchia Blu. È come un faro, il segnale che qualcosa non funziona nella redistribuzione del calore del mare. Ed è il segnale di allarme più evidente della crisi dell’AMOC.               Ma quello che in questi due anni ha cambiato le prospettive sull’AMOC non è stato tanto questo faro, ma soprattutto l’evoluzione dell’analisi dei dati. Il problema centrale è che abbiamo solo dati recenti sulla circolazione delle correnti marine, e quindi le previsioni avevano un grado di certezza basso. Ma si è rimediato in due modi: da un lato aggiungendo una prospettiva di lungo periodo coi dati dei sedimenti marini, che hanno permesso di estendersi per centinaia di migliaia di anni all’indietro; e dall’altro colle osservazioni marine delle navi dell’ultimo secolo, le stesse osservazioni che avevano permesso negli anni ’70 al centro di ricerche della Exxon (‘Exxon, the road not taken’) di allertare sul riscaldamento globale (‘Se non smettiamo subito le estrazioni di petrolio saremo tutti fottuti’). Colle nuove serie di dati si è avuto un salto di qualità nel rapporto dati/modelli di previsione, permettendo di creare un modello matematico che si inseriva perfettamente nella storia delle crisi preesistenti…e che prevedeva con una certezza del 95% questa prossima.

Kirk, bufale e boomerang

nella foto: sopra un fucile Mauser, sotto un Carcano


di Paolo Di Marco

Ci risiamo! Continuano a prenderci per idioti…
1- La versione ufficiale-FBI- dell’assassinio di Kirk sembra un film di Ridolini: il colpevole dichiarato, Tyler Robinson, arriva in macchina sotto l’edificio perfetto per il tiro, parcheggia e sale sul tetto con un enorme Mauser, invisibile ma supposto infilato smontato nello zainetto di 40×50 (??). Sul tetto si cambia (!sic), monta il fucile col cacciavite, spara un colpo solo mortale su Kirk che è di fronte a lui a 150m, smonta il fucile col cacciavite- che però dimentica lì, si cambia di nuovo (?!serve a far tornare i conti con le telecamere), scende dal tetto col fucilone nello zainetto (sempre invisibile), corre in vista della gente parcheggiata, si infila in un boschetto dove lascia il fucile montato (?senza il cacciavite che era rimasto sul tetto, con su il suo DNA, ma con intorno uno straccio che ha sempre il suo DNA-ma non il fucile); riprende la macchina, guida 300 miglia, appena arrivato a casa confessa tutto sui social, dove scrive anche dichiarazioni d’amore strampalate a un suo amico, poi confessa tutto al padre -che viene dichiarato ex poliziotto ma invece è imprenditore edile; il padre lo consegna subito all’FBI e incassa la taglia da un milione. E il colpevole è subito in prima pagina con l’FBI trionfante,
Possiamo pensare che questo pasticcio mal riuscito sia dovuto al fatto che il nuovo FBI di Patel sia pasticcione e incompetente come il suo direttore, ma conviene andare a vedere i fatti da vicino.

2- il primo dato è il colpo mortale: quello che si vede da tutte le riprese video è che sotto l’effetto del colpo Kirk ha un sussulto e poi si accascia sulla sinistra; il foro visibile è anch’esso sulla sinistra della gola (poco di fianco al pomo d’Adamo), grande come una monetina 10 cent; la fotocamera alle spalle di Kirk (recuperata da uno di Turning Point e mostrata a Candace Owens) non mostra alcuna traccia di sangue posteriormente.
L’FBI dice che il foro è quello di entrata dal colpo -l’unica spiegazione compatibile col tiro frontale e il colpevole dichiarato. Il coroner non trova il foro d’uscita. [1]
Il guaio è che tutti gli esperti di balistica su You Tube – dai cecchini dei Navy Seals ai cacciatori ai tiratori professionisti che conoscono il Mauser, di destra, di centro, anarchici (Marin, Vahalla, RangeDayBro…) che siano – dicono tutti che la ricostruzione FBI è impossibile: quel Mauser 98, 30-06 è un fucile di origine militare (1a e 2a guerra, poi caccia) che spara colpi devastanti: un melone colpito da 150 metri esplode letteralmente, un cranio umano lo stesso, e se non prende le ossa spande profluvi di sangue e schegge; e quello che si vedrebbe sarebbe anche il corpo che per effetto dell’urto viene catapultato all’indietro.
Il rumore anche sarebbe ben più forte del ‘pop’ smorzato che tutti sentono- anche se molti lo sentono passare sopra la testa.
Il sussulto e l’accasciarsi alla sua sinistra sono solo compatibili con un colpo di un piccolo calibro (o rivoltella) proveniente dalla sua destra (e che colpisce l’orecchio poi scende alla gola).
Mazzucco (LuogoComune2) analizza nel video gli strani movimenti di 3 personaggi alla destra di Kirk prima e durante, e crede di individuare una pistola che fa fuoco da sotto l’ascella. Ma l’angolazione basso-alto torna male, anche rispetto al rumore, e anche per un professionista sarebbe un colpo di grande difficoltà.
Quello che in ogni caso è inconfutabile è che la versione FBI non regge, e il suo colpevole dichiarato è totalmente improbabile.
Andrebbe anche sottolineato -come curiosità forse- come nei complotti coi colpevoli costruiti a tavolino il fucile sia sempre europeo: stavolta un Mauser, per Kennedy un Carcano-Mannlicher.

3- E col colpevole cade anche penosamente l’incriminazione della ‘sinistra’ per l’omicidio; dalla propaganda becera e opportunista delle nostre Angurie- mossa che una ‘sinistra’ con un minimo di palle potrebbe ora trasformare in un boomerang- fino alla messa al bando dell’antifascismo da parte di Trump: mossa per lui coerente ma giuridicamente demenziale.
Ma visto che di complotto si tratta: finto colpevole e FBI che racconta favole+assassino professionista (come dicono gli esperti citati) = complotto, sarebbe bello capire chi sono i mandanti.
Purtroppo qui le illazioni si sprecano ma i dati sono pochi. Da destra e da sinistra si punta molto il dito contro Israele, ma l’unico elemento plausibile che viene addotto sono le recenti timide critiche al genocidio ammesse nei recenti comizi…un po’ poco.
Preliminarmente però conviene mettere meglio a fuoco il personaggio: l’organizzazione di cui è stato fondatore ed efficace portavoce, Turning Point USA (punto di svolta), ha un bilancio di 80 milioni, alimentato da piccole donazioni ma anche da milionari; anonimi (e non, come il Fondo Bradley); l’organizzazione è molto vasta, con 1500 sedi in giro per le scuole degli USA e centinaia di migliaia di iscritti.
Kirk era la parte più visibile di un movimento che è qualcosa di nuovo per gli Stati Uniti: una formazione cristiana di base, radicata nelle scuole di tutti i livelli, politicizzata e socialmente impegnata (simile alla nostra Comunione e Liberazione d’antan), che sviluppa dalla base le battaglie della destra, dalla lotta all’aborto a quella ai vaccini.
È una gamba fondamentale del polipo della nuova destra, che si appoggia per le altre sugli evangelici (con i loro 30 milioni di voti per Trump), ma che sono ora movimento internazionale d’assalto in America latina (Bolsonaro e Milei frutti loro) come in Africa ed Asia (in Corea hanno superato il buddismo come prima religione)) e poi sul Maga, coacervo socialmente disomogeneo ma ben unito ideologicamente e ormai anche blocco di potere. (Il fatto che – tradotto in termini nostrani – sia un mix tra Lega e FdI ci indica la presenza di meccanismi ormai simili di creazione del consenso).
Ma mentre Maga ed Evangelici sono uniti da un abbraccio diabolico ormai indissolubile (i pochi evangelici indipendenti o non di destra sono stati emarginati senza sforzo), Turning Point è un movimento indipendente che può seguire logiche autonome, soprattutto proiettato nel futuro; il che in certe situazioni poteva essere molto imbarazzante. Di più ora non sappiamo…tranne che questo pericolo è stato scongiurato.

Nota


[1] Le indiscrezioni di un chirurgo vicino alla famiglia presente all’autopsia-la cui relazione sarà consegnata tra un mese privatamente- dicono tre cose:
– non c’è foro di uscita
– il proiettile è nel collo sotto la pelle
– le ossa di Kirk erano talmente dense da aver fermato un proiettile che avrebbe potuto uccidere quelli che gli stavano vicini
Qui siamo in pieno fumetto, con un Superman le cui ossa sono talmente forti da aver fermato un proiettile che viaggiava al doppio della velocità del suono e contemporaneamente talmente elastiche da averne assorbito l’urto.
Teniamo conto che i proiettili del Mauser 30-06 hanno un’energia all’uscita che varia tra i 2200 joule e i 3400 joule, col più leggero ‘scamiciato’ che all’ingresso si frammenta e distribuisce in giro la propria energia distruggendosi e distruggendo tutto il bersaglio (ma se l’han trovato non è questo), e quello più pesante incamiciato (full metal jacket) che ha una distruzione più mirata e un’energia cinetica maggiore-capace di spostare violentemente tutta la parte di bersaglio (testa o tronco) -ma dai video questo non succede per nulla.
Quindi siamo ancora in piena favolistica.’