Archivi tag: guerra batteriologica

Stretti Perigliosi

di Paolo Di Marco

1- Qualche nota a partire dal dibattito Rovelli-Sofri

L’intervento di Rovelli sulla pagina FB di Sofri (qui) ha un tono molto pacato ed anche accorato, esprime concetti e riflessioni che potremmo dire di grande buonsenso e largamente condivisibili anche da chi ha sensibilità diverse.
D’altro tono la risposta di Sofri (qui),  assai elaborata, studiata ad arte direi. Continua la lettura di Stretti Perigliosi

Il volto di MedUSA

di Paolo Di Marco

La danza Butoh proviene da Hiroshima; ci parla di lei, o forse siamo noi visti attraverso i suoi occhi. Trasforma il modo stesso in cui viene visto il corpo e la sua relazione col mondo e colle emozioni. Da quando ho visto i Sankai Juko molti decenni fa a Milano non ho più potuto vedere balletti e opere. C’è un coinvolgimento emozionale tale nel loro indicibile che brucia ogni altra esperienza simile. Continua la lettura di Il volto di MedUSA

l’anno scientifico in pillole: barriere infrante

di Paolo Di Marco

Le notizie più interessanti in ordine di importanza sono state:
1-Il 6° rapporto IPCC  che conferma le previsioni più pessimistiche dei rapporti precedenti: laddove il 5° rapporto dava il 2100 come punto di riferimento per i ‘punti di svolta’ (tipping points’, ovvero picchi di non ritorno) in questo il 2030 è l’anno in cui vengono a maturare molti dei frutti avvelenati creati dall’uomo capitalista nel corso degli ultimi due secoli.                                                                                                     Si precisa ulteriormente che quella a cui siamo di fronte è una cascata di effetti, dove il riscaldamento globale è il punto iniziale di altre crisi, come esemplarmente l’acqua: riscaldamento —>siccità nei paesi equatoriali e aridi/tempeste di aumentata intensità negli altri paesi—>accaparramento acqua mediante dighe —->guerre per l’acqua/emigrazioni/carestie —->esportazione del conflitto in altri paesi. La catena coinvolge le calotte polari in scioglimento, con duplici conseguenze: aumento del livello dei mari (soprattutto da Groenlandia e Antartide) e diluizione della salinità dei mari subpolari, con rallentamento dell’AMOC (di cui la corrente del Golfo è parte) e messa in crisi di tutti gli equilibri climatici (l’acqua dell’AMOC sposta il caldo dal Sud al Nord garantendo una temperatura accettabile al Sud e una meno fredda al Nord). L’elemento chiave è che questi effetti sono parte del presente, non di un futuro ipotetico. Prima di chiederci cosa fare conviene approfondire la comprensione di cosa realmente sta avvenendo. È una lettura lunga ma avvincente.

2-Il Nobel a Giorgio Parisi, ne abbiamo parlato già ma val la pena di ricordare che gliel’hanno dato ‘a rimorchio’ delle applicazioni climatiche (come del resto ad Einstein non l’avevano dato per la Relatività ma per l’assai più tradizionale studio dell’effetto fotoelettrico..anche se poi questo apre la strada ai quanti). L’entrata della complessità nel cuore delle teorie scientifiche è ancora un cammino incompiuto, in una fase in cui le università sono sempre più motori delle applicazioni pratiche (con le startup pronte sulla rampa di lancio) -(almeno all’estero, da noi siamo ancora al concorso vinto dal figlio scemo del cugino demente dell’illustre cattedratico, o ai bru-bru inetti che gestiscono Istituti tecnologici, v. Cingolani e il miliardo restituito) e dove anche le cattedre universitarie non sono più scuole di ricerca ma premi temporanei in attesa di migliore offerta sulla base delle tendenze più alla moda (sempre all’estero ovviamente); l’eccessiva fortuna della teoria delle stringhe ne è un esempio. Come anche il fatto che ancora vada di moda una bufala come la ‘energia oscura’, presunta causa di un’espansione dell’universo che in realtà è già inclusa nelle equazioni della Relatività .

3-Il cristallo temporale (Time Cristal), creato nei laboratori di Google, Stanford e Princeton da Khemani, Moessner, Nayak et al., apre la possibilità del moto perpetuo, rompendo la barriera della seconda legge della termodinamica: è un cristallo che cambia periodicamente configurazione senza alcun consumo di energia. (Anche se le sottigliezze in questo campo sono tali che non si può escludere una futura smentita proveniente da un’analisi più accurata).

4-I vaccini a RNA-messaggero erano in preparazione da tempo e sono arrivati giusto per la pandemia, con una velocità di produzione e certificazione impossibile in altri tempi. Nonostante le voci scettiche i maggiori hanno superato regolarmente tutte le prove, dalle tre fasi sperimentali alla certificazione finale. (Per la natura stessa dei vaccini eventuali effetti secondari dannosi decrescono esponenzialmente col tempo, quindi se si presentassero rappresenterebbero un rischio minimo). La loro gestione è stata tutt’altra musica: dai produttori finanziati totalmente dallo stato come Moderna che rifiutano di venderlo al terzo mondo e presentano richiesta di brevetto che esclude proprio i ricercatori dello stato (NIH) agli stati ricchi come USA in primis ed Europa che si accaparrano tutte le dosi e lasciano il terzo mondo a fare da incubatore per tutte le possibili varianti. Così per risparmiare 12 miliardi (il costo della vaccinazione globale) ne spendono migliaia di costi pandemici prolungati, giusto per confermare la stupidità della logica egoistica. L’altra considerazione è che la lotta alla pandemia ha due gambe, la prevenzione della malattia da un lato e il blocco della diffusione dall’altro. La prima gamba ha funzionato a metà (i soli vaccini) dato che l’altra metà (sistema sanitario pubblico di base e centrale) era in asfissia da tempo; la seconda gamba ha funzionato solo coi piedi: dopo aver usato il cannone per sparare alle mosche (il lockdown) si è persa in un coacervo di misure improprie o inefficaci per non disturbare il grande manovratore (il profitto delle aziende di produzione e distribuzione), senza imporre la ventilazione+depurazione nei luoghi di lavoro/consumo. Imponendo così ai vaccini un carico improprio, rinunciando all’immunità di gregge…ai tempi della peste manzoniana avevano fatto meglio, pur non sapendo le cause.

5-La guerra batteriologica è viva e vegeta: questa è la grande notizia che porta con sé la pandemia; anche se non sappiamo con certezza se il virus sia artificiale o zoonotico sappiamo però che Wuhan è uno dei dieci laboratori a guida US dove si prepara la guerra batteriologica, con capofila Fort Detrick. (Ce l’hanno detto Wade sul Bulletin of Atomic Scientist, ne parla già nel 2015 il telegiornale Leonardo, ne parla anche la dettagliata ricostruzione di Fosco Giannini su Cumpanis). I nomi da ricordare sono Ralph Baric (North Carolina Un.) Peter Daszac (EcoHealth (!!) Alliance, NY) e Anthony Fauci (CDC). Non si chiama più col nome originale bandito dall’ONU e proibito da Obama, ma coll’eufemismo ‘gain-of-function’ e segue la stessa logica: a) si prende un agente patogeno (virus o batterio) presente in natura —>b) lo si virulenta (il gain-of-function) con un poco di ingegneria genetica che lo renda predisposto per l’uomo —>c) si costruisce un vaccino —>d) lo si sperimenta —> e) si dà il vaccino alle proprie truppe —> f) si sparge il virus sul territorio nemico —>g) si mandano le truppe a raccogliere i cocci. Le fasi autorizzate per ora non comprendono dalla e) in poi, quelle propriamente belliche. Le altre ci sono tutte.

6-GPT-3 ha iniziato a scrivere: è un’intelligenza artificiale (A.I.) addestrata sulla grande letteratura e scrive in automatico. Per ora scrive cose assai interessanti miste a elementi privi di senso, ma una prima barriera è stata superata.

7-Un’altra barriera è stata infranta col Deep Fake Porn (porno a falsificazione completa) :su un sito online se uno mette la foto di una persona (perlopiù donna) viene generato un filmino pornografico di cui la persona rappresentata è protagonista. In questo momento il sito è offline (spento) ma le potenzialità di danneggiamento con ricatti, vendette e altro su persone amate/odiate sono enormi; e incontrollabili. Anche politiche: immaginate venga fatto a Giorgia Meloni: anche se poi si scopre che è un falso la sua carriera politica è finita, perché, per quanto lo sappia, la gente non può smettere di identificarla con quel film.

8-Un grande passo avanti sul funzionamento del cervello è stato fatto da Lisa Feldman Barret (Un. N.E.): il grande avanzamento degli ultimi decenni era il livello di dettaglio sulle funzioni cerebrali grazie a immagini sempre più sofisticate per via magnetica/termica/elettrica. La Barret ha però scoperto che questo dettaglio era ingannevole, dato che molte funzioni coinvolgono assai più zone del previsto; così si generano anche collegamenti ingannevoli, perché se uno fa un esperimento che coinvolge in teoria una piccola zona ma nel frattempo il paziente muove l’occhio si illumina grazie a questo più di metà del cervello. E inoltre esistono assai più collegamenti tra zone diverse di quanto il meccanicismo in voga aveva immaginato. Questo porta due risultati, entrambe interessanti: il primo che molti farmaci per malattie che coinvolgono il cervello hanno un bersaglio sbagliato o impreciso. Il secondo è che rimette in discussione il meccanicismo descrittivo e porta alla ribalta analisi più complesse (v. ancora Parisi) e multidimensionali (v. Damasio).

9-La fisica tedesca Netta Engelhardt ha fatto un passo avanti -rompendo anche qui una barriera- sulla risoluzione del paradosso dei buchi neri: un teorema di Hawking ci diceva che i buchi neri nel corso della propria vita perdono informazione – il che rompeva una legge generale tabù equivalente al ‘nulla si distrugge’. Con un’analisi geoalgebricamente assai raffinata la Engelhardt ha trovato un modo per individuare con precisione la zona (astratta) dove si poteva vedere l’evoluzione dell’informazione. E questa corrisponde proprio ad un andamento dove l’informazione non si perde. Manca ancora il passo finale…ma un’altra barriera è stata infranta. L’elemento interessante è stato che il percorso non è stato lineare: invece di affrontare l’ostacolo a testa bassa ha girato intorno all’ostacolo, usando un ‘pensiero laterale’, un cambiamento di visuale.

10-Makhijani Ramana, sul Bulletin of Atomic Scientist del 21/7, ha dimostrato come i piccoli reattori atomici modulari (SMR) che oggi vanno per la maggiore (anche sulla bocca di ministri italiani) siano del tutto inadatti a contribuire alla lotta al riscaldamento globale, a) vuoi per i costi dell’energia prodotta, pari a 4 e più volte quella delle fonti rinnovabili, b) vuoi per i tempi (2030 e oltre per l’inizio) c) e anche per l’affidabilità (inferiore a quella già bassa dei reattori attuali) d)senza contare il problema delle scorie e dei costi di smaltimento delle stesse che moltiplicherebbe ulteriormente i costi per un fattore incognito ma probabilmente non inferiore a 10.

Tutto questo, nel suo insieme, è scienza: nel bene e nel male, per la conoscenza e per il profitto, per il bene di tutti o di pochi; ma con il controllo di quella severa maestra che sono i dati e la loro verifica collettiva. Non sempre avanza il migliore..ma il peggiore viene presto eliminato. Finora ci sembra sia andata così…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il diavolo nei dettagli

di Paolo Di Marco

1- Wuhan, senza plotti

Zeynep Tufekci

il consulente del NYTimes per i problemi difficili (nonchè statistica e docente) ha affrontato il Complotto a testa bassa; il risultato è curioso: conferma che
– si sono svolte ricerche di ‘aggiunta di funzioni’ sui virus tipo Covid nel lab di Wuhan
– sono state finanziate dagli USA
– i  virus, semplici e ‘aumentati’ sono stati maneggiati con molta sciatteria, spesso in lab di livello sicurezza 2 (meno di una sala operatoria) invece che il prescritto 4
Questi 3 punti insiemi ci dicono: l’ipotesi di una fuoriuscita dal lab di Wuhan di virus è una possibilità concreta
Se uniamo la distanza del focolaio di W da altre sorgenti di virus e la ricerca infruttuosa di ospiti intermedi la possibilità rimane la più autorevole
– curiosamente ZT scarta l’ipotesi ‘guerra batteriologica’ con un brevissimo ragionamento indiretto: ‘per la guerra batteriologica si usano agenti patogeni per i quali abbiamo già l’antidoto’ (in questo caso il vaccino); affermazione vera e insieme di ovvia fallacia, dato che il vaccino viene dopo aver sviluppato il patogeno e averci fatto la ricerca dell’antidoto.
Essendo ZT persona non usa a fallacie questo breve cenno suona come una strizzata d’occhio..che allude alla non volontà di addentrarsi su una strada politicamente troppo pericolosa.
Rimangono in sordina, anzi mute di conseguenza, le informazioni di Wade sui numerosi finanziamenti a numerosi centri nel mondo per la ricerca su ‘funzioni aumentate’, sempre di orgine CDC-Fauci e sempre tramite la EcoHealthAlliance di Daszak (la volpe che per conto dell’OMS è andata a controllare il pollaio a Wuhan).

Ma tutto questo aprirebbe un vaso di Pandora (‘a can of worms’ direbbero gli americani),
dovendo scomodare altri due protagonisti: Fort Detrick, centro di ricerca militare nel Maryland insieme a Ralph Baric, professore dell’UNI North Carolina (e maestro della ‘signora dei pipistrelli…è tutta una grande famiglia), entrambe punte di diamante della ricerca per la guerra batteriologica da decine di anni.
Sempre col pretesto di trovare il vaccino per future malattie (cosa che si fa in ogni guerra batteriologica (v. Project Baseless dell’Aeronautica USA) , salvo darlo preventivamente solo ai propri soldati)..
E sempre col rischio di incidenti involontari, come:
– 3 casi febbre Q, ’51, 60
– 1 morto antrace, ’51
– 1 morto virus Machupo, ’64
– 1 morto morbillo ibrido, ’78
+
– Epidemia influenza A in Russia e Cina da campione USA ,’77,
– 1100 incidenti di laboratorio tra 2008 e 2012
– 12 anni di errate spedizioni internazionali di antrace vivo
– 6 mesi di chiusura di Fort Detrick per ‘falle’
+
-o anche volontari, come i campioni di antrace spediti ai senatori democratici sempre da Fort Detrick nel 2001, autore ancora ufficialmente ignoto (anche se c’è stato un suicidio..)

-Zeynep Tufekci,Where Did the Coronavirus Come From? What We Already Know Is Troubling, New York Times, 25/6/2021
-Nicholson Baker, The Lab-Leak Hypothesis/ For decades, scientists have been hot-wiring viruses in hopes of preventing a pandemic, not causing one. But what if …?/ The Intelligencer, 2021)
and What we know and don’t know about the origins of COVID-19 Poynter May 18, 2021

2-l’ipotesi atavica del cancro

Uno stress -calore, radiazioni, veleno- genera danni genetici, ma probabilmente, dice Davies, il tumore non è la proliferazione delle cellule danneggiate e quindi incontrollabili; passa da un processo darwiniano (puramente casuale)-lamarckiano (finalizzato) atavico che porta le cellule a produrre una cascata distruttiva delle catene geniche da cui emergono, per selezione naturale, delle cellule isolate (come i primi protozoi) che come tali si comportano (comprese anche le difese dai contrattacchi dell’organismo).
Sembrerebbe possibile che un accorto utilizzo dell’omeostasi possa rovesciare la situazione, forzando condizioni energetiche tali da favorire nuovamente la cooperazione (mancanza di nutrimento et similia).
Tuttavia non ci troviamo di fronte ad un organismo o ad una singola cellula che devono adattarsi, ma ad un cambiamento genetico, che può essere alterato solo mediante un percorso darwiniano di mutazione/selezione inverso a quello originale, per quanto influenzato dall’esterno e reso ‘lamarckiano’ dall’omeostasi.
E assomiglia assai a rimettere insieme l’uovo dopo averlo rotto. Anche se non ci manca energia da sprecare nel processo.
Questo scontro tra anarchismo (di ritorno) e collettivismo ricorda da vicino l’organismo sociale e gli antagonismi che lo caratterizzano.
E il fatto che ci fossero (e ci siano ancora) gli anarco-comunisti ci rincuora.



Paul Davies, The demon in the machine, Penguin, 1/2019

3- clima

L’ultimo rapporto (2022, in bozze) dell’IPCC (International Panel on Climate Change, organismo internazionale formato da scienziati selezionati dai governi: di provata competenza..e ovvia moderazione) è catastrofico: in sintesi dice che fra 30 anni l’umanità sarà sull’orlo dell’estinzione.
Cos’è cambiato dal precedente, che faceva sì previsioni drammatiche ma assai meno drastiche e stemperate nel tempo?
Semplicemente che la complessità e i suoi figli caos e retroazione positiva si sono fatti sentire. E processi che sembravano lineari sono diventati esponenziali.
L’Artico è la zona che si è più scaldata in media, ad oggi di 5°, ma con picchi accentuati (la regione più fredda del mondo, la Kamchatka, ha in questi giorni temperature di 27°); quando bruciano le i cespugli e le foreste si scioglie il permafrost, che contiene grandi

quantità di metano, un gas serra cento volte più potente dell’anidride carbonica, aumentando così l’effetto serra e il riscaldamento. (‘retroazione positiva’ (feedforward))
Il mare è stato un grande serbatoio di assorbimento di CO2, (anche se ora è saturo al 94%), ma questo ha provocato un aumento dell’acidità dell’acqua, col conseguente scioglimento delle barriere coralline e la riduzione di ossificazione dei pesci; il calore assorbito (la gran parte di quello che arriva sulla terra) in parte è andato negli strati inferiori, (con conseguenze imprevedibili sulle grandi correnti oceaniche) e in parte torna ad alimentare l’aria sovrastante, cambiando le correnti e aumentando di molte volte l’energia delle tempeste. (‘creazione di attrattori caotici’ a largo raggio ma anche a breve)’
La migrazione di popolazioni in fuga dalla siccità e dalla riduzione delle risorse (in aumento progressivo da 5 a 500 milioni da qui al 2050) provoca un’accentuazione dell’intensità di sfruttamento delle risorse nelle zone di arrivo insieme ad una estesa conflittualità (scontri migranti-stanziali come in Europa e USA); la riduzione dell’acqua disponibile legata anche allo scioglimento dei ghiacciai (diminuiti del 40% rispetto a metà secolo scorso) provoca una corsa all’accaparramento delle risorse (dighe sui fiumi v. Eufrate, Nilo, Gange, Brahmaputra) e venti di guerra (Turchia-Iraq, Siria; Egitto-Sudan; Cina-India,Indocina), come anche l’impiego delle tecnologie di semina artificiale delle nubi (Cina-India ancora).
Questi e altri elementi si uniscono a una tendenza inesistente alla mitigazione delle cause:
Europa, Asia e USA continuano lo stesso tasso di emissioni (accompagnate da forti venti generati dalle promesse a vuoto), l’Amazzonia che era il ‘polmone verde’ del mondo quest’anno è diventata emettitrice netta di CO2; per le palme da olio hanno distrutto col fuoco il verde dell’Indonesia e del Borneo, col fuoco della torba che continua per mesi a bruciare e riempire i cieli.
Sono sicuramente contenti gli evangelici che hanno dato 40 milioni di voti a Trump, altrettanti a Bolsonaro, fatto eleggere un loro in Australia, perchè vedono avvicinarsi il regno dei cieli.

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-Joint NASA, NOAA Study, Earth’s energy imbalance approximately doubled during the 14-year period from 2005 to 2019, 15/6/2021

-Potsdam Institute for Climate Impact, Tipping Elements - the Achilles Heels of the Earth System, 2019
-The Science of Climate Change Explained Facts, Evidence and Proof - The New York Times, 25/5/2021
-The Lancet, The 2020 report of The Lancet Countdown on health and
climate change: responding to converging crises, 2/12/2020
-IPCC, Draft Report 2022, (France 24) Crushing climate impacts to hit sooner than feared: draft UN report -Issued on: 23/06/2021 
-Science Alert, Someone Leaked The Next IPCC Report. Here's How Experts Are Reacting, C. Watson 25/6/2021

Appendice: scettici..a pagamento

quello che segue è l’elenco di tutti gli Istituti messi in piedi dai petrolieri (in primis i Flli Koch e la Exxon) per occuparsi (a modo loro) del riscaldamento globale.

Un analogo elenco è disponibile (se a qualcuno interessa) di tutti i personaggi finanziati da questi: politici, scienziati, e, perchè no, ambientalisti. La generosità dei petrolieri non ha limiti.

ExxonMobil Corporation
Competitive Enterprise Institute
Accuracy in Academia
Accuracy in Media
Acton Institute for the Study of Religion and Liberty
The Advancement of Sound Science Coalition
US Russia Business Council
Air Quality Standards Coalition
American Council on Science and Health
American Enterprise Institute
ALEC – American Legislative Exchange Council
American Conservative Union Foundation
American Petroleum Institute
The Advancement of Sound Science Center, Inc.
Centre for the New Europe
American Recreation Coalition
Annapolis Center for Science-Based Public Policy
Aspen Institute
Arizona State University Office of Cimatology
Atlantic Legal Foundation
Atlas Economic Research Foundation
Blue Ribbon Coalition
Capital Legal Foundation
Capital Research Center and Greenwatch
Public Interest Watch
Cato Institute
American Spectator Foundation
Center for Strategic and International Studies
Center for the Defense of Free Enterprise
Center for the Study of Carbon Dioxide and Global Change
CFACT – Committee for a Constructive Tomorrow
Chemical Education Foundation
Citizens for A Sound Economy and CSE Educational Foundation
Citizens for the Environment and CFE Action Fund
Clean Water Industry Coalition
Consumer Alert
Council for Solid Waste Solutions
Federalist Society for Law and Public Policy Studies
FREE – Foundation for Research on Economics and the Environment
Frontiers of Freedom Institute and Foundation
George C. Marshall Institute
George Mason University, Law and Economics Center
Global Climate Coalition
Great Plains Legal Foundation
Harvard Center for Risk Analysis
Heartland Institute
Koch Industries
Heritage Foundation
Hoover Institution on War, Revolution and Peace, Stanford University
Hudson Institute
Independent Institute
Institute for the Study of Earth and Man
International Republican Institute
James Madison Institute
Mackinac Center
Manhattan Institute for Policy Research
Media Institute
Mountain States Legal Foundation
National Center for Policy Analysis
National Environmental Policy Institute
National Legal Center for the Public Interest
National Wetlands Coalition
National Center for Public Policy Research
Pacific Legal Foundation
Pacific Research Institute for Public Policy
PERC – Property and Environment Research Center, formerly Political Economy Research Center
Reason Foundation
Reason Public Policy Institute
Science and Environmental Policy Project
Southeastern Legal Foundation
Center for American and International Law
Texas Public Policy Foundation
Washington Legal Foundation
New England Legal Foundation
American Coal Foundation
Weidenbaum Center on the Economy, Government, and Public Policy
Center for the New West
National Wilderness Institute
American Enterprise Institute-Brookings Joint Center for Regulatory Studies
American Council for Capital Formation Center for Policy Research
Landmark Legal Foundation
Lexington Institute
Stanford University GCEP
ECO or Environmental Conservation Organization
National Policy Forum
Statistical Assessment Service (STATS)
World Climate Report
Independent Commission on Environmental Education
American Policy Center
Greening Earth Society
Alexis de Tocqueville Institution
Americans for Tax Reform
Association of Concerned Taxpayers
Center for Security Policy
Cooler Heads Coalition
Defenders of Property Rights
Junkscience.com
Seniors Coalition
60/Sixty Plus Association
Small Business Survival Committee
Institute for Biospheric Research
Center for Environmental Education Research
National Council for Environmental Balance
Institute for Regulatory Science
International Policy Network – North America
Fraser Institute
Alliance for Climate Strategies
Mercatus Center, George Mason University
Media Research Center
Congress of Racial Equality
Tech Central Science Foundation or Tech Central Station
National Black Chamber of Commerce
Free Enterprise Action Institute
Institute for Energy Research
The Justice Foundation (formerly Texas Justice Foundation)
International Council for Capital Formation
Africa Fighting Malaria
United for Jobs
Illinois Policy Institute
Earthwatch Institute
Institute of Humane Studies, George Mason University
The Locke Institute
Virginia Institute for Public Policy
American Friends of the Institute for Economic Affairs
Communications Institute
Free Enterprise Education Institute
Lindenwood University
National Association of Neighborhoods
University of Oklahoma Foundation, Inc.
Institute for Senior Studies
Western Fuels
National Mining Association
Shook, Hardy and Bacon LLP
Peabody Energy
European Enterprise Institute
Climate Research Journal
Cornwall Alliance for the Stewardship of Creation
DCI Group
World Affairs Councils of America
New Zealand Climate Science Coalition
International Climate Science Coalition
Centre for the New Europe
Science and Public Policy Institute
Institute for Public Affairs
Cascade Policy Institute
Oregon Institute of Science and Medicine
Affordable Power Alliance
Smithsonian Astrophysical Observatory
Doctors for Disaster Preparedness
Business Civic Leadership Center
Committee For Economic Development
The Tax Foundation
Wyoming Heritage Foundation
Institute For Liberty
Consumers Alliance for Global Prosperity
Initiative for Public Policy Analysis
Australian Climate Science Coalition
American Energy Freedom Center
TSAugust
Global Warming Policy Foundation
U.S. Department of Energy
Americans for Prosperity
American Coalition for Clean Coal Electricity
Hawthorn Group
American Coalition for Clean Coal Electricity
American Electric Power
U.S. Chamber of Commerce
Senator James Inhofe’s Office
Philanthropy Roundtable
Donors Trust
Donors Capital Fund
Charles Koch Institute
State Policy Network
Charles G Koch Charitable Foundation
Knowledge and Progress Fund
CO2 Coalition