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Pianeta Mozart

di Angela Villa

La Fondazione Ambrosianeum di Milano, dedica un ciclo di incontri ai giganti della musica classica. Adriano Bassi, musicologo, concertista di pianoforte, compositore e direttore d’orchestra, presidente del Comitato di Milano della Società Dante Alighieri, racconta i primi anni di vita di Wolfgang Amadeus Mozart (al battesimo Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus; Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791). Bassi parla al microfono e poi al pianoforte, mostra alcuni esempi musicali. Evidenzia diversi aspetti della vita di Mozart, raccontando, in particolare, il periodo dei viaggi in Europa. Dimentichiamo Mozart del film di Milos Forman “Amadeus” (1985), dimentichiamo Mozart dei diversi passaggi pubblicitari, degli spettacoli teatrali e concentriamoci per un momento su un bambino che, già in tenera età, faceva lunghi e scomodi viaggi in carrozza, per esibirsi nelle principali corti d’Europa. Viaggi, molto faticosi che finiranno per minare la sua fragile salute. Spostamenti che si svolgevano in condizioni precarie: umide e traballanti carrozze, che percorrevano, fra l’altro, strade dissestate e insicure. Il piccolo Amadeus, spinto dal padre, che lo mostrava come un fenomeno da baraccone, viaggiava da una corte all’altra, immaginiamo la sua infanzia, con questa figura incombente, quali dolori fisici e mentali avrà dovuto sopportare? Ecco il Mozart su cui si sofferma Adriano Bassi, un bambino che a sei anni, già padroneggiava il clavicembalo, il violino e l’organo, suonando senza spartito. Durante questi viaggi, vengono composte le prime sonate per violino e clavicembalo, la prima sinfonia, “N. 1 in mi bemolle maggiore K 16”, un oratorio e la prima opera buffa: “La finta semplice”. Viaggi faticosi, ma che hanno permesso al piccolo genio, di poter approfondire le sue conoscenze, di sviluppare il suo talento e di conoscere i più grandi compositori di quel periodo storico. Solo per fare un esempio, a Milano il 23 gennaio del 1770 trovò un comodo alloggio nella canonica della chiesa di San Marco, ebbe modo di conoscere e ascoltare la musica di Niccolò Piccinni, uno degli ultimi grandi rappresentanti della Scuola Napoletana. Il tempo è molto limitato per parlare di un gigante della musica e forse occorrerebbe fermarsi su un aspetto in particolare, impossibile analizzare il Pianeta Mozart in novanta minuti, ma Adriano Bassi riesce comunque a dare qualche stimolo, evidenziando nei passaggi al pianoforte, la ricchezza e la modernità del compositore. Una modernità che si coglie nello stile delle sue composizioni, nel suo forte desiderio di sperimentare, modulando, passando da una tonalità all’altra, utilizzando accordi di settima, creando in tal modo aperture e sorprese in ogni sua composizione. Altro elemento di modernità lo si può cogliere nella visione della musica come linguaggio, come modalità di comunicare messaggi, comprensibili a tutti. Mozart riuscì, in tal modo, a compiere una rottura molto forte con i poteri ecclesiastici, una rottura che pagò personalmente allontanandosi dal padre. Cercò di vivere la sua musica da uomo libero, in un periodo storico in cui questo era impossibile. Purtroppo fu molto sfortunato, perché morì proprio nel momento in cui le sue opere si stavano diffondendo in Europa. Si sforzò, andando sempre controcorrente, di seguire il suo intuito, il suo talento, impresa difficile, perché a quel tempo, il musicista dipendeva totalmente dal mecenate, dal clero, che commissionava opere sacre. Ma lui seguiva il suo genio. Per questo motivo rimase sempre più isolato, fino agli ultimi momenti di vita.
Altre novità significative nella ricerca musicale di Mozart, riguardano due aspetti in particolare:
1. Lo sviluppo della forma sonata di Haydn, dandogli maggiore drammaticità, forza e tensione (aspetti evidenti nella prima “Sinfonia K183 e K503” caratterizzata da repentini cambi di tonalità).
2. La sua visione del teatro: nelle opere teatrali troviamo personaggi che rispecchiano la realtà, parlano attraverso l’orchestra che diventa l’anima della storia. Ciò che le parole non possono esprimere, viene raccontato dagli strumenti musicali. La realtà con le sue contraddizioni, con le sue contaminazioni, il tragico e il comico, emerge nei suoni e nelle variazioni di ogni singola nota.
Infine Adriano Bassi si sofferma ad analizzare il mistero della sua morte. C’è quasi un catalogo, come quello di Leporello, più di cento ipotesi fra cui, influenza, febbre miliare acuta, infezione da streptococco, emorragia cerebrale, obesità, trichinosi (patologia che colpisce i consumatori di carne di maiale poco cotta), l’avvelenamento per mano di Antonio Salieri, fino alla teoria più recente, trauma cranico in seguito ad un’aggressione, di un marito geloso, molte di queste ipotesi, come quella più recente dell’aggressione, sono state recentemente confutate, dagli storici, perché prive di fondamento o di fonti storiche attendibili. Difficile stabilire cosa lo abbia veramente ucciso. Quello che gli studiosi hanno potuto capire, dalle testimonianze della moglie Costanza e dai documenti scritti dai medici del tempo, fu che Mozart si ammalò a partire dal 20 novembre del 1791, dopo un intenso periodo produttivo in cui compose “Il Flauto Magico”, “La Clemenza di Tito” e parti del “Requiem”. Nei giorni successivi fu colpito da vomito, febbre, sudorazione eccessiva, morì il 5 dicembre del 1791. Aveva appena trentacinque anni. Avrebbe ancora composto altre opere immortali? Oppure, giunto al vertice della sua creatività non avrebbe scritto più nulla? Come accadde per esempio nel caso di Rossini. Impossibile saperlo. Possiamo però capire perché, uomini e donne di ogni generazione, continuano ad ascoltarlo a trarre piacere dalle sue composizioni. Alcuni studi parlano dell’Effetto Mozart, l’ascolto delle sue composizioni aumenterebbe la capacità di concentrazione e attenzione, anche questa è una controversa teoria scientifica. Credo poco a questo utilizzo utilitaristico, io personalmente lo ascolto per cogliere, nello spazio fra le note, l’infinito che c’è, e poiché ogni spartito ha un inizio e una fine, l’infinito che c’è, è proprio là, nel finito.

Nota

Una guida all’ascolto ben articolata, ricca di registrazioni, la si può trovare nel sito: www.flamioonline.it (L’ORCHESTRA VIRTUALE DEL FLAMINIO).Esistono inoltre diverse biografie ben documentate sulla vita di Mozart. Sono illuminanti e molto profondi, i testi di Massimo Mila.
Prossimi appuntamenti musicali della Fondazione:
GIOVEDÌ 29 FEBBRAIO ORE 18:30: PIANETA BEETHOVEN
GIOVEDÌ 14 MARZO 2024 ORE 18:30: PIANETA VERDI
GIOVEDÌ 28 MARZO 2024 ORE 18:30: PIANETA ROSSINI

Milano, Fondazione Ambrosianeum, 15 febbraio 2024